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Un’escursione sul Campanile.

Il Campanile Dimai nel Gruppo del Pomaganon

Il Campanile Dimai, che raggiunge i 2310 metri, è la prima cima a sinistra (sud) di Forcella Pomagagnon, nel Gruppo omonimo; la sua caratteristica sommità a forma di gigantesca torre, si scorge bene già dal centro di Cortina.
campanile dimaiSalito in epoca antica da nord e denominato “Teston del Pomagagnon”, divenne celebre nell’agosto 1905, con la prima scalata dell’impegnativa parete sud da parte delle baronesse ungheresi Rolanda e Ilona von Eötvös con le guide ampezzane Agostino Verzi e Antonio Dimai, al quale ultimo la cima fu dedicata.

Il Campanile Dimai può salirlo anche l’escursionista, seguendo un tracciato senza grosse difficoltà: l’ultimo tratto richiede comunque un po’ di attenzione. Giunti al Ristorante Ospitale, lungo la strada verso Dobbiaco, parcheggiamo l’automobile presso la bella Chiesa di San Nicolò e scendiamo sull’ex ferrovia.

Passiamo il torrente Felizon e imbocchiamo la strada forestale col numero 203 che, inizialmente un po’ ripida, sale per la boscosa Val Padeon; per essa arriviamo al ponte detto “dei Casonate”, a 1690 metri. Qui nei pressi c’è un fabbricato in muratura chiuso, e cartelli per non sbagliare strada.

Passiamo il ponte e prendiamo a destra il sentiero col numero 202. Per esso risaliamo l’ombrosa e solitaria Val Pomagagnon, chiusa fra la Gusela de Padeon e le tre Pale de ra Pezories e spesso invasa dalle ghiaie. Destreggiandoci fra betulle e mughi e più avanti fra grandi massi e ghiaie, dopo una salita molto varia, usciamo sui Prati del Pomagagnon, un antico pascolo di pecore. Dai prati, in breve raggiungiamo verso sinistra la larga Forcella Pomagagnon (2178 metri), fra la Croda Longes e il Campanile Dimai. Da qui scende sul versante di Cortina il grande canalone ghiaioso percorso al ritorno dalla via ferrata “Strobel” alla Punta Fiames. Sono passate circa due ore e mezzo dalla partenza, e ci meritiamo un po’ di riposo prima del rush finale.

Seguiamo per cinque minuti il sentierino, non segnato ma facile, che attraversa tutto il versante nord del Campanile Dimai e della Punta della Croce, dirigendosi verso la cima della Punta Fiames. Sotto la forcella fra il nostro Campanile e la Punta della Croce, pieghiamo a sinistra e seguendo tracce di passaggio su ghiaie e facili rocce (c’è anche qualche ometto) giungiamo in cresta; girando a sinistra, dopo tre ore scarse dalla partenza arriveremo in vetta al Campanile, dove troveremo una targa, rovinata e scolorita, che ricorda un giovane caduto nel 1947 dalla parete sud.

Conosciuto dagli scalatori per alcune difficili vie, ma raramente salito dagli escursionisti, il Campanile Dimai ci riserverà un bel colpo d´occhio sulla conca di Cortina e su una parte delle montagne che la circondano. Dal Campanile, chi volesse collezionare un’altra cima con poca fatica, potrà attraversare la cresta erbosa e sassosa, un po´ esposta ma non molto impegnativa, fin sulla vicina Punta della Croce, altrettanto solitaria e interessante.

Per il ritorno, ripercorriamo i nostri passi, raggiungendo i Prati del Pomagagnon e scendendo poi per la valle fino a Ospitale, dove ci aspetta una meritata birra: dopo cinque ore di cammino, saremo certamente un po’ stanchi, ma anche molto soddisfatti.

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