+39 347 2301915

La Porta del Dio Silvano.

La Porta del Dio Silvano, meta turistica nell’Ottocento

Salendo da Fraina verso Mandres lungo il comodo sentiero che lambisce le pendici del Mondeciasadió (antica e suggestiva denominazione dell’odierno Monte Faloria), oltre il luminoso prato di Ranpogniéi, lo sguardo è attratto dalla parete basale della montagna, sulla quale spicca una caratteristica incisione sulla roccia, un rettangolo squadrato che appare come un’enorme porta.

porta dio silvanoE’ la Porta del Dio Silvano, vetusto luogo di culto pagano e meta turistica di rango nell’Ottocento, oggi frequentata di rado. Alla Porta del Dio Silvano si sale, con difficoltà quasi alpinistiche a causa del terreno scosceso e vieppiù franoso, deviando a destra dal sentiero in corrispondenza di un masso cubico isolato.

Salendo, si rintraccia ancora qualche segnavia blu e rosso dipinto in tempi remoti, ma il sentiero in pratica non c’è più, e giungere alla Porta – sotto la quale una cengia con evidenti tracce di camosci permette una precaria sosta – è divenuta quasi un’impresa.

Peccato, per tre motivi: perché nel periodo d’oro dell’alpinismo, le guide portavano lassù clienti impazienti di provare l’emozione dell’avventura, perché la Porta del Dio Silvano è un luogo enigmatico che stimola la fantasia, perché la zona sprigiona un’attrazione che l’incuria ha solo contribuito ad accentuare.

L’ultima volta che vi salimmo, in un pomeriggio d’autunno avanzato, trovammo soltanto due camosci che, disturbati dal nostro passaggio, in un attimo disparvero nel bosco. Alcuni anni fa, avevo suggerito di restaurare almeno parzialmente il sentiero d’accesso: la mia è rimasta solo un’idea, ma un giorno o l’altro un minimo intervento dovrà essere eseguito.

Altrimenti, data la rapida usura della parte rocciosa, fra non molto la Porta, di cui il Dio Silvano si serviva per accedere al suo regno, forse non si aprirà più.
Grazie a Ernesto per questo suo scritto che ci racconta la storia della Porta del Dio Silvano.

Scroll Up