L’ermellino (Mustela erminea)
L’ermellino nelle Dolomiti è uno dei piccoli predatori più difficili da osservare, ma anche uno dei più adattati all’ambiente alpino.
La sua agilità è sorprendente: si muove con facilità tra le rocce, sugli alberi, sulla neve e persino nell’acqua.
È proprio questa versatilità che lo rende un cacciatore estremamente efficace.
Come la lepre variabile e la pernice bianca, anche l’ermellino è perfettamente adattato all’ambiente alpino. In inverno la sua pelliccia diventa completamente bianca, permettendogli di mimetizzarsi nella neve. A tradirlo resta solo la punta della coda, nera in tutte le stagioni: un dettaglio che spesso è l’unico indizio della sua presenza.
Distribuzione e caratteristiche fisiche dell’ermellino
Distribuzione
In Italia l’ermellino è presente solo sull’arco alpino, con una distribuzione piuttosto frammentata. A livello globale, invece, è diffuso in gran parte dell’emisfero settentrionale: dal Nord America all’Europa fino all’Asia, spingendosi dalle zone temperate fino alle regioni artiche.
Dove trovare l’ermellino nelle Dolomiti
L’ermellino nelle Dolomiti vive soprattutto negli ambienti aperti di alta quota, dove il bosco si dirada e lascia spazio a prati, pietraie e zone cespugliate.
Lo si può incontrare generalmente tra i 1.500 e i 2.300 metri di quota, nella fascia in cui il bosco si dirada e lascia spazio a prati e ambienti più aperti.
Nelle Dolomiti difficilmente lo si trova molto più in alto, dove l’ambiente diventa troppo roccioso e povero di risorse.
Predilige gli ambienti ricchi di nascondigli: cumuli di pietre, muretti a secco, tronchi caduti, cespugli e margini di bosco. Non ama invece i boschi troppo fitti e puliti, dove il sottobosco è scarso e le prede sono meno numerose.
È particolarmente legato alle zone dove vive una buona popolazione di piccoli roditori, come le arvicole. Per questo motivo lo si trova spesso nei prati alpini e nelle aree di transizione tra bosco e spazi aperti.
In inverno diventa ancora più difficile da osservare: il mantello bianco lo rende praticamente invisibile sulla neve. Spesso ci si accorge della sua presenza solo per un movimento improvviso tra le rocce o per la caratteristica punta nera della coda.
Come molti animali di montagna, anche l’ermellino evita le zone troppo frequentate. Per avere qualche possibilità di avvistarlo, conviene muoversi nelle ore più tranquille della giornata e in ambienti poco disturbati.
Il mimetismo e i predatori dell’ermellino
Il cambio di colore del mantello è una strategia fondamentale per la sopravvivenza. In estate il dorso è color cannella con sfumature giallastre, mentre il ventre resta chiaro; in inverno il corpo diventa completamente bianco, ad eccezione della coda.
Il manto invernale è densissimo — fino a 20.000 peli per centimetro quadrato — e consente di trattenere efficacemente il calore anche nelle condizioni più rigide.
Proprio questa pelliccia candida, un tempo utilizzata per le vesti dei reali, è stata per secoli uno dei motivi della sua persecuzione.
Nonostante questo, l’ermellino ha diversi predatori. Tra i principali ci sono la volpe e i rapaci, come l’aquila reale, il gufo reale e la civetta. Anche l’airone cenerino può catturarlo.
Oggi però la minaccia principale non è tanto la predazione quanto la trasformazione dell’ambiente: la frammentazione del territorio e la perdita di habitat sono rischi ben più concreti rispetto al passato.
Dimensioni e peso dell’ermellino
L’ermellino ha un corpo snello e allungato lungo circa 20–30 cm, a cui si aggiunge una coda di 8–12 cm. Il peso varia tra 100 e 400 grammi. Il maschio è sensibilmente più grande della femmina: può pesare anche il doppio ed essere più lungo di diversi centimetri.
Riproduzione
L’ermellino è un animale poligamo: il maschio può accoppiarsi con più femmine all’interno del proprio territorio. Il periodo degli amori varia tra primavera ed estate.
Una caratteristica particolare è la gestazione differita. Se l’accoppiamento avviene in estate, lo sviluppo dell’embrione si interrompe durante i mesi sfavorevoli e riprende solo con l’arrivo della primavera. In questo modo la nascita dei piccoli coincide con le condizioni migliori per la loro sopravvivenza.
La cucciolata è generalmente composta da 4–6 piccoli, ma nelle annate favorevoli può arrivare anche a numeri più elevati. Nonostante questo, la mortalità è molto alta, soprattutto durante il primo inverno, e la vita media in natura è piuttosto breve.
Alimentazione e comportamento
Per mantenere questo ritmo, l’ermellino deve mangiare ogni giorno circa il 40% del proprio peso.
Si nutre principalmente di piccoli roditori, come le arvicole, ma cattura anche uccelli, rane, rettili e insetti.
La neve non rappresenta un ostacolo: riesce a muoversi e cacciare con grande efficacia anche sotto il manto nevoso.
Quando percepisce un movimento, l’ermellino si alza sulle zampe posteriori per osservare meglio l’ambiente.
Uccide con un morso alla nuca: un attacco rapido e preciso, che non lascia scampo alla preda. Con questa tecnica lo scattante e micidiale ermellino può uccidere prede grandi cinque volte la sua misura.
La vittima viene subito divorata oppure trasportata nella tana dove va a costituire una riserva alimentare.
Quando il cibo scarseggia, il predatore non disdegna una dieta vegetariana.

Il verso dell’ermellino
Il verso dell’ermellino è un suono acuto, simile a un breve trillo, che ricorda quello di un piccolo uccello.
Il trillo dell’ermellino
Dove si rifugia e vive l’ermellino?
L’ermellino è un animale difficile da avvistare. Anche quando è attivo di giorno, tende a muoversi nascosto tra l’erba alta, le pietre e i cespugli.
Predilige ambienti vari e “disordinati”: pietraie, prati d’alta quota, margini di bosco e zone cespugliate. È proprio questa varietà che gli offre rifugio e abbondanza di prede.
Muri a secco, cumuli di pietre, cataste di legna o piccoli corsi d’acqua sono luoghi ideali. Qui trova riparo e costruisce la tana, spesso in cavità naturali, tronchi cavi o fessure tra le rocce.
Classificazione scientifica dell’ermellino

Classificazione scientifica
Phylum: Chordata
Classe: Mammiferi
Ordine: Carnivori
Famiglia: Mustelidi
Genere: Mustela
Specie: Erminea
Questa specie è molto comune in tutta Europa, fatta eccezione per l’Irlanda e l’Islanda. In Italia la specie è presente su tutto l’arco alpino, dal Carso alle Dolomiti, alle Alpi Liguri.