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Becco Muraglia, piccola vetta solitaria ai piedi del Nuvolau

L’ascensione di cui stavolta andrò a raccontare, riguarda il Becco Muraglia (2271 m), puntina rocciosa isolata che si erge ai piedi del Nuvolau e dalla quale prende avvio la storica Muraglia di Giau. Il “Bèco de ra Marògna” in dialetto ampezzano, è una piramide ben visibile dalla strada del Passo Giau nei pressi dell’omonima Casera, e definisce il caposaldo della celebre “Marògna de Jòu”, che si estende fino alle pareti basali dei Lastoni di Formin. Costruita in due mesi nel 1753 per porre fine alle lunghe liti fra ampezzani e sanvitesi per i diritti sui pascoli del Giau, oggi la Muraglia è visibile soltanto in piccola parte.

Salire in vetta al Becco non è un’impresa lunga né effettivamente difficile, ma – siccome non esistono relazioni e nel tratto finale è necessario superare una paretina di roccia sprotetta e un po’ delicata – vorrei consigliare questa escursione ad escursionisti appena un po’ smaliziati, magari assistiti da una guida.

becco muraglia

Dal tornante della strada del Passo Giau, poco oltre il bivio per la Casera omonima, si entra nell’impervia fascia boschiva del “Foràme”, e seguendo sporadiche tracce di animali che s’internano nella vegetazione sovrastante la strada, fra alberi, mughi e rocce si mira alla evidente puntina. Tenendosi sulla destra orografica di questa, da ultimo su tracce un po´ franose, si guadagna un comodo e panoramico colletto erboso, alla base di una placca grigia inclinata.

Si risale la placca, alta circa 40 metri e con difficoltà valutabili di I grado su roccia gradinata, un po’ friabile e ghiaiosa ma tutto sommato abbastanza piacevole, iniziando da destra e spostandosi poi mano a mano verso sinistra, fino a conseguire la cima, in circa tre quarti d’ora dalla strada. La placca richiede un po’ di attenzione, soprattutto in discesa. Da lassù si gode un panorama insolito sulla Croda da Lago, Lastoni di Formin, Cernera, Nuvolau, Cinque Torri.

Tempo fa, in una giornata gravida di pioggia (che si scatenò puntuale, pochi secondi prima che riguadagnassimo l’automobile), dopo aver incontrato un’intera famiglia di caprioli nel meraviglioso bosco sottostante, giunsi in cima al Becco, meta interessante per gli alpinisti romantici, per la quinta volta. Sulla sommità, fra un ammasso di detriti, dopo un quarto di secolo esatto dalla mia prima visita ritrovai la singolare croce di vetta, un’asta di legno con infisse due piccole tabelle, delle quali non capisco il significato. Era tardi, e sulla vetta mi attardai ad ammirare le valli e le montagne che trascoloravano nella sera, godendo un silenzio davvero inusuale per l’agosto ampezzano.

Anche se è stato scalato per due vie, il Becco Muraglia riveste sicuramente un interesse marginale per l’alpinismo e nessuna guida escursionistica lo riporta. Mi sento ugualmente di proporne la visita agli appassionati che, volendo spostarsi per mezza giornata da obiettivi più gettonati, cerchino un recesso lontano da tutto, in una zona che, seppur accessibile al vasto pubblico, custodisce una solitudine davvero rara.

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