+39 347 2301915

La marmotta delle Alpi (Marmota marmota)

Questo simpatico animale appartiene alla famiglia degli Sciuridi. La marmotta è parente dello scoiattolo ma al contrario di questo vive sul terreno e forma dei gruppi numerosi. Vive a delle altitudini superiori ai 1.500 metri (spesso tra i 1900 e i 2600 metri), presso le pietraie al limite superiore della foresta, dove gli alberi si diradano e diminuiscono di grandezza. Oltre che nelle Alpi, si può incontrare ugualmente nei Carpazi e, dal 1948, è stata reintrodotta con successo anche nei Pirenei, da dove era scomparsa completamente agli inizi dell’era quaternaria. marmotta

marmotta

Classificazione scientifica
Phylum: Chordata  – Classe: Mammalia  – Ordine: Rodentia – Famiglia: Sciuridae – Genere: Marmota
Specie: Marmota marmota

Caratteristiche fisiche
La marmotta è un animale dal corpo tozzo e del peso di 5/6 Kg, misura circa 70 cm di lunghezza, dei quali 20 per la coda. È un plantigrado dalle zampe possenti e dai lunghi artigli con il muso largo e corto. La testa è grossa e rotonda e la posizione degli occhi gli consente di avere un largo campo visivo, mentre le sue orecchie sono piccole e tonde, quasi completamente nascoste nella pelliccia. Le numerose vibrisse sono necessarie per la sua vita sotterranea e i denti incisivi sono molto sviluppati (per i suoi dentoni assomiglia infatti allo scoiattolo). La coda è lunga, scura, pelosa e termina in un ciuffo nero. La pelliccia è folta e ruvida,grigio-bruna sul dorso mentre la parte inferiore è di colore ruggine. La vita media dela marmotta alpina è di 15-18 anni.

orme-marmottaImpronte
A – Impronta zampa anteriore: lunghezza 6cm
P – Impronta zampa posteriore: lunghezza 6cm

Predatori
I suoi più temibili predatori sono l’Aquila reale e la volpe.

Comportamento
E’ un animale che ama prendere il sole, in gruppo: di giorno va in cerca di cibo e di sole, gioca con le altre marmotte, ma rimane sempre vicino alla propria tana, in cui rientra la sera.
Passa molto tempo a pulirsi. Nonostante il peso questo roditore riesce a correre, saltare ed arrampicarsitra le rocce con straordinaria velocità ed agilità. Quando è impaurita emette un fischio caratteristico e molto acuto. Servendosi delle zampe e dei lunghi artigli scava lunghe tane, con diverse stanze collegate da gallerie sotterranee. Le tane estive sono poco profonde e con molte uscite, quelle invernali sono invece costruite più scrupolosamente: praticamente hanno una galleria d’accesso che può essere lunga anche diversi metri e conduce ad una grande camera che viene rifornita di fieno. Possono ibernare in questi rifugi fino a sei mesi.

taneIl letargo
Si tratta di un animale estremo, in grado di vivere e riprodursi in un ambiente inospitale come può essere a volte l’alta montagna. A fine settembre, si ritrovano nelle loro tane e le preparano per affrontare il lungo periodo invernale. In queste tane possono stare da 3 a 10/15 marmotte. La marmotta va in letargo, a seconda della rigidità del clima, generalmente da ottobre ad aprile. Questo roditore possiede un sonno da record, che le consente di superare il freddo e il nevoso inverno delle alte quote.

Durante il letargo compie un vero e proprio miracolo fisiologico, la sua temperatura corporea scende da 35 a meno di cinque gradi, il cuore rallenta da 130 a 15 battiti al minuto e la respirazione diviene appena percettibile.

In questo periodo lentamente consuma le scorte di grasso corporeo accumulate nella bella stagione e per sei mesi dorme profondamente accanto al resto della sua famiglia. Si sveglia sporadicamente, in genere, solo quando la temperatura all’interno della tana scende sotto i cinque gradi. Sopravvivere all’inverno è comunque molto difficile. È stato evidenziato come la socialità sia un elemento determinante per la sopravvivenza. Alcuni dati dimostrano che i cuccioli hanno più possibilità di farcela quando vanno in letargo con i genitori e con i fratelli maggiori. Quando invece nella tana mancano il padre e la madre oppure è scomparso un genitore, nel 70% dei casi la prole non supererà i rigori della stagione fredda. Quella della marmotta è, quindi, una termoregolazione sociale: più si è, più possibilità ci sono di sopravvivere, soprattutto per i piccoli, che hanno dimensioni che non permettono loro di accumulare un sufficiente strato di grasso prima dell’arrivo del freddo e, per questo motivo, hanno bisogno di essere scaldati dagli adulti. Questi ultimi presentano una maggiore perdita di peso corporeo quando all’interno della tana ci sono i nuovi nati dell’anno. marmotta

Alimentazione
La marmotta è vegetariana, si nutre di erbe e graminacee, germogli e radici, fiori, frutta e bulbi.
Ama in particolare le erbe aromatiche. Solo occasionalmente si ciba anche di insetti.

Non beve: il suo consumo d’acqua viene reperito delle piante.

Difesa del territorio
Le marmotte sono animali territoriali. Grazie alle ghiandole che si trovano nei cuscinetti plantari delle zampe anteriori, sul muso e nella regione anale, emettono una secrezione odorosa che “marca” i confini dei loro territori. Talvolta, però, non basta a tenere lontane altre marmotte.

Zuffe e inseguimenti sono il modo più convincente per spiegare agli intrusi che è ora di andarsene. Quando però ad avvicinarsi è un predatore la regola è fuggire. E per farlo in fretta, le marmotte hanno escogitato un sistema efficace: la prima che fiuta il pericolo dà l’allarme e in pochi secondi il gruppo si rifugia nella tana.

La tecnica è semplice. La “sentinella” si alza ritta sulle zampe posteriori, nella posizione a candela, spalanca la bocca ed emette un grido simile a un fischio, provocato dall’espulsione di aria attraverso le corde vocali, che secondo gli studiosi è un vero linguaggio. marmotta


Riproduzione
Il periodo degli amori va da aprile a giugno: dopo poco più di un mese di gestazione, partorisce da 2 a 5 piccoli, nudi e ciechi, i quali apriranno gli occhi dopo 3 settimane. Vengono allattati fino a un mese e mezzo e sono indipendenti a 2 mesi. La femmina ha dieci mammelle. Raggiunge la maturità sessuale intorno ai 3 anni. marmotta

Scroll Up