Bostrico in Dolomiti: un pericolo silenzioso per le foreste di abete rosso

Oggi vi parlerò di un fenomeno molto interessante: il bostrico in Dolomiti. Questo insetto sta avendo un impatto notevole sulle foreste della regione.

Ogni giorno, mentre esploro le meraviglie delle Dolomiti, non posso fare a meno di notare i cambiamenti che il nostro ambiente sta affrontando. Il turismo di massa è un’emergenza ormai sotto gli occhi di tutti, così come i violenti acquazzoni che scaricano in poco tempo incredibili quantità d’acqua, o il caldo anomalo che ogni estate sembra aumentare. Ma ci sono anche minacce meno evidenti. Il bostrico è una di queste nuove minacce, un insetto che sta causando danni considerevoli alle peccete.
Oggi voglio condividere con voi ciò che ho scoperto su questo parassita e sul suo impatto.

Iniziamo con alcune informazioni spicciole

Cos’è il bostrico e perché è pericoloso per le foreste?

Il bostrico è un piccolo coleottero che attacca principalmente le conifere, e in particolare l’abete rosso, scavando gallerie sotto la corteccia degli alberi. Questo interrompe il flusso della linfa, portando spesso alla morte della pianta. Il bostrico è particolarmente dannoso in periodi di stress ambientale, come dopo tempeste o siccità.

Quali sono le principali cause della diffusione del bostrico?

La diffusione del bostrico è favorita da condizioni che indeboliscono gli alberi, come eventi meteorologici estremi (tempeste, vento forte) e periodi di siccità prolungata. Un esempio significativo è stata la tempesta Vaia del 2018, che ha creato un terreno fertile per la proliferazione del bostrico nelle foreste alpine.
Inoltre, le foreste in monocoltura, dove prevale una singola specie arborea come l’abete rosso, sono particolarmente a rischio. La mancanza di diversità arborea crea l’ambiente ideale per il bostrico, che può attaccare indisturbato un gran numero di alberi, facilitando così la sua rapida espansione.

Quali alberi sono maggiormente colpiti dal bostrico?

Il bostrico tipografo colpisce principalmente l’abete rosso (Picea abies), ma può attaccare anche altre conifere quando le condizioni sono particolarmente favorevoli per la sua diffusione.

Come posso riconoscere un albero infestato dal bostrico?

Come posso riconoscere un albero infestato dal bostrico? Un albero infestato dal bostrico mostra segni come arrossamento della cima, seguito da scolorimento, piccoli fori nella corteccia e, a volte, una sostanza resinosa che fuoriesce dai fori.
Inoltre, si può osservare della segatura fine, simile a polvere di legno, che si accumula alla base del tronco o nelle fessure della corteccia. Questo è un segnale evidente che i bostrico stanno scavando gallerie sotto la corteccia, poiché la segatura è il residuo del legno rimosso durante l’infestazione.

Quali conseguenze ha l’infestazione da bostrico sull’ecosistema?

Oltre a provocare la morte di numerosi alberi, il bostrico altera l’equilibrio dell’ecosistema forestale. La perdita di grandi quantità di alberi riduce l’habitat per la fauna, destabilizza il suolo e può aumentare il rischio di frane e erosione.

Il cambiamento climatico sta influenzando la diffusione del bostrico?

Sì, l’aumento della temperatura e inverni sempre meno freddi influenzano la diffusione del bostrico?

Il bostrico tipografo: un insetto distruttivo

Il bostrico tipografo, o bostrico dell’abete rosso (Ips typographus), è un coleottero che si nutre della corteccia degli abeti. Questo insetto prende il suo nome dal termine “tipografo” perché il modo in cui scava gallerie nella corteccia degli alberi ricorda i caratteri tipografici delle lettere.

Le tracce lasciate dai suoi tunnel formano un disegno simile a un’impronta o a una scritta, da cui deriva appunto il nome. Nonostante le sue piccole dimensioni, questo parassita è estremamente distruttivo.

Quando il bostrico attacca alberi già indeboliti da stress, come la siccità o malattie, riesce a riprodursi più rapidamente.

Questo significa che un’infestazione può diffondersi velocemente e, di conseguenza, l’albero può morire in breve tempo. Per capire se una pianta è stata attaccata dal bostrico, il principale sintomo da osservare è un cambiamento di colore, che di solito avviene in modo rapido. La chioma passa dal verde a tonalità rossicce, poi rosso scuro e infine grigia, fino alla caduta degli aghi.

Purtroppo, il cambiamento climatico gioca un ruolo cruciale in questa situazione, poiché con temperature più elevate ed estati più secche, gli alberi diventano ancora più vulnerabili.Un fattore significativo che ha creato un ambiente favorevole alla diffusione del bostrico in Dolomiti è stato la tempesta Vaia, che nel 2018 ha devastato vaste aree di foreste nelle Dolomiti. Questa tempesta ha abbattuto migliaia di alberi, lasciando il suolo esposto e creando condizioni ideali per la proliferazione del bostrico. Gli alberi danneggiati o abbattuti sono particolarmente vulnerabili all’attacco di questo insetto, il quale trova terreno fertile per riprodursi e diffondersi.

L’impatto del bostrico sulle foreste

Le conseguenze dell’infestazione da bostrico vanno oltre la semplice morte degli alberi. Quando gli abeti rossi muoiono, il suolo è soggetto a erosione e il microclima della zona cambia. Inoltre, la perdita di habitat per molte specie animali ha un effetto a catena sull’intero ecosistema. Gli abeti rossi sono fondamentali per la biodiversità delle Dolomiti, e la loro scomparsa rappresenta una minaccia non solo per la vegetazione, ma anche per la fauna locale.

Fortunatamente, trascorrendo gran parte del mio tempo all’aria aperta, ho la possibilità di osservare e documentare questi cambiamenti. Credo sia fondamentale sensibilizzare le persone sull’importanza di preservare il nostro patrimonio naturale.

Antagonisti del bostrico in Dolomiti

Esistono dei nemici naturali del bostrico, e questo è un aspetto che mi dà un po’ di speranza. Alcuni uccelli e insetti predatori possono aiutare a mantenere sotto controllo le popolazioni di bostrico. Tra gli uccelli, il picchio è un ottimo antagonista, ma ancor di più fanno le api, visto che ci sono molte più api che picchi. Inoltre, ci sono funghi che possono attaccare e uccidere questi insetti.

Tuttavia, non sempre questi antagonisti sono sufficienti, specialmente in un contesto di cambiamento climatico. Per questo motivo, è cruciale adottare strategie di gestione forestale che includano monitoraggi regolari e interventi mirati. Fortunatamente, qui a Cortina, le Regole d’Ampezzo e il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo sono in prima linea nella lotta contro il bostrico.

A questo proposito, segnalo questo interessante articolo scritto dal Dott. Michele da Pozzo, direttore del Parco, pubblicato su “Il notiziario Ciasa de ra Regoles” n. 204, pagina 9, del settembre 2023.

A Cortina l’infestazione da bostrico è meno grave che in altre zone della regione, in quanto i nostri boschi sono composti da diverse specie di piante. Abbiamo l’abete bianco, il larice, il faggio, il pino silvestre. L’insetto è infatti molto più attivo nelle foreste costituite esclusivamente da abete rosso, ed è qui che possiamo osservare danni peggiori. La situazione è assai più grave in Agordino e Comelico, in Val Badia e Pusteria, dove ci sono numerosi boschi costituiti esclusivamente da abete rosso.
E lo stesso attacco su larga scala si nota nelle zone maggiormente colpite dalla tempesta Vaia, come la Val di Fiemme e la Val di Fassa.

In chiaro alcune piante di abete rosso vittime del bostrico, a nord di Pian de Loa, sotto il monte Taburlo.

Misure da attuare per contrastare il bostrico in Dolomiti

  1. Monitoraggio costante: effettuare controlli regolari nelle foreste per individuare tempestivamente eventuali infestazioni.
  2. Gestione forestale sostenibile: implementare pratiche di gestione forestale che rinforzino la salute degli alberi, come la selezione di specie più resistenti.
  3. Educazione e sensibilizzazione: informare la comunità e i visitatori sull’importanza della salute delle foreste e sui rischi del bostrico.
  4. Rimozione degli alberi infetti: intervenire tempestivamente per rimuovere gli alberi colpiti e limitare la diffusione dell’infestazione.
  5. Sostenere la biodiversità: favorire la presenza di specie vegetali e animali che possano aiutare a contrastare il bostrico.

Conclusione

Il bostrico è un grande pericolo per le foreste delle Dolomiti, soprattutto per gli abeti rossi, e il cambiamento climatico e la tempesta Vaia hanno peggiorato la situazione. Proteggere queste montagne è una responsabilità di tutti.

La natura ci dà tanto, e sta a noi restituirle qualcosa, per assicurarci che le Dolomiti rimangano belle e forti per chi verrà dopo di noi. Come guida alpina, cerco di spiegare quanto sia importante prendersi cura della natura che ci circonda. Ma questa sfida non può essere affrontata da una persona sola.

Ogni persona può fare qualcosa, anche piccoli gesti. Per esempio, i turisti che visitano le Dolomiti possono rispettare la natura non lasciando rifiuti, camminando solo sui sentieri segnati e informandosi su come proteggere l’ambiente. Anche i bambini possono fare la loro parte, imparando a conoscere le piante e gli animali del bosco e spiegando agli altri quanto è importante mantenerle in salute.

Le autorità locali, insieme ai parchi naturali e alle persone del posto, stanno già facendo molto per combattere il bostrico, ma hanno bisogno dell’aiuto di tutti. Il nostro impegno può davvero fare la differenza.

Insieme possiamo proteggere le Dolomiti e garantire che rimangano un luogo bellissimo e sano per le generazioni future. Queste montagne ci offrono tanto, ed è nostro dovere prendercene cura. Facendo squadra, possiamo mantenere viva la natura e continuare a goderci la sua bellezza per molti anni a venire!


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Edito da: People

Come ogni crisi, anche questa può nascondere opportunità. Ci obbliga ad aprire gli occhi sulle conseguenze della crisi climatica, ci costringe a riflettere sul destino delle nostre montagne e ci spinge a rinsaldare un legame antico e imprescindibile, quello con il più grande e dimenticato dei tesori italiani: le foreste. In questo libro-diario, Pietro e Luigi raccontano del piccolo coleottero che li ha fatti incontrare e del loro viaggio – che è anche un’amicizia – tra le Alpi. Due punti di vista diversi, uno antropologico e uno scientifico, dipanano la complessità e offrono una prospettiva nuova sul futuro di Uomini, Foreste e Insetti, protagonisti di questa avventura e della vita sul nostro pianeta.

Sottocorteccia

Notizie più dettaglate sulla diffusione del bostrico nella nostra regione le trovi sul portale della Regione Veneto. Se vuoi approfondire inizia da qui: Vaia e Bostrico.


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Enrico Maioni e la filosofia di guida alpina.

Enrico Maioni

Questo è il mio blog. Guida Alpina, nato e cresciuto a Cortina d’Ampezzo, con una vasta conoscenza delle Dolomiti e anni di esperienza in montagna.