L’epoca dell’alpinismo eroico

Giordano Bruno Fabjan ed Emilio Comici

Giordano Bruno Fabjan

Giordano Bruno Fabjan

Triestino (1907), compagno di cordata di Emilio Comici. La cordata Comici Fabjan resta un simbolo di amicizia e coraggio nell’alpinismo eroico. Insieme firmarono la Nord-Ovest della Sorella di Mezzo (Sorapìs, 1929), prima via di VI grado aperta da alpinisti italiani.

Fu dirigente sportivo di rilievo, fino a diventare Segretario Generale del Comitato Organizzatore delle Olimpiadi Invernali di Cortina 1956. Scomparso nel 1990, lasciò un ricordo di stile e passione per la montagna.

Emilio Comici

Emilio Comici

Nato a Trieste (1901), tra i massimi interpreti dell’arrampicata su roccia, celebre per stile elegante e ricerca dell’estetica della linea. Con Fabjan aprì vie che segnarono un’epoca dell’alpinismo italiano.

La loro cordata toccò l’apice con la Nord-Ovest della Sorella di Mezzo (1929). Comici diventò guida alpina e riferimento per generazioni; la sua morte in Vallunga nel 1940 lo consegnò al mito.

Ci sono storie che vanno oltre la roccia e gli anni. Storie che restano scolpite nella memoria delle montagne, fatte di amicizia, coraggio e corde consumate dal tempo. Tra queste c’è quella che unisce due grandi protagonisti dell’alpinismo triestino: Emilio Comici e Giordano Bruno Fabjan, detto Gi.Bi.

Quando oggi mi trovo in cordata con gli amici, non posso fare a meno di pensare a loro, a quell’epoca in cui l’alpinismo era davvero “eroico”: corde di canapa, scarpe di feltro, pochi chiodi infissi con martelli pesanti. Niente spit, niente caschi e imbracature, nessuna delle sicurezze che noi oggi diamo quasi per scontate. Eppure, su quelle pareti, con mezzi poveri e rischi enormi, quegli uomini hanno scritto pagine che ancora ci emozionano.

La nascita di una cordata leggendaria

Giordano Bruno Fabjan era nato a Trieste nel 1907, in una famiglia semplice, e già da ragazzo amava lo sport e la montagna. Iniziò ad arrampicare nella Val Rosandra, che per i giovani triestini non era solo una palestra di roccia, ma una vera scuola di vita e di sfida.

Fu lì che conobbe Emilio Comici, e lì nacque un sodalizio unico, un legame che andava oltre la tecnica. Nell’estate del 1928 iniziarono a scalare insieme e, l’anno successivo, firmarono la prima salita della parete nord della Cima di Riofreddo. Un’impresa che fece parlare tutto l’ambiente alpinistico dell’epoca e che sancì la nascita di una cordata destinata a lasciare il segno.

Comici, Fabjan, e la sfida del VI grado

Nell’estate del 1929 Emilio Comici e Giordano Bruno Fabjan decisero di misurarsi con una parete che incuteva rispetto e timore: la severa Nord-Ovest della Sorella di Mezzo. Con pochi mezzi, ma con tanto coraggio e fiducia reciproca a sostenerli, seppero trasformare quella parete temuta in una conquista leggendaria. La via che tracciarono rimane tuttora la prima di VI grado compiuta da alpinisti italiani, una linea verticale che non è solo roccia scalata, ma simbolo di coraggio, amicizia e visione. Per Comici fu la porta d’ingresso verso la leggenda, per Fabjan il suggello di una passione autentica che lo accompagnerà per tutta la vita.

Quella conquista segnò un punto di svolta per l’alpinismo italiano. Tuttavia, non avvenne in un vuoto: in quegli stessi anni altri pionieri, appartenenti a cordate straniere e nazionali, stavano spingendo l’arrampicata oltre ogni limite conosciuto.

Nel 1925, ad esempio, la celebre cordata Solleder–Lettenbauer aveva tracciato sul Civetta una via di VI grado che divenne una pietra miliare per le Alpi.

E ancora prima, nel 1924, gli svizzeri Simon–Rossi si erano misurati con la parete Nord del Pelmo, giudicata anch’essa di VI grado, a testimonianza del fermento alpinistico che percorreva le Dolomiti.

Non possiamo poi dimenticare l’audacia di Angelo Dibona, che già nel 1910 aveva affrontato la muraglia Sud-Ovest del Croz dell’Altissimo, superando il famigerato “masso squarciato”: un passaggio che alcuni alpinisti di provata esperienza hanno valutato di VI grado. Se così fosse, la storia dell’alpinismo dolomitico andrebbe forse riscritta.

Ciò che rimane certo, però, è che quelle ascensioni diedero inizio a una nuova era, in cui l’arrampicata libera superava i limiti allora conosciuti e preparava il terreno all’alpinismo moderno.

La via Comici  Fabjan sulla Sorella di Mezzo – Sorapìs

Sono passati quasi cent’anni da quando, il 27 agosto 1929, la cordata Comici-Fabjan scrisse una pagina indelebile della storia dell’alpinismo italiano.
Sulla parete Nord-Ovest della Sorella di Mezzo, nel gruppo del Sorapìs, Emilio Comici e Giordano Bruno Fabjan superarono le difficoltà, che allora sembravano insormontabili, della grande parete.

La loro fu la prima via di VI grado aperta da alpinisti italiani: un traguardo che sancì l’ingresso dell’alpinismo nazionale in una nuova epoca.

Quella salita non fu solo un’impresa tecnica: rappresentò soprattutto la forza di un’amicizia, quella tra Comici e Fabjan, che rese possibile affrontare insieme una prova così ardua. Il nome stesso della via, la “Comici Fabjan”, è il simbolo di un legame umano e alpinistico destinato a durare nel tempo.

Personalmente, mi dispiace non aver mai salito questa via quando ero più giovane. Oggi non è tanto il sesto grado a fermarmi, quanto la combinazione di lunghezza, isolamento e roccia non sempre solida, elementi che caratterizzano queste grandi pareti. Infatti, queste salite richiedono un entusiasmo e una voglia di osare che appartengono alla giovinezza, una stagione della vita che non torna più.

Per questo motivo ricordo con affetto un’esperienza diversa ma altrettanto significativa: la salita, insieme all’amico Francesco del Franco, della via Müller al Sorapìs. Un itinerario decisamente molto più facile rispetto alla via Comici Fabjan, ma comunque lungo e impegnativo in un ambiente severo. Fu una bella avventura, e Francesco la raccontò in un articolo che puoi leggere su questo sito: La via Müller al Sorapìs.

Un’amicizia che andava oltre la roccia

Ciò che rende unica la storia di Comici e Fabjan non è solo il numero delle vie nuove aperte insieme – ben quattordici – ma soprattutto il legame che li univa. Anche quando Giordano Bruno si trasferì a Roma per lavoro, le lettere e gli incontri estivi sulle Dolomiti tennero viva quella profonda e vera amicizia.

Dopo la tragica morte di Emilio Comici nel 1940, Giordano Bruno Fabjan fu tra coloro che si impegnarono a custodirne la memoria, contribuendo alla pubblicazione del volume commemorativo “Alpinismo eroico”. Un titolo che oggi, più che mai, appare come la definizione perfetta di quella generazione di alpinisti.

Un ricordo che continua

Ho avuto la fortuna di condividere molte salite in Dolomiti con Livio Fabjan, figlio di Giordano Bruno e autore di un documento che racconta in modo appassionato e documentato le imprese di Giordano Bruno. A volte, con Livio, abbiamo parlato di suo padre e di Emilio Comici, e ogni volta ho sentito quanto quei tempi siano rimasti vivi dentro di lui.
Il racconto che ha scritto è un vero viaggio nel passato, all’epoca dell’alpinismo eroico, dove le montagne diventano testimoni di amicizia, audacia e vita.

Per chi vuole approfondire

Questo breve articolo vuole essere soltanto un omaggio.
Per chi desidera immergersi davvero nella storia di Giordano Bruno Fabjan ed Emilio Comici, consiglio la lettura del documento completo scritto da Livio Fabjan e pubblicato sulla rivista Alpinismo Triestino (anno 37, n. 194 – aprile-maggio-giugno 2025), edita dall’Associazione XXX Ottobre – Trieste, Sezione del Club Alpino Italiano fondata nel 1918:

👉 Compagni di cordata legati per la vita: Emilio Comici e Giordano Bruno Fabjan

Oggi l’alpinismo moderno può contare su materiali leggeri e sicuri, ma le radici della nostra passione e del nostro spirito sono lì, in quegli anni eroici, tra corde di canapa, chiodi forgiati a mano, scarpe di feltro e amicizie indissolubili.


© per gentile concessione della famiglia Fabjan.


Articoli correlati:
Emilio Comici e il primo video corso d’arrampicata.

Letture suggerite:
“L’alpinismo eroico” – di Emilio Comici
“Addio alle crode”
– di Mario Salvadori


Non perderti i miei articoli, iscriviti alla Newsletter!

Enrico Maioni e la filosofia di guida alpina.

Enrico Maioni

Questo è il mio blog. Guida Alpina, nato e cresciuto a Cortina d’Ampezzo, con una vasta conoscenza delle Dolomiti e anni di esperienza in montagna.