Regole d’Ampezzo

Oggi voglio parlarti di un aspetto davvero speciale di Cortina d’Ampezzo, qualcosa che la distingue e racconta il suo profondo legame con la natura e la comunità: le Regole d’Ampezzo. Forse non ne hai mai sentito parlare, o magari ti suonano familiari senza conoscerne il significato: ebbene, le Regole sono un’antichissima istituzione che riunisce alcune famiglie della valle in una forma di gestione collettiva del territorio. Un sistema affascinante e unico, che ha le sue radici oltre mille anni fa e che ancora oggi è un esempio vivo di autogestione, conservazione e rispetto delle risorse naturali.

Immagina una comunità che da secoli condivide, protegge e cura i suoi boschi, alpeggi e pascoli, tramandando questi valori di generazione in generazione. Oltre a questo, le Regole sono anche custodi di un prezioso patrimonio culturale e storico, che oggi puoi scoprire visitando i musei locali. Questi raccontano la storia e le tradizioni della valle, l’arte moderna e perfino la storia geologica delle Dolomiti.

Con questa introduzione, spero di suscitare la tua curiosità e di accompagnarti alla scoperta di un tesoro nascosto di Cortina, dove passato e presente si incontrano per garantire un futuro sostenibile alla valle e alla sua comunità.

Logo Regole d'Ampezzo

A Cortina d’Ampezzo, le Regole d’Ampezzo rappresentano uno dei più antichi e affascinanti esempi di proprietà collettiva in Europa.

Risalenti a oltre 1.000 anni fa, le Regole sono formate da Regolieri, ovvero componenti di famiglie ampezzane, che insieme gestiscono una vasta porzione del territorio in comproprietà. Questo sistema di gestione è nato per un utilizzo condiviso e responsabile delle risorse naturali della valle, come boschi e pascoli, essenziali per la vita contadina.

In un’epoca in cui Cortina viveva di pastorizia e agricoltura, anziché di turismo, era cruciale che ogni contadino avesse accesso a terreni per il pascolo e la coltivazione, garantendo così sussistenza ed equità a tutta la comunità.

Ancora oggi, queste terre sono inalienabili e indivisibili, rendendole un’eredità naturale e culturale che viene tramandata di generazione in generazione.

Grazie alle Regole d’Ampezzo, si sono evitate numerose speculazioni che avrebbero arrecato danno al territorio. Giusto per fare un esempio, la ferma opposizione delle Regole al progetto di un nuovo impianto idroelettrico per sfruttare il Rio Federa.

Le Regole d’Ampezzo amministrano circa 16.000 ettari di foreste e alpeggi. La gestione si basa su una selvicoltura naturalistica sostenibile, con regolamentazioni per il taglio e la vendita del legname. Tra le specie che si possono osservare in questi ambienti, soprattutto ai margini dei boschi e nelle zone più aperte, c’è anche la betulla (Betula pendula), facilmente riconoscibile per la sua corteccia bianca. Per approfondire il ruolo fondamentale degli alberi in questo contesto, ti invito a leggere il mio articolo gli Alberi delle Dolomiti.

Questo permette di ottenere legna da ardere e per la costruzione, fornendo allo stesso tempo sostentamento economico. I Regolieri godono del diritto di legnatico, che garantisce a ogni famiglia il diritto di raccogliere legna per il riscaldamento domestico e per costruzioni. Alcune malghe sono ancora attive per il pascolo del bestiame e la produzione di latte e formaggi, mentre le Regole si occupano anche della manutenzione di sentieri e strade forestali.

Cosa sono le Regole d’Ampezzo?

Le Regole d’Ampezzo sono sono un modello di proprietà collettiva, un diverso concetto di proprietà. Da secoli, a Cortina d’Ampezzo i boschi e i pascoli della zona appartengono alla comunità originaria in un regime di proprietà collettiva.
Le Regole traggono origine dalla necessità dei primi abitanti stabili della valle di gestire insieme boschi e pascoli. Le sfide legate alla sopravvivenza in un contesto montano difficile incoraggiarono un uso comune e indiviso delle risorse naturali. In origine, le Regole erano due – Ambrizola – Falzarego e Larieto – e si sono successivamente estese: oggi se ne contano undici, unite in comunanza dal 1960.
L’uso comunitario di foreste e pascoli ha rappresentato, per lunghi periodi, la principale risorsa per la popolazione ampezzana, stabilendo regole sul rapporto tra uomo e ambiente e favorendo una gestione sostenibile del territorio naturale della valle.
Questa antica istituzione regola i diritti collettivi di uso e gestione delle terre, che non possono essere vendute né divise: sono un patrimonio unitario, naturale, culturale ed economico, trasmesso alle generazioni future in regime di comproprietà, dove le esigenze di conservazione e produzione coincidono.

Chi sono i regolieri?

I regolieri sono i capifamiglia discendenti dai ceppi originari ampezzani. I regolieri amministrano i beni della comunità secondo i Laudi, antiche norme approvate dall’assemblea dei capifamiglia.

Chi è il Marigo?

Il Marigo è una figura importante scelta ogni anno e rimane in carica per un anno intero. Viene nominato da un gruppo chiamato “Rappresentanza di Regola”, un consiglio di ventiquattro persone. Non può rifiutare il ruolo senza un buon motivo; se lo facesse, potrebbe perdere i suoi diritti all’interno della comunità.
Il Marigo ha il compito di prendersi cura dei pascoli e di assicurarsi che tutto funzioni bene, come strade, ponti, recinti e attrezzature. Inoltre, controlla il lavoro dei pastori per essere certo che gestiscano correttamente il bestiame e che non accettino animali non autorizzati.
Il Marigo verifica che tutto sia in regola durante il periodo in cui il bestiame viene portato ai pascoli. Si occupa di controllare i documenti sanitari degli animali, il numero consentito e partecipa agli spostamenti del bestiame tra i vari pascoli. Decide anche la data in cui gli animali devono lasciare i pascoli, soprattutto se il numero scende sotto i dodici capi.
Senza il permesso del Marigo, nessuno può aggiungere o togliere animali dai pascoli. Vedi anche qui.

Chi è lo Scenico?

Lo Scenico – Šenico – è un assistente del Marigo, eletto ogni anno dalla Rappresentanza per affiancarlo nei suoi compiti. Tuttavia, il ruolo degli Šeniche e la successione al Marigo variano tra le due Rappresentanze delle Regole, la Regola Alta di Ambrizola e la Regola Alta di Larieto.
Nella Regola Alta di Ambrizola, è il 2° Scenìco a subentrare al Marigo al termine del mandato annuale. Il 1° Scenìco ha il compito di sostituire il 2° in caso di assenza, e quando il 2° Scenìco conclude il suo mandato, il 1° Scenìco assume il suo posto.
Nella Regola Alta di Larieto, avviene il contrario: il 1° Scenico è destinato a diventare il Marigo al termine del mandato annuale, mentre il 2° Scenico subentrerà al 1° qualora fosse necessario. Anche in questo caso, al termine del mandato del 1° Scenico, il 2° assume il suo ruolo.
Questo sistema assicura che, in entrambe le Regole, ci sia sempre una persona preparata a ricoprire il ruolo di Marigo, con un’esperienza consolidata nel lavoro.

Cosa fanno le Regole a Cortina?

Oltre a gestire il patrimonio naturale, le Regole mirano a preservare e promuovere la cultura, la lingua e le tradizioni locali di Ampezzo. Lo Stato italiano riconosce questo istituto comunitario attraverso leggi specifiche, garantendone la tutela. Dal 1990, le Regole d’Ampezzo amministrano anche il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo.

Alpeggi - Cason de Col Jarinéi.

Le Regole si impegnano anche nella conservazione e valorizzazione del patrimonio storico, scientifico e linguistico ampezzano, gestendo tre musei che raccontano la storia della valle e della sua gente:

Situato nella Ciasa de ra Regoles. Fondato nel 1974, ospita la collezione di Mario Rimoldi, ampezzano e appassionato d’arte, che ha raccolto opere di artisti italiani del XX secolo, tra cui De Chirico, Carrà, Sironi e Campigli. Questa collezione è considerata una delle più importanti in Italia per l’arte moderna e rappresenta un importante punto di riferimento culturale per Cortina.

Si trova in Via Marangoi, e racconta la storia e le tradizioni ampezzane con una vasta raccolta di oggetti d’uso quotidiano, costumi, attrezzi agricoli e fotografie d’epoca. Qui, i visitatori possono immergersi nella vita quotidiana e nelle attività tradizionali della valle.

Questo museo, anch’esso nella Ciasa de ra Regoles, ospita una ricca collezione di fossili delle Dolomiti. Grazie alla passione del collezionista Rinaldo Zardini, il museo presenta esemplari risalenti a milioni di anni fa, quando le Dolomiti erano sommerse dal mare, offrendo un affascinante sguardo sulla storia geologica della regione.

Dal 1959, la sede delle Regole d’Ampezzo è la storica Ciasa de ra Regoles, un edificio nel cuore di Cortina che testimonia la lunga tradizione di autogestione della comunità. Decorato con gli stemmi delle undici Regole, l’edificio ospita alcune sale espositive e rappresenta un importante punto di riferimento per gli abitanti e i visitatori.

Situata nel centro di Cortina, la struttura è facilmente riconoscibile per la sua architettura tipica e il fascino storico che emana. Ma questa “casa delle Regole” non è solo un edificio amministrativo: è anche uno spazio culturale e museale, con un ruolo fondamentale nella preservazione e valorizzazione dell’identità ampezzana.

All’interno della Ciasa de ra Regoles, si trovano diverse sale espositive, che ospitano mostre temporanee e permanenti di arte, storia e tradizione. Una delle attrazioni principali è la collezione d’arte moderna e contemporanea, che include opere di artisti locali e internazionali e fa sì che i visitatori possano esplorare il connubio tra tradizione e innovazione. Spesso viene dedicato uno spazio significativo alla documentazione della vita contadina e alla conservazione delle tecniche artigianali tramandate di generazione in generazione.

Anche uffici del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo sono situati all’interno della Ciasa de ra Regoles. Questo è un aspetto significativo, poiché il parco gioca un ruolo cruciale nella conservazione e nella gestione dell’ambiente naturale delle Dolomiti.

La presenza degli uffici del parco nella Ciasa de ra Regoles facilita la collaborazione tra le autorità locali, le comunità e i visitatori. Il parco offre anche informazioni su escursioni, attività all’aperto e eventi educativi, promuovendo un approccio responsabile e rispettoso nei confronti dell’ecosistema delle Dolomiti.


Con questa descrizione delle Regole d’Ampezzo ho vuoluto evidenziare non solo la straordinaria tradizione di autogestione di Cortina ma anche l’impegno della comunità nella conservazione del proprio patrimonio culturale e naturale, un modello unico che continua a promuovere la sostenibilità e il rispetto per la natura.