55° della Cengia Paolina

L’origine del nome della Cengia Paolina

Nel 2016 il compianto Luciano Bernardi “Agnèl” scrisse un bell’articolo sulla Cengia Paolina, in occasione del 50° anniversario dell’inaugurazione del mitico sentiero alpinistico.
Lo scritto fu pubblicato sulla “Rivista Cortina”, ed oggi lo riporto integralmente su questa pagina.
Ringrazio Carlo Gandini per le immagini d’epoca qui esposte, e ringrazio Simonetta, figlia di Luciano, per avermi subito dato il permesso di pubblicare qui quanto scrisse suo papà solo pochi anni fa.

Prima però mi piace ricordare un breve e simpatico aneddoto. Diceva Luciano:
“Per un’unica volta che il mio nome appare sul “Berti” (la storica e mitica guida alpinistico-escursionistica “Le Dolomiti Orientali”), il cognome non è stato scritto correttamente.” 🙂
Infatti, a proposito della Cengia Paolina il Berti così scrive: Grandiosa passeggiata di croda riconosciuta e segnata da L. Bernardini, B.Menardi, C. Gandini e G. Biz nel 1966.

Se vuoi leggere la descrizione di questo spettacolare sentiero alpinistico dai un’occhiata all’articolo dedicato alla Cengia Paolina.

50° della Cengia Paolina

di Luciano Bernardi

Cinquant’anni fa, esplorando le Tofane sul versante di Travenanzes, grazie alle tracce e ai resti della Guerra, Carlo Gandini e Bruno Menardi Jimmi individuarono un tracciato che riusciva a unire in quota Forcella Fontana Negra alle zone di Ra Ola o Ra Valles. Coinvolsero subito gli amici per segnarlo con ometti e bollini rossi. Nacque così la famosa Cengia Paolina, conosciuta per la sua bellezza e severità.
L’inaugurazione avvenne il 10 luglio 1966. Pochi sanno l’origine del nome della Cengia.

© archivio rifugio Giussani

I ragazzi del 1939, che frequentarono le elementari, ebbero la fortuna di avere come maestra Paolina Colleselli in Delazer, originaria di Colle Santa Lucia. Durante il suo insegnamento, la maestra Paolina prestò particolare attenzione alla natura, ai luoghi, alla flora, alla fauna, trasmettendo agli scolari l’amore profondo per il paesaggio che ci circonda.

Ogni studente si creò un personale erbario, seccando i fiori fra le carte assorbenti pressate fra tavolette e descrivendone anche le caratteristiche e le proprietà medicinali.

Durante la festa d’inaugurazione della Cengia, presso il Rifugio Cantore, quei ragazzi del 1939 decisero di rendere omaggio alla maestra Paolina, dedicandole il famoso sentiero di montagna.

Negli anni il percorso, come tanti sentieri, è stato interessato da assestamenti e, purtroppo, anche da frane.

I ragazzi del ’39 e la maestra Paolina Delazer © Archivio Carlo Gandini

Se poi piove c’è il pericolo della caduta di sassi. Spesso la Cengia viene frequentata da escursionisti poco esperti, addirittura il Soccorso Alpino è stato costretto a intervenire per rintracciare alcuni dispersi.

Essendo un’attraversata da affrontare con molta prudenza, è stato deciso di non mantenere la segnaletica e di invitare quanti vogliono intraprendere la bella e importante escursione ad affidarsi al Gruppo Guide Al­pine di Cortina. La Cengia Paolina è molto esposta in taluni punti, ma non è difficilissima.

È necessario evitare di camminare sopra il nevaio, che si trova dopo aver aggirato la Nemesis, perché sotto potrebbe esserci il vuoto.

Può essere utile portare un piccozzino per risalire le ripide ghiaie nella zona de Lorto. Sono trascorsi 50 anni e i dolci ricordi legati alla Cengia Paolina rimangono indelebili nel cuore.

Nel frattempo gli scolari del 1939 sono diventati adulti, hanno frequentato intensamente la montagna, seguendo la passione trasmessa nel periodo delle elementari.

Inaugurazione © Archivio Carlo Gandini

Quei ragazzi si sono dati appuntamento lo scorso 10 luglio al Rifugio Dibona per tra­scorrere un momento felice e hanno deciso di lasciare presso i Rifugi Dibona, Giussani e Ra Valles, per tutta la stagione estiva, un particolare timbro, che raffigura un alpinista munito non di piccozza o alpenstock, ma di una lanterna significativa. Tornando con la mente alla fine della quinta elementare la maestra lasciò a ogni scolaro un commovente pensiero e fece stampare un elegante cartoncino con la scritta:
“1945-1950 … In mano ti ho posto la lampada accesa. Va da solo, per l’erta or cammina”.
Un invito per la vita.

Articolo Cengia Paolina - Quotidiano Alto Adige - 10 luglio 1966