La lepre bianca

La Lepre Bianca o Lepre Variabile (Lepus timidus)

Un simpatico animale, la lepre bianca; un piccolo mammifero che appartiene alla famiglia dei Leporidi. Conosciuta anche col nome di lepre variabile o lepre alpina, è una specie perfettamente adattata a vivere nelle alte montagne e alle latitudini estreme.

La lepre variabile deve il suo nome al fatto che durante l’inverno il suo mantello cambia colore e si trasforma in un inconfondibile e mimetico mantello bianco. Nelle nostre zone è diffusa anche la lepre comune, e non è facile distinguere una specie dall’altra. In estate il mantello ha un colore grigiastro, nettamente meno rossiccio di quello della lepre comune, e ha anche le orecchie più corte, un aiuto a distinguerla dalla sua parente. Le due specie possono riprodursi dando origine ad ibridi fertili.


Distribuzione

La lepre variabile la troviamo in gran parte dell’Europa settentrionale, ma la sua distribuzione si estende anche all’Asia settentrionale, fino alla Siberia ed alle isole più nordiche dell’arcipelago giapponese. La popolazione della lepre variabile appare stabile o in alcuni casi in lento declino in molte zone dell’areale alpino, compreso il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo. Nel nostro Paese è presente solo lungo l’arco alpino, dove vive ad una quota compresa tra 1000 e 3500 m. Nel periodo invernale la lepre bianca è solita frequentare le quote inferiori, dove trova maggiori risorse alimentari e dove il clima è meno severo. Si comporta invece in maniera opposta nei mesi estivi.

Il mimetismo della lepre variabile

La principale caratteristica della lepre bianca è quella del cambio di colore del mantello, che in inverno è quasi completamente bianco. Soltanto l’apice delle orecchie rimane di colore nero. Questa pelliccia è molto folta, il che le consente di resistere alle basse temperature del suo habitat. La muta del pelame viene stimolata dalla variazione di ore di luce nel susseguirsi delle stagioni (vedi fotoperiodismo). In estate, ad avvenuta muta primaverile, il suo colore è grigio-marrone.
Il mimetismo è la principale arma per combattere i predatori della lepre bianca, che sono principalmente volpe, ermellino, faina, martora, lince e gli uccelli rapaci. Ai primi di ottobre ha inizio la muta autunnale e il mantello si sbianca partendo dalle zampe, sino ad arrivare ad essere completamente candido nel giro di un mese.
Nelle Dolomiti altri animali maestri del mimetismo sono la pernice bianca e l’ermellino.

Dimensioni e peso della lepre bianca

La lepre alpina è un animale di medie dimensioni, con una lunghezza corporea compresa tra 43 e 64 cm; la coda misura in genere 5-8 cm, l’orecchio 6-12 cm. Il peso varia da 1,4 kg a 4,2 kg (le femmine pesano 300-400 gr in più dei maschi). I sessi sono simili.

Le zampe posteriori sono più lunghe di quelle anteriori, ed i piedi sono ricoperti da folto pelo che aiuta a non sprofondare nella neve. Le impronte sono molto simili a quelle della lepre comune, ma caratterizzate da una superficie di appoggio più larga, assimilabile ad una ciaspola; le dita, lunghe e abbondantemente coperte di pelo, si distendono al massimo quando deve procedere sulla neve farinosa. Le lunghe zampe le permettono, cosa sorprendente, di raggiungere velocità di oltre 55 chilometri all’ora.

Riproduzione

La femmina di lepre bianca può avere una o due parti all’anno, nel periodo compreso tra aprile e settembre. La gestazione dura circa 50 giorni, ed alla sua conclusione vengono partoriti in genere cuccioli (min 2 – max 5) del peso di 70-130 gr ciascuno. Grazie ad uno sviluppo assai veloce essi arrivano all’ autosufficienza nel giro di sole 4 quattro settimane. In natura raggiungono l’età di 5-8 anni (max 12).

Lepre alpina in veste estiva

Classificazione scientifica

Phylum: Chordata
Classe: Mammiferi
Ordine: Roditori
Famiglia: Leporidi
Genere: Lepus
Specie: Timidus

Della specie Timidus ci sono ben 16 sottospecie, che non elenco in questa pagina. Per maggiori informazioni invito il lettore a consultare la bibliografia specifializzata.


Distribuzione e caratteristiche fisiche della lepre alpina

Il verso della lepre bianca

Zigare, Squittire. La lepre e il coniglio non emettono “versi” (suoni vocali) ma possono produrre una sorta di lamento che è detto “zigare o “squittire”. Pertanto si dice che la lepre ziga o squittisce. Questo suono viene emesso in condizioni particolari come minacce o durante l’accoppiamento.

Alimentazione e comportamento

Si nutre di arbusti e di erbe, erica, cortecce delle betulle, salici nani e aghi di conifere. La dentatura è caratterizzata dalla presenza di 6 incisivi di cui 4 ben sviluppati, a crescita continua.
La lepre variabile ha abitudini esclusivamente notturne, e quindi non è facile avvistarla. Durante il giorno questo simpatico animale riposa nascosto in anfratti del terreno, sotto rocce o massi o ancora nel fitto della boscaglia. La lepre è un animale prevalentemente solitario, che s’incontra con gli altri individui solo per la riproduzione. Ma nel periodo invernale non disdegna di formare gruppi nel caso il territorio offra risorse alimentari concentrate.
In situazioni di pericolo la lepre bianca è in grado di emettere, come anche la lepre comune, un suono simile ad un belato.