Dolomiti UNESCO, moto e auto sportive

Le moto sui passi delle Dolomiti

Troppe moto sui passi delle Dolomiti?
Voglio con questo post esprimere la mia opinione, condivisa da molti e sicuramente invisa da altri.
Esercito da molti anni la professione di guida alpina, e soprattutto durante la stagione estiva mi trovo quasi tutti i giorni sulle nostre splendide montagne, famose in tutto il mondo, che a mio avviso dovrebbero essere un luogo di pace e tranquillità.

Purtroppo però, con l’arrivo di orde di motociclisti irrispettosi di questo magnifico territorio, è sempre più difficile godere del silenzio che contribuisce a rendere speciale l’ambiente montano. Il rombo delle moto sui passi delle Dolomiti, il più delle volte lanciate a grande velocità, si ode in ognidóve.

Se ciò non bastasse, con sempre maggior frequenza anche i raduni di auto sportive sono in continuo aumento. Novelli Schumacher si inseguono lungo i tornanti della strada, trasformata in un vero e proprio circuito. A giorni avrà luogo proprio qui a Cortina un nuovo raduno.
Leggo che si tratta di «una tre giorni all’insegna dei motori rombanti» e che «la colorata carovana partirà per un tour che attraverso curve e tornanti raggiungerà la prima tappa dell’itinerario: il Passo Giau, il celeberrimo valico alpino posto a 2.236 metri ». Qui il link alla notizia.

Comprendo la passione per la velocità, io stesso amo la guida sportiva, ma c’è un posto per ogni cosa. Alcuni miei amici, appassionati motociclisti, prenotano le loro corse nei vari circuiti italiani che offrono questo tipo di servizio.

Oltre al rumore, non dimentichiamo i rischi che si corrono percorrendo i passi dolomitici, quando i “valorosi” motociclisti sfrecciano indiavolati tra i tornanti. Ogni anno gli incidenti sono numerosi.
Il più delle volte ad avere la peggio è lo stesso centauro, ma spesso vengono comunque coinvolti anche coloro che guidano con prudenza.

Moto sui passi delle Dolomiti

Ma la cosa che più mi infastidisce è proprio il rumore delle moto e delle auto in corsa.
Che io stia arrampicando sui Lastoni di Formin o salendo lungo la nascosta parete ovest della Tofana di Rozes, il fastidioso, incessante rumore dei motori di auto sportive o moto sui passi dolomitici rappresenta un continuo disturbo a quella che dovrebbe essere una piacevole giornata tra il silenzio dei monti.

Ma come, mi chiedono spesso i clienti, non è questo un sito UNESCO? Non dovrebbe essere questo un luogo protetto, dove poter godere non solo di splendidi panorami, ma anche del sapore vero della montagna? E la Polizia? Non c’è forse in Italia un limite delle emissioni sonore in Db per le marmitte dei motoveicoli?
Pur frequentando regolarmente queste strade, non ho mai incontrato una pattuglia sui passi dolomitici.

Bisogna anche dire che, tra la stragrande maggiornaza di moto rumorose e velocissime, c’è una piccola minoranza di motociclisti che guidano tranquillamente, ammirando il panorama e godendosi il loro tour dolomitico. Da quanto ho potuto osservare il moto-turista proveniente dai Paesi Bassi è quello che maggiormente si identifica in questa categoria. Al contrario, i più scatenati sono i germanici e gli austriaci. Di italiani, anche loro solitamente fulminei, ne incontro molti meno rispetto agli stranieri.

Viviamo in un ambiente unico al mondo, ed invece che esserne orgogliosi e fieri lo stiamo distruggendo giorno per giorno per un po’ di denaro.

Voler sostenere questo tipo di turismo è miope e di cattivo affare; ha un profondo impatto sull’ambiente e sulla qualità di vita dei residenti. E va a scapito dei molti turisti che spendono molto e vengono qui per trovare una natura incontaminata, pace e tranquillità.

Raduno di auto sportive

Curiosando sul noto sito di recensioni TripAdvisor mi ritrovo a leggere il commento di un appassionato di montagna particolarmente affezionato alle Dolomiti, che esprime il suo pensiero sul sempre maggior traffico di moto sui passi delle Dolomiti.

Di seguito riporto quanto espresso dall’utente di TripAdvisor. Si tratta di una lettera firmata, ma in questa sede è doveroso mantenere l’anonimato per ovvie ragioni di privacy.
Condivido pienamente la sua opinione e per questo motivo pubblico il suo scritto con piacere.
Faccio notare che la recensione risale al 2014, e fino ad oggi nulla è stato fatto per risolvere il problema, che invece si è aggravato.

Da sempre oasi splendida, nel naturale silenzio… ma oggi non più.

Per quasi trent’anni mi sono recato quasi tutte le estati e parecchi inverni sulle Dolomiti, dalla Val di Sole, all’Alpe di Siusi, alla splendida Alta Badia, a Cortina. Passeggiate estive e spettacoli invernali rendono queste montagne uniche al mondo; il tutto condito da una grande attenzione all’ambiente e alla cura del turismo da parte di chi le decora con la dovuta delicatezza.
Un turismo particolare certo, per chi a cui piace la natura, la vita attiva, gli spettacoli, e il bello in generale. Hotel molto curati, anche il piu’ semplice dei due stelle merita le migliori lodi; prezzi giusti ed equi, mai esagerati, servizi senza pari.
Passeggiate, parchi per bambini, cucina generale ottima e varia, insomma, un paradiso.

Ma da qualche anno una nota dolente, che a mio avviso è piuttosto grave e che mi ha convinto in varie occasioni a cambiare destinazione e a recarmi sulle, altrettanto belle, Alpi Svizzere dove l’inconveniente ormai frequentemente incontrato sulle Dolomiti italiane non si presenta. Parlo delle chiassosissime moto sui passi delle Dolomiti che, spesso in gruppi, producono echi e rumori assordanti lungo i boschi, e i passi, e le cime, udibili da centinaia di metri di distanza, anche fin sopra ai rifugi; totalmente fuori luogo, e inutile.
Già durante tutto l’anno ormai dobbiamo sopportare questi motori che emettono suoni simili a petulenze che ci tolgono pace e tranquillità fin nelle nostre case; e trovare questo, anche sulle Dolomiti, è veramente frustrante e scatena grande rabbia.

Non comprendo quale sia il bisogno di questi individui di dover rompere ambienti così magici con i loro mezzi di trasporto, anche se in realtà non vengono vissuti come tali; è come se aggredendo l’ambiente circostante con i rumori che producono si sentano di averli conquistati, aver preso possesso degli spazi incontaminati senza curare minimamente di aver invaso la libertà degli altri, decisamente più educata e discreta. Un atteggiamento quanto mai primitivo e di certo, destinato con il tempo a scomparire, con l’evolversi del genere umano.

Mi chiedo allora, se lo stato italiano non riesce a far rispettare i limiti di decibel dei rumori prodotti dai motori (tra moto da cross e altre, magari con scarichi aperti, è veramente pazzesco), almeno l’Alto Adige, regione indipendente, non può fare qualcosa? Non credo che chiudere il traffico a questi chiassosi individui provochi un calo nel turismo, infatti da ciò che ho visto, tali gruppi più che una pizza e una birra prima di tornare indietro non consumano. Allora perché non chiudere o regolamentare il traffico alle moto sui passi delle Dolomiti? O effettuare controlli a tappeto sequestrando il mezzo nel caso non conforme alle normative che regolano i rumori emessi, per scoraggiarli a tornare?

E così si ritroverebbe la tranquillità e la bellezza di quei posti, non solo da vedere in cartolina ma anche da vivere. Non è tra l’altro raro vedere motociclisti che sulle strade di montagna ricche di curve si credono di essere in un circuito e aggrediscono l’asfalto come se fosse oggetto di estremo piacere, mettendo a repentaglio la sicurezza degli altri e comunque diffondendo un atteggiamento quanto mai barbaro sulle stesse strade, che si ricorda, sono solo strumenti adibiti al trasporto di cose e persone, nulla di più.

Insomma, da queste parole, una dura critica alle Dolomiti del 2014. Passeggiare tra canto di uccellini e cascate e poi all’improvviso motori che ruggiscono con echi lunghi e intensi, e svanisce ogni sorta di fascino. Scaturendo disturbo, paura, e tutto ciò che ne consegue.
Almeno sulle Dolomiti, almeno lì…. Preservare da chi sente il bisogno di rovinare per recuperare la meraviglia naturale. Lontano dal jurassico bisogno di dominio, acustico in questo caso, ma molto molto rilevante in un contesto di questo tipo. Evoluzione necessaria, partendo da qui, per diffondersi ovunque.


E tu, come la pensi a proposito delle moto sui passi dolomitici?

4 commenti su “Dolomiti UNESCO, moto e auto sportive”

  1. Condivido appieno il pensiero di Enrico. Un’attività che a me crea piacere non deve essere di disturbo per gli altri. Lo chiamo semplicemente rispetto.
    Grazie Enrico che hai posto l’attenzione su questo tema.

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  2. Purtroppo temo non sarà facile “invertite la rotta” e, a mio avviso, il motivo va ricercato nella classe politica che oggi decide la rotta stessa: per lo più scarsamente formata, fortemente lontana da stili di vita che possano spingere verso le decisioni da noi auspicate, presuntuosa mente convinta di avere la verità in mano ed avida di facili consensi, non avrà mai capacità e coraggio di scelte impopolari …

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  3. Condivido pienamente, chi viene tra i nostri splendidi monti cerca la pace e la tranquillità, viviamo gran parte dell’anno nel frastuono delle città e quelle poche giornate che ci ritagliamo per godere della bellezza dei nostri boschi, delle splendide vette che li circondano non dovrebbero essere rovinate da chi potrebbe dedicarsi, come giustamente ha detto qualcuno, a sfogare le proprie passioni in luoghi più consoni. Oltretutto mi permetto di aggiungere che non solo questa gente rappresenta un pericolo e un disturbo per noi ma l’intero ambiente con il suo prezioso ecosistema viene danneggiato.

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Enrico Maioni Mountain Guide Dolomiti

Enrico Maioni

Guida Alpina, nato e cresciuto a Cortina d’Ampezzo, con un ampia conoscenza delle Dolomiti e anni di esperienza in montagna.
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