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The Sad Smoky Mountains.

Diciamo NO alla repressione civile in Tibet con The Sad Smoky Mountains

Un’azione civica e una forma d’arte come gesto di protesta contro la repressione civile in Tibet. Un’iniziativa che sta facendo il giro del mondo e che il Comprensorio del Monte Faloria abbraccia a sostegno dei valori autentici di libertà e pace proprio nei giorni in cui tre alpinisti locali – Marco Sala del Gruppo rocciatori Caprioli, Renato Sottsass degli Scoiattoli di Cortina e Cristian Corazza, guida alpina e maestro d’alpinismo della val di Zoldo – si trovano ai piedi dell’Everest, pronti a raggiungere la vetta del mondo.

sad smoky mountains

Un’avventura seguita giorno per giorno – non senza difficoltà – grazie ai furtivi collegamenti ai microfoni di “Fm Everest 2008”, l’appuntamento quotidiano che, con trasmissione via satellite, Radio Cortina, ha organizzato per seguire da vicino l’esperienza ad alta quota.

Domenica 11 maggio, verso le ore 13.00, in occasione dell’arrivo della fiaccola olimpica sull’Everest, si accenderanno di rosso le cime del Monte Faloria e il cielo della valle che a est domina Cortina d’Ampezzo in contemporanea, a tante altre montagne simbolo dell’alpinismo, tra cui Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino e Monviso, per un totale di circa 80 cime in Italia e 113 nel mondo.

Un’iniziativa comune che porta il nome di “The Sad Smoky Mountains” (Tristi montagne fumanti) promossa dall’artista ed editore vicentino Alberto Peruffo, alpinista con esperienze europee, conosciuto per la sua abilità nel far lavorare insieme tanti artisti in un’unica opera e la sua vocazione a mettere in rete le persone.
Enrico Ghezze, presidente della società Faloria S.p.A., e Andrea Gris, giornalista e conduttore radiofonico, sono stati tra i primi ad aderire all’iniziativa e già da qualche giorno sono impegnati nelle prove generali dell’evento, grazie alla collaborazione di “Cortina Cube” che ha sponsorizzato l’azione. sad smoky mountains

“The Sad Smoky Mountains” si presenta come una scultura socioambientale e una forma di dissenso artistico per un sostegno corale alle persone che combattono quotidianamente per i diritti fondamentali dell’uomo. Un gesto di protesta contro la repressione civile in Tibet che utilizza un linguaggio semplice, non violento ma di fortissimo impatto visivo. Una manifestazione globale con un forte significato metaforico: “rosso” è il colore del fumo che si eleverà al cielo, simbolo di oltraggio, repressione e ribellione nei confronti degli abusi del nostro tempo e “coralità” a rappresentare la forza di una protesta comune. sad smoky mountains

L’iniziativa avrà luogo proprio mentre tre alpinisti locali si trovano sull’Everest in attesa di poter raggiungere la vetta del mondo. Marco Sala del Gruppo rocciatori Caprioli, Renato Sottsass degli Scoiattoli di Cortina e Cristian Corazza, guida alpina e maestro d’alpinismo della Val di Zoldo, vivono e respirano quotidianamente la difficile atmosfera di una situazione drammatica che sta sensibilizzando il mondo intero.
Numerose sono le difficoltà, non solo dettate dalle difficili condizioni ambientali, che la spedizione si sta trovando ad affrontare. sad smoky mountains

La mano del governo cinese si è abbattuta anche sull’avventura: 25 agenti militari armati, e autorizzati ad aprire il fuoco in caso di necessità, sono arrivati in elicottero al campo base. I militari tengono costantemente d’occhio le quasi 40 spedizioni presenti, per evitare che qualcuno si avventuri nella scalata, garantendo quindi l’arrivo solitario della fiaccola in vetta. Sono stati sequestrati telefoni satellitari e telecamere. Le comunicazioni sono assolutamente sotto controllo, possono avvenire solo ad orari prestabiliti e le conversazioni vengono costantemente intercettate e tradotte: un vero e proprio regime di proibizionismo che ostacola l’avventura di avvicinamento alla vetta dell’Everest che, a questo punto, con molta probabilità non partirà prima di domenica prossima.

I tre alpinisti, nonostante le difficoltà, rimangono comunque ottimisti, come testimoniano le loro voci, entusiaste per l’esperienza vissuta ma al tempo stesso preoccupate per la situazione contingente, nei furtivi collegamenti ai microfoni di “Fm Everest 2008”, l’appuntamento quotidiano che, con trasmissione via satellite, Radio Cortina, ha organizzato per seguire da vicino l’esperienza ad alta quota. Radio Cortina è infatti l’emittente che sul campo si è guadagnata il titolo di “radio degli ottomila”: segue infatti giorno dopo giorno, la spedizione, come già avvenuto durante le salite sul K2 e sullo Shisha Pangma, permettendo ai tre alpinisti di raccontare tutte le emozioni vissute.

Il grande pubblico può seguire e condividere le avventure della spedizione in live streaming su www.radiocortina.it.

La difficoltà e la precarietà dei collegamenti sono solo la punta dell’iceberg di una spedizione difficile per sua stessa natura, ma resa sempre più complessa da fattori legati a problematiche distanti dal mondo dell’alpinismo. Poco prima della partenza la China Tibet Association comunicò il divieto a tutte le spedizioni di risalire il versante nord della montagna, verso il Tibet. Sala, Sottsass e Corazza, che avevano deciso di raggiungere la cima proprio dalla parete nord, hanno vissuto dei giorni di sconforto, temendo di veder vanificati mesi e mesi di preparazione. L’unica soluzione per i tre alpinisti fu quella raggiungere la cima dell’Everest a 8.848 metri dalla parete sud-est, la via storica della prima salita, la più percorsa di tutta la montagna ed una delle più importanti e famose nel mondo. La salita presenta diversi passaggi impegnativi e pericolosi come l’Icefall nella parte bassa, la tremenda cascata di ghiaccio, ed il famoso Hillary Step, un breve passaggio roccioso situato poco prima della vetta. sad smoky mountains

Nel complesso si tratta di una salita lunga e molto faticosa, non solo per lo sviluppo della via ma per il fatto che si svolge ad altissima quota e quindi va affrontata con tutta la preparazione tecnica e fisica richiesta da una montagna himalayana. sad smoky mountains

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