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Il “Paré della Punta Fiames”.

Il nostro piccolo exploit alpinistico sulla Punta Fiames

Il 6 dicembre del 1986, chi scrive e il cugino Enrico, Scoiattolo e guida alpina in esercizio da due stagioni, compivano un piccolo, ma assai curioso exploit alpinistico: la scalata della Via Dimai-Verzi sul “paré” sud della Punta Fiames, in tre ore e 50 minuti complessivi.

punta fiames

Partimmo, infatti, davanti alla vecchia Birreria Pedavena in Corso Italia a Cortina alle dieci del mattino ed eravamo di nuovo lì alle 13.50.

Quel giorno il “paré” si presentava, però, in condizioni estive e così potemmo superare la Via Dimai (pur sempre 400 metri con difficoltà sino al quarto grado superiore, che richiedono tre ore soltanto dall’attacco alla cima) salendo in conserva e assicurandoci soltanto in due tratti. C’è da aggiungere qualche altro particolare, che consentì al sottoscritto una prestazione sicuramente non eccelsa, ma di cui vado tuttora orgoglioso.

Per quanto riguarda Enrico, la sua capacità e l’abilità di scalatore erano indiscusse, e ad esse posso aggiungere la possibilità che ebbe di portare l’automobile, superando la sbarra nel bosco sotto il Pomagagnon, fin quasi alla base del canalone della Forcella omonima.

Per quanto riguarda me, invece, aggiungo l’allenamento di quella stagione e la conoscenza quasi maniacale della via, sulla quale, nella stagione 1986, ero salito altre due volte, il 25 maggio con tre amici e poi il 2 novembre con Mauro. Questa del “paré” della Fiames in meno di quattro ore da casa a casa fu una prestazione unica e irripetuta, di cui conservo sicuramente un bel ricordo, sia per le caratteristiche atletiche sia per la giornata (era il giorno di San Nicolò, e sulle rocce della Punta Fiames faceva caldo come in settembre), sia perché sono passati ormai vent’anni e, come dico troppo spesso, mi sembra ancora ieri.

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