Falesie storiche a Cortina d’Ampezzo

Il Sasso di Colfiere

Tra le numerose splendide falesie d’arrampicata a Cortina, il Sasso di Colfiere merita una particolare attenzione: non tanto per gli intensi tiri “da dita” qui presenti, bensì perché si tratta di una delle prime pareti di bassa quota utilizzate dagli scalatori ampezzani fin dagli anni Cinquanta. I primi a valorizzare questa piccola falesia furono i giovanissimi Franz e Armando Dallago, insieme ad altre valenti guide alpine e Scoiattoli dell’epoca, dei quali però non conosco i nomi.

I “vecchi” attrezzarono il Sasso di Colfiere con chiodi a pressione, utilizzati per scalare la parete avvalendosi dell’uso delle staffe. Sicuramente però, già allora ci si allenava sull’impegnativo traverso alla base della parete: un’attraversata lunga quasi venti metri, dove la corda non serve e che permette quindi di allenarsi anche in assenza di un compagno.
Il traverso non è per niente facile, e se vuoi provarlo ti consiglio di non alzarti troppo dal suolo, in quanto nel corso degli anni già un paio di caviglie hanno dovuto ricorrere alle cure degli ortopedici.

Quando ero ragazzo mi sono consumato le dita al Sasso di Colfiere, che a volte raggiungevo in compagnia di amici scolari mentre marinavamo la scuola 😮

Alla fine degli anni Settanta si iniziò a scalare la parete senza utilizzare le staffe, magari aiutandosi sui passaggi più difficili infilando un dito nel chiodo. Fu agli inizi degli anni Ottanta che il Sasso vide i primi spit, e fu allora che tutte le linee furono finalmente liberate, utilizzando gli spit soltanto come mezzo di protezione.

Ancora oggi il “Sasso” (così comunemente chiamato dai locals) è assai frequentato dai climbers di Cortina, grazie alla comodità d’accesso e alla sua vicinanza al paese.

Ci si può andare dopo il lavoro, e nelle calde e lunghe serate d’estate è un piacere trascorrere un paio d’ore in compagnia in un luogo tranquillo e nascosto nel bosco alle pendici del Col Drusciè.

Il Sasso di Colfiere

Il silenzio e la quiete sono assicurati, e la pulizia del luogo assoluta. Mi raccomando perciò di non lasciare alcun rifiuto, per mantenere così intatta la bellezza di questo piccolo scrigno!
Alla sua base il Sasso di Colfiere offre un comodo terreno piatto e ghiaioso, mentre la sommità è facilmente raggiungibile anche a piedi salendo da sinistra (sud); in questo modo è possibile posizionare senza difficoltà la corda dall’alto, cosa a volte gradita.

.

Dettagli tecnici del Sasso di Colfiere

Accesso

Da Cortina, direzione Passo Falzarego, raggiungere l’abitato di Gilardon e qui svoltare a destra seguendo le indicazioni per Piè Tofana (seggiovia ed impianti sciistici) e Lago Ghedina. Dopo un paio di chilometri, in prossimità di un gruppo di case e un bivio, svoltare a destra in direzione del Lago Ghedina e parcheggiare solo un centinaio di metri dopo il bivio su un piccolo slargo sulla destra.
Proprio qui, sull’altro lato della strada, incamminarsi in salita su una sterrata che in 5 minuti permette di raggiungere il Sasso. La parete non è visibile dalla strada, perché nascosta nel bosco.

Tipo di roccia

La roccia è una Dolomia Principale piuttosto liscia e compatta. Il Sasso di Colfiere è uno dei tanti massi rotolati a valle 8000 anni fa, in occasione della frana della Tofana.

Alice Colli

Eleonora Colli

Le mie fantastiche nipoti al Sasso di Colfiere

Caratteristiche dell’arrampicata

La parete principale (lato est) del Sasso di Colfiere è leggermente strabiombante. Si arrampica su tacche e qualche buco tagliente. Gli undici tiri qui presenti sono brevi ma intensi, e le dita sono sottoposte ad un duro lavoro. Questa parete ha visto passare generazioni di scalatori e di conseguenza appigli e appoggi sono assai “unti”.
Sul lato opposto troverai invece una placca quasi verticale molto tecnica. Su questo lato del Sasso ci sono soltanto quattro tiri. Sono però poco frequentati in quanto la roccia è spesso umida.

La falesia si trova a 1480m di quota, ed il periodo buono per scalare va da aprile a novembre.
Se piove non si scala, ma la roccia si asciuga in fretta.

Difficoltà, chiodatura e lunghezza delle vie

Le difficoltà vanno dal 6a al 7a, con prevalenza di 6b ed un solo 7b sul retro del Sasso di Colfiere. I gradi sono “quelli di una volta”, perciò anche il 6a bisogna conquistarselo. Se non sai da dove iniziare, il tiro più a destra (faccia alla parete) è il più facile.
Non è certo una falesia adatta ai principianti, ma è sicuramente allenante per le dita.

Gli spit sono stati sostituiti in epoca recente da fittoni resinati, e le soste sono attrezzate a dovere.
La lunghezza dei tiri va da 8 a 12 metri. Un po’ troppo corti per te? A Cortina ci sono un sacco di altre falesie, e in alcune troverai tiri di 40 metri che metteranno alla prova la tua resistenza!

.

.