Il pino mugo e la neotrombicula autumnalis
Sei appena rientrato da una fantastica escursione in montagna e accusi un gran prurito sulla pelle?
E forse hai camminato in mezzo ai mughi? Magari avrai pensato ad un ragnetto o qualche insetto, ma molto probabilmente la causa non è questa: quasi sicuramente si tratta di prurito da trombicula!
La Neotrombicula autumnalis, questo il suo nome scientifico, è un minuscolo e aggressivo acaro appartenente alla famiglia delle Trombiculidae. Diffuso in Italia, lo si può incontrare in diverse regioni, tra cui la Toscana, il Gargano, le province di Matera e Benevento, nonché nel nord-est del Paese. Questo acaro è noto per causare fastidiose reazioni cutanee, soprattutto nei mesi autunnali.
Nella stessa famiglia delle Trombiculidae rientrano anche altri piccoli parassiti noti come cimici, insetti delle bacche, acari pruriginosi e acari del raccolto, tutti caratterizzati dalla capacità di provocare irritazioni cutanee e prurito, in particolare nei periodi di maggiore attività agricola.
Tecnicamente, le trombicule non sono insetti. Sono aracnidi, nella stessa famiglia di ragni, opilioni, scorpioni, acari e zecche. Per sapere se ti trovi di fronte a un ragno o a un insetto puoi contare le zampe: gli insetti hanno solo sei zampe, mentre i ragni ne hanno otto.
Se senti un forte prurito sulla pelle, potresti avere la trombiculosi. Questa è un’infezione causata da piccoli parassiti chiamati trombicule. Questo antipatico parassita è noto anche col nome di acaro pungitore. I parassiti sono organismi che vivono grazie a un ospite, dal quale prendono il nutrimento necessario per sopravvivere e crescere. Nel caso della trombiculosi, il parassita è appunto la trombicula e provoca piccole irritazioni sulla pelle che sembrano punture di insetti.
La trombicula autumnalis vive nelle boscaglie sui vegetali, predilige un ambiente caldo e umido e in Dolomiti prospera soprattutto nelle macchie di pino mugo. Le larve di trombicula infestano gli umani strisciando su scarpe e gambe mentre ci facciamo strada nella boscaglia.
La cosa curiosa è che le larve non ci mordono davvero. E nemmeno succhiano il nostro sangue. Invece, le larve usano la bocca per praticare piccoli fori nella nostra pelle attraverso i quali secernono enzimi salivari specializzati e progettati per abbattere le nostre cellule della pelle dall’interno. Quindi, le larve si nutrono di questa miscela attraverso un tubo formato da cellule della pelle indurite, chiamato stilosoma.
Nelle aree dove si riscontra la presenza della trombicula, la gente del posto conosce bene le forti dermatiti provocate dal terribile acaro pungitore, e ben si guarda di camminare tra i mughi nel periodo autunnale, quando il famelico acaro diventa particolarmente aggressivo.
Il contagio avviene infatti camminando tra i cespugli, ma anche nell’erba alta ai margini dei boschi. Vittime del prurito da trombicula sono gli escursionisti e chi lavora nei boschi, i cacciatori o i cercatori di funghi. La trombicula autumnalis è un parassita molto resistente, ma nonostante la sua resistenza l’acaro non è in grado di infettare l’uomo se non viene a contatto con la pelle nuda. Infatti, la trombiculosi è una malattia trasmessa solo per contatto diretto tra persona e parassita.
Ma anche le trombicule hanno un punto debole, risentono della temperatura ambientale: infatti sono molto più attive nel pomeriggio e quando la temperatura al suolo è tra i 19° C e 30° C, ma diventano completamente inattive sotto i 15° C mentre al di sotto dei 6°C muoiono.
Come ho già detto, solo le larve di trombicula causano il fastidioso prurito e sono parassiti degli animali e dell’uomo, mentre le ninfe e gli adulti vivono liberi nel terreno.
Le larve infatti, a differenza degli adulti, necessitano di sostanze nutrienti che trovano nell’ospite.
Gli adulti invece si nutrono dei fluidi delle piante o delle uova degli insetti o delle loro stesse larve.

La nostra pelle non è troppo gentile con tutta questa perforazione e digestione parassitaria. Di conseguenza, gli esseri umani in genere sviluppano protuberanze o orticaria simili a brufoli rosso vivo intensamente pruriginosi o un’eruzione cutanea generalizzata nelle aree in cui erano attaccati gli acari. Fortunatamente la trombicula non trasmette malattie, ma come ho detto causa un fortissimo prurito che può persistere per oltre una settimana.
Le larve hanno colore rosso – arancio e dimensioni simili a una capocchia di spillo. Le aree cutanee maggiormente esposte all’infestazione sono quelle più facilmente a contatto con il terreno; piedi e gambe, ma anche testa, orecchie e ventre qualora ci si distenda sull’erba.
Le trombicule preferiscono attaccarsi alla pelle nelle aree in cui gli indumenti aderiscono perfettamente al corpo, come nella parte superiore dei calzini o attorno ai bordi elastici della biancheria intima, quindi un’eruzione cutanea in queste aree può essere un indizio della causa specifica. La puntura non viene subito percepita dall’ospite, ma dopo circa 1-3 ore.
Prevenzione del prurito causato dalla trombicula
Come sempre, la prevenzione è più importante della cura. Come misura preventiva è consigliabile innanzitutto indossare abiti lunghi. No a magliette a maniche corte, pantaloni corti e sandali.
Evitare di strusciare sui mughi e di sedersi o sdraiarsi sull’erba. Le rocce esposte al sole rappresentano un luogo sicuro dove sedersi, al riparo dal temibile acaro pungitore.
I repellenti da applicare sulla pelle sono utili per evitare il fastidioso prurito dovuto al morso della trombicula, quelli che funzionano per le zanzare e le zecche funzionano anche per la trombicula autumnalis.
Le trombicule sono particolarmente sensibili allo zolfo, che può essere un alleato prezioso contro di esse. La polvere di zolfo, nota come zolfo sublimato o fiori di zolfo, deve essere applicata intorno ai bordi di pantaloni, calze e scarponi.
Se ci si trova in una zona potenzialmente infestata, è consigliabile stendere la polvere anche sulla pelle di gambe e braccia. Per attenuare l’odore dello zolfo, è possibile mescolarlo con borotalco in parti uguali.

Va tenuto presente che lo zolfo ha un odore intenso e, unito al sudore, può risultare sgradevole. Inoltre, in alcune persone può irritare la pelle; se non lo si è mai usato, è consigliabile testarlo prima su una piccola area di cute.
Una volta rientrati dall’escursione in montagna è bene lavare gli indumenti (almeno a 60°C) e fare una doccia con acqua calda e sapone. Lavandosi subito non solo si eliminano le larve che stanno correndo sulla pelle in cerca della zona da pungere ma anche quelle che sono già attaccate.
Terapia
La trombiculosi non è contagiosa, non si trasmette da persona a persona. Per curarla, si usano creme antiparassitarie e/o corticosteroidi. A volte, può essere necessario prendere antibiotici per via orale. Se vieni morso dalla trombicula e senti un prurito intenso, l’unico rimedio è usare farmaci antistaminici o creme a base di cortisone da applicare sulla zona del morso. Tuttavia, questi trattamenti alleviano solo in parte i sintomi, e il prurito scompare solo quando il corpo elimina lo stilostoma, che è il tubo usato dagli acari per nutrirsi. Gli acari inseriscono questo tubo nella pelle e rilasciano enzimi che distruggono il tessuto, di cui poi si nutrono le larve.
Per informazioni scientifiche più dettagliate consulta il sito del Dott. Luciano Schiazza, da cui ho tratto alcune preziose informazioni (www.lucianoschiazza.it/documenti/trombiculosi.html).
Riassumendo:
La trombicula è un acaro che vive nelle boscaglie sui vegetali. Questo antipatico parassita è noto anche col nome di acaro pungitore.
La trombiculosi è un’infezione provocata dalla trombicula. Soltanto le larve di trombicula causano il fastidioso prurito e sono parassiti degli animali e dell’uomo. La trombiculosi si manifesta con piccole lesioni sulla pelle simili a punture di insetto.
L’unico rimedio è quello dell’utilizzo di farmaci antistaminici o pomate cortisoniche. In biologia, qualsiasi organismo animale o vegetale che viva a spese di un altro.
Lo stilostoma è il tubo di alimentazione degli acari.
