Il Sesto Grado

Quando si parla di arrampicata, molte persone poco informate su questa disciplina pensano ancora che il sesto grado rappresenti il massimo livello di difficoltà che l’essere umano possa affrontare. Nel mio lavoro, mi trovo spesso a parlare d’arrampicata, sia con scalatori esperti, sia anche con chi è alle prime armi. Ebbene, soprattutto tra i meno giovani, l’idea che il sesto grado stia al culmine della scala dei gradi di difficoltà in arrampicata è ancora radicata.

Con l’obiettivo di esplorare più a fondo il concetto del sesto grado, ho scritto questo breve articolo per fornire una panoramica della sua storia e evoluzione nel tempo.

Per capire quanto un’arrampicata sia difficile, esistono diverse scale di valutazione. Quando l’alpinista pianifica una scalata in montagna, consulta le relazioni disponibili e si avvale della classificazione delle difficoltà descritte nella guida. Questa informazione è fondamentale poiché aiuta gli alpinisti a selezionare percorsi che siano in sintonia con le proprie abilità.
L’alpinista tedesco Willy Welzenbach è stato il primo a codificare le difficoltà alpinistiche nel lontano 1925.

La Scala di Welzenbach e limite del Sesto Grado

La scala di valutazione dell’arrampicata proposta da Willy Welzenbach, nota come la Scala di Welzenbach, originariamente definiva sei gradi di difficoltà crescente dal I (elementare) al VI (limite delle possibilità umane). Sembra che la scelta di adottare sei gradi fosse dovuta al fatto che, a quel tempo, in Germania era utilizzata una scala di sei valori per la valutazione scolastica. La classificazione, riconoscibile per l’uso dei numeri romani, aveva però il problema di essere una scala “chiusa”. La reticenza nell’aprire la scala era principalmente dovuta alla convinzione di essere arrivati al “limite delle possibilità umane” per quanto riguarda le capacità dell’arrampicata.

Con l’evoluzione delle tecniche di arrampicata, ciò che era classificato di VI grado e sembrava costituire il “limite umano” negli anni ’30 e ’40, venne però ampiamente superato nei decenni successivi da scalate nettamente più difficili.

I gradi Welzenbach, limitati al VI grado, erano dunque sempre meno omogenei e non comparabili nel tempo. Dopo grandi discussioni, la scala di Welzenbach venne aperta verso l’alto dall’UIAA (Union Internationale des Associations d’Alpinisme) e, attualmente, il livello superiore della classificazione è il grado XII+ (utilizzato per indicare il livello di difficoltà dell’arrampicata libera).

Dal quarto grado, inoltre, è oggi possibile utilizzare delle gradazioni intermedie aggiungendo il suffisso “superiore (+)” o “inferiore (-)” (es. V grado superiore o V+). È da sottolineare che la scala di Welzenbach, oggi conosciuta come scala UIAA, è nata per classificare unicamente le scalate su roccia in montagna. Non è dunque adatta a descrivere itinerari su ghiaccio o di arrampicata artificiale o di arrampicata in falesia, sebbene alcune nazioni la utilizzino anche per l’arrampicata sportiva.

Reinhold Messner compì un passo significativo verso l’apertura della scala di Welzenbach quando pubblicò nel 1974 il libro intitolato “Il 7° grado – Scalando l’impossibile”. Già nel 1968 Messner aprì una difficle via sul Pilastro di Mezzo del Sass dla Crusc. La via presentava un breve tratto di estrema difficoltà, oggi valutato di VIII grado.

Messner, ritenuto all’epoca uno dei più abili alpinisti viventi, criticò e definì irrazionale la scala di valutazione di Welzenbach. La scala considerava il sesto grado come il limite umano, ma superarlo generava confusione nella valutazione delle vie di arrampicata.

Messner propose invece di aprire la scala senza fissare limiti specifici e di introdurre un settimo grado per indicare la massima difficoltà superabile all’epoca (1974) dai migliori arrampicatori del momento.
L’obiettivo di questa proposta era evitare la svalutazione delle vie precedenti e riflettere l’evoluzione continua delle capacità degli arrampicatori. Il settimo grado venne introdotto ufficialmente nella scala UIAA nel 1978.

La scala UIAA delle difficoltà in arrampicata

GRADODESCRIZIONE
IÈ la forma più semplice dell’arrampicata: si devono usare frequentemente le mani per mantenere l’equilibrio e richiede una valutazione preventiva della qualità della roccia prima di appoggiarvi il piede.
IIInizia l’arrampicata vera e propria: è necessario spostare un arto per volta con una corretta impostazione dei movimenti. Appigli (per le mani) ed appoggi (per i piedi) sono abbondanti.
IIILa struttura rocciosa è più verticale, appigli e appoggi sono più radi ma con una certa possibilità di scelta nei passaggi e nei movimenti.
IVAppoggi ed appigli cominciano ad essere esigui: è richiesta una certa tecnica nel superare passaggi con strutture rocciose particolari (camini, fessure, spigoli…).
VL’arrampicata diventa delicata e tecnica (placche ecc.) e richiede anche forza fisica (strapiombi). Il passaggio deve essere studiato prima di essere affrontato.
VIRichiede una buona preparazione fisica, esperienza e un discreto livello tecnico: l’arrampicata può essere molto delicata con combinazione di movimenti ben studiati, o di forza nel caso di pareti strapiombanti.
VIIAppoggi e appigli sono generalmete piccoli, a volte molto distanziati: doti di equilibrio e tecnica sono fondamentali, unite ad una preparazione specifica che sviluppi molta forza anche nelle dita.
VIII – XIIDa qui le difficoltà aumentano sino a superare (ormai), il X Grado. A partire da questo grado ci si misura senza dubbio con vie estremamente difficili, dove appigli e appoggi sono esigui e non per tutti. È necessaria resistenza e forza nelle dita e nelle braccia, oltre che ottima tecnica nei movimenti. Il XII grado è riservato a pochissime persone. Chi arrampica su questa difficioltà è sicuramente tra i migliori al mondo!

Tuttavia, occorre sottolineare che pur essendo la scala UIAA uno standard internazionale, numerosi Paesi utilizzano sistemi e scale diverse per valutare le difficoltà in arrampicata.


Sesto grado di difficoltà o scalata artificiale?
Via Franceschi in 5 Torri – Anni ’50 – Grado VI+
Settimo grado, superato il limite del sesto grado.
Sulla stessa via ai giorni nostri – Grado VII

Enrico Maioni Mountain Guide Dolomiti

Enrico Maioni

Guida Alpina, nato e cresciuto a Cortina d’Ampezzo, con un ampia conoscenza delle Dolomiti e anni di esperienza in montagna.
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