Antonia Verocai Zardini

Antonia Verocai Zardini, la prima fotoreporter bellica italiana

Nella valle d’Ampezzo, molti ricordano con ammirazione il talento fotografico del grande Stefano Zardini. La sua eredità, tuttavia, va ben oltre il talento individuale, poiché la famiglia Zardini ha plasmato generazioni di artisti dell’obiettivo. In questa prospettiva di eccellenza fotografica, emergono le radici di un’autentica pioniera: Antonia Verocai Zardini, la prima fotoreporter bellica italiana.

La storia di Antonia, spesso nascosta nell’ombra del successo familiare, merita di essere narrata e celebrata. Oggi ci immergeremo nel passato, scoprendo chi era questa donna coraggiosa che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della fotografia e nell’eredità della famiglia Zardini.

Antonia Verocai Zardini fu una figura pionieristica nella storia della fotografia italiana.
Una donna all’avanguardia, soprattutto considerando l’epoca, che ha lasciato un segno documentando la prima guerra mondiale nell’incantevole scenario di Cortina d’Ampezzo.
Riconosciuta come la prima fotoreporter bellica d’Italia, il suo percorso artistico e la sua dedizione presero vita nel 1915, un anno cruciale in cui il marito Raffaele fu internato per sospetto irredentismo nella suggestiva “città di legno” di Katzenau.

Il periodo di internamento non frenò la passione di Antonia, anzi, l’ha spinse a utilizzare la fotografia come mezzo per catturare l’anima di un’epoca segnata dal conflitto. Le sue immagini vanno oltre la mera documentazione bellica, abbracciando con sensibilità i volti dei soldati, gli sguardi preoccupati dei rifugiati, i paesaggi sconvolti dalla guerra e le scene quotidiane di vita durante quegli anni tumultuosi.

Oltre al suo ruolo di fotografa indomita, Antonia Verocai Zardini collaborò con la Croce Rossa Italiana, portando il suo talento nell’assistenza umanitaria. Attraverso la sua lente, narrò storie di coraggio, resilienza e solidarietà, regalando al mondo uno sguardo autentico e commovente sulle realtà vissute durante il conflitto mondiale. La sua eredità va oltre le fotografie stesse, fungendo da testimonianza preziosa di un’epoca cruciale della storia italiana. Le sue foto, catturate con la macchina stereoscopica Voitgländer che appare a inizio pagina, sono state esposte in varie mostre e pubblicate in diversi libri.

La fotocamera, fabbricata dalla rinomata azienda Voitgländer, era un modello stereoscopico con un formato di 10,5 per 4,3 cm. Presentava un magazzino contenente lastre in vetro per 8 pose, offrendo la comodità di un cambio rapido.

Una donna coraggiosa

Una figura intraprendente e coraggiosa, della quale noi suoi concittadini possiamo essere fieri ed orgogliosi. Antonia Verocai Zardini, una donna di Cortina d’Ampezzo il cui spirito indomito si è levato oltre le cime delle Dolomiti. Oltre cento anni fa, in un momento cruciale della storia, Antonia abbracciò con fermezza la missione di narrare gli eventi della Grande Guerra.

L’Italia entrò in guerra il 24 maggio 1915, e già il 28 maggio 1915 Antonia iniziò a documentare gli avvenimenti nella Cortina del suo tempo attraverso la fotografia, catturando tutto ciò che riteneva rilevante per creare un racconto documentato. Raccoglieva con cura date, nomi e informazioni, sviluppando personalmente sia le proprie lastre che quelle fornite dai soldati. Dal maggio del 1915 in poi, Antonia sentì il profondo dovere di documentare non solo la guerra in generale, ma anche il conflitto che si stava svolgendo proprio nella sua amata città e sulle maestose montagne che la circondano.

Nonostante le sfide e gli orrori della guerra, Antonia non esitò a impiegare la sua passione e professionalità per catturare la cruda realtà degli scontri tra l’esercito italiano e quello austriaco. In un’epoca in cui le fotocamere erano ancora strumenti rudimentali, trasformò la sua arte in una testimonianza preziosa di quei tempi tumultuosi. Prima come moglie e successivamente come madre, coniugò sapientemente la sua vita familiare con il suo impegno di documentare gli eventi.

Le sue fotografie non sono semplici scatti, ma narrano le vicende al fronte, gli incendi, le bombe che sventagliavano il cielo, i movimenti di truppe nelle vie cittadine. E, allo stesso tempo, la vita quotidiana di Cortina d’Ampezzo che cercava di sopravvivere al conflitto. Antonia Zardini rischiò la sua vita, unendosi coraggiosamente alla schiera di fotoreporter che, proprio come lei, avrebbero narrato le vicende del loro tempo.

Questa passione, trasmessa come un fiammante testimone, si perpetua nelle storie di vita e professione delle reporter contemporanee, creando un legame eterno tra il passato e il presente.


Altri post che parlano di Antonia Verocai Zardini: La Grande Strada delle Dolomiti.
Collegamenti esterni: Una grande donna anpezzana, Antonia Verocai Zardini.


Enrico Maioni Mountain Guide Dolomiti

Enrico Maioni

Guida Alpina, nato e cresciuto a Cortina d’Ampezzo, con un ampia conoscenza delle Dolomiti e anni di esperienza in montagna.
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