Sul Monte Piana con ciaspole e slittino

Monte Piana e Monte Piano con le ciaspe

Introduzione

Se stai cercando una facile e divertente passeggiata, girovagare sul Monte Piana con le ciaspole per poi scendere a valle con lo slittino è un’ottima scelta. La morfologia del Monte Piana (2.324 m), come si deduce facilmente dal nome, non lo rende particolarmente adatto per l’arrampicata, ma è il luogo ideale per camminare con le ciaspe senza troppa fatica.

Il Monte Piana è una meta popolare per gli escursionisti e gli appassionati di montagna, grazie alla sua relativa accessibilità e alle viste mozzafiato sulla catena montuosa circostante. Il panorama che si ammira dalla cima del Monte Piana è spettacolare, con le valli circostanti e le maestose cime delle Dolomiti che si stagliano all’orizzonte.

Oltre alla bellezza del luogo, va notato che durante la Prima Guerra Mondiale, il Monte Piana fu teatro di scontri tra le truppe italiane e austro-ungariche.

Oggi rimangono numerosi resti di trincee, gallerie e postazioni militari che testimoniano quel periodo storico, ma per vederle bisogna salire sul Monte Piana in estate, quando la neve non nasconde all’occhio queste tristi testimonianze di guerra.

Non esiste un conteggio preciso delle vittime sui singoli fronti, ma si stima che 14.000 soldati persero la vita durante i combattimenti sul Monte Piana e nelle zone circostanti. Le cifre esatte variano a seconda delle fonti e delle stime, ma è chiaro che la guerra causò enormi perdite umane da entrambe le parti coinvolte. In sintesi, il Monte Piana non è solo una montagna di grande bellezza naturale, ma anche un luogo carico di storia e significato storico legato alla Grande Guerra.

Accesso

Da Cortina valicare il Passo Tre Croci, tramite la SR 48, e proseguire fino a Misurina. Oltrepassare il lago di Misurina e poco dopo girare a destra sulla strada che porta alle Tre Cime di Lavaredo. Prima che la strada inizi a salire, parcheggiare a sinistra sull’ampio piazzale dove si trovano le motoslitte che portano al Monte Piana.

Premessa

Premesso che è ovviamente possibile salire a piedi al Monte Piana, in questo articolo propongo però la salita fino al rifugio Bosi in motoslitta. Infatti, devi considerare che la parte più panoramica della gita inizia proprio dal rifugio, al termine della strada stessa. La strada è lunga 6 km e il dislivello da superare è di 560 metri.

Suggerisco perciò di evitare la salita in modo tale da poter tracorrere più tempo sul Monte Piana e sul Monte Piano.
Se ne avrai voglia e tempo potrai scendere a piedi lungo la strada, una volta terminata la camminata con le ciase sulla sommità del monte.

Ma ancor più divertente è la discesa con lo slittino. La strada non è particolarmente ripida e anche se non sei esperto nel condurre la slitta, la cosa è molto facile, te l’assicuro.

Per quanto riguarda il costo del trasporto, il prezzo è di 25,00 Euro a persona (prezzi anno 2024). Il prezzo comprende il trasporto in salita e su richiesta anche in discesa, se non ti va di scendere a piedi. Nel caso tu scenda con lo slittino, questo ti verrà fornito ed è anch’esso incluso nel prezzo.

Itinerario con le ciaspole sul Monte Piana e Monte Piano

Siamo ora al rifugio Angelo Bosi, situato a 2.205 m, poco più in basso della cima del Monte Piana. Al suo interno c’è un piccolo museo privato che espone reperti, fotografie e documenti della Grande Guerra. Inoltre, è possibile acquistare guide locali e della zona, libri che narrano gli eventi bellici accaduti in quel luogo, cartoline e altri souvenir. Antistante il rifugio c’è la Cappella degli Eroi, un tributo ai Caduti del Monte Piana.

Iniziamo la nostra camminata subito in salita, incamminandoci sulla pista solitamente battuta. Questa prima salita, a cui ne segue poco dopo un’altra, rappresenta l’unica leggera fatica della nostra gita sul Monte Piana. Presto infatti il terreno si fa pressoché pianeggiante, e ci permette di raggiungere in poco tempo la Stele Carducci.

Si tratta di una piccola piramide di roccia che fu eretta dagli alpini a ricordo del grande poeta che nel 1892, durante un suo soggiorno in Cadore, volle salire questo monte a confine prima della Repubblica Veneta poi del Regno d’Italia con l’Impero Austriaco.

Alla regione il Carducci dedicò la sua poesia “Ode al Cadore” dove cantò la bellezza dei luoghi e le gesta del patriota Pier Fortunato Calvi, uno dei Martiri di Belfiore.

Lasciata alle nostre spalle la piramide, bisogna ora incamminarsi in direzione nord. A volte qui termina la traccia battuta, ma il percorso da seguire è abbastanza evidente: dobbiamo infatti raggiungere la sommità del Monte Piano, ben visibile e non troppo lontano. Infatti la cima settentrionale del Monte Piana si chiama Monte Piano (2.305 m). Nel corso della Grande Guerra questa montagna era occupata dagli austriaci, mentre sul Monte Piana stavano le truppe italiane.
Come ho già detto, la piatta sommità del Monte Piana e solcata ovunque da trincee, camminamenti e ripari che però a quella quota, specialmente d’inverno con 30 gradi sotto zero, ben poco potevano fare.

Riprendiamo il cammino in direzione del Monte Piano, puntando all’avvallamento che divide il Monte Piana dal Monte Piano. Più che un avvallamento si tratta di una vera e propria forcella, la forcella dei Castrati. Il Vallon dei Castrati prende il nome dai tempi antichi, quando i pastori pusteresi portavano qui le loro greggi a pascolare. All’inizio della guerra, a causa dell’incertezza dei confini, la zona intorno alla forcella dei Castrati era nota come “Terra di Nessuno”. Un monumento commemorativo si erge proprio qui, narrando la tragica storia del Tenente Ruggero De Simone. Fu infatti ucciso nei giorni finali del conflitto da un colpo di mazza ferrata.

Dalla forcella risaliamo la china, puntellata da recinzioni di filo spinato, tristi memorie di guerra. In breve raggiungiamo la “Campana dell’amicizia”.

L’ideatore, Sergio Paolo Sciullo della Rocca, Medaglia d’Oro Mauriziana del Corpo degli Alpini, ha voluto la campana come un monito duraturo per la pace tra i popoli. Essa è posizionata su una sporgenza di trincea, tra le linee frontali Italo-Austriache.

Ancora pochi passi e siamo in cima al Monte Piano. La vista sulle Tre Cime di Lavaredo è spettacolare.
A nord si intravede il paese di Dobbiaco, e tutto intorno a noi un meraviglioso panorama di vette innevate fa bella mostra di sè.

Dopo una meritata pausa riprendiamo il cammino a ritroso, fino alla forcella dei Castrati. Risaliamo brevemente il pendio, e poco oltre il monumento dedicato al Tenente De Simone svoltiamo a sinistra, direzione sud-est. Raggiunto nuovamente il pianoro, proseguiamo senza via obbligata verso sud, chiudendo così il nostro percorso ad anello ritornando al rifugio Bosi, dove decideremo se scendere a piedi, in motoslitta o, più allegramente, con lo slittino.

Discesa con lo slittino.

Difficoltà: facile
Dislivello: 150 metri
Distanza: 4,5 km
Tempo medio: 2 h (il tempo varia in base a quanto vogliamo girovagare sul Monte Piana e Monte Piano).


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Escursioni con le ciaspole a Cortina.


Enrico Maioni Mountain Guide Dolomiti

Enrico Maioni

Guida Alpina, nato e cresciuto a Cortina d’Ampezzo, con un ampia conoscenza delle Dolomiti e anni di esperienza in montagna.
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