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Troppe moto sui Passi delle Dolomiti?

Sono molte e rumorose le moto sui Passi delle Dolomiti

Curiosando sul noto sito di recensioni TripAdvisor mi ritrovo a leggere il commento di un appassionato di montagna particolarmente affezionato alle Dolomiti, che esprime il suo pensiero sul sempre maggior traffico di moto sui Passi delle Dolomiti.

Di seguito riporto quanto espresso dall’utente di TripAdvisor.
Si tratta di una lettera firmata, ma in questa sede è doveroso mantenere l’anonimato per ovvie ragioni di privacy.
Condivido pienamente la sua opinione e per questo motivo pubblico il suo scritto con piacere.

Da sempre oasi splendida, nel naturale silenzioma oggi non più
 
Per quasi trent’anni mi sono recato quasi tutte le estati e parecchi inverni sulle Dolomiti, dalla Val di Sole, all’Alpe di Siusi, alla splendida Alta Badia, a Cortina. Passeggiate estive e spettacoli invernali rendono queste montagne uniche al mondo; il tutto condito da una grande attenzione all’ambiente e alla cura del turismo da parte di chi le decora con la dovuta delicatezza.
Un turismo particolare certo, per chi a cui piace la natura, la vita attiva, gli spettacoli, e il bello in generale. Hotel molto curati, anche il piu’ semplice del due stelle merita le migliori lodi; prezzi giusti ed equi, mai esagerati, servizi senza pari.
Passeggiate, parchi per bambini, cucina generale ottima e varia, insomma, un paradiso.
 
Ma da qualche anno una nota dolente, che a mio avviso è piuttosto grave e che mi ha convinto in varie occasioni a cambiare destinazione e a recarmi sulle, altrettanto belle, Alpi Svizzere dove l’inconveniente ormai frequentemente incontrato sulle Dolomiti italiane non si presenta. Parlo delle chiassosissime motociclette che, spesso in gruppi, producono echi e rumori assordanti lungo i boschi, e i passi, e le cime, udibili da centinaia di metri di distanza, anche fin sopra ai rifugi; totalmente fuori luogo, e inutile.
Già durante tutto l’anno ormai dobbiamo sopportare questi motori che emettono suoni simili a petulenze che ci tolgono pace e tranquillità fin nelle nostre case; e trovare questo, anche sulle Dolomiti, è veramente frustrante e scatena grande rabbia.
 
Non comprendo quale sia il bisogno di questi individui di dover rompere ambienti così magici con i loro mezzi di trasporto, anche se in realtà non vengono vissuti come tali; è come se aggredendo l’ambiente circostante con i rumori che producono si sentano di averli conquistati, aver preso possesso degli spazi incontaminati senza curare minimamente di aver invaso la libertà degli altri, decisamente più educata e discreta. Un atteggiamento quanto mai primitivo e di certo, destinato con il tempo a scomparire, con l’evolversi del genere umano.
Mi chiedo allora, se lo stato italiano non riesce a far rispettare i limiti di decibel dei rumori prodotti dai motori (tra moto da cross e altre, magari con scarichi aperti, è veramente pazzesco), almeno l’Alto Adige, regione indipendente, non può fare qualcosa? Non credo che chiudere il traffico a questi chiassosi individui provochi un calo nel turismo, infatti da ciò che ho visto, tali gruppi più che una pizza e una birra prima di tornare indietro non consumano. Allora perché non chiudere il traffico alle moto? O effettuare controlli a tappeto sequestrando il mezzo nel caso non conforme alle normative che regolano i rumori emessi, per scoraggiarli a tornare?
 
E così si ritroverebbe la tranquillità e la bellezza di quei posti, non solo da vedere in cartolina ma anche da vivere. Non è tra l’altro raro vedere motociclisti che sulle strade di montagna ricche di curve si credono di essere in un circuito e aggrediscono l’asfalto come se fosse oggetto di estremo piacere, mettendo a repentaglio la sicurezza degli altri e comunque diffondendo un atteggiamento quanto mai barbaro sulle stesse strade, che si ricorda, sono solo strumenti adibiti al trasporto di cose e persone, nulla di piu’.
 
Insomma, da queste parole, una dura critica alle Dolomiti del 2014. Passeggiare tra canto di uccellini e cascate e poi all’improvviso motori che ruggiscono con echi lunghi e intensi, e svanisce ogni sorta di fascino. Scaturendo disturbo, paura, e tutto ciò che ne consegue.
Almeno sulle Dolomiti, almeno lì…. Preservare da chi sente il bisogno di rovinare per recuperare la meraviglia naturale. Lontano dal jurassico bisogno di dominio, acustico in questo caso, ma molto molto rilevante in un contesto di questo tipo.
Evoluzione necessaria, partendo da qui, per diffondersi ovunque.

moto sui passi delle dolomitiDi questo interessante ed attuale problema si discute fin dal 2011 anche sul sito dell’amico Dan Patitucci.

Il sito è in lingua inglese, ma numerosi sono i commenti in italiano e naturalmente anche la vostra opinione è ben accetta!

Per esprimere il vostro parere a proposito delle moto sui Passi delle Dolomiti cliccate sul seguente link per accedere alla pagina UNESCO DOLOMITE AND MOTORCYCLE.

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