Il lupo

Il lupo (Canis lupus Linnaeus) è un mammifero appartenente all’ordine dei Carnivori, famiglia dei Canidi. Il lupo è un animale molto adattabile, veloce e resistente, che può percorrere oltre i 50 km in una notte. Da qualche anno il lupo è tornato sulle Dolomiti, ed è insieme all’orso uno dei grandi predatori europei. Sopravvissuto all’estinzione sull’Appennino meridionale e centrale, dagli anni ’80 questo animale è tornato in Toscana e in Emilia, poi in Piemonte e nelle Alpi francesi. Da lì, ha continuato il suo viaggio verso est.

Lupo al chiaro di luna

Riguardo all’arrivo del lupo in Dolomiti, così si esprime lo zoologo Enrico Ferraro, che segue la specie in Trentino e in Veneto:

“I primi lupi sono giunti nel 2006 sulle Prealpi venete, e pochi anni dopo nel Parco delle Dolomiti bellunesi. Il primo branco si è formato nel 2012 in Lessinia. Nel 2017 i branchi erano già sette, e nel 2019 una ventina. In totale in quell’anno si contavano all’incirca di 100-120 lupi adulti, più circa altrettanti cuccioli.

Alcuni branchi di lupi sono presenti in area Dolomitica, in particolare nelle zone di Arabba-Livinallongo, Pelmo-Cibiana, Agordino e nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Non vi sono dati, per il 2019, di branchi presenti nell’area del centro Cadore, ma vi sono segni certi di presenza della specie che nel corso del 2020 potrebbero dar vita a dei nuovi branchi”.

Il lupo in Italia: sottospecie Canis lupus italicus

Il lupo in Italia appartiene alla sottospecie italiana, Canis lupus italicus. È grande quanto un cane da pastore tedesco, con una lunghezza del corpo media di 109–148 cm, e un’altezza al garrese dai 49–73 cm. Il peso adulto medio è di 25-35 chili, sebbene si segnalino esemplari maschi pesanti 40-45 chili.

Il manto è generalmente d’un colore grigio-fulvo, che diventa più rossiccio d’estate. L’addome e le guance sono più chiare, con delle macchie scure sul dorso, la punta della coda ed ogni tanto sugli arti anteriori. Vive tipicamente in branchi composti da 4-7 individui.

Comportamento

Il lupo tende a favorire le zone montane boscose, lontane dall’interferenza umana. La maggior parte delle popolazioni dimostrano comportamenti crepuscolari e notturni, probabilmente per muoversi nei momenti durante i quali la presenza dell’uomo è minima.

I branchi in Italia tendono ad essere più ridotti di quelli che si segnalano nel Nord America. La dimensione del branco dipende dalla dimensione delle prede abituali e quindi i branchi sono più grandi nelle zone ricche di cervi, più piccole in zone ove il capriolo è la preda più grande.

Il lupo è un predatore di grandi erbivori, ma con abitudine alimentare molto flessibili in relazione all’abbondanza, accessibilità e disponibilità delle diverse specie.

Lupo

Si nutre prevalentemente di ungulati di taglia grossa, come i caprioli e cinghiali in Appennino, con l’aggiunta di cervi e camosci nelle Alpi. Casi di predazione sugli stambecchi sono rari.
Gli ungulati domestici costituiscono una componente solo modesta nella dieta del lupo, con il maggior numero di casi risalenti in luoghi dove la difesa del bestiame è scarsa.

In Italia, i branchi sono costituiti in media da 4-7 individui. Il branco è un’unità familiare che caccia, alleva la prole e difende il territorio. All’interno di questo esiste una gerarchia sociale ben definita, al vertice della quale ci sono un maschio e una femmina dominanti (individui “alfa”) che sono gli unici animali a riprodursi, mentre gli altri individui collaborano attivamente alla crescita dei cuccioli e alla caccia.

Il lupo è pericoloso per l’uomo?

Come per tutti gli animali selvatici, è buona regola mantenersi a distanza. Detto questo, il lupo non attacca l’uomo, in quanto non lo riconosce come possibile preda, bensì come una minaccia da cui preferisce allontanarsi in fretta. È un animale schivo ed elusivo ed in caso di incontro con l’uomo, nella maggior parte dei casi si dilegua senza manifestare alcun comportamento di aggressività. Ciò vale sia per lupi solitari che per gli esemplari che fanno parte di un gruppo famigliare/branco. È pari a zero il numero delle persone uccise in Italia dai lupi negli ultimi cent’anni.
Ci sono due situazioni che rendono però il lupo una minaccia:
1. La rabbia. Come succede anche con gli animali domestici, un lupo ammalato di rabbia diventa molto aggressivo e pericoloso. In quel caso, l’animale è come se fosse completamente e costantemente in uno stato effettivo “di collera” e attacca ripetutamente la sua vittima. Il morso di un lupo rabbioso è 15 volte più mortale di quello di un cane infettato.
2. La presenza di un cane. Se stai camminando col tuo cane, la sua presenza innervosisce il lupo che vede nel cane un’invasione al suo territorio.

Cosa fare, e cosa non bisogna fare, se si incontra un lupo

Normalmente il lupo si allontana prima di essere avvistato grazie al suo ottimo senso dell’olfatto e dell’udito. Ecco perché l’incontro con il lupo è improbabile, ma in ogni modo è possibile e più frequente dove i branchi si sono stabiliti in ambiti territoriali parzialmente antropizzati. Nel caso di un incontro ravvicinato è sempre raccomandato un comportamento di rispetto e di buonsenso: se l’osservatore non è a proprio agio basterà parlare a voce alta ed eventualmente agitare le braccia per allontanare l’animale.

Una volta che si è allontanato, evitiamo di seguirlo e, in ogni caso, di interferire con il suo comportamento. Se il lupo si sta nutrendo non deve essere disturbato, così come nel caso raro in cui ci si imbatta in una cucciolata. È considerato eccezionale e del tutto anomalo il caso in cui il lupo mostri confidenza con avvicinamento volontario verso l’osservatore: questo avvenimento anomalo è opportuno segnalarlo alle Autorità localmente competenti per territorio. Nel caso in cui si osservi uno o più lupi da lontano, il consiglio è restare in silenzio e osservare senza interferire (fonte: Life Wolfalps EU).

Descrizione, caratteristiche morfologiche e fisiologiche

Riproduzione

Solo la coppia “alfa” si riproduce, una volta all’anno in primavera, con cucciolate di 3-6 piccoli. Alla fine dell’inverno, la maggior parte dei giovani si stacca dal branco e parte alla ricerca di un partner e di un territorio, che va da un centinaio ad un migliaio di km².

Impronte

Le sue impronte sono simili a quelle di un cane di grossa taglia, ma non è facile distinguerle. Spesso nelle zampe anteriori i due cuscinetti plantari centrali sono uniti, ma questo è molto difficile da rilevare in un’impronta. La temperatura dei cuscinetti plantari è regolata indipendentemente dal resto del corpo, al fine di poterli mantenere al di sopra del punto di congelamento quando vengono a contatto con neve e ghiaccio.

Cranio

Il cranio del lupo è largo e allungato. I possenti muscoli delle mascelle esercitano una forza tale da trattenere prede anche di grosse dimensioni. Questa facoltà è ulteriormente rafforzata dalla sua dentatura: i suoi 42 denti e la masticazione di tipo tagliente, resa possibile dai denti carnassiali, sono responsabili della lacerazione di grossi pezzi di carne e tendini.

Vista

Il lupo non ha una gran vista, soprattutto al di là di una breve distanza. Nonostante questa carenza, l’animale è in grado di distinguere forme e movimenti anche sulle grandi distanze, essendo in questo facilitato dalla sua precisa visione periferica (angolo visuale 250° – uomo 180°).
La visione notturna è nettamente migliore e più precisa rispetto a quella diurna, grazie ad una retina ricchissima di bastoncelli e perciò più adatta all’oscurità del crepuscolo e della notte, momenti in cui questi predatori cacciano. Un’interessante curiosità riguarda il fatto che, quando nascono, i cuccioli hanno gli occhi azzurri, ma dopo otto settimane cambiano colore fino a diventare gialli, oro o arancioni.

Udito

Il lupo è dotato di un udito eccezionale. Le orecchie, muovendosi come un radar, localizzano la sorgente del suono fino a una distanza di 10 km. La localizzazione di piccole prede sotto la neve potrebbe essere facilitata dalla capacità di rilevare suoni acuti.

Olfatto

Si tratta per certo del senso più importante e più spiccato del lupo. Questo senso viene usato per cacciare, per marcare e rilevare il territorio del branco, per gestire le relazioni sociali nel branco, e tanto altro. Il senso dell’olfatto del lupo è prodigioso: in buone condizioni climatiche e con il vento a favore un lupo può annusare la sua preda da quasi 3 km di distanza.

I punti di forza del lupo

Cacciatore intelligente: il lupo un eccellente cacciatore.
La sua dieta si basa su ungulati come cervi, caprioli, camosci ma anche pecore, maiali, capre, asini e cavalli. Se il cibo scarseggia può anche mangiare uccelli e roditori, o carcasse di animali morti.

Quando si muovono in branco, i lupi sono semplicemente letali. Accerchiano le prede e le attaccano ripetutamente, non lasciando scampo ai poveri animali colpiti. In questo sta la loro intelligenza: attaccare solo quando sono coscienti di potercela fare.

Quando ululano è perché richiamano il branco a occupare una zona piuttosto che un’altra, in una funzionalità altamente strategica.

Lupo che ulula

Adattabilità: il lupo è capace di adattarsi a molteplici ambienti diversi, ad altitudini e climi diversi e alle diverse risorse trofiche tipiche dei territori che abita nel mondo.

Velocità: il lupo è capace di effettuare notevoli spostamenti, fino a 60 km in una notte e di muoversi a velocità elevate (fino a 50 km/h).

Socialità: il lupo non è un animale solitario, ma vive in nuclei famigliari denominati branchi.

Territorialità: ogni branco di lupi difende uno specifico territorio in cui vive dall’entrata di conspecifici;

Dispersione: i lupi, al loro secondo anno di età, possono lasciare il banco natale e partire per un viaggio più o meno lungo, in cerca di un altro territorio libero e di un partner con il quale creare un nuovo branco;

Ottimizzazione dell’energia: i lupi cercano di ottimizzare le energie in tutto ciò che fanno (il modo di muoversi, l’evitare scontri fisici o forti rischi, la cooperazione sociale nel branco, la conoscenza delle risorse del proprio territorio, ecc.) perché il risparmio energetico può essere di vitale importanza per un super-predatore specializzato che, alla fine di un pasto, non sa quando la caccia andrà nuovamente a buon fine.

Ottimo nuotatore.

Fonte: I grandi carnivori in Trentino