La ferrata nelle Dolomiti

La via ferrata delle Dolomiti

Ciao! Benvenuto alla guida online definitiva per le ferrate delle Dolomiti. Se cerchi informazioni sulle vie ferrate, sei nel posto giusto. Sono una guida alpina, nato e cresciuto a Cortina d’Ampezzo, nel cuore delle Dolomiti. Ho scalato la mia prima ferrata quando ero ancora bambino, e oggi continuo ad accompagnare le persone sulle più belle ferrate delle Dolomiti.

Insieme ai miei colleghi ho costruito e curato la manutenzione delle ferrate a Cortina d’Ampezzo per molto tempo, e per questo motivo posso affermare senza presunzione di conoscere bene questi meravigliosi percorsi attrezzati. Puoi fidarti, tutte le informazioni sulle vie ferrate delle Dolomiti che trovi in questa pagina provengono da una fonte affidabile!

Detto questo, iniziamo a esplorare il mondo della ferrata, imparando cosa è, quali attrezzature sono necessarie, i pericoli che potresti incontrare e come evitarli, e molto altro.

Argomenti sulla via ferrata

Ho diviso i miei consigli per le vie ferrate in quattro argomenti principali.
Fai clic sull’argomento che vuoi approfondire, oppure scorri verso il basso per navigare nel sito e scoprire altre informazioni utili sulle ferrate delle Dolomiti.

  1. Cos’è una via ferrata?
  2. Storia e origine delle ferrate.
  3. Tecnica e consigli.
  4. Scala delle difficoltà.

Altre informazioni utili sulle ferrate delle Dolomiti


Cos’è una via ferrata?

Il termine “Via Ferrata” si riferisce a un percorso attrezzato con cavi d’acciaio, scale e vari ancoraggi fissi, tra cui passerelle in legno e ponti sospesi.
Grazie a queste attrezzature anche le persone relativamente inesperte possono accedere a cime normalmente riservate agli alpinisti più preparati. La ferrata può essere vista come una via di mezzo tra le normali escursioni in montagna e le scalate vere e proprie.

Per ridurre al minimo il rischio di cadute fatali, lungo il percorso viene posizionato un cavo d’acciaio che costituisce un punto di ancoraggio sicuro per gli arrampicatori grazie all’utilizzo del set da ferrata.

Le ferrate ti permettono di ammirare i meravigliosi panorami dolomitici da un punto di vista privilegiato. Oltre a questo, molti itinerari si sviluppano su cenge e gallerie utilizzate dai soldati nel triste periodo della Grande Guerra. In questo modo è possibile visitare postazioni, trincee e fortificazioni risalenti alla Prima Guerra Mondiale.


Storia e origini della via ferrata

L’idea di rendere più agevole l’accesso a un colle, a una vetta o a un rifugio risale a molto tempo fa: nel lontano 1492 Antoine de Ville, capitano dell’esercito francese, scrisse di aver utilizzato una scala a pioli per raggiungere la vetta del Monte Aiguille.

Per la prima ferrata italiana bisognerà però attendere sino al 1880, quando le guide alpine di Madonna di Campiglio attrezzarono il versante orientale della cima Brenta per facilitare il transito dei loro clienti.

Negli anni seguenti, soprattutto sulle Alpi orientali, nacquero altri sentieri attrezzati che favorivano il passaggio in luoghi particolarmente impervi allo scopo di consentire alle truppe l’accesso e il controllo delle linee di confine. Infatti, soprattutto sulle Dolomiti, le vie ferrate hanno il più delle volte origine militare e furono attrezzate nei duri anni della guerra di frontiera combattuta negli anni 1915/18.

La prima via ferrata delle Dolomiti

Una curiosità: la prima ferrata a Cortina d’Ampezzo nacque grazie all’ingegno di Luigi Gilarduzzi “Minighèl” nel lontano 1907. Di professione fabbro e gestore dell’ex Rifugio Wolf von Glanvell, eretto in Val Travenanzes e distrutto dall’artiglieria italiana nell’agosto 1915, quest’uomo intuì che per raggiungere il Rifugio Cantore (oggi Rifugio Giussani) c’era la possibilità di tracciare un percorso molto più diretto e veloce del vecchio sentiero. E così, da solo, forgiò e infisse sulla verticale parete quasi 200 fittoni. La ferrata è oggi conosciuta come “Scala del Minighel

Il turismo ha notevolmente rivalutato le ferrate. Oggi salire lungo questi percorsi attrezzati è un’attività ludica accessibile a tutti. È davvero emozionante percorrere un itinerario sportivo tracciato su una parete rocciosa, attrezzata con cavi, gradini, scale e altri elementi destinati a facilitare la progressione. E tutto in sicurezza, muniti della dovuta attrezzatura e osservando ovviamente alcune regole basilari.


Tecnica e consigli

Suggerimenti utili per salire in sicurezza sulle ferrate delle Dolomiti

  1. Preparazione.

    Prima di affrontare la ferrata studia il percorso a tavolino ed informati su eventuali vie di fuga. Controlla il bollettino meteorologico: in caso di temporale il cavo metallico si trasforma in un vero e proprio attira fulmini! Prima di iniziare la scalata controlla la tua attrezzatura ed indossa l’imbragatura, il set da ferrata ed il casco in una zona riparata da possibili cadute di pietre provocate involontariamente da chi ci precede.

    Carta topografica

  2. Aggancia i moschettoni al cavo metallico. Una mano deve sempre fare presa sul cavo.

    Ora che sei arrivato all’inizio della ferrata, tutto quel che devi fare è agganciare i moschettoni al cavo metallico ed iniziare a salire, aiutandoti con il cavo e lasciando scorrere i moschettoni su di esso. Una mano deve sempre fare presa sul cavo mentre con l’altra si sfrutteranno gli appigli offerti dalla roccia. Evita di arrampicarti utilizzando entrambe le mani direttamente sulla roccia. Se desideri praticare questa modalità, dovresti scegliere una via di arrampicata, non una ferrata. L’arrampicata senza l’uso del cavo metallico comporta un avanzamento più lento, diventando un disagio per chi ti segue.
    I moschettoni devono stare davanti alla mano che scorre sul cavo, in modo tale che essi siano sempre a portata di mano. Aggancia il moschettone il più avanti possibile: appena raggiungi un fittone aggancia il moschettone oltre ad esso, in modo tale da annullare il rischio di cadere fino all’infisso precedente.

    Mano sul cavo della via ferrata

  3. Almeno un moschettone deve sempre essere agganciato al cavo.

    In ferrata si procede in auto-assicurazione, cioè agganciandosi direttamente al cavo di ancoraggio utilizzando i due moschettoni del set da ferrata. Un solo moschettone non è sufficiente per agganciarsi in maniera sicura: il cavo di ancoraggio, infatti, è fissato alla parete con fittoni che impediscono al moschettone di passare oltre. È quindi necessario sganciarsi dal cavo e riagganciarsi subito dopo il fittone. Usando un solo moschettone, in questa fase si rimarrebbe non assicurati alla parete, con ovvi rischi per la sicurezza. Usandone due è invece possibile rimanere sempre agganciati ai cavi di ancoraggio. I due moschettoni devono essere usati in successione sganciando il secondo soltanto quando il primo è già stato agganciato oltre il chiodo.

    Moschettone

  4. Usa al meglio i piedi e le gambe, cerca di tirare il meno possibile con le braccia.

    È molto importante sfruttare al meglio la spinta dei piedi e delle gambe per la progressione, evitando così di “tirare” troppo con le braccia che altrimenti si affaticherebbero in breve tempo. Allo stesso modo come saliresti una scala a pioli, devi sfruttare sempre la spinta dei piedi e delle gambe.

    Usa le gambe in ferrata sulle Dolomiti

  5. Mantieni la distanza da chi ti precede.

    Due persone non dovrebbero mai trovarsi sullo stesso tratto di corda (inteso come tratto compreso tra due infissi successivi). In caso di caduta dell’escursionista che ti precede, saresti infatti travolti da esso, con conseguenze che è facile immaginare.

    Distanziamento tra le persone.

  6. Non risparmiare sull’acquisto del set da ferrata.

    Investi in attrezzatura di alta qualità perché, alla fine, potrebbe salvarti la vita in caso di caduta. Quando acquisti il set da ferrata, assicurati di sceglierne uno con moschettoni dotati di un meccanismo di sicurezza automatico a bloccaggio, anziché una ghiera a vite. Ricorda che dopo qualsiasi caduta, è essenziale sostituire il set da ferrata.

    Denaro per acquisti materiale da ferrata.


Scala delle difficoltà

La difficoltà di una ferrata è data dalla verticalità della parete e dalla quantità di appigli e appoggi, siano essi naturali o artificiali. È importante sottolineare la differenza tra Sentiero ferrato e Via Ferrata: il sentiero ferrato serve ad agevolare un tratto di percorso escursionistico pericoloso ed esposto, a volte scivoloso, ma non supera pareti verticali. La via ferrata sale invece su pareti più o meno ripide, a volte strapiombanti. Una ferrata molto facile è solitamente chiamata Sentiero ferrato, mentre quelle più impegnative sono definite Vie ferrate.

È bene sottolineare, però, che la difficoltà tecnica è soltanto una delle componenti che ne definiscono la difficoltà complessiva.
Un percorso anche molto facile può diventare estremamente pericoloso e difficile in caso di neve o ghiaccio, oppure un repentino cambiamento delle condizioni meteorologiche e l’arrivo di un temporale possono creare seri problemi agli escursionisti.

Infine, anche la lunghezza dell’itinerario influisce sul grado di difficoltà della ferrata.
Prendiamo ad esempio il “Sentiero ferrato Ivano Dibona” sul Monte Cristallo. Questa spettacolare ferrata delle Dolomiti non presenta difficoltà tecniche, ma purtroppo le statistiche ci dicono che proprio qui si riscontra il triste primato d’interventi di soccorso.
Infatti, se pur facile, si tratta di una ferrata molto lunga che mette alla prova il fisico dei meno allenati. Inoltre, leggendo sulle guide che si tratta di un percorso non difficile, vi si avventura ogni genere di escursionista… spesso partendo troppo tardi il mattino e molte volte con attrezzatura inadeguata.

Scala delle difficoltà delle ferrate delle Dolomiti

Come per l’arrampicata, anche per le vie ferrate si è reso necessario creare un criterio di valutazione del grado di difficoltà.
Alcune ferrate possono essere valutate pericolose non per le difficoltà tecniche ma per pericoli oggettivi, quali la caduta di pietre o la frequente presenza di neve e ghiaccio. Il problema “pericolo” viene però segnalato nelle varie relazioni degli itinerari e non influisce nella valutazione del grado di difficoltà della via ferrata.

DIFFICOLTÀ CARATTERISTICHE DELLA FERRATA
FACILE (F)Ferrata poco esposta, poco impegnativa con lunghi tratti su sentiero.
POCO DIFFICILE (PD)Ferrata anche lunga ma generalmente poco esposta. Non necessita di grande forza fisica ed è sempre facilitata dagli infissi immessi su di essa.
DIFFICILE (D)Via ferrata che richiede buona forma fisica e competenza tecniche. Supera qualche breve strapiombo, con passaggi atletici, vuoto continuo.
MOLTO DIFFICILE (TD)Ferrata con passaggi tecnici e a volte acrobatici, che richiede forza nelle braccia ed assoluta mancanza di vertigini. Indispensabile ottima forma fisica.
ESTREMAMENTE DIFFICILE (ED)A volte riferito ad un solo passaggio volutamente creato “ad arte” per impegnare al massimo il frequentatore. Gli infissi artificiali sono ridotti, al fine di aumentare la difficoltà della ferrata.

Se vuoi approfondire l’argomento dai un’occhiata alla pagina dedicata ai gradi di difficoltà delle vie ferrate.


Vuoi stare tranquillo e conoscere meglio le vie ferrate nelle Dolomiti?

Vuoi stare tranquillo e conoscere meglio le vie ferrate nelle Dolomiti?
Non dimenticare che se sei un principiante e non hai esperienza sul “terreno verticale”, assumere una guida alpina non solo sarà una garanzia di sicurezza, ma rappresenta anche il miglior modo per imparare come utilizzare l’attrezzatura tecnica, imparare i trucchi del mestiere per poi arrampicarti sulle ferrate delle Dolomiti da solo. Grazie alla conoscenza dei luoghi e alla propria esperienza, la guida alpina è in grado di organizzare il tour nel migliore dei modi. Inoltre, in nessun momento la guida alpina si sentirà persa o fuori dal suo elemento.

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