Il Bèco d’Aial, conosciuto anche col nome Becco d’Ajal, nonostante le sue dimensioni modeste rispetto alle grandi montagne che circondano Cortina, ha una storia alpinistica interessante e forse poco conosciuta. Questo caratteristico torrione roccioso emerge dai boschi di Fedèra, ai piedi della Croda da Lago, ed è noto soprattutto per la breve salita che conduce alla sua cima e per i resti della postazione militare risalente alla Prima guerra mondiale.
Anche le sue pareti, tuttavia, hanno attirato l’attenzione degli arrampicatori. Nel luglio del 1962 gli Scoiattoli di Cortina Albino Michielli “Strobel” e Arturo Zardini “Tamps” aprirono una via sulla parete nord, superando quasi 200 metri di roccia con difficoltà di V e VI grado. Negli anni Ottanta furono tracciati altri itinerari da Paolo Alberti “Rodèla” e Antonio Colli “Dantogna”, insieme ad alcuni membri dei Ragni di Pieve di Cadore.
Nel corso degli anni il Bèco d’Aial ha continuato a suscitare l’interesse degli scalatori e non è escluso che sulla sua parete siano state aperte altre vie. Di eventuali altri itinerari, tuttavia, non ho notizie precise.
Anche i numerosi torrioni che circondano il Bèco sono stati esplorati nel corso degli anni e oggi la vicina falesia rappresenta uno dei principali centri di arrampicata sportiva di Cortina.
A questa piccola storia alpinistica si aggiunge ora un nuovo itinerario. Il 26 e 27 agosto 2026 Giordano Riello e Massimo “Mox” Da Pozzo hanno aperto la Via del Dodo, sulla parete principale del Bèco d’Aial.
La Via del Dodo
La nuova via si sviluppa per circa 150 metri, suddivisi in cinque lunghezze di corda, ed è interamente attrezzata a spit. Il nome ha un’origine molto personale: la salita è dedicata a Edoardo, figlio di Giordano Riello, affettuosamente chiamato “Dodo”.
L’arrampicata si svolge su una parete verticale di roccia buona ed è prevalentemente tecnica. Le difficoltà sono abbastanza omogenee nei primi quattro tiri: la prima lunghezza, valutata 6c, rappresenta il passaggio più impegnativo, seguita da tre tiri di 6b. L’ultima lunghezza, di 5c, permette di concludere la salita su difficoltà più contenute.
La via è stata aperta da pochissimo e i gradi proposti sono ancora in attesa di conferma. Saranno quindi necessarie alcune ripetizioni prima che le difficoltà possano essere considerate definitive.
Accesso
Da Cortina si segue la strada verso Pocol e quindi la SP638 in direzione del Passo Giau. Superato l’Hotel Argentina, si prosegue ancora per circa 1,5 chilometri e, poco prima di raggiungere Peziè de Parù, si parcheggia negli ampi spazi disponibili ai lati della strada.
Dal parcheggio si imbocca la strada sterrata in direzione della Val di Formin. Superato il ponte sul Rio Costeana, si svolta a sinistra e si prosegue lungo la strada boschiva.
Più avanti si incontrano le indicazioni per la palestra di roccia, ma non vanno seguite. Si continua invece ancora per un breve tratto, fino a raggiungere una radura dove la scura sagoma del Bèco d’Aial si mostra in tutta la sua forma.
Da qui una traccia verso destra conduce in breve tempo alla parete e all’attacco della Via del Dodo.
Chi desidera conoscere meglio la zona può trovare maggiori informazioni nell’articolo dedicato alla salita al Bèco d’Aial, dove ho descritto anche l’itinerario escursionistico che conduce alla cima e alcuni aspetti storici di questo particolare angolo della conca ampezzana.
Relazione tecnica della via del Dodo
| Tiro | Lunghezza | Difficoltà | Spit |
|---|---|---|---|
| L1 | 30 m | 6c | 8 |
| L2 | 30 m | 6b | 10 |
| L3 | 30 m | 6b | 13 |
| L4 | 30 m | 6b | 8 |
| L5 | 30 m | 5c | 8 |
Nota: I gradi proposti sono ancora in attesa di conferma da parte dei primi ripetitori.

Discesa
La Via del Dodo termina pochi metri sotto la sommità del Bèco d’Aial. Sarebbe naturale proseguire fino in cima e utilizzare per la discesa il sentiero che percorre il versante est, ma gli ultimi metri sono costituiti da terreno poco sicuro, con terra e mughi, e non sono stati attrezzati.
Non è quindi possibile raggiungere direttamente il sentiero di discesa e occorre effettuare delle calate in corda doppia lungo la via, utilizzando le soste attrezzate. Per la discesa è sufficiente una corda singola da 70 metri.
