Giro di Pian de Ra Spines: una facile passeggiata a Cortina
La passeggiata “Giro di Pian de ra Spines” è un percorso ad anello situato nel fondovalle di Cortina d’Ampezzo, ideale per chi desidera immergersi nella natura senza affrontare difficoltà tecniche. Con un dislivello moderato, e un percorso ben segnato, questo itinerario è perfetto per famiglie, escursionisti alle prime armi o semplicemente chi cerca una camminata rilassante nei dintorni di Cortina.
Perché scegliere il Giro di Pian de ra Spines?
Questo percorso offre un perfetto equilibrio tra bellezza naturale e accessibilità. È ideale per chi desidera scoprire la bellezza del fondovalle di Cortina senza affrontare un’escursione troppo impegnativa.
L’ombra degli alberi lungo il percorso e la tranquillità del bosco lo rendono una scelta perfetta anche nelle giornate più calde.
Ma il giro di Pian de ra Spines diventa una valida opzione anche in caso di pioggia. Munito d’ombrello, questa piacevole e facile passeggiata ti permette di godere della pace e degli odori del bosco, un toccasana per spirito e corpo.
Dettagli del percorso ad anello
– Punto di partenza: Fiames (Coordinate: 46.5766, 12.1157)
– Altitudine di partenza e arrivo: 1293 metri
– Distanza totale: 7,1 km
– Tempo di percorrenza: 1 ora e 30 minuti
– Dislivello totale: 118 metri
– Scarica traccia GPX

Il percorso
Partenza
Il giro di Pian de ra Spines si snoda, come ho già detto, su un percorso ad anello, permettendoti quindi di iniziare da vari punti del tragitto. Infatti, oltre che dall’albergo Fiames, potresti partire dal Campeggio Olympia , dal grande parcheggio del Parco delle Dolomiti d’Ampezzo, oppure più a nord, all’entrata del Parco.
Nella descrizione che segue suggerisco di partire da Fiames, località facilmente raggiungibile che si trova a 5 km dal centro di Cortina. La linea autobus urbano n.1 collega Fiames a Cortina, ed è quindi molto utile se non disponi di un’auto.
La camminata ha inizio alle spalle dell’Hotel Fiames (capolinea dell’autobus), dove un’evidente stradina, chiusa al traffico da una sbarra, si inoltra nel Bosco dell’Impero.
Attraversamento del fondovalle
Attraversato il Bosco dell’Impero la strada prosegue per circa venti minuti fino alla Baita Spiaggia Verde, costeggiando l’ex aeroporto di Fiames e, successivamente, il fiume Boite. Il percorso è quasi sempre pianeggiante, adatto a tutti i tipi di camminatori.
Nei pressi dello chalet Spiaggia Verde il sentiero si immette sulla stradina asfaltata, che bisogna seguire per un breve tratto. Ci troviamo così all’entrata del Parco delle Dolomiti d’Ampezzo.
Superato il piccolo ufficio informazioni turistiche devi proseguite sulla stradina, oltrepassando la sbarra che impedisce l’accesso alle auto.
Alla tua destra avrai la possibilità di ammirare la suggestiva Forra del Felizon, una gola creata dal flusso del fiume Felizon. La forra è davvero impressionante. La leggenda narra che in questa cupa gola una bimba rimase imprigionata per sette anni.
La favola è raccontata da Carlo Felice Wolff nel suo bellissimo libro “I Monti Pallidi – Storie e leggende delle Dolomiti”.
Nel libro di Wolff questa storia è intitolata “Il Genio del Torrente”.
Dopo circa cento metri, si arriva ad un bivio. Qui bisogna prendere la strada a sinistra (sentiero 417) che scende verso il fiume.
Giungerai presto ad un ponticello, dove con un deciso tornante la stradina ritorna indietro, sulla destra orografica del Boite. Il giro di Pian de ra Spines continua in modo pianeggiante e rilassante, inizialmente lungo il torrente e poi addentrandosi nel bosco.

L’incidente aereo del 1976
Lungo il tragitto, se presti attenzione noterai, in basso presso le sponde del Boite, una piccola piazzola e al suo interno un’elica e una lapide commemorativa, posta in memoria di un triste evento.
Il 31 maggio 1976 un Cessna U206 Stationair della Società Alialpi tentò di decollare dall’aeroporto di Fiames, in condizioni di forte vento: il pilota, senza esperienza di volo in montagna, staccò con grande difficoltà e solo a fine pista; l’aereo stallò in virata, precipitando al suolo e incendiandosi, uccidendo i sei a bordo, quattro dei quali erano consiglieri del Comune di Cortina d’Ampezzo. Quello fu ufficialmente l’ultimo volo all’aeroporto di Cortina d’Ampezzo.

Puoi leggere qui l’articolo pubblicato all’epoca sul quotidiano “La Stampa”.
Piàn de Ra Špìnes
Poco più avanti, prima di incrociare il sentiero che sale al Passo Posporcora e porta anche alla ferrata del Col Rosà, si trova Piàn de Ra Špìnes, un’area aperta caratterizzata dal cespuglio del crespino (Berberis vulgaris L.), noto in ampezzano come šcarpìn. Le sue bacche, dalla particolare forma cilindrica, assumono un bel colore rosso quando maturano in autunno, rendendo questo il momento ideale per raccoglierle e utilizzarle per preparare deliziose grappe, sciroppi e marmellate.
Durante la tua passeggiata, avrai l’opportunità di scoprire non solo i frutti del bosco, ma anche, nascoste tra gli alberi, una serie di curiose installazioni artistiche.
Tra queste, spicca “Il Librašon”, una curiosa colonna di legno che ospita dei libri.
È una mini libreria nel bosco, ispirata al book-crossing, dove si può leggere un libro circondati dalla natura. Il nome deriva dalla fusione delle parole “Libro” e “Brašon”, che in ampezzano significa albero.
Queste opere fanno parte del progetto Sentieri d’arte, realizzato grazie alla collaborazione dei talentuosi studenti dell’Istituto d’Arte di Cortina.
Se desideri approfondire ulteriormente, puoi farlo visitando la pagina ufficiale del progetto, intitolata Pupille, dove potrai trovare tutti i dettagli.

Ultimo tratto
Stai per arrivare al Camping Olympia, e ti avvicini al termine del giro di Pian de ra Spines. Poco oltre il campeggio svolta a sinistra e attraversa il Ponte de ra Sia, il ponte sul torrente Boite. Subito dopo gira a sinistra e prendi il sentiero che si inoltra nel bosco. In un attimo arriverai al grande parcheggio del Parco delle Dolomiti e da lì, in breve, all’hotel Fiames, ritornando al punto di partenza e chiudendo così l’anello.
NOTA: se desideri proseguire la passeggiata fino a Cortina, prima del ponte sul Boite un segnavia indica il piacevolissimo sentiero 417. Ecco la descrizione del percorso dal Camping Olympia a Cortina.
Il Bosco dell’Impero
La tempesta Vaia causò ingenti danni agli alberi del Bosco dell’Impero, piantati 87 anni fa nella piana di Fiames in file parallele. Questo bosco fu creato dal regime fascista per commemorare la nascita dell’impero coloniale italiano in Africa Orientale.
Tra quegli alberi, dietro l’albergo Fiames, si trova ancora oggi una stele che riporta un’iscrizione con la data del 17 maggio XV, corrispondente all’anno 1937 dell’era fascista (l’anno XV dell’era fascista corrisponde al periodo che va dal 29 ottobre 1936 al 28 ottobre 1937). La lapide è dedicata alla Milizia nazionale forestale, una delle organizzazioni del Ventennio, e porta la storica denominazione del Bosco.
Dopo la Prima Guerra Mondiale, in questa piana a nord di Cortina furono raccolte le salme di circa ottanta soldati provenienti dai cimiteri di guerra sparsi nella conca ampezzana e nelle montagne circostanti. Questi resti furono riuniti in un unico cimitero, noto come “Eroi del Cadore”. Il Pian de ra Spines si trova poco più a nord e dall’altro lato del torrente Boite. Oggi una zona tranquilla di fondovalle ideale per passeggiate ed escursioni, ma un tempo teatro di tristi vicende storiche che segnarono la zona di Fiames.

Negli anni Trenta, il regime decise di costruire un sacrario militare sulla rocca di Pocol. L’imponente monumento, progettato dall’ingegnere Giovanni Raimondi, fu eretto nel 1935 e si compone di una robusta torre quadrata alta 48 metri, sostenuta da un basamento a due livelli. Questo basamento ospita il Sacrario, che raccoglie i resti di 9.707 caduti italiani, di cui 4.455 ignoti e 37 austro-ungarici, provenienti dai vari cimiteri di guerra del Cadore e dell’Ampezzano. Il Sacrario si erge a Pocol, ed è ben visibile da Cortina. Con il trasferimento dei resti dei soldati a Pocol, il cimitero degli Eroi del Cadore rimase vuoto, con il terreno solcato dalle fosse. Fu allora che si decise di piantare abeti per creare quello che sarebbe diventato il Bosco dell’Impero, un simbolo delle ambizioni coloniali italiane in Africa.
Purtroppo nel marzo 2025 numerose piante sono state abbattute per far spazio al tanto discusso “Villaggio olimpico”, opera collegata alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, evento non da tutti apprezzato.
A poca distanza, dall’altra parte della statale, si trovava un luogo inquietante, temuto dai soldati dell’epoca e ora occupato da un distributore di carburante. In quel posto venivano eseguite le condanne a morte per chi era accusato di diserzione, a volte anche per un semplice ritardo nel ritorno dalla licenza o per aver attaccato le linee nemiche senza il necessario slancio richiesto dai comandi.
