Tre ferrate in Alta Badia con una famiglia speciale
La settimana scorsa ho avuto il piacere di accompagnare Gio’ con le sue due figlie, Anna (17 anni) e Rita (13), in un’avventura di tre giorni alla scoperta di alcune tra le più belle ferrate in Val Badia.
Li conosco bene: sono ormai cinque anni che ci incontriamo ogni estate per salire insieme una ferrata diversa. La prima volta che ho conosciuto Anna, aveva solo otto anni, ma già allora mi colpì per la sua determinazione. Non era veloce, ma tosta: una di quelle rare bambine che, quando c’è da camminare, abbassano la testa e non si lamentano mai.
Quest’anno abbiamo affrontato tre percorsi molto diversi tra loro: il Piz da Lech, il Vallon e, infine, la ferrata Tridentina. Tre giornate indimenticabili, immerse nei panorami spettacolari delle ferrate dell’Alta Badia.
Giorno 1 – Piz da Lech: breve ma panoramica
Abbiamo iniziato la nostra avventura con la ferrata Piz da Lech, un itinerario breve ma intenso che si sviluppa in uno scenario spettacolare. Da Corvara, per raggiungere l’attacco della ferrata, abbiamo preso prima la cabinovia del Boè e poi la seggiovia del Vallon, che ci ha condotti fin quasi sotto la parete.
Il tempo era splendido e l’atmosfera rilassata, perfetta per rompere il ghiaccio e tornare a familiarizzare con cavi, moschettoni e verticalità.
Anna, la maggiore, si è mossa con sicurezza e naturalezza lungo i tratti attrezzati. Si vede che l’esperienza degli anni passati ha lasciato il segno: anche nei passaggi più verticali non ha mai esitato, mantenendo sempre concentrazione e buon equilibrio.

Rita, pur essendo più giovane, ha mostrato ancora una volta quella determinazione che la contraddistingue. Anche nei tratti più esposti non si è fatta intimidire, seguendo con calma e costanza ogni passo.
E Gio’? Beh, con lui è come salire con un amico: preparato, sempre attento ai movimenti e con una grande sintonia nei ritmi.
🧗♀️ Dettagli tecnici ferrata Piz da Lech
- Dislivello ferrata: circa 200 m
- Dislivello complessivo: circa 380 m
- Tempo di salita: 2 ore circa
- Grado di difficoltà: media
- Punto di partenza: Corvara (impianto Boè)
- Mappa: carta Tabacco n. 07
- Descrizione dettagliata: ferrate360.it – Piz da Lech
Giorno 2 – Ferrata del Vallon e cima Piz Boè: fatica e bellezza
Il secondo giorno ci ha portati sulla ferrata del Vallon, un percorso meno conosciuto ma davvero suggestivo, incastonato tra le spettacolari cime del Gruppo del Sella. La ferrata in sé è piuttosto breve, ma il vero impegno arriva dopo: la lunga salita verso la cima del Piz Boè, a 3.152 metri.
Qui, Rita ha faticato parecchio. Lo sforzo non era tanto nella parte attrezzata, quanto nel lungo tratto finale. La vedevo stanca, a volte in silenzio, ma non ha mai mollato. Continuava a camminare con quella tenacia che ormai conosco bene.
In cima, però, la magia si è un po’ rotta. Dopo la solitudine del percorso, ci siamo ritrovati improvvisamente in mezzo a una folla rumorosa, proveniente dai sentieri più brevi e frequentati.

Forse è una sensibilità mia, ma dopo tanta bellezza silenziosa, quell’improvviso passaggio alla confusione mi ha lasciato un retrogusto amaro.
Una pausa al Rifugio Kostner, al termine della discesa, è stata da tutti noi gradita. È un posto davvero bello: il rifugio è gestito dal mio amico Manuel Agraiter, guida alpina anche lui, aiutato dalla moglie Cristina e il figlio Matteo.
Un luogo accogliente, con vista spettacolare e una cucina sempre genuina.

🧗♀️ Dettagli tecnici Ferrata del Vallon
- Dislivello ferrata: circa 100 m
- Dislivello totale fino al Piz Boè: 650 m circa
- Tempo complessivo: 4,5–5 ore
- Grado di difficoltà della ferrata: medio/facile
- Punto di partenza: stazione a monte seggiovia Vallon (Corvara)
- Mappa: carta Tabacco n. 07
- Descrizione dettagliata: ferrate360.it – Ferrata del Vallon
Giorno 3 – Ferrata Tridentina: la sfida più lunga
Abbiamo concluso le nostre avventure in montagna con la ferrata Tridentina, la più lunga e completa tra quelle percorse. Un classico molto frequentato, ma che non perde mai il suo fascino, soprattutto grazie al ponte sospeso finale e all’arrivo panoramico al rifugio Pisciadù.
Anna ha confermato la sua padronanza, superando ogni difficoltà con eleganza e attenzione. È un piacere vederla muoversi: agile, sicura, con gesti sempre precisi.
Rita, invece, ha affrontato questa ferrata con grande coraggio. I tratti più impegnativi si trovano proprio alla fine, quando ormai le forze iniziano a calare. Per una ragazzina di 13 anni, stanca dopo giorni di camminate in montagna già intensi, non è stato affatto facile.

Eppure non si è mai lamentata. Mi ha fatto davvero tenerezza vederla provata, ma determinata a non mollare fino alla fine.
Anche Gio’ ha chiuso alla grande: con la solita calma, lucidità, amore e rispetto per l’ambiente che da sempre lo contraddistinguono.
🧗♀️ Dettagli tecnici Ferrata Tridentina
- Dislivello ferrata: circa 400 m
- Dislivello complessivo: circa 630 m
- Tempo di salita: 3–3,5 ore
- Grado di difficoltà: media (con tratti impegnativi)
- Punto di partenza: salendo in auto da Corvara, parcheggio 6 tornanti prima del Passo Gardena (quota 1.956 m; coordinate 46.5470 N, 11.8206 E).
- Mappa: carta Tabacco n. 07
- Descrizione dettagliata: ferrate360.it – Ferrata Tridentina
Vie ferrate in Val Badia: un’esperienza da vivere, insieme
Questi tre giorni di ferrata in Val Badia sono stati molto più che semplici escursioni. Sono stati un viaggio condiviso tra generazioni, un’esperienza autentica fatta di impegno, emozioni, panorami mozzafiato e piccoli momenti indimenticabili.
Le ferrate dell’Alta Badia, dal Piz da Lech al Vallon fino alla Tridentina, offrono esperienze adatte a chi cerca qualcosa di più della classica gita in montagna. E quando a salire con te sono persone che conosci, che si fidano di te e che mettono il cuore in ogni passo, tutto acquista un significato più profondo.
Non importa quante volte le abbia percorse: ogni volta è unica. E quest’anno, con Gio’, Anna e Rita, lo è stata più che mai.



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