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Antonio Dimai Deo, una famiglia di guide alpine

Antonio Dimai Déo (Tòne Déo, 9 novembre 1866- 3 ottobre 1948), figlio di Angelo (1819-1880), per migliorare le condizioni di vita e arrotondare le entrate divenne guida alpina patentata dal 1888. Agricoltore, falegname, ottimo artigiano, fu giudicato dagli esperti fra i migliori dolomitisti in senso assoluto di fine secolo.Antonio Dimai Deo

Fortissimo scalatore e dotato di una resistenza eccezionale, dominò l’alpinismo dolomitico per vent’anni, dal 1890 al 1910, dimostrando innate capacità di arrampicatore. Fu uno dei pochi che poteva vantare la salita del Pelmo (3168 m) e dell’Antelao (3263 m) in uno stesso giorno, uno dopo l’altro.

Gli furono accreditate almeno 50 prime ascensioni, tutte con clienti; fra questi il fior fiore dell’alpinismo dell’epoca: dal Sinigaglia e la moglie olandese Jeanne Immink, agli inglesi J. S. Phillimore di Oxford, a A.G.S. Raynor di Westminter, dalle sorelle ungheresi baronesse Ilona e Rolanda von Eotvos, ad Alberto Re del Belgio e sua moglie Elisabetta “Princesse de Belgique”.
Nel 1909 Il re del Belgio annotò nel diario delle ascensioni: “Antonio Dimai est un homme si sur qu’il n’est pas de course que l’on n’entreprendent avec lui. Albert Prince de Belgique”. Quando nel 1903 scalò la Torre del Diavolo, nel Gruppo dei Cadini di Misurina, il Terschak scrisse che mise a subbuglio il mondo alpinistico.

Antonio Dimai DeoIl Gruppo Scoiattoli ha realizzato quest’anno un progetto editoriale che riguarda la famiglia di guide alpine Dimai Deo. La famiglia ampezzana dei Dimai è, con molta probabilità, il ceppo familiare che vanta il maggior numero di guide alpine ampezzane, divenute famose per l’apertura di grandi vie alpinistiche, spesso accompagnando illustri clienti. I Dimai sono noti a Cortina con il soprannome di famiglia Dee, tale soprannome in valle è certamente sinonimo di alpinismo. Non a caso questo libro si intitola: “Antonio Dimai, una famiglia di guide alpine”.

I capostipiti di questa famiglia furono Angelo e Fulgenzio, fra le prime guide alpine di Cortina, che accompagnarono Paul Grohmann nella conquista delle più importanti cime dolomitiche. Queste generazioni di alpinisti furono i promotori del turismo nella nostra vallata; per questo il testo non parla solo di alpinismo, ma della storia del turismo a Cortina.

Il progetto comprende un volume storico illustrato che narra della famiglia e in particolare di Antonio, il personaggio forse più famoso, del quale quest’anno ricorre il 150° della nascita, una copia della cartina topografica di Grohmann del 1875, un libretto con i segni identificativi delle famiglie ampezzane del 1858 è una pennetta USB contenente 100 e 7 immagini alpinistiche tridimensionali dal 1907 al 1911, da visionare o su un PC o su una televisione.Antonio Dimai Deo
L’effetto tridimensionale creato con le nuove tecnologie consente una visione davvero straordinaria di queste immagini d’altri tempi, e l’osservatore si sente parte stessa della scena rappresentata.

Così scrive nella prefazione Alberto Gaspari, presidente del Gruppo Scoiattoli: “Questo libro rappresenta un’importante iniziativa editoriale che racconta le imprese alpinistiche della famiglia Dimai sulla sfondo di una Cortina di tanti anni fa. I due curatori, in questa occasione, non si sono soltanto limitati alla redazione di un libro che narra le vicende alpinistiche della famiglia Dimai, bensì hanno dato vita ad un vero e proprio progetto editoriale, che condensa dei contenuti storici di elevato valore e li ripropone in una veste accattivante, supportato anche dalle odierne tecnologie informatiche.” Antonio Dimai Deo

Nel filmato che segue, realizzato da Alessandro Manaigo per Cortinaincroda, i due autori Franco Gaspari e Carlo Gandini ci descrivono più dettagliatamente il loro lavoro.


Idea regalo per Natale: il cofanetto della famiglia dei Dee

Con un contributo di 30 Euro (pochi, se valutiamo con attenzione quanto e cosa contiene il cofanetto…) al
Gruppo Scoiattoli potete ritirare l’opera presso l’ufficio delle guide alpine di Cortina, sono sicuro che sarete rapiti dalle vicende raccontate. Certamente, essa non deve mancare nella biblioteca di qualsiasi appassionato di montagna.

Gli interessanti contenuti a qualcuno faranno riaffiorare i vecchi ricordi mentre ad altri daranno lo spunto per seguire le orme dei Dimai Dee su qualche bella parete dolomitica.

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