Con le ciaspole ai piedi della Tofana di Rozes

Da Cian Zopè al rifugio Dibona con le ciaspe

L’escursione con le ciaspole da Cian Zopè al rifugio Dibona, ai piedi della Tofana di Rozes, è certamente da annoverarsi tra le classiche gite che si possono fare qui a Cortina. Lungo il percorso avrai buone probabilità di incontro con gli agili camosci, numerosi in quest’area delle Tofane. E con un po’ di fortuna, volgendo spesso lo sguardo al cielo, è anche possibile avvistare l’aquila, che nidifica in questa zona.

La Tofana di Rozes, con i suoi 3.225 metri di altezza, è una delle vette più famose e affascinanti delle Dolomiti. In estate, la salita in cima alla Rozes richiede circa 3,5 ore di cammino tramite sentiero e traccia segnata. La vetta può essere raggiunta anche percorrendo la magnifica ferrata Lipella.
Infine, sull’imponente parete sud si sviluppano numerose vie alpinistiche molto apprezzate e ambite dagli scalatori.

Fare un’escursione con le ciaspole è un modo divertente ed emozionante di esplorare i paesaggi innevati, può essere fatto sia da principianti che da escursionisti esperti, permette di godere della bellezza della natura in inverno e fare esercizio fisico all’aria aperta. È importante, però, avere l’adeguata preparazione fisica e l’equipaggiamento adeguato, il giusto abbigliamento, scarpe adatte, una borraccia e una mappa del percorso.

Accesso

L’escursione inizia dalla località Cian Zopè a quota m 1.732, sulla Strada Statale 48 che da Cortina sale al Passo Falzarego. L’ampio parcheggio, quasi sempre sgombro dalla neve, si trova sul lato destro della strada (proveniendo da Cortina), subito dopo il ponte sul Ru Bianco, circa 150 metri oltre il bivio che in estate permette di salire in auto al rifugio Cinque Torri.

Itinerario da Cian Zopè al rifugio Dibona

Lasciata la vettura, si inizia a camminare con le ciaspole ai piedi lungo il sentiero n° 414 che sale gradualmente attraverso una fitta foresta di abeti, pini e qualche larice. Il sentiero si fa più ripido e faticoso man mano che si sale, ma la bellezza della natura circostante e la vista sulla cima della Tofana di Rozes, sempre più vicina, ne vale la pena.
Il cammino fiancheggia per un lungo tratto il Ru Bianco, un minuscolo corso d’acqua che sgorga dalle Còrdes. Il ruscello deve il suo nome al colore delle rocce che ne costituiscono il greto e che essendo quasi sempre asciutte si notano bene tra la scura vegetazione circostante.
Le Còrdes sono invece le due lunghe fasce rocciose situate alla base della Rozes.

Dopo circa 1 ora di cammino si arriva al Cason de Sotecòrdes (appunto, sotto le còrdes), situato a quota 2.026 m, dove è possibile fare una breve pausa e godere della vista panoramica sulla imponente parete sud della Tofana di Rozes.

Sono trascorsi oltre 120 anni da quando, nell’agosto del 1901, le guide ampezzane Antonio Dimai “Deo” ed Agostino Verzi aprirono la prima via aperta sulla maestosa muraglia della Tofana di Rozes, ed ancor oggi questa salita è considerata un vero capolavoro.

Il Cason de Sotecòrdes

Anche se la scalata non presenta difficoltà tecniche elevate, dobbiamo considerare l’epoca in cui si svolsero i fatti: grosse corde di canapa, scarpe che oggi metterebbero in difficoltà gli scalatori, sicurezza precaria o inesistente e soste senza chiodi. Inoltre, il percorso è tortuoso e non facile da intuire, situato nel cuore di un’immensa parete.
Se vuoi saperne di più su quest’impresa, leggi l’articolo dedicato all’anniversario della prima salita.

Dopo la meritata pausa sul soleggiato piccolo terrazzo del Cason de Sotecòrdes, riprendiamo il nostro cammino. Superato un primo breve tratto un po’ ripido, il sentiero prosegue dolcemente in leggera salita, fuori dal bosco.
Ora si può godere una vista spettacolare non solo sulla Tofana di Rozes, ma anche su alcune delle grandi cime dolomitiche, l’Antelao e il Sorapìs, oltre ad altre cime minori, quali la Croda da Lago e le mitiche Cinque Torri.

In breve raggiungiamo quota m 2.104, il punto più alto della nostra escursione con le ciaspole da Cian Zopè al rifugio Dibona. Qui il nostro sentiero si incrocia il sentiero n° 403.

Da Cian Zopè al rifugio Dibona con le ciaspe
Sulla stradina che porta al rifugio Dibona

Il rifugio Angelo Dibona

Percorrendo la comoda stradina in discesa in pochi minuti si raggiunge il rifugio Dibona. Il rifugio, situato in una posizione privilegiata, è stato costruito nel 1932 ed è stato intitolato all’alpinista Angelo Dibona, simbolo delle Guide Ampezzane, uno dei primi alpinisti a salire le cime delle Dolomiti.
Numerose sono le escursioni che partono dal rifugio, che si rivela la base ideale per le vie ferrate e le ascensioni alpinistiche nella zona delle Tofane.

Il rifugio offre una vasta gamma di servizi, primo tra tutti una cucina di tutto rispetto. Il mio consiglio è proprio quello di approfittarne e fare una sosta golosa per assaporare i prelibati piatti preparati dallo chef!

In inverno il Dibona è aperto tutti i giorni nel periodo natalizio e pasquale.
Nel resto della stagione invernale chiude un giorno alla settimana, solitamente il mercoledì.
Meglio comunque informarsi in anticipo (vedi link a fine pagina).
Dal Cason de Sotecòrdes al rifugio Dibona il tempo medio è di circa mezz’ora.

Dal rifugio Dibona a Cian Zopè

Iniziamo ora a scendere verso Cian Zopè, punto di partenza della nostra escursione. Seguendo la stradina, sempre battuta nei periodi di apertura del rifugio, si arriva in breve ad un tornante. Qui bisogna imboccare sulla destra il sentiero n° 442, ben segnalato, quota 2.013 m. La discesa a Cian Zopè presenta alcuni tratti molto ripidi, dove una caduta potrebbe avere spiacevoli conseguenze.
In caso di neve gelata o tratti ghiacciati, se ancora non hai affinato la tua tecnica con le ciaspole, ti suggerisco ora una più comooda via di discesa.

In alternativa alla discesa ripida è possibile seguire comodamente e senza alcuna difficoltà la stradina fino a giungere sulla strada statale. Una volta giunti sulla statale, se non si è provveduto a lasciare qui un’altra auto di servizio, bisognerà seguirla in leggera salita (35 metri di dislivello) per 2,5 km, fino ad arrivare al parcheggio, punto di partenza della nostra escursione con le ciaspole.

DIFFICOLTA’
Salita facile
Discesa ripida

DISLIVELLO
370 m

TEMPO MEDIO
3,00 ore

LUNGHEZZA
5 km

Mappa da Cian Zopè al rifugio Dibona

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Note

I tempi sono come sempre relativi. In mancanza di una traccia già fatta la salita sarà alquanto faticosa ed i tempi si allungheranno assai.

Non sottovalutare la discesa. Come ho già detto, il sentiero per scendare dal rifugio Dibona a Cian Zopè presenta dei tratti molto ripidi. Se il terreno è ghiacciato, il percorso risulta insidioso.

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Enrico Maioni Mountain Guide Dolomiti

Enrico Maioni

Guida Alpina, nato e cresciuto a Cortina d’Ampezzo, con un ampia conoscenza delle Dolomiti e anni di esperienza in montagna.
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