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Col Rotondo dei Canopi, una proposta autunnale.

Col Rotondo, una cima mai affollata

Anche la cima sulla quale ci dirigeremo stavolta, il Col Rotondo dei Canopi (Knollkopf in tedesco, si trova in territorio comunale di Dobbiaco, 2204 m), fu descritta da Paul Grohmann nella sua guida alle escursioni dolomitiche del 1877: “Il Col Rotondo si innalza fra le valli dei Canopi e di Specie. Non è molto alto, ma poiché si trova isolato, offre una ottima vista circolare. La strada è buona”.

Sicuramente qualcuno lo salì già in tempi antichi, perché la cima è costituita da un crestone allungato e coperto di mughi, che non si eleva di molto dall’altopiano pascolivo di Pratopiazza, probabilmente in passato ospitava anche armenti ed è accessibile con una semplice camminata. Il colle riveste interesse per la salita semplice e tutto sommato non troppo faticosa, e poi per il vasto panorama che disvela su numerosi monti dolomitici: in primo luogo sul Cristallo e sulla Croda Rossa, ma anche su gran parte delle altre cime d’Ampezzo e dell’alta Val Pusteria.

canopi-01La miglior soluzione (per i pigri!) per salirlo sarebbe quella di giungere a Pratopiazza in automobile, riducendo così la salita a 200 metri di dislivello.

Se si ama camminare, invece, sarà bene partire dalle case cantoniere abbandonate un chilometro dopo il Passo Cimabanche, verso Dobbiaco (parcheggio, indicazioni). Qui inizia il sentiero 18 che all´imbocco della Val dei Canopi – Knappenfusstal confluisce in un altro proveniente dal Passo. Casomai possiamo seguire anche questo, che inizia di fronte allo Chalet del valico.

Ci inoltriamo quindi nella romantica valle ai piedi degli aspri dirupi del Col Rotondo, e c’immergiamo subito nella storia, poiché stiamo ricalcando un percorso usato già nel Medioevo dai minatori pusteresi per scendere in Ampezzo e recarsi al lavoro nelle miniere del Col Piombin. Circa a metà della valle, in vista di una cascata, scavalchiamo il torrente, deviamo a destra e con alcune serpentine risaliamo un costone. Se il sentiero militare fosse innevato o gelato, occorre prestare attenzione, perché per un tratto si deve passare a picco sul torrente. Finita la salita, il sentiero si trasforma in stradina pianeggiante.

La cima sta giusto sopra di noi: ad un ponte (bivio. indicazioni), pieghiamo a destra e oltre un prato traversiamo per un po’ al meglio nel bosco e su detriti, fino ad incrociare una mulattiera di guerra austriaca, ben tracciata ma non segnalata.

Seguendo la mulattiera, rimontiamo con un largo giro il costone che guarda verso Pratopiazza, uscendo sul punto più elevato della cresta sommitale, dove c’è un grande ometto, una croce, resti di postazioni.
Per tornare a valle, dal punto più a nord della cresta, che possiamo raggiungere per tracce, sarà poi possibile scendere direttamente, su terreno ripido, tenendoci lungo una staccionata che separa i pascoli di Dobbiaco da quelli di Braies e giungendo sui prati e la stradina toccata in salita, nei pressi del bivio con indicazioni.

Il Col Rotondo dei Canopi offre una gita semplice, in un bell’ambiente silvopastorale. Pur non essendo molto distante da due noti rifugi (Pratopiazza e Vallandro), non è frequentatissimo. Sulla cima c’è molto spazio per riposare, curiosare, fotografare scorci più o meno noti: si tratta, insomma, di una bella gita che consigliamo.

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