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Nuova via d’arrampicata sul Pomagagnon

Solstizio d’estate, nuova via di arrampicata sul Pomagagnon

Le vie di arrampicata sul Pomagagnon sono numerose, oltre quaranta. Se però escludiamo le due classiche della Punta Fiames, la Dimai e lo Spigolo Jori, e la più recente Da Pozzo-Ghedina sul Campanile Dimai, tutte le altre salite sono ormai cadute nel dimenticatoio. Fino alla fine degli anni Ottanta l’unica a resistere era la Diretta del Pomagagnon (via Dibona – Blandy), ma anche questa via al giorno d’oggi viene salita davvero raramente.

Ora però, grazie all’intuito e alla voglia di fare di tre giovani ampezzani, è stata aperta una nuova via sul Pomagagnon: Solstizio d’estate.

L’idea dei tre giovani è stata quella di aprire un nuovo itinerario alla ricerca della roccia migliore e allo stesso tempo in accordo con lo stile classico, dove la logica del percorso ha un aspetto importante. Per garantire maggior sicurezza è stato fatto uso di fix su alcuni passaggi e alle soste. Quest’ultima scelta offre tra l’altro un’ottima opportunità di discesa in caso di necessità anche dalle altre vie (dalle quali era molto difficile ritirarsi in sicurezza) vista l’abbondante presenza di cenge su cui è facile muoversi lateralmente.

La lunghezza della via, l’avvicinamento e la lunga discesa, uniti al panorama mozzafiato e alla qualità della roccia, fanno di Solstizio d’estate un itinerario alpinistico di grande soddisfazione, da non perdere!

Onore al merito a Luca Alverà ‘Popo’, Riccardo Fantina e Filippo Michielli ‘Miceli’ per aver portato a termine il 21 giugno 2020 Solstizio d’estate, una nuova via di arrampicata sul Pomagagnon!

Descrizione generale

Solstizio d’estate è una lunga via di stampo alpinistico sulla parete sud-occidentale del Pomagagnon. La qualità della roccia in molti tratti risulta essere davvero entusiasmante, a maggior ragione se si considera la cattiva reputazione della parete.
Con la dovuta attenzione ai tratti detritici e a quelli più facili, solamente i primi 15 metri a partire dalla Terza Cengia richiedono attenzione.

Seppure siano presenti fix e chiodi di passaggio è necessario avere una buona dimestichezza con l’uso delle protezioni veloci per affrontare la salita, oltre a un buon orientamento in parete.

I primi salitori hanno utilizzato 22 chiodi e 14 fix di passaggio; si consiglia quindi una serie completa di friend fino al 3 BD e qualche micro-friend. Tutte le soste sono state attrezzate a con almeno un fix; quelle dalla Terza alla Quinta Cengia sono a due fix con maglia rapida per eventuali calate (lunghezze maggiori di 50 metri). Per la sola salita vanno calcolate 8-10 ore.

Riccardo Fantina sul 9° tiro

Lunghezza della via Solstizio d’estate: 900 metri

Dislivello: 750 metri

Materiale

2 mezze corde da 60 metri, 10-12 rinvii (anche lunghi). Serie di friend fino al 3 BD, un paio di micro-friend, cordini per spuntoni.

Avvicinamento

Dietro l’Istituto Putti (Ospedale) di Cortina imboccare una stradina in direzione della parete fino alla strada forestale n° 211, da seguire in salita. Girare al secondo sentiero che piega verso Nord in direzione della Terza Cengia (quota del bivio: 1640 m s.l.m. Cartografia Tabacco 1:25.000). Appena attraversato il secondo canale, girare a destra per cresta con mughi in direzione della parete (ometti), e successivamente per canalino. Superata la quota della Prima Cengia uscire dal canale verso la fessura che caratterizza il primo e il secondo tiro. Attacco in placca appoggiata (ometto). Ore: 1.10.

Solstizio d’estate, relazione dettagliata – 20 lunghezze

Prima salita: Luca Alverà Popo, Filippo Michielli Miceli, Riccardo Fantina 15/05, 30/05, 21/06/2020

L1: La direttiva per i primi tiri è la fessura centrale delle tre visibili dal sentiero di avvicinamento. Attaccare in verticale dall’ometto, dopo qualche metro piegare a destra verso un pulpito per cengetta (chiodo con cordone verde) ed entrare nel canale-camino che va seguito (friend) fino a superare una pancia al di fuori della quale (chiodo) si esce a destra su rocce appoggiate fino alla sosta (chiodo + fix). (60m, IV+)

L2: Verticalmente alla sosta per placca lavorata fino a una pancia che si supera tornando in fessura. Proseguire tenendo la destra (chiodo), fino a confluire in altro canale. Da qui tornare a piegare leggermente verso sinistra per facili placche fessurate fino alla comoda sosta su spigoletto (fix + chiodo). (45-50 m, IV+, IV)

L3: Netta diagonale a destra per facili risalti ghiaiosi (1 chiodo di passaggio) fino alla Seconda Cengia. La sosta (chiodo + fix) si trova in alto dietro lo spigolo. (55 m, III)

L4: Spostarsi lungo la cengia 3 m a destra e risalire il primo gradone (ometto) puntando a un piccolo diedro con alberello. Usciti da questo entrare nel diedro nero principale (friend) e seguirlo fino a un chiodo, da cui si esce a destra per stupenda placca. A destra del soffitto (chiodo) con ultimo passaggio in diedro, si arriva alla sosta (chiodo + fix). (45m V, V+)

L5: Proseguire dapprima per rocce appoggiate, poi per diedro aperto (mugo), ed infine per risalti rocciosi, mantenendo sempre direzione diagonale verso sinistra, fino alla Terza Cengia dove si sosta (2 fix). (60m III+)
Dalla sosta si vede in basso il grande diedro che caratterizza il sesto tiro. Trasferimento 70m in discesa lungo la Terza Cengia.

Filippo Michielli sul 12° tiro

L6: Attaccare sotto al grande diedro, in una fessura (bolli rossi a destra e sinistra dell’attacco) che per i primi 15 metri risulta essere delicata per la qualità della roccia. Superata la porzione delicata (chiodo), verso il diedro sempre per fessura. Dal chiodo sul lato sinistro del diedro (rinviare lungo) spostarsi a destra in fessura tecnica (2 chiodi) fino al fix.
Tornare nel grande diedro e seguirlo fino al suo termine (chiodo sulla dx) per poi piegare a sinistra fino in sosta (2 fix con maglia rapida). (50m, VI, VI+, V)

L7: Per cengetta traversare nettamente a destra (10m) fin al fix. Da questo in diagonale con buoni appigli (fix) e successivamente per placca tenendo sempre leggermente la destra. Dal terzo fix evitare i piccoli strapiombi piegando leggermente a sinistra fino alla cengia-cunicolo (Fix sotto al tetto) che va seguita verso destra con passo del gatto 10m fino in sosta (2 fix). (35m, IV+, VI+, V+)

L8: Verticali sopra la sosta per buone prese fino al secondo fix, quindi traverso su placca a sinistra (fix) e ancora diagonale a sinistra su belle prese fino a una netta fessura leggermente strapiombante (chiodo). Seguire la fessura fino in sosta (2 fix con maglia rapida). (30m, V, VI, V+)

L9: Partire in diagonale a destra, al secondo fix proseguire verticali (muretto) fino a una fessura che va seguita fino a che non si apre in un diedro giallo. Da qui (fix) traversare a destra per placca (fix nascosto dietro a uno spigoletto). Da questo in direzione della fessura che con leggero strapiombo porta alla comoda cengia dove si sosta (2 fix). (40m, VII-, V+)

L10: Prima verticali poi in diagonale a sinistra su facili placche. Piegare nettamente a sinistra dopo piccoli mughi isolati per arrivare in sosta (2 fix con maglia rapida) sotto a un piccolo muretto su comoda cengia. (30m, IV, II)

L11: Quarta Cengia. Superare il muretto e proseguire per tracce a sinistra (ometti) fino alla base del grande diedro, dove si sosta (2 fix con maglia rapida). (40m, II)

L12: Superare il primo strapiombo (friend grandi) poi più facilmente per diedro. Quando il diedro si apre piegare in diagonale a destra fino a clessidra con cordone. Proseguire verticali per roccia da pulire fino in sosta (2 fix con maglia rapida) su comodo terrazzino. (50m, V, IV)

L13: Per facile placca aggirare a destra i mughi, quindi per diedro canale che tende a sinistra (2 chiodi) fino in sosta (2 fix con maglia rapida). (55m, IV, IV+)

Luca Alverà sul 18° tiro

L14: Seguire il canale stando attenti ai massi instabili fino alla cengia (chiodo), verticali sopra il chiodo per fessura verticale poi leggermente in diagonale a destra fino a breve diedro con pancia d’ingresso e poi facilmente in sosta (2 fix con maglia rapida). (50m, III, IV+)

L15: Alzarsi due metri a sinistra per canale quindi riportarsi sulla verticale della sosta (cengia a cunicolo) e proseguire in verticale (2 chiodi) puntando a un diedrino nero chiuso visibile anche dalla sosta. Uscire a sinistra (passo aereo) e poi verticali per facili placche appoggiate fino in sosta (2 fix con maglia rapida). (45m, V+)

L16: Attaccare verticalmente alla sosta fino al tetto (friend). Uscire dal tetto con passo atletico (fix) per fessura dolorosa. Una volta usciti, verticali per fessura che diventa canale fino in sosta (2 fix con maglia rapida). Per evitare caduta sassi rinviare il chiodo a destra in uscita dal canale (30m, V+, VII+, V)

L17: Dalla sosta verticali per canale fino alla Quinta Cengia, la sosta (2 fix con maglia rapida) si trova a sinistra del grande mugo. (30m IV)

L18: Verticali sopra la sosta fino al chiodo, quindi tenendo la sinistra per placca compatta fino al fix. (necessario friend verde 0.75 da mettere 2/3 metri sotto al fix in buco). Passo difficile per arrivare al fix, poi ancora qualche passo delicato sempre tenendo la sinistra (Spuntoncino) fino che la parete non si appoggia.
Da qui verticali per placca più lavorata fino a canalino che da destra porta alla sosta (2 fix) su comoda cengia sotto una evidente fessura nera visibile anche dalla Quinta Cengia. (45m, VI, VII+, VI+; V)

L19: Verticali sopra la sosta, superata la pancia atletica puntare alla fessura. Questa dopo un primo passo strapiombante porta più facilmente alla cengia (chiodo per le corde) che, seguita verso destra conduce alla sosta (fix + chiodo, LIBRO DI VIA!). (35m, VI, V, IV, II)

L20: Alzarsi sopra la sosta fino ad arrivare con le mani su ripiano sporco di fine detrito. Traversare a destra pochi metri e poi risalire verticali (chiodo) facendo attenzione alle grandi lame appoggiate. Superato il chiodo piegare a sinistra verso il diedro (clessidra), che diventa poi canale. Usciti dal canale verso sinistra, affrontare gli ultimi metri di placca stando verticali (non a sinistra). La sosta (2 fix con maglia rapida) si trova pochi metri sotto la cima sulla liscia placca appoggiata che contraddistingue i primi metri della discesa.


Scarica tracciato e gradi (file PDF) e schizzo di Solstizio d’estate


Discesa da Solstizio d’estate, due opzioni

Opzione 1)

IMPORTANTE: questa discesa NON porta al luogo di partenza.
Dall’ultima sosta della via discendere 10 m la placchetta liscia (possibilità di assicurarsi in sosta), quindi per piccola cengia e roccette aggirare la cresta in direzione Sud (II). Arrivati sul versante Nord-orientale del Pomagagnon discendere fino alle pendici per ghiaioni e prati (passi di I e II grado), puntando al canale torrentizio di sinistra.
Seguire quest’ultimo per tracce (via normale alla Testa del Bartoldo) fino alla strada forestale di Val Padeon (n°203). Per questa in breve alla S.S. 51 Alemagna in località Ospitale. Ore: 1.30.

Opzione 2)

IMPORTANTE: Arrivare fino alla Forcella Pomagagnon seguendo queste indicazioni richiede buon orientamento, non essendo segnata in nessuna altra guida o relazione. Non è pertanto da sottovalutare e da evitare categoricamente in caso di mal tempo o nebbia.
Come opzione 1 per circa 400m di dislivello (10-15 minuti) fino a che non si nota una un facile canale detritico sulla sinistra. Seguire il canale (passo di II) con caratteristico passaggio sotto a masso incastrato fino a una prima forcelletta (Foto: discesa-1). Scendere pochi metri seguendo evidenti tracce di camosci per poi raggiungere per altro canale una seconda forcelletta pochi metri più alta (grande mugo). Continuare perdendo meno quota possibile passando sopra a mughi radi (Foto discesa-2). Finiti i mughi recuperare leggermente quota puntando a un’altra macchia di mughi. Risalire 5m l’evidente piccolo diedro (III+, roccia friabile. Foto discesa-3), arrivando su comoda cengia (ometto).
Seguirla verso N per 30m fino alla sua interruzione. Per placchetta esposta (III+) fino allo spigolo con gigante clessidra gialla (possibilità di assicurazione) segnata da un ometto. Aggirato lo spigolo attraversare il canale, puntando ad un alberello secco sulla cresta successiva.
Salire la cresta per erbe e ghiaie qualche metro fino a cengia diagonale che va seguita (ometti). La cengia conduce a un canale che disceso pochi metri porta ad ancoraggio (fix con cordone rosso).
Con una doppia di 60m si raggiunge il ghiaione che seguito in diagonale porta alla Forcella Pomagagnon. Da qua per sentiero fino alla macchina. Ore 2-2.30.

ATTENZIONE! Non scendere lungo la Quinta Cengia, che sulle vecchie guide (es. Berti) viene descritta come via di discesa da altre vie (es. Dibona, Phillimore). La cengia è franata e non più percorribile.



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