Il cervo nobile nelle Dolomiti

Il cervo nobile (Cervus elaphus) è il più grande cervide presente nelle Dolomiti e uno degli ungulati più imponenti d’Europa. Vive nei boschi montani e nelle ampie vallate alpine, muovendosi con regolarità tra le fitte foreste di abete rosso e faggio e le praterie d’alta quota, seguendo il ritmo delle stagioni e la disponibilità di cibo.
Condivide questi ambienti con altre specie tipiche delle Dolomiti, come il capriolo e la volpe, anch’essi legati agli ambienti forestali e alle zone di margine del bosco.

Cervo nobile (Cervus elaphus)

È un animale elegante e potente allo stesso tempo, capace di spostarsi con sorprendente agilità anche su terreni ripidi e accidentati. I maschi sono facilmente riconoscibili per le grandi dimensioni e per i palchi (corna) ramificati, e rappresentano una delle immagini più iconiche della fauna alpina.

Nonostante la mole, il cervo è un animale attento e prudente, che preferisce le zone tranquille e poco disturbate. Durante il giorno tende a rimanere nascosto nel bosco, mentre all’alba e al tramonto è più facile osservarlo mentre si alimenta ai margini delle radure o nei pascoli aperti.

È noto soprattutto per il bramito, il potente richiamo che i maschi emettono durante il periodo degli amori: un suono profondo, quasi primordiale, che riecheggia nelle valli alpine all’inizio dell’autunno e che rappresenta uno degli spettacoli naturali più affascinanti delle Dolomiti.

Distribuzione e habitat

Il cervo nobile è diffuso in gran parte dell’Europa, dell’Asia e del Nord Africa. In Italia è presente soprattutto sulle Alpi e lungo l’Appennino, con popolazioni stabili nelle Dolomiti.
Predilige boschi estesi di conifere e latifoglie, alternati a radure, pascoli e praterie alpine dove può alimentarsi.
Durante l’estate tende a salire in quota seguendo la crescita dell’erba fresca, mentre in inverno scende verso fondovalle e pendii più soleggiati in cerca di cibo e condizioni climatiche più miti.

Descrizione

È un cervide di grandi dimensioni, con un corpo robusto e slanciato. Il mantello è bruno-rossastro in estate e più grigio-bruno in inverno. La coda è corta e la parte posteriore presenta una caratteristica macchia chiara detta “specchio anale”. Il maschio possiede grandi palchi che cadono ogni anno tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera e ricrescono nei mesi successivi.
Può raggiungere i 260 cm in lunghezza, e 150 cm di altezza alla spalla 150 cm. La vita varia dai 25 ai 30 anni.

Comportamento

È un animale sociale che vive in branchi, separati per sesso per gran parte dell’anno. Durante il periodo degli amori, in autunno, i maschi competono tra loro per il controllo di un harem di femmine e si sfidano a colpi di palco e con il caratteristico bramito.
La femmina partorisce generalmente un solo piccolo dopo circa 8 mesi di gestazione. Il cerbiatto viene nascosto tra la vegetazione e allattato per diverse settimane.

Relazioni interspecifiche

Nelle Dolomiti il cervo nobile ha pochi predatori naturali; oggi il principale è il lupo.
A Cortina d’Ampezzo, tra il 2010 e il 2020, la popolazione di cervi è cresciuta molto, arrivando in alcuni momenti a essere eccessiva rispetto alla capacità dell’ambiente.
Questo ha avuto ripercussioni anche su specie più piccole, come il capriolo, che si è trovato a competere maggiormente per lo spazio e per le risorse.

Alla fine del 2020, infatti, il lupo è tornato stabilmente sul territorio ampezzano e ha ripreso il suo ruolo di grande predatore naturale, contribuendo a riportare un equilibrio nella popolazione di cervi e nella dinamica dell’ecosistema montano.

Se il lupo, insieme all’orso, è il principale predatore naturale del cervo adulto in Europa, ci sono altri predatori che puntano ai piccoli, soprattutto quando sono separati dalla madre: la lince, la volpe e l’aquila reale. A queste pressioni naturali si aggiunge anche l’uomo, che rappresenta un’ulteriore minaccia attraverso la caccia.

Oltre ai predatori e al disturbo umano, anche le condizioni ambientali possono rappresentare un fattore di rischio importante, soprattutto durante gli inverni più rigidi e nevosi. In rari casi si verificano situazioni estreme e insolite, che mostrano quanto la vita in natura possa essere dura e imprevedibile.
Un esempio reale osservato sul territorio è raccontato nell’articolo «Il cervo impiccato», che documenta un episodio eccezionale avvenuto nei boschi attorno a Cortina.

Curiosità e incontri ravvicinati

Negli anni di maggiore presenza, i cervi non si limitavano più alle zone boschive e ai pascoli, ma arrivavano talvolta fino all’interno del paese.
Si verificarono episodi curiosi e insoliti, come l’ingresso di un cervo in un negozio nel centro di Cortina, che naturalmente suscitò sorpresa e un certo scompiglio.

Un’altra curiosità raccontata in paese è che, in quegli anni di forte presenza, i cervi arrivavano perfino nel cimitero di Cortina, attratti dai fiori freschi deposti sulle tombe, di cui erano particolarmente ghiotti.
Capitava soprattutto nelle ore tranquille del mattino, quando il paese era silenzioso e gli animali si muovevano tra i vialetti, brucando qua e là come se fossero in un prato qualsiasi.

Era una scena insolita e per certi versi anche un po’ surreale, che fece sorridere molti abitanti e visitatori, ma che allo stesso tempo mostrava bene quanto questi animali si fossero abituati alla presenza dell’uomo e a un ambiente ormai profondamente condiviso. Un piccolo episodio che racconta, meglio di tante parole, quanto sottile e delicato sia l’equilibrio tra la fauna selvatica e i luoghi abitati, soprattutto in un contesto alpino come quello di Cortina.

Curiosità e leggende

Il cervo è da sempre simbolo di nobiltà, forza e rinnovamento. La caduta e la ricrescita annuale dei palchi lo hanno reso, in molte culture, emblema di rinascita e ciclicità della natura. Riporta chi lo ascolta alla vita selvaggia e alla forza indomita della natura, che per un attimo si rivela nella sua essenza più autentica e primordiale.

Il verso del cervo

Il verso del cervo nobile è chiamato bramito. È un richiamo profondo, rauco e potente, emesso dai maschi durante il periodo riproduttivo per segnalare la propria presenza e intimidire i rivali.

Registrazione del bramito del cervo – autore: Simon Elliott – fonte: Xeno-canto


Classificazione scientifica del cervo nobile

Classificazione scientifica

Phylum: Chordata
Classe: Mammalia
Ordine: Artiodactyla
Famiglia: Cervidae
Genere: Cervus
Specie: C. elaphus