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Peziè de Parù, Cason del Macaròn, Lago d’Ajal, Mortisa

Cason del Macaron,  nel bosco con le ciaspe

Voglio oggi descrivere questa facile escursione con le ciaspe, che consiglio di fare quando nevica e il brutto tempo non permette di avventurarsi sui percorsi d’alta quota.
Infatti, quando le nubi coprono il cielo e nascondono gli spettacolari panorami delle Dolomiti, la mancanza di visibilità può anche trasformarsi in un pericolo a causa della difficoltà d’orientamenteo, e in questi casi é preferibile scegliere uno dei numerosi percorsi che si sviluppano nei silenziosi boschi di conifere che circondano la valle di Cortina.Cason del Macaron

Naturalmente queste escursioni si possono fare anche con il bel tempo, ma quando nevica l’ambiente del bosco assume un fascino particolare, ed è per questo che consiglio a tutti gli amanti della natura una bella passeggiata nel bosco durante una fitta nevicata: é vero che finora la stagione è stata avara di neve, ma se arriva…

Veniamo ora alla nostra gita, una facile e bella camminata tra i boschi sottostanti il Becco d’Ajal, che partendo da Pocol conduce al Lago d’Ajal e Mortisa.
Con un po’ di fortuna durante il percorso é possibile l’incontro con i signori della foresta: i caprioli.

ACCESSO GENERALE
Da Cortina con l’autobus urbano fino a Pocol.

ACCESSO nel bosco con le ciaspe
Da Pocol incamminarsi lungo la strada provinciale 638 del Passo Giau e seguirla per circa un chilometro fino a incontrare sulla destra un parcheggio con le tabelle dei sentieri e una strada forestale chiusa da sbarra.
Questo tratto su strada asfaltata è indubbiamente un po’ noioso, ma così facendo si evita di dover utilizzare la propria automobile. Inoltre, non trattandosi di un percorso ad anello, non si pone il problema del recupero dell’auto stessa una volta finita l’escursione.

ITINERARIO Cason del Macaron
Inoltrarsi nel bosco seguendo la strada forestale (segnavia n. 434) e oltrepassare il ponte Peziè de Parù, sul Rio Costeana.
Poco oltre svoltare decisamente a sinistra (segnavia n. 431) costeggiando inizialmente il torrente.

Arrivati al successivo bivio, si prosegue dritti sempre per il comodo sentiero 431. Dopo un tratto immerso nel bosco, si giunge in un’ampia spianata dove sorge una baita, il “Cason del Macaròn”: una vecchia croce che si scorge nel prato davanti alla costruzione ricorda uno sfortunato pastore, probabilmente ucciso da un fulmine in tempi remoti (il termine ampezzano “macaròn” sta per sciocco).
Spesso in quest’ultimo tratto il capriolo, con il suo manto invernale grigio-bruno, si fa vedere in mezzo al bosco.

Cason del MacaronDalla baita percorrendo la stradina in discesa si giunge a una stanga di ferro e subito dopo, in corrispondenza di un avvallamento, si devia a destra. Con brevissima salita, si arriva al Lago d’Aial, presso cui sorge il piccolo omonimo rifugio. (toponimo d’Aial: spiazzo per la carbonaia).

Dopo l’obbligatoria (almeno per noi montanari) tappa al Rifugio, costeggiare il lago sulla sua sponda sinistra in direzione sud, fino al finire del laghetto. Da qui una breve scorciatoia nel bosco ci conduce sulla sterrata che da Campo sale al Lago d’Ajal (segnavia n. 430).

La si segue per un breve tratto in discesa fino a un incrocio: qui si svolta a sinistra (nord) e s’imbocca l’evidente stradina (segnavia n. 428). In breve si arriva la Ponte Outo che permette di superare nuovamente il Rio Costeana, si prosegue sulla stradina e in poco più di mezz’ora si raggiungono l’abitato di Mortisa e quindi il centro di Cortina.

DIFFICOLTA’ Cason del Macaron
Facile – Nessun pericolo oggettivo

TEMPO
2,30 – 3,00 h

LUNGHEZZA DEL CAMMINO Cason del Macaron
4700 metri ca.
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