Il Sentiero Kaiserjäger è uno degli itinerari più interessanti del Lagazuoi, una montagna profondamente segnata dagli avvenimenti della Prima Guerra Mondiale. Dal Passo Falzarego il percorso risale il versante sud-occidentale del Piccolo Lagazuoi, seguendo in parte l’antica via utilizzata dalle truppe austro-ungariche per raggiungere e rifornire le postazioni in quota.
Oggi è un suggestivo sentiero attrezzato che unisce ambiente dolomitico, panorami e testimonianze della Grande Guerra. Lungo il percorso si incontrano resti di postazioni militari, trincee e cenge, oltre al caratteristico ponte sospeso, probabilmente il passaggio più conosciuto dell’itinerario.
Dal punto di vista tecnico il Kaiserjäger non è un percorso difficile, ma non va sottovalutato: alcuni tratti sono esposti e richiedono passo sicuro e una certa abitudine a muoversi in montagna. Proprio questa combinazione tra escursionismo, brevi passaggi attrezzati e storia rende la salita al Piccolo Lagazuoi un itinerario molto particolare nel panorama delle Dolomiti di Cortina.
Difficoltà del Sentiero Kaiserjäger

Il Sentiero Kaiserjäger è un sentiero attrezzato tecnicamente facile, ma presenta alcuni tratti esposti che richiedono passo sicuro e una certa abitudine all’esposizione. Le difficoltà maggiori non derivano dall’arrampicata, quanto dall’esposizione e dal terreno di montagna sul quale si svolge buona parte dell’itinerario.
I tratti attrezzati sono protetti con cavo metallico e si concentrano soprattutto nella parte centrale del percorso. Il passaggio più caratteristico è il ponte sospeso, seguito da una cengia esposta; più avanti il sentiero continua alternando normali tratti escursionistici a brevi passaggi attrezzati.
Per percorrere il Kaiserjäger consiglio casco, imbrago e set da ferrata. Anche se le difficoltà tecniche sono modeste, l’attrezzatura permette di assicurarsi nei punti esposti e di affrontare il percorso con maggiore sicurezza.
Non bisogna inoltre dimenticare che dal Passo Falzarego alla cima del Piccolo Lagazuoi si superano circa 670 metri di dislivello: nel valutare la difficoltà complessiva dell’escursione vanno quindi considerate anche la lunghezza della salita, la quota e le condizioni meteorologiche.
Itinerario dal Passo Falzarego al Piccolo Lagazuoi

Dal Passo Falzarego all’inizio del sentiero attrezzato
Il punto di partenza è il Passo Falzarego (2.107 m), nei pressi della stazione di valle della funivia del Lagazuoi. Da qui si imbocca il sentiero n. 402, che sale inizialmente lungo la pista da sci in direzione del Lagazuoi.
Dopo pochi minuti si abbandona il sentiero principale e si svolta decisamente a sinistra, seguendo le indicazioni per il Sentiero Kaiserjäger. Il percorso attraversa in diagonale il versante sud-occidentale del Piccolo Lagazuoi e conduce verso la postazione Vonbank, un articolato sistema di trincee e fortificazioni realizzato dall’esercito austro-ungarico durante la Prima Guerra Mondiale.
Superata la postazione, il sentiero guadagna progressivamente quota con numerosi tornanti, avvicinandosi alla parete del Piccolo Lagazuoi. Si raggiunge così l’inizio della parte attrezzata, dove il carattere dell’itinerario cambia e cominciano i passaggi più interessanti ed esposti della salita.
Il ponte sospeso e la parte attrezzata
La parte attrezzata inizia con la risalita di un breve e stretto canale, facilitata da alcuni infissi metallici. Subito dopo si percorre una cengia che conduce al ponte sospeso, uno dei punti più caratteristici e fotografati del Sentiero Kaiserjäger.
Superato il ponte, il percorso prosegue lungo una cengia stretta ed esposta, protetta con cavo metallico, per poi risalire alcune facili roccette. Le difficoltà tecniche rimangono modeste, ma in questo tratto l’esposizione è evidente ed è importante procedere con attenzione.
Proseguendo si incontra, sulla destra, un’estremità della Cengia Martini, una delle postazioni italiane più importanti del fronte del Lagazuoi durante la Prima Guerra Mondiale. Da questo punto, tuttavia, la cengia non è percorribile nella sua interezza, perché poco oltre si interrompe. L’accesso per chi desidera percorrere la Cengia Martini si trova sul versante opposto, molto più avanti, nei pressi dello sbocco della Galleria del Lagazuoi.

l Sentiero Kaiserjäger prosegue invece verso sinistra, lasciandosi alle spalle la Cengia Martini.
Dal sentiero attrezzato alla cima del Piccolo Lagazuoi
Lasciata sulla destra la Cengia Martini, il Sentiero Kaiserjäger prosegue verso sinistra e continua a guadagnare quota. Le difficoltà diminuiscono progressivamente e il percorso segue le cenge e i pendii del Lagazuoi, con alcuni tratti ancora protetti nei punti più esposti.

Salendo, il panorama diventa sempre più ampio e accompagna l’ultima parte dell’itinerario fino a raggiungere il crinale del Piccolo Lagazuoi. Da qui, in breve, si arriva alla croce di vetta del Piccolo Lagazuoi (2.778 m).
Dalla cima si può proseguire in pochi minuti fino al Rifugio Lagazuoi (2.752 m), situato nei pressi della stazione superiore della funivia. La sua terrazza panoramica offre una vista straordinariamente ampia su alcuni dei principali gruppi montuosi delle Dolomiti.
Raggiungere il rifugio non significa necessariamente concludere l’escursione: per tornare al Passo Falzarego esistono infatti tre possibilità molto diverse tra loro, dalla comoda discesa in funivia al percorso attraverso la Galleria del Lagazuoi.
Come scendere dal Lagazuoi
Una volta raggiunta la cima del Piccolo Lagazuoi e il vicino rifugio, per tornare al Passo Falzarego si può scegliere fra tre diverse possibilità. La scelta dipende dal tempo a disposizione, dalle condizioni e dal tipo di escursione che si desidera completare.
Discesa attraverso la Galleria del Lagazuoi

La soluzione più interessante dal punto di vista storico è scendere attraverso la Galleria del Lagazuoi, il lungo sistema di gallerie scavato nella montagna dai soldati italiani durante la Prima Guerra Mondiale.
Percorrere la galleria permette di completare la giornata attraversando letteralmente l’interno del Lagazuoi e di comprendere meglio la straordinaria dimensione della guerra combattuta su questa montagna.
La discesa è ripida e avviene in gran parte al buio: è quindi indispensabile avere con sé una lampada frontale. Il terreno all’interno può inoltre essere umido e scivoloso, per cui è importante procedere con attenzione.
Discesa lungo il Sentiero del Fronte
Chi preferisce rimanere all’aperto può rientrare al Passo Falzarego seguendo il Sentiero del Fronte, lungo i sentieri CAI n. 401, 402 e 412.
È una soluzione escursionistica che permette di completare l’itinerario interamente a piedi, evitando la lunga discesa all’interno della galleria.
Discesa in funivia
La soluzione più semplice e veloce è naturalmente la Funivia Lagazuoi, che dalla stazione superiore scende direttamente al Passo Falzarego.
Può essere una buona scelta se il tempo sta peggiorando, se si è stanchi oppure se si preferisce concentrare la giornata sulla salita lungo il Kaiserjäger senza aggiungere un’altra lunga discesa.
La storia del Sentiero dei Kaiserjäger
Chi erano i Kaiserjäger
Il nome del sentiero deriva dai Kaiserjäger, i reggimenti di fanteria dell’esercito imperiale austriaco, poi austro-ungarico, i cui uomini venivano reclutati principalmente nel Tirolo.
Nonostante il nome possa far pensare a reparti specializzati per il combattimento in montagna, i Kaiserjäger non erano propriamente truppe alpine. Come molti altri soldati impiegati sul fronte dolomitico, dovettero imparare ad affrontare condizioni completamente nuove: quota, freddo, neve, pareti rocciose e un terreno che rendeva estremamente difficili anche le normali operazioni di rifornimento.
Durante la Prima Guerra Mondiale il Lagazuoi costituiva un punto strategico del fronte tra il Passo Falzarego e il Passo Valparola. Oggi queste postazioni, trincee e gallerie fanno parte del Museo all’aperto della Grande Guerra del Lagazuoi. Il sentiero che oggi percorriamo aveva allora una funzione molto concreta: permetteva di raggiungere le postazioni austro-ungariche in quota e di trasportare viveri, munizioni e materiali necessari alle truppe.
Camminare oggi lungo il Kaiserjäger significa quindi seguire una via nata non per gli escursionisti, ma dalle necessità quotidiane di uomini che vivevano e combattevano su queste montagne.
Cengia Martini
La Cengia Martini fu una delle postazioni italiane più importanti e contese del fronte del Lagazuoi. Tra il 18 e il 19 ottobre 1915, mentre le truppe austro-ungariche occupavano la sommità della montagna, due gruppi di Alpini riuscirono a raggiungere e occupare questa lunga cengia che attraversa la parete del Piccolo Lagazuoi.
La posizione aveva un grande valore strategico. Dalla cengia gli italiani potevano infatti minacciare dall’alto la postazione Vonbank, il sistema difensivo austro-ungarico che proteggeva l’accesso verso il Passo Valparola e che abbiamo incontrato nella prima parte della salita.
Gli austro-ungarici tentarono più volte di allontanare gli italiani, senza riuscirci. Nel frattempo la Cengia Martini venne progressivamente fortificata: nella roccia furono ricavati ricoveri e baraccamenti capaci di ospitare fino a 140 uomini.

La cengia prese il nome dal maggiore Ettore Martini, comandante del battaglione alpini Val Chisone e artefice dell’azione che portò alla sua occupazione. La posizione venne difesa dagli italiani fino alla ritirata del novembre 1917, resistendo ai ripetuti tentativi austro-ungarici di conquistarla, compreso l’impiego di potenti mine.
A distanza di oltre un secolo, ci si può concedere un piccolo gioco di parole: Martini on the rocks. Mai espressione fu geograficamente più appropriata.
Quando percorrere il Sentiero Kaiserjäger
Il periodo migliore per percorrere il Sentiero Kaiserjäger va indicativamente da metà giugno a ottobre, ma le condizioni possono cambiare molto da un anno all’altro. Dopo un inverno con poca neve il percorso può essere praticabile anche prima, mentre in altre stagioni alcuni tratti possono rimanere innevati più a lungo, soprattutto nella parte alta dell’itinerario.
Durante i mesi estivi consiglio di partire al mattino presto. Oltre a trovare temperature più piacevoli e meno persone sul percorso, nelle Dolomiti i temporali sono più frequenti nelle ore pomeridiane. Su un itinerario esposto e in parte attrezzato come il Kaiserjäger è sempre preferibile trovarsi lontani dai tratti protetti con cavo metallico quando il tempo diventa instabile.
Partire presto permette inoltre di godersi con maggiore tranquillità il ponte sospeso e i passaggi più stretti, dove la presenza contemporanea di molte persone può rallentare sensibilmente la progressione.
Prima della partenza è comunque importante controllare le condizioni del percorso e le previsioni meteorologiche, soprattutto a inizio e fine stagione.
I miei consigli per il Sentiero Kaiserjäger
Il Kaiserjäger è un itinerario che consiglio soprattutto a chi cerca qualcosa di più di una semplice escursione. Non è una via ferrata vera e propria e le difficoltà tecniche sono contenute, ma permette di muoversi su un terreno più interessante del normale sentiero, in un ambiente molto panoramico e ricco di testimonianze storiche.
Per apprezzarlo davvero, non bisogna avere fretta. Vale la pena fermarsi alle postazioni militari, osservare le trincee e cercare di immaginare come potesse essere vivere per settimane o mesi su questi pendii. Il Lagazuoi è oggi una montagna facilmente accessibile, ma durante la Prima Guerra Mondiale fu teatro di una delle pagine più impressionanti del conflitto combattuto in alta quota.
Se si dispone del tempo e dell’attrezzatura necessaria, personalmente trovo particolarmente interessante abbinare la salita lungo il Kaiserjäger alla discesa attraverso la Galleria del Lagazuoi. I due percorsi raccontano infatti la stessa montagna da due prospettive opposte: il Kaiserjäger segue il sistema di collegamento delle postazioni austro-ungariche, mentre la galleria conduce all’interno delle opere realizzate dagli italiani.
Per chi affronta per la prima volta un sentiero attrezzato, il Kaiserjäger può rappresentare una bella esperienza, purché si abbia un buon allenamento, passo sicuro e non si soffra particolarmente l’esposizione. In caso di dubbio sulle proprie capacità, sulle condizioni del percorso o sul meteo, è meglio scegliere un itinerario più semplice o affidarsi a una guida alpina.
Sentiero Kaiserjäger – Scheda tecnica
Piccolo Lagazuoi – Dolomiti di Cortina d’Ampezzo
Dati principali
- Partenza
- Passo Falzarego (2.107 m)
- Quota massima
- Piccolo Lagazuoi (2.778 m)
- Dislivello
- ~ 670 m
- Difficoltà
- EEA – sentiero attrezzato tecnicamente facile, con tratti esposti
Tempi indicativi
- Salita
- ~ 2h 15min
- Discesa a piedi
- ~ 1h 30min
Periodo consigliato
Indicativamente da metà giugno a ottobre, in base alle condizioni e all’innevamento.
Attrezzatura
- Casco
- Imbrago
- Set da ferrata
- Calzature adatte alla montagna
- Lampada frontale se si scende attraverso la Galleria del Lagazuoi
Punti d’appoggio
- Rifugio Lagazuoi (2.752 m) – Tel. 0436 867303
Cartografia
Carta topografica Tabacco 1:25.000 – n. 03 “Cortina d’Ampezzo e Dolomiti Ampezzane” .
Accesso stradale
Da Cortina d’Ampezzo si segue la SS 48 fino al Passo Falzarego. Il percorso parte nei pressi della stazione di valle della Funivia Lagazuoi, dove sono disponibili parcheggi.
Nota: il Kaiserjäger è tecnicamente facile, ma presenta tratti esposti e richiede passo sicuro. Le condizioni della montagna possono modificare sensibilmente la difficoltà dell’itinerario.
