La ferrata nelle Dolomiti

La via ferrata delle Dolomiti

Ciao! Benvenuto alla guida online definitiva per le ferrate delle Dolomiti. Se cerchi informazioni sulle vie ferrate, sei nel posto giusto. Sono una guida alpina, nato e cresciuto a Cortina d’Ampezzo, nel cuore delle Dolomiti. Ho scalato la mia prima ferrata quando ero ancora bambino, e oggi continuo ad accompagnare le persone sulle più belle ferrate delle Dolomiti.

Insieme ai miei colleghi ho costruito e curato la manutenzione delle ferrate a Cortina d’Ampezzo per molto tempo, e per questo motivo posso affermare senza presunzione di conoscere bene questi meravigliosi percorsi attrezzati. Puoi fidarti, tutte le informazioni sulle vie ferrate delle Dolomiti che trovi in questa pagina provengono da una fonte affidabile!

Detto questo, iniziamo a esplorare il mondo della ferrata, imparando cosa è, quali attrezzature sono necessarie, i pericoli che potresti incontrare e come evitarli, e molto altro.

Cos’è una via ferrata?

Il termine “Via Ferrata” si riferisce a un percorso attrezzato con cavi d’acciaio, scale e vari ancoraggi fissi, tra cui passerelle in legno e ponti sospesi.
Grazie a queste attrezzature anche le persone relativamente inesperte possono accedere a cime normalmente riservate agli alpinisti più preparati. La ferrata può essere vista come una via di mezzo tra le normali escursioni in montagna e le scalate vere e proprie.

Per ridurre al minimo il rischio di cadute fatali, lungo il percorso viene posizionato un cavo d’acciaio che costituisce un punto di ancoraggio sicuro per gli arrampicatori grazie all’utilizzo del set da ferrata.

Le ferrate ti permettono di ammirare i meravigliosi panorami dolomitici da un punto di vista privilegiato. Oltre a questo, molti itinerari si sviluppano su cenge e gallerie utilizzate dai soldati nel triste periodo della Grande Guerra. In questo modo è possibile visitare postazioni, trincee e fortificazioni risalenti alla Prima Guerra Mondiale.

Storia e origini della via ferrata

L’idea di rendere più agevole l’accesso a un colle, a una vetta o a un rifugio risale a molto tempo fa: nel lontano 1492 Antoine de Ville, capitano dell’esercito francese, scrisse di aver utilizzato una scala a pioli per raggiungere la vetta del Monte Aiguille.

Per la prima ferrata italiana bisognerà però attendere sino al 1880, quando le guide alpine di Madonna di Campiglio attrezzarono il versante orientale della cima Brenta per facilitare il transito dei loro clienti.

Negli anni seguenti, soprattutto sulle Alpi orientali, nacquero altri sentieri attrezzati che favorivano il passaggio in luoghi particolarmente impervi allo scopo di consentire alle truppe l’accesso e il controllo delle linee di confine. Infatti, soprattutto sulle Dolomiti, le vie ferrate hanno il più delle volte origine militare e furono attrezzate nei duri anni della guerra di frontiera combattuta negli anni 1915/18.

La prima via ferrata delle Dolomiti

Una curiosità: la prima ferrata a Cortina d’Ampezzo nacque grazie all’ingegno di Luigi Gilarduzzi “Minighèl” nel lontano 1907. Di professione fabbro e gestore dell’ex Rifugio Wolf von Glanvell, eretto in Val Travenanzes e distrutto dall’artiglieria italiana nell’agosto 1915, quest’uomo intuì che per raggiungere il Rifugio Cantore (oggi Rifugio Giussani) c’era la possibilità di tracciare un percorso molto più diretto e veloce del vecchio sentiero. E così, da solo, forgiò e infisse sulla verticale parete quasi 200 fittoni. La ferrata è oggi conosciuta come “Scala del Minighel“.

Il turismo ha notevolmente rivalutato le ferrate. Oggi salire lungo questi percorsi attrezzati è un’attività ludica accessibile a tutti.
È davvero emozionante percorrere un itinerario sportivo tracciato su una parete rocciosa, attrezzata con cavi, gradini, scale e altri elementi destinati a facilitare la progressione. E tutto in sicurezza, muniti della dovuta attrezzatura e osservando ovviamente alcune regole basilari.

Argomenti sulla via ferrata

Ho diviso i miei suggerimenti per le vie ferrate in tre argomenti principali: Attrezzatura, Tecnica e consigli, Scala delle difficoltà.
Se però vuoi scoprire di più, scorri a fine pagina per trovare un indice di argomenti correlati alla via ferrata in Dolomiti.
Fai clic sull’argomento che vuoi approfondire, oppure scorri verso il basso per navigare nel sito e scoprire altre informazioni utili sulle ferrate delle Dolomiti.

Che attrezzatura serve per fare una ferrata?

Oltre al normale equipaggiamento che si usa solitamente per le camminate in montagna (abbigliamento adeguato, zaino, kit di pronto soccorso, cibo e bevande) per percorrere in sicurezza i meravigliosi percorsi attrezzati delle Dolomiti bisogna dotarsi della giusta attrezzatura per ferrata. Questa deve essere composta da: casco, imbragatura, longe da ferrata e guanti da ferrata, utili per proteggere la pelle dal freddo e da possibili abrasioni.
Le scarpe vanno scelte con attenzione, essendo un altro elemeto importante dell’attrezzatura.
Lampada frontale, piccozza e ramponi sono a volte indispensabili, ma ovviamente dipende da quale via ferrata intendi salire e dal periodo dell’anno.
Ma vediamo nel dettaglio quali devono essere le caratteristiche dei singoli elementi che compongono l’attrezzatura per ferrata.


CASCO PER FERRATA

Il casco è semplicemente un elemento obbligatorio. È essenziale per poter arrampicare in sicurezza sulla ferrata.
Contrariamente alla diffusa convinzione che un casco da arrampicata serva solo a proteggere la testa dalle rocce che possono cadere dall’alto, il suo ruolo si estende ben oltre quasto scenario. Un casco da arrampicata di alta qualità non è solo un guardiano contro potenziali pericoli legati alla caduta sassi, ma anche una salvaguardia cruciale in caso di caduta.

Al giorno d’oggi le ferrate sono molto frequentate, e capita spesso che chi ci precede smuova accidentalmente sassi malfermi. Inoltre, nel malaugurato caso di caduta, sussiste il pericolo di ribaltamento con il rischio di battere la testa contro la roccia. Nell’attrezzatura da ferrata il casco non deve assolutamente mancare.

Il vasto panorama del mercato mette a disposizione un’ampia gamma di caschi, che in base alla loro struttura possiamo dividere in tre categorie fondamentali:

1 – Caschi a calotta rigida
2 – Caschi in schiuma
3 – Caschi da arrampicata ibridi
Per le vie ferrate ti consiglio un robusto casco a calotta rigida.

Se vuoi saperne di più su questo argomento, clicca qui di seguito e leggi l’articolo che ho scritto sui caschi per arrampicata.


IMBRACATURA

L’imbracatura, o imbragatura, o ancora imbrago, è un altro pezzo fondamentale dell’attrezzatura da ferrata. Molti sono i produttori, ma principalmente possiamo dividere le imbracature in due diversi tipi: imbragatura bassa e imbragatura intera.

Salendo una qualsiasi ferrata delle Dolomiti ormai quasi tutti usano l’imbragatura bassa. Senza dubbio ti consiglio anch’io quella bassa, costituita da una cintura (che si trova in corrispondenza dei fianchi) attorno alla vita e da due cosciali collegati tra loro da un anello di fettuccia (anello di servizio).
Questa imbragatura consente una miglior libertà di movimento ed è leggera.

L’imbragatura intera è formata invece da cosciali e bretelle.
È meno pratica e confortevole dell’imbragatura bassa, inoltre diventa scomodo mettere o togliere una maglia o la giacca a vento.

Le imbracature intere sono comunemente impiegate in contesti industriali e di soccorso. Da notare che le imbracature intere sono le più indicate per i bambini, ma per gli adulti, questo tipo di imbragatura in genere non è consigliato.
L’eccezione si verifica quando si trasporta uno zaino pesante o un carico, caso in cui un’imbragatura integrale potrebbe essere una scelta migliore.

Riassumendo, per la maggior parte delle attività di arrampicata e ferrata nelle Dolomiti, un’imbragatura bassa è la scelta preferita e più confortevole per gli adulti, in quanto offre un ottimo equilibrio tra mobilità e sicurezza.


LONGE DA FERRATA

La longe da ferrata è composta di due fettucce o cordini, dissipatore e moschettoni. In commercio se ne trovano di vari marchi e tipi, ma attenzione, non tutti sono ugualmente validi! Considerando che questo componente dell’attrezzatura può salvarti la vita durante la salita di una ferrata delle Dolomiti, ti consiglio di sceglierlo con attenzione, magari spendendo qualche euro in più per garantire la massima affidabilità e sicurezza durante le tue avventure in montagna.

Nella pratica alpinistica la corda dinamica compie egregiamente la funzione di arresto elastico in caso di caduta, ma nel caso della ferrata, poiché si procede singolarmente, si utilizzano longe da ferrata con spezzoni di corda molto corta: questo comporta un elevato fattore di caduta.

Il fattore di caduta “Fc” è il rapporto tra l’altezza di caduta libera e la lunghezza della corda coinvolta dal volo. Il valore massimo che il fattore di caduta può raggiungere nella pratica alpinistica (arrampicata) è pari a 2.

Sulle vie ferrate però, il fattore di caduta può superare abbondantemente il valore di 2. Clicca sul seguente link per una spiegazione chiara e dettagliata sul fattore di caduta. Senza addentrarci in dettagli tecnici, ci basta sapere che più alto è il fattore di caduta, più gravi sono le conseguenze della caduta stessa.

Per ovviare a questa situazione, i due spezzoni di corda utilizzati sono provvisti di un dissipatore che ha la funzione di ammortizzare la caduta riducendo drasticamente il fattore di caduta.

Un ottimo prodotto che consiglio è il Kinetic Gyro Rewind Pro. Le rinomate riviste tedesche Alpin e Bergsteiger hanno dedicato la loro attenzione ai kits da ferrata e hanno conferito premi al CAMP Kinetic Gyro Rewind Pro. Il sistema Gyro sulla longe da ferrata di CAMP è stato riconosciuto come il miglior sistema anti-aggrovigliamento disponibile sul mercato.

Un altro prodotto altamente consigliato è quello prodotto da Edelrid, il Cable Comfort VI. Una longe per ferrata di alta qualità con bracci elastici ad alta resistenza e facilità d’uso eccezionale. Conforme al nuovo standard europeo di sicurezza per i kits da ferrata. Simile al Kinetic Gyro Pro, questa longe per ferrata è anche dotata di un componente girevole integrato che impedisce agli estremi di torcersi durante l’uso.

Com’è fatta la longe da ferrata?

La longe da ferrata è composta da diversi componenti, tra cui:

  1. Moschettoni: vengono utilizzati per collegare la longe al cavo d’acciaio della via ferrata.
  2. Bracci elastici: sono bracci flessibili che consentono libertà di movimento mantenendo comunque una connessione al cavo.
  3. Anello girevole: l’anello girevole impedisce l’attorciliamento dei bracci.
  4. Assorbitore di urti: questo componente ammortizza le forze in caso di caduta, migliorando la sicurezza.
  5. Anello di collegamento: questo anello è utilizzato per collegare la longe da ferrata all’imbracatura dell’arrampicatore.

Questi componenti lavorano insieme per fornire sicurezza e flessibilità a chi percorre le vie ferrate.

Come funziona il dissipatore, ovvero l’assorbitore di energia di una longe da ferrata?

L’elemento chiave di una longe da ferrata è l’assorbitore di urti, detto anche dissipatore. Allunga la distanza di frenata e riduce quindi le forze durante una caduta. La costruzione più comune degli assorbitori di urti è quella a strappo progressivo, che consiste in una fettuccia appositamente ricucita su sé stessa per consentire uno strappo progressivo in caso di caduta.

ATTENZIONE !

Molti test hanno dimostrato che in caso di caduta, la mancanza di un dispositivo di frenatura adeguato può portare alla rottura dei moschettoni e, in alcuni casi, alla rottura della corda. Dai un’occhiata a questo video, è in tedesco, ma le immagini parlano da sole. Non è così raro vedere persone arrampicarsi in ferrata utilizzando spezzoni di corda con attaccati un paio di moschettoni. Tali configurazioni improvvisate non salveranno il malcapitato in caso di caduta in ferrata, perché non saranno in grado di gestire i fattori di caduta coinvolti. Non imitare queste persone!


MOSCHETTONI

Elemento fondamentale dell’attrezzatura sono i moschettoni. Prima dell’acquisto presta attenzione, ad esempio, ai moschettoni presenti sulla longe da ferrata, che devono garantire rapidità e facilità d’apertura con una sola mano.
Il sistema di bloccaggio NON deve essere a vite.

I moschettoni da via ferrata dispongono di un sistema di chiusura sicuro e davvero semplice da usare, anche indossando i guanti. Per aprirli basta infatti premere contemporaneamente la leva di sbloccaggio sul dorso e quella anteriore. Rilasciandole il connettore si chiude automaticamente. Un buon esempio di moschettoni funzionali è quello dei connettori Tango prodotto dalla ditta Kong e Horai della CAMP.

Il moschettone Kong Tango, dispone di un’ampia apertura che consente di attaccare anche cavi di grosso diametro. La forma ergonomica, la presa ottimale e il sistema di apertura permettono di attaccare e sganciare il moschettone con una sola mano.

Per quanto riguarda Horai di CAMP, si distingue come un moschettone per ferrata eccezionalmente robusto. Vanta un design ergonomico per un’a’ottima presa che offre una maneggevolezza superiore.


GUANTI PER VIA FERRATA

I guanti per via ferrata sono un accessorio veramente utile. In questi ultimi anni in Dolomiti si è provveduto a sostituire i vecchi cavi metallici con cavi leggermente più grossi che offrono una miglior presa, ma non essendo lisci come i precedenti tendono a provocare vesciche sulle mani. Per evitare questo fastidioso inconveniente è sufficiente indossare i guanti da ferrata, che proteggono le mani da possibili abrasioni, riparano dal freddo e permettono una salda presa sul cavo della ferrata.

Ti consiglio perciò vivamente di munirti di un paio di guanti in quanto anche una piccola ferita alla lunga può rendere meno piacevole, se non pericolosa, la salita.

In commercio puoi trovare due tipi di guanti da ferrata, a mezze dita o interi.

Anche se la maggior parte dei venditori consiglia i guanti a mezze dita, personalmente preferisco ed uso sempre quelli con le dita intere.

Guanti per via ferrata delle Dolomiti
Guanti per via ferrata

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SCARPE DA FERRATA

Le scarpe sono un elemento davvero importante dell’attrezzatura. Sulle ferrate si usano le scarpe da avvicinamento. Sono scarpe robuste e al tempo stesso leggere, e offrono una buona sensibilità in arrampicata. La suola garantisce una buona aderenza sulla roccia, ed è scolpita in modo tale da permettere di percorrere senza scivolare i sentieri di avvicinamento e discesa.

Attenzione, non andare in ferrata con le scarpe da tennis o mocassini. Sebbene alcune scarpe da ginnastica offrano un buon grip e permettano di arrampicarsi agevolmente sulla ferrata, non sono altrettanto valide quando, una volta arrivati in cima, bisogna scendere lungo un ghiaione. Oltre a non proteggerti il piede in modo adeguato, le scarpe da tennis avranno vita breve se le usi sui ghiaioni.
Inoltre, in caso di pioggia in poco tempo ti ritroverai con i piedi fradici.

Neppure i classici, ingombranti scarponi da montagna sono l’ideale, in quanto la suola è generalmente poco flessibile e non adatta all’arrampicata. E pesano!

Se sei in procinto di fare un acquisto, cerca una calzatura che garantisca una sensibilità ottimale e un buon attrito della suola sulle pareti verticali, qualità essenziali per affrontare terreni impegnativi come una via ferrata delle Dolomiti.

Un ottimo esempio di scarpe per via ferrata è quello delle Mescalito GTX della ditta Scarpa.
È una alzatura resistente e impermeabile, da avvicinamento tecnico, performante sulle vie ferrate e sui sentieri di montagna anche in giornate di pioggia.

Scarpa è il mio principale ed affidabile sponsor.
Questo marchio di alto livello mi fornisce scarpe da avvicinamento, scarpe da arrampicata e scarponi da sci. C’è una sola parola per descrivere i prodotti Scarpa: eccezionali!

Adoro i prodotti Scarpa per il loro alto livello di sicurezza e durata. Inoltre, le continue innovazioni tecniche garantiscono una scarpa adatta ad ogni tipo di attività outdoor.


LAMPADA FRONTALE, PICCOZZA E RAMPONI

Parlando di attrezzatura per ferrata, bisogna notare che a volte possono essere utili piccozza e ramponi. Soprattutto a inizio stagione quando la neve persiste sulle cime più alte e sui versanti esposti a nord.

Un facile tratto privo del cavo d’acciaio può diventare difficile e pericoloso in presenza di neve o ghiaccio, soprattutto durante la salita di una ferrata delle Dolomiti. In conclusione, è ovvio che la mancanza dell’adeguata attrezzatura da ferrata può essere causa di incidenti anche gravi.

E avere con te una lampada frontale o una torcia elettrica si rivela indispensabile quando si attraversano le numerose gallerie scavate nelle Dolomiti dai militari durante la Prima Guerra Mondiale.


Tecnica e consigli

Suggerimenti utili per salire in sicurezza sulle ferrate delle Dolomiti

  1. Preparazione.

    Prima di affrontare la ferrata studia il percorso a tavolino ed informati su eventuali vie di fuga. Controlla il bollettino meteorologico: in caso di temporale il cavo metallico si trasforma in un vero e proprio attira fulmini! Prima di iniziare la scalata controlla la tua attrezzatura ed indossa l’imbragatura, il set da ferrata ed il casco in una zona riparata da possibili cadute di pietre provocate involontariamente da chi ci precede.

    Carta topografica

  2. Aggancia i moschettoni al cavo metallico. Una mano deve sempre fare presa sul cavo.

    Ora che sei arrivato all’inizio della ferrata, tutto quel che devi fare è agganciare i moschettoni al cavo metallico ed iniziare a salire, aiutandoti con il cavo e lasciando scorrere i moschettoni su di esso. Una mano deve sempre fare presa sul cavo mentre con l’altra si sfrutteranno gli appigli offerti dalla roccia. Evita di arrampicarti utilizzando entrambe le mani direttamente sulla roccia. Se desideri praticare questa modalità, dovresti scegliere una via di arrampicata, non una ferrata. L’arrampicata senza l’uso del cavo metallico comporta un avanzamento più lento, diventando un disagio per chi ti segue.
    I moschettoni devono stare davanti alla mano che scorre sul cavo, in modo tale che essi siano sempre a portata di mano. Aggancia il moschettone il più avanti possibile: appena raggiungi un fittone aggancia il moschettone oltre ad esso, in modo tale da annullare il rischio di cadere fino all’infisso precedente.

    Mano sul cavo della via ferrata

  3. Almeno un moschettone deve sempre essere agganciato al cavo.

    In ferrata si procede in auto-assicurazione, cioè agganciandosi direttamente al cavo di ancoraggio utilizzando i due moschettoni del set da ferrata. Un solo moschettone non è sufficiente per agganciarsi in maniera sicura: il cavo di ancoraggio, infatti, è fissato alla parete con fittoni che impediscono al moschettone di passare oltre. È quindi necessario sganciarsi dal cavo e riagganciarsi subito dopo il fittone. Usando un solo moschettone, in questa fase si rimarrebbe non assicurati alla parete, con ovvi rischi per la sicurezza. Usandone due è invece possibile rimanere sempre agganciati ai cavi di ancoraggio. I due moschettoni devono essere usati in successione sganciando il secondo soltanto quando il primo è già stato agganciato oltre il chiodo.

    Moschettone

  4. Usa al meglio i piedi e le gambe, cerca di tirare il meno possibile con le braccia.

    È molto importante sfruttare al meglio la spinta dei piedi e delle gambe per la progressione, evitando così di “tirare” troppo con le braccia che altrimenti si affaticherebbero in breve tempo. Allo stesso modo come saliresti una scala a pioli, devi sfruttare sempre la spinta dei piedi e delle gambe.

    Usa le gambe in ferrata sulle Dolomiti

  5. Mantieni la distanza da chi ti precede.

    Due persone non dovrebbero mai trovarsi sullo stesso tratto di corda (inteso come tratto compreso tra due infissi successivi). In caso di caduta dell’escursionista che ti precede, saresti infatti travolti da esso, con conseguenze che è facile immaginare.

    Distanziamento tra le persone.

  6. Non risparmiare sull’acquisto del set da ferrata.

    Investi in attrezzatura di alta qualità perché, alla fine, potrebbe salvarti la vita in caso di caduta. Quando acquisti il set da ferrata, assicurati di sceglierne uno con moschettoni dotati di un meccanismo di sicurezza automatico a bloccaggio, anziché una ghiera a vite. Ricorda che dopo qualsiasi caduta, è essenziale sostituire il set da ferrata.

    Denaro per acquisti materiale da ferrata.


Scala delle difficoltà

La difficoltà di una ferrata è data dalla verticalità della parete e dalla quantità di appigli e appoggi, siano essi naturali o artificiali. È importante sottolineare la differenza tra Sentiero ferrato e Via Ferrata: il sentiero ferrato serve ad agevolare un tratto di percorso escursionistico pericoloso ed esposto, a volte scivoloso, ma non supera pareti verticali. La via ferrata sale invece su pareti più o meno ripide, a volte strapiombanti. Una ferrata molto facile è solitamente chiamata Sentiero ferrato, mentre quelle più impegnative sono definite Vie ferrate.

È bene sottolineare, però, che la difficoltà tecnica è soltanto una delle componenti che ne definiscono la difficoltà complessiva.
Un percorso anche molto facile può diventare estremamente pericoloso e difficile in caso di neve o ghiaccio, oppure un repentino cambiamento delle condizioni meteorologiche e l’arrivo di un temporale possono creare seri problemi agli escursionisti.

Infine, anche la lunghezza dell’itinerario influisce sul grado di difficoltà della ferrata.
Prendiamo ad esempio il “Sentiero ferrato Ivano Dibona” sul Monte Cristallo. Questa spettacolare ferrata delle Dolomiti non presenta difficoltà tecniche, ma purtroppo le statistiche ci dicono che proprio qui si riscontra il triste primato d’interventi di soccorso.
Infatti, se pur facile, si tratta di una ferrata molto lunga che mette alla prova il fisico dei meno allenati. Inoltre, leggendo sulle guide che si tratta di un percorso non difficile, vi si avventura ogni genere di escursionista… spesso partendo troppo tardi il mattino e molte volte con attrezzatura inadeguata.

Scala delle difficoltà delle ferrate delle Dolomiti

Come per l’arrampicata, anche per le vie ferrate si è reso necessario creare un criterio di valutazione del grado di difficoltà.
Alcune ferrate possono essere valutate pericolose non per le difficoltà tecniche ma per pericoli oggettivi, quali la caduta di pietre o la frequente presenza di neve e ghiaccio. Il problema “pericolo” viene però segnalato nelle varie relazioni degli itinerari e non influisce nella valutazione del grado di difficoltà della via ferrata.

DIFFICOLTÀ CARATTERISTICHE DELLA FERRATA
FACILE (F)Ferrata poco esposta, poco impegnativa con lunghi tratti su sentiero.
POCO DIFFICILE (PD)Ferrata anche lunga ma generalmente poco esposta. Non necessita di grande forza fisica ed è sempre facilitata dagli infissi immessi su di essa.
DIFFICILE (D)Via ferrata che richiede buona forma fisica e competenza tecniche. Supera qualche breve strapiombo, con passaggi atletici.
MOLTO DIFFICILE (TD)Ferrata con passaggi tecnici e a volte acrobatici, vuoto continuo. Richiede forza nelle braccia ed assoluta mancanza di vertigini. Indispensabile ottima forma fisica.
ESTREMAMENTE DIFFICILE (ED)A volte riferito ad un solo passaggio volutamente creato “ad arte” per impegnare al massimo il frequentatore. Gli infissi artificiali sono ridotti, al fine di aumentare la difficoltà della ferrata.

Se vuoi approfondire l’argomento dai un’occhiata alla pagina dedicata ai gradi di difficoltà delle vie ferrate.


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Vuoi salire una ferrata in tutta tranquillità?
Non dimenticare che se sei un principiante e non hai esperienza sul “terreno verticale”, assumere una guida alpina non solo sarà una garanzia di sicurezza, ma rappresenta anche il miglior modo per imparare come utilizzare l’attrezzatura tecnica, imparare i trucchi del mestiere per poi arrampicarti sulle ferrate delle Dolomiti da solo. Grazie alla conoscenza dei luoghi e alla propria esperienza, la guida alpina è in grado di organizzare il tour nel migliore dei modi. Inoltre, in nessun momento la guida alpina si sentirà persa o fuori dal suo elemento.

ferrata in Dolomiti

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