Torrenti, canyons e cascate di Fanes nel Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo
Questa escursione, altamente panoramica e spettacolare nonostante si sviluppa in forre e valli profonde, conduce alla confluenza delle valli di Fanes, Travenanzes e Ra Vales, a nord di Cortina.
L’itinerario collega ambienti di grande imponenza paesaggistica e idrogeologica, con due passaggi sotto le cascate di Fanes che risultano particolarmente spettacolari.
l susseguirsi di pozze, cateratte e cascate che caratterizza l’intero corso del Rio Fanes è di una bellezza straordinaria; le Cascate Basse di Fanes sono fra le più alte e copiose delle Dolomiti.
Il percorso si snoda nel cuore del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo e presenta tratti di diversa difficoltà e impegno. Può essere affrontato a stralci oppure in un’unica soluzione di continuità e, per alcuni tratti, è adatto anche a famiglie con bambini.
L’itinerario è inoltre caratterizzato da numerosi punti panoramici e da brevi tratti attrezzati con funi metalliche nei passaggi più esposti e delicati.
Il percorso può essere compiuto in entrambi i sensi; consiglio di affrontarlo in senso antiorario, ed è così che verrà descritto.
Accessi
Tre sono i possibili accessi al percorso, che inizia e termina nei pressi del secondo Ponte de Pian de Loa, che in ampezzano significa “radura del lupo”, sul Rio Fanes.
1. Accesso dal Ponte Felizon
È l’accesso più semplice, anche se non il più breve, e rappresenta una soluzione comoda per chi preferisce un avvicinamento agevole.
Parte dall’entrata del Parco in corrispondenza del Ponte Felizon, a nord di Fiames, e si sviluppa per quasi due chilometri su strada asfaltata e semipianeggiante, con pendenza modesta e andamento regolare, fino a raggiungere l’area di Pian de Loa.

Accessi dal tornante di Sant’Ubero (“Torniché”)
Gli altri due accessi partono dal tornante al km 11,2 della Strada di Alemagna, località Sant’Ubero, detto “Torniché”, dove inizia la stradina che conduce a Malga Ra Stua.
Entrambi risultano leggermente più brevi rispetto all’accesso dal Ponte Felizon.
2. Accesso diretto a Pian de Loa
Dal parcheggio accanto al tornante si scende direttamente verso ovest nel bosco, raggiungendo Pian de Loa in corrispondenza del primo ponte sul torrente Boite.
Pian de Loa è una radura circondata dal bosco, situata alle pendici del Monte Tabùrlo. Agli inizi del Seicento era uno degli “albèrghe” (spiazzi utilizzati per il riposo degli armenti) più frequentati della zona.
3. Accesso dalla Costa dei Siè
Questo accesso, più panoramico, parte dal parcheggio poco sopra il tornante e scende verso nord-ovest. Dal parcheggio, invece che salire sulla stradina che porta a Ra Stua, individuare a sinistra un’altra stradina, chiusa da sbarra, ed incamminarsi lungo di essa. Dopo aver attraversato il Boite allo sbocco della forra della Costa dei Siè, prosegue attraversando l’intero Pian de Loa fino all’inizio del percorso ad anello.
Percorso
Il percorso è morfologicamente suddiviso in tre parti:
- la risalita del Rio Fanes,
- l’attraversamento della bassa Val Travenanzes,
- la risalita del Ru de Ra Vales.
Da ognuno di questi tratti è possibile rientrare al Ponte Outo e a Pian de Loa.
Descrizione del percorso
In questa sede descrivo l’itinerario che, a mio avviso, risulta il più remunerativo dal punto di vista naturalistico.
Oltre agli aspetti ambientali, questo percorso comprende i due passaggi dietro la cascata, tra i più suggestivi dell’intero itinerario.
Va tuttavia considerato che esistono diverse varianti, più o meno brevi.
Ad esempio, è possibile avvicinarsi alla prima cascata direttamente da Pian de Loa, risalendo la strada sterrata (segnavia n. 10). Raggiunto il Ponte Outo, un tratto attrezzato consente di scendere nella gola, attraversare il Rio Fanes su passerella, risalire la forra, passare dietro la cascata e concludere l’itinerario raggiungendo il punto di sosta con panchine. Da qui si rientra a Pian de Loa.
Dal punto di vista alpinistico, i tratti attrezzati descritti corrispondono alla Ferrata Giovanni Barbara e alla Ferrata Lucio Delaiti, entrambe comprese nel primo anello, e alla Ferrata alla Cengia di Mattia, relativa al secondo anello.
Primo anello
Per iniziare è necessario raggiungere Pian de Loa, seguendo uno degli accessi descritti in precedenza.
Dalla radura ci si inoltra nel bosco, tralasciando sulla sinistra l’indicazione per il Ponte Alto, e si prosegue lungo il sentiero mantenendosi sempre sulla sinistra orografica del Rio Fanes.
Costeggiata la piana lungo il margine inferiore e passando nei pressi di due maestosi abeti secolari (“ra ciòces”), il sentiero sale verso le pendici del Monte Tabùrlo fino a raggiungere l’orlo della forra del Rio Fanes e, poco più avanti, l’esposto belvedere sulle Cascate Basse di Fanes.
Nota
Il termine “ciòcia” in ampezzano significa “chioccia” (la gallina quando cova le uova e alleva i pulcini). In senso figurativo, è utilizzato anche un albero ad ampiua ramiglia sotto il quale si rigugia il bestiame; un tempo era proibito abbatterlo.
Qui ha inizio la discesa nella forra e il tratto più impegnativo del percorso.
Chi non se la sente di affrontarlo può evitarlo salendo dal Pian de Loa al Ponte Outo sul versante opposto, seguendo la strada sterrata della Val di Fanes.
Dopo la discesa di un canalino a strette serpentine, si costeggia la base del salto maggiore della cascata e si risale verso destra lungo un canalone laterale, racchiuso tra pareti rosse e strapiombanti.
Questo passaggio, delicato, è attrezzato con corda metallica.
Le nicchie rocciose delle pareti più ombrose costituiscono l’habitat di una delle specie di rapaci più maestose e minacciate delle Alpi: il Gufo reale (Bubo bubo).
Sulle stesse pareti, preferibilmente sotto gli strapiombi ma in esposizione opposta, quindi sui versanti più soleggiati e caldi, è invece frequente avvistare un piccolo uccello rosso e grigio scuro, dal becco sottile e allungato: il Picchio muraiolo (Tichodroma muraria).
Il sentiero piega quindi verso sinistra per valicare una stretta forcella e passare suggestivamente dietro al salto superiore della cascata.
Dopo l’emozionante attraversamento, il percorso, attrezzato con corde fisse, prosegue in salita fino a raggiungere la sommità del versante opposto della gola, dove si trovano un punto di sosta con panchine e la strada sterrata della Valle di Fanes, dalla quale è possibile rientrare a Pian de Loa.

Sbarco de Fanes – chiusura del primo anello
Si imbocca ora la scorciatoia di Fanes (sentiero n. 10) e, dopo una breve ma ripida salita, si scende a destra per attraversare il Rio Fanes su una prima passerella.
Poco dopo, una scala metallica porta sul sentiero che risale la sinistra orografica con strette serpentine; superato un piccolo ghiaione, si attraversa nuovamente il torrente su un secondo ponte, alla base di una rampa dove il Rio Fanes forma una lunga e spettacolare cateratta (possibilità di rientro sul sentiero n. 10).
Si prosegue lungo la sponda del torrente, alternando tratti di bosco fitto a zone più rade, ricoperte da mirtilli.
In breve si raggiunge la base dell’ultimo e imponente balzo, lo Sbarco de Fanes, da cui la vista sulle cascate è particolarmente suggestiva, soprattutto in primavera, quando le acque del disgelo ingrossano notevolmente il Rio Fanes.
Un breve tratto attrezzato, evitabile tramite un sentiero sulla sinistra, consente di percorrere una cengia (la Cengia de Matia) dietro la cascata, risalire per pochi metri e raggiungere il termine del primo tratto dell’itinerario.
Qui termina la salita e ha inizio il rientro a Pian de Loa, passando dal Ponte Outo lungo la scorciatoia n. 10 oppure seguendo la strada principale.
Secondo e terzo anello (opzionali)
Volendo proseguire in Val Travenanzes, dopo essere scesi lungo la strada sterrata per circa un chilometro, si imbocca un sentiero sulla destra (attenzione alla tabella).
Attraversando il bosco di Progoito, segnato dalla presenza di numerose trincee, si scende a valicare la forra del Rio Travenanzes sul Ponte di Acquarone.
Risaliti brevemente sulla destra orografica, si raggiunge il sentiero n. 401 della Val Travenanzes. Si consiglia di seguirlo verso monte per alcune centinaia di metri, fino alla base del Landro, dove si trova un interessante riparo sottoroccia.
Tornati sui propri passi, si attraversa il Bosco dei Cadorìs fino al guado del Ru de Ra Ola. Da qui è possibile un agevole rientro al Ponte Outo, passando per il sottostante Ponte dei Cadorìs e il Cason dei Lagusciéi.
Ignorando la discesa appena citata e anche il sentiero n. 408 per il Passo Posporcora, si prosegue orizzontalmente lungo una trincea, avvicinandosi alla forra del Ru de Ra Vales.
Dopo una breve salita tra i mirtilli si entra nella forra attraverso un varco; superata una zona con blocchi rocciosi, si risale la valle fino alla base di una bella cascata.
Una serpentina lungo un ripido canale verso destra consente di riguadagnare il bordo superiore della forra e il sentiero n. 408, che va seguito verso sinistra. Poco prima di raggiungere il ponte sul Ru de Ra Vales, una breve deviazione sulla sinistra permette di ammirare una spettacolare sequenza di marmitte di evorsione sul fondo del torrente.
Dal bivio situato in prossimità del ponte, la chiusura dell’anello avviene scendendo a destra lungo il sentiero della Ria Longa, che costeggia le pendici occidentali del Col Rosà.
Il sentiero conduce nuovamente alla strada della Val di Fanes e, circa un chilometro più a valle, al Ponte di Pian de Loa sul Rio Fanes.
Da qui non resta che rientrare al parcheggio del Ponte Felizon oppure risalire a quello del Torniché.
Questa ferrata è inclusa nella mia selezione delle 8 ferrate per principianti che consiglio a chi vuole iniziare .
Domande frequenti – Cascate di Fanes
Il percorso presenta tratti di diversa difficoltà. Alcuni passaggi sono attrezzati con funi metalliche e si svolgono in ambiente esposto: è quindi richiesta assenza di vertigini e una buona sicurezza di passo. Alcuni tratti possono essere evitati seguendo varianti più semplici.
I tratti attrezzati non sono tecnicamente difficili, ma una scivolata potrebbe avere conseguenze fatali. Per questo motivo è sempre raccomandato l’utilizzo dell’equipaggiamento da ferrata, soprattutto in presenza di terreno umido o affollamento.
Il periodo consigliato va da giugno a novembre. In primavera e a inizio estate, grazie al disgelo, torrenti e cascate sono particolarmente ricchi d’acqua e offrono gli scenari più spettacolari.
Sì. Il percorso è strutturato in più anelli e consente diversi rientri intermedi verso Pian de Loa, rendendo possibile affrontare solo singoli tratti in base al tempo a disposizione e alla preparazione.
Cascate di Fanes – informazioni tecniche
Difficoltà
Sono presenti cinque brevi tratti attrezzati con fune metallica, che richiedono l’opportuno equipaggiamento da ferrata.
Tre tratti si trovano in corrispondenza delle Cascate Basse, uno allo Sbarco di Fanes e uno alla Cascata del Ru de Ra Vales.
È comunque possibile percorrere l’intero itinerario aggirando i tratti attrezzati, passando all’andata dal Ponte Outo ed evitando l’attraversamento delle Cascate Basse.
Sono da evitare:
- periodi con forti temporali, per il rischio di improvvise onde di piena,
- il periodo invernale, quando alcuni tratti risultano ghiacciati e più esposti.
Poiché l’itinerario presenta tratti in esposizione, seppure con sezione ampia e fondo generalmente non scivoloso, è richiesta assenza di vertigini.
Nota
I tratti attrezzati non presentano reali difficoltà tecniche; ciò non toglie che una scivolata possa avere conseguenze anche fatali, come purtroppo è già accaduto in un paio di occasioni lungo questo percorso.
Per questo motivo raccomando sempre l’utilizzo dell’equipaggiamento da ferrata.
Lunghezza
Itinerario ad anello di 8 km dal bivio di Pian de Loa, a cui si aggiungono:
- 1,5 km di avvicinamento dall’entrata del Parco al Ponte Felizon,
- oppure 1 km dal parcheggio di Sant’Ubero (“Tornichè”).
La lunghezza complessiva è quindi di 9 – 9,5 km.
Per il giro completo è richiesta un’intera giornata.
I singoli anelli, con rientro dal Bus de l’Orso o dal Ponte dei Cadorìs, richiedono una buona mezza giornata.
Dislivello
Dislivello complessivo di 600–700 metri, a seconda che si eviti o meno il sentiero attrezzato delle Cascate Basse.
Suddividendo il percorso in due escursioni distinte:
- 300–400 m per la Val di Fanes,
- circa 300 m per le valli di Travenanzes e Ra Vales.
Periodo
Da giugno a novembre.
In primavera e a inizio estate, grazie al disgelo, torrenti e cascate sono particolarmente ricchi d’acqua, offrendo gli scenari più suggestivi dell’intero percorso.
Cartografia
Carta topografica Tabacco 1:25.000 – n. 03
Cortina d’Ampezzo e Dolomiti Ampezzane
Bibliografia
Le informazioni qui riportate sono tratte dall’opuscolo
“Sentiero delle cascate e dei canyons”,
scritto dal Dott. Michele Da Pozzo, direttore del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo.
La pubblicazione dell’immagine della mappa descrittiva dell’itinerario è stata gentilmente concessa a Guidedolomiti dalle Regole d’Ampezzo.
L’immagine è protetta da copyright e non può essere riprodotta.
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