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Coral Climb e Marco Preti, incredibili storie di vita vissuta.

Coral Climb, è l’autobiografia di Marco Preti, filmmaker specializzato in documentari girati in luoghi di natura estrema: dalla montagne agli oceani, dal deserto alla giungla, racconti di viaggi ed avventure.
Testimonial di varie ditte leader nel settore alpinismo, guida alpina, maestro di sci, vincitore della prova di velocità alle prime gare mondiali di freeclimbing, all’età di 30 anni Marco passa dall’alpinismo professionale al documentarismo e alla fiction per la Tv.
Nel 1985 fonda la The CoralClimb film productions.

Inizia con la passione per la montagna, e le prime ripetizioni di alcune vie famose: l’Aiguille du Fou, Salathè Wall e West Face a El Capitan. In Coral Climb Marco racconta della morte di Luca Sganzini in Marocco, della spedizione alla parete nord del K2, fino alle prime gare mondiali su roccia di Bardonecchia.

Copertina di Coral ClimbPoi, Marco Preti smette di fare lo scalatore, la guida alpina e il maestro di sci, per dedicarsi alla cinematografia di montagna.
Gira tre film di free climbing alle Seychelles, in Tailandia e in Polinesia. Passa due estati polari sul veliero Pelagic scalando iceberg, pareti e vette inviolate della Penisola Antartica. Gira lo spot Sector con Manolo e va tre mesi in Congo, foresta equatoriale di N’doki, per un film inglese sui gorilla e gli elefanti. Con Andrea Gobetti dirige un esilarante telefilm negli inesplorati Tsingy di Bemaraha, Madagascar.

Le puntate sulla Mongolia segnano l’inizio di una lunga collaborazione con Geo&Geo, Rai Tre. Gira il documentario “Papuas”, ambientato tra gli ultimi cannibali. Seguono una spedizione speleo-alpinistica in Messico nel Sotano de las Golondrinas e due viaggi in Alaska, in inverno, lungo l’Iditarod, un percorso che unisce Anchorage a Nome, filmando il runner estremo Roberto Ghidoni.

Dopo la spedizione scientifica al Ruwenzori, a cento anni dalla prima salita compiuta dal duca degli Abruzzi, è la volta di una spedizione lungo i ghiacciai del Caucaso Maggiore. Nell’ultimo capitolo ritroviamo Marco in cima ai Faraglioni di Capri, dove gira una fiction per il cinema. La passione per le montagne lo porta al mare…



Così inizia il primo capitolo:

Agli albori della passione
La nevicata del febbraio 1966 fu magnifica: quattro giorni ininterrotti di maltempo.
Un compagno di classe, eccitato dall’improvvisa veste invernale, si presentò a scuola vestito come Tony Seiler: pantalone con tallone incorporato, berretta con pon-pon e scarponi da sci.
Nessuna automobile, tutti a piedi nella neve alta, vecchi e bambini.
Sant’Eufemia, il rione ai piedi del Monte Maddalena in cui abitavo, sembrava uscito da un quadro di Bruegel il Vecchio.
Chi non possedeva un paio di sci usava la slitta, chi non aveva nemmeno quella utilizzava…

Marco Preti filmmakerIl giornalista Paolo Fossati scrive, sul Giornale di Brescia:
 «non sarà facile per nessuno “ripetere” tutte le “vie aperte” da Marco Preti, per dirla con una metafora che ammicca all’alpinismo, ma di certo nelle sue parole tutti i lettori, di oggi e di domani, ritroveranno testimonianze lucide sul senso della vita, dello sport e del cinema, annotate da chi ha dovuto e saputo fronteggiare ogni tipo di emozione.
Pagine dense di significati, al di là dell’abbondanza di imprese compiute da un unico uomo.»

Coral Climb, uscito dai tipi di Edizioni Mare Verticale, sì può acquistare online sul sito dell’editore, se lo desideri clcca sul link: voglio leggerlo!

E a proposito dell’editore, questa casa editrice merita sicuramente un plauso. Se ancora non la conosci ti invito a visitare il sito ufficiale di Edizioni Mare Verticale, ti assicuro che sarà una bella sorpresa!


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