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Un’escursione su Ra Ciadenes, per chi ama la Montagna umile e silenziosa

Ra Ciadenes è il nome della cresta che dalla Croda d’Ancona scende a est e termina sopra Gotres, all’altezza del deposito militare di Rufiedo. Durante la Grande Guerra Ra Ciadenes, il cui punto culminante si denomina I Zuoghe, costituirono un passaggio obbligato per l’assalto a Son Pouses, e contro la dorsale s’infransero i tentativi di sfondamento dell’Esercito Italiano.

La quota più alta, dove sorge un punto trigonometrico, e quella – poco più bassa – dove il sentiero che sale da sud, segnalato ma poi abbandonato, incontra quello che scende verso Gotres, offrono un magnifico scenario e consentono di osservare molte opere belliche. Dietro il Rifugio Ristorante Ospitale, per strada forestale e superando una cabina elettrica, si sale a una radura.

La si traversa sino a imboccare un sentiero che sale nel bosco. Si segue il sentiero, che rimonta a zigzag il costone di alberi e mughi, fino ad un canale di terra e detriti. Lo si supera prima a destra e poi traversando a sinistra e continuando tra i mughi. Proseguendo sul sentiero si esce su un tratto aperto, e per zolle erbose si giunge a due casematte di cemento: quella superiore, adattata a precario riparo, costituisce il culmine della salita.

Traversando fra alberi e mughi verso est, in breve si può salire sui Zuoghe, dove s´incontrano altri resti di guerra.
Presentando questa gita, non banale perché poco segnata e in ambiente inselvatichito, che ho ripetuto almeno 25 volte in tutte le stagioni e sempre con lo stupore e lo slancio del ragazzo guidato lassù dai genitori nel lontano 1972, mi auguro una cosa. Di non incontrarvi mai i “valorizzatori” turistici – istituzionali o non -, samaritani che girano per crode muniti di spray multicolori.

Col loro operato, spesso superfluo e pericoloso, romperebbero l’incanto di quei dirupi di scarso valore alpinistico, tanto strategici in guerra quanto disertati in pace. Ra Ciadenes sono belle così, e l’escursione è raccomandata a chi ama la Montagna umile e silenziosa.

Tratto da: “Il Notiziario di Cortina”

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