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Il Monte Pore, una cima facile e panoramica

Facciamo conto che qualche lettore stia pensando ad una cima facile e panoramica, di accesso comodo e non troppo lungo. Uscendo per una volta dagli stretti confini d’Ampezzo ma restando sempre nelle Dolomiti, ho quello che fa per lui: a meno di 20 km da Cortina, a cavallo fra Colle Santa Lucia e Livinallongo, si erge il Monte Pore.

monte poreSul Pore (2405 m), caratteristico per la forma a piramide che ricorda un piccolo vulcano, coperto sui quattro versanti da prati e boschi, fino a cinquant’anni fa le comunità che vivono ai suoi piedi esercitavano la fienagione e la pastorizia. Oggi è una meta escursionistica e scialpinistica piuttosto apprezzata. La strada che da Cortina, attraverso il Passo Giau, scende in Val Fiorentina, consente di avvicinarvisi notevolmente, risolvendo l’ascensione in una camminata facile, in ultimo un po’ ripida e di grande soddisfazione.

Lasciamo dunque l’automobile al Rifugio Fedare (2000 m), dove parte la seggiovia che sale al Rifugio Averau e consente di abbreviare l’accesso al Rifugio Nuvolau. Subito a fianco del parcheggio, passando vicino alla seggiovia, imbocchiamo una strada sterrata costruita a scopi militari. Poco dopo la strada diviene lastricata, passa da una chiesetta alpina e con un ampio giro sui pascoli, punteggiati da fienili, giunge sulla cresta pianeggiante, dalla quale inizia a svelarsi un panorama molto interessante. Spiccano in primo luogo il Civetta, il Col di Lana e la Marmolada, ma non sfigurano l’Antelao, il Boè, il Pelmo, il Sassongher, il Sorapis e altre crode.

Seguendo la comoda cresta che separa la Val Codalonga dai prati del Monte Pore, e incontrando resti di trincee, prendiamo fra l’erba alta il sentiero n. 463, che risale l’evidente costone nord-est del monte, di ripide ghiaie e detriti un po’ scivolosi se bagnati. Oltrepassata la croce posta di recente in ricordo di Don Claudio Sacco, travolto da una valanga mentre sciava in solitaria il 3/12/2009, doppiamo un’anticima e giungiamo a un brevissimo tratto erboso, facile ma un poco esposto. Continuando per la cresta, dopo un’ora e mezza di salita e quattrocento metri di dislivello tocchiamo la croce della cima.

Per arrivare fin quassù non ci sono difficoltà, la salita non è molto lunga ed è godibile anche in stagione avanzata. Come detto, il Monte Pore regala un panorama a 360 gradi sulle montagne dell’Agordino, della Val Badia. su quelle ampezzane e cadorine. Dalla croce di vetta si dominano Alleghe col suo lago azzurro, Arabba, Colle Santa Lucia, Laste, Livinallongo, Rocca Pietore, Selva di Cadore. Avendo lasciato l’automobile al Fedare, è necessario scendere per il sentiero di salita, concludendo magari l’escursione con una birra fresca e una fetta di strudel.

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