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	<title>Guide Dololmiti News</title>
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		<title>Proposte estive del rifugio Dal Piaz</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 06:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3059 colorbox-3055" title="dal-piaz" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2012/04/dal-piaz.jpg" alt="Rifugio Dal Piiaz" /></p>
<p><a title="Programmi Rifugio Dal Piaz estate 2012" href="http://www.guidedolomiti.com/wp/pdf/rifugio-dal-piaz-2012.pdf" target="_blank"><img class="alignright  wp-image-3062 colorbox-3055" title="dal-piaz-programmi" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2012/04/dal-piaz-programmi-204x300.jpg" alt="programmi del rifugio" width="204" height="300" /></a>Non conosco Anna, ma non ho dubbi che si tratti di una bravissima persona: lo si capisce facilmente dalle attività proposte dal <a title="Rifugio Dal Piaz" href="http://www.rifugiodalpiaz.it/" target="_blank">Rifugio Dal Piaz</a>, da lei gestito.</p>
<p>Il rifugio si trova sul versante di Belluno delle Vette ad una quota di 1993 metri, nel parco Naturale delle Vette Feltrine.</p>
<p>Pur trattandosi di una delle mete più conosciute e frequentate del feltrino, confesso che la spettacolare salita al rifugio Giorgio Dal Piaz mi è ancora sconosciuta.<br />
Mi ripropongo perciò di visitare il rifugio, magari proprio in occasione di uno dei tanti eventi che Anna ha organizzato per la prossima stagione estiva&#8230;</p>
<p>Per vedere il programma, clicca sull&#8217;immagine qui a lato.</p>
<p>Invito tutti voi a partecipare, sono certo che l&#8217;escursione al rifugio merita la sua fama, e sicuramente  Anna vi accoglierà con la gentilezza e professionalità proprie della migliore tradizione rifugistica del Bellunese .</p>
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		<title>Cruciverba dello scalatore</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 16:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arrampicata]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Cruci-arrampicata Oggi vi propongo questo cruciverba, completamente realizzato da Matteo Menardi, giovane promessa dell&#8217;arrampicata cortinese. Matteo, 13 anni, può...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h2><img class="alignright size-medium wp-image-3036 colorbox-3021" title="cruci-arrampicata" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2012/04/cruci-arrampicata-300x97.jpg" alt="cruci arrampicata" width="300" height="97" />Cruci-arrampicata</h2>
<p>Oggi vi propongo questo cruciverba, completamente realizzato da Matteo Menardi, giovane promessa dell&#8217;arrampicata cortinese.</p>
<p>Matteo, 13 anni, può già vantare nel suo promettente curriculum un 8a a vista!</p>
<p>Ma delle sue capacità in arrampicata parleremo un&#8217;altra volta&#8230;<br />
Per ora, complimentiamoci con lui per il cruciverba realizzato in ambiente scolastico.</p>
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		<title>Freeride e bouldering</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 16:52:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Da Pozzo]]></category>
		<category><![CDATA[Faloria]]></category>
		<category><![CDATA[sci]]></category>

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		<description><![CDATA[Al via l’edizione 2012 del Carrera Freeride Challenge Punta Nera! Cortina d’Ampezzo e la zona sciistica del Faloria sono il...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-3006 colorbox-3005" title="punta-nera-2012" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2012/03/punta-nera-2012.jpg" alt="" width="300" height="270" />Al via l’edizione 2012 del Carrera Freeride Challenge Punta Nera!</p>
<p>Cortina d’Ampezzo e la zona sciistica del Faloria sono il palcoscenico del Freeride Challenge Punta Nera che si avvia, con numerose novità, alla sua 3a edizione.<br />
Lo spettacolare percorso che scende dalla Punta Nera è tecnico, spettacolare e risulta ottimamente visibile dal pubblico.</p>
<p>La competenza e la passione degli organizzatori, l’efficiente gestione logistica, la partecipazione dei migliori atleti di questa disciplina sono una garanzia di successo ormai collaudata.<br />
Tutto ciò fa del “Freeride Punta nera” un evento intenso e appassionante in una cornice naturale tra le più belle delle Alpi, le Dolomiti d’Ampezzo.</p>
<p>Non è una semplice gara, tocca infatti tematiche diverse come la sicurezza, la natura e ovviamente la competizione ed è adatto a sportivi e appassionati di diverse capacità ed età.</p>
<p>E in questa edizione del 2012 troviamo una grossa novità: la gara di combinata freeride-boulder in piazza a Cortina in ricordo del nostro amico Marco Da Pozzo.</p>
<p>Per il regolamento e tutti i dettagli visita il sito ufficiale: <a title="Freeride Punta Nera - Faloria" href="http://freeridepuntanera.com/" target="_blank">freeridepuntanera.com</a></p>
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		<title>Spigolo Sam: nuova via sul pilastro della Tofana.</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 17:34:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arrampicata]]></category>
		<category><![CDATA[Da Pozzo]]></category>
		<category><![CDATA[Dolomiti]]></category>
		<category><![CDATA[Tofana]]></category>

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		<description><![CDATA[Spigolo Sam Nell&#8217;estate del 2011 l&#8217;instancabile Massimo Da Pozzo, per gli amici Mox, ha aperto una nuova via sullo spigolo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #616161;">Spigolo Sam</span></h2>
<p>Nell&#8217;estate del 2011 l&#8217;instancabile Massimo Da Pozzo, per gli amici Mox, ha aperto una nuova via sullo spigolo sud (secondo spigolo) del Pilastro della Tofana di Rozes.<br />
Ad accompagnarlo nella salita è stata questa volta la moglie Natasha, come già accadde sul Primo Spigolo della Rozes in occasione dell&#8217;apertura di &#8220;Il vecchio leone e la giovane fifona&#8221;.<br />
<a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2012/03/spigolo-sam-small.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2974 colorbox-2973" title="spigolo-sam-small" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2012/03/spigolo-sam-small-225x300.jpg" alt="spigolo-Sam" width="225" height="300" /></a>Anche Samuele Majoni, giovane Scoiattolo cortinese,  ha contribuito all&#8217;apertura della via che è stata dedicata all&#8217;ultimo genito del Mox e Natasha, il piccolo Sam.</p>
<p>L&#8217;itinerario, che raggiunge al massimo il 6c, si sviluppa su roccia bellissima ed è interamente attrezzato a spit.<br />
Pur non avendo ancora salito lo Spigolo Sam, immagino comunque che la chiodatura sia quella che contraddistingue tutte le vie del Mox sulle quali la protezioni non sono mai molto ravvicinate: alcuni firends di misura media possono perciò essere utili&#8230;</p>
<p>I tiri sono mediamente di 30 metri, solo quelli più facili hanno lunghezze maggiori, e con due corde è sempre possibile, in caso di necessità, calarsi lungo la via.</p>
<p>Purtroppo il Mox è stato costretto a deviare dal suo progetto originale e seguire per un paio di tiri la via Costantini Ghedina. Infatti l&#8217;idea iniziale era di superare direttamente la fascia alta di strabiombi gialli, ma la pessima qualità della roccia l&#8217;ha dissuaso dal suo intento.<br />
Non per questo la via perde di valore,  trattandosi comunque di una stupenda salita su roccia ottima!</p>
<p>AVVICINAMENTO<br />
Da Cortina si sale in direzione del Passo Falzarego e, superata la frazione di Pocol, dopo alcuni tornanti, si incontra sulla destra il bivio (indicazioni) da dove parte la  stradina quasi interamente asfaltata che sale al rifugio Dibona, ai piedi della Tofana di Rozes.<br />
Dal rifugio Dibona si raggiunge per evidente sentiero la base della parete (circa 30 minuti di cammino).<br />
L&#8217;attacco si trova in prossimità di un diedro, all&#8217;estremità sinistra (ovest) della base dell&#8217;imponente Pilastro della Tofana di Rozes (spit visibile in alto).</p>
<p>DISCESA<br />
Come per le altre vie di questo settore della parete, si scende a nord seguendo evidenti tracce di sentiero fino al Rifugio Giussani e quindi nuovamente al Rifugio Dibona (ore 1.15 circa).</p>
<p>MATERIALE:<br />
10 rinvii, due corde (utili per eventuale calata lungo la via), alcuni friends di misura media.</p>
<p>DIFFICOLTA&#8217;<br />
Prevalentemente 6b con un tiro di 6c – <a title="Spigolo Sam - Tracciato e gradi" href="http://www.guidedolomiti.com/wp/pdf/spigolo-sam.pdf" target="_blank">SCARICA FILE PDF CON TRACCIATO E GRADI</a></p>
<p>PRIMA SALITA<br />
Massimo Da Pozzo &#8211; Natasha Alexander &#8211; Samuele Majoni (estate 2011)</p>
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		<title>Visita alle postazioni del caposaldo di Cima Gallina</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Escursioni e trekking]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[ciaspe]]></category>
		<category><![CDATA[Col Gallina]]></category>
		<category><![CDATA[Dolomiti]]></category>
		<category><![CDATA[Grande Guerra]]></category>

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		<description><![CDATA[Sulle orme del passato Un&#8217;indimenticabile esperienza: una notte al fronte in un&#8217;atmosfera di altri tempi. Con questa bella proposta è...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-size: small; color: #515151;"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2012/01/Grande-Guerra-4.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2967 colorbox-2950" title="Luca Turchetto" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2012/01/Grande-Guerra-4-300x199.jpg" alt="Luca Turchetto" width="300" height="199" /></a>Sulle orme del passato</span></h2>
<p>Un&#8217;indimenticabile esperienza: una notte al fronte in un&#8217;atmosfera di altri tempi. Con questa bella proposta è infatti possibile visitare le postazioni del caposaldo di Cima Gallina con le ciaspe, accompagnati da uno o più rievocatori storici in divisa d&#8217;epoca e da una guida alpina.</p>
<p>L&#8217;iniziativa arriva da un&#8217;idea di Raniero Campigotto, gestore del Rifugio Col Gallina, che organizza questa &#8220;Ciaspolada della Grande Guerra&#8221; in collaborazione con il Gruppo Naturalistico Bellona e le Guide Alpine di Cortina.</p>
<p>Grazie all&#8217;interessamento di Raniero é stato recuperato il caposaldo della Prima Guerra Mondiale di Punta Gallina. I lavori di ripristino sono stati effettuati con grande passione da due mebri del gruppo &#8220;Sentinelle del Lagazuoi&#8221;, Alex Zanghellini e Luca Turchetto, e grazie a loro é oggi possibile visitare il caposaldo con una facile ciaspolata.</p>
<p>Il percorso è privo di difficoltà, dura circa 1.30 ed è adatto anche ai bambini.  La camminata si effettua nel tardo pomeriggio.</p>
<p>Ho partecipato un paio di volte a questa interessante escursione e ne sono rimasto affascinato. Oltre agli splendidi scenari offerti dai colori  del tramonto, la cosa che più colpisce é l&#8217;incredibile passione e competenza dei rievocatori, che con aneddoti e racconti storici sono capaci di riportarci indietro nel tempo e farci capire quanto dura fosse la vita dei poveri soldati costretti a lottare non solo contro il nemico ma anche contro freddo, malattie, disagi e avversità di luoghi inospitali.</p>
<p><strong>Itinerario</strong><br />
Si inizia dal Rifugio Col Gallina (2055 m) seguendo la pista da sci che sale all&#8217;arrivo della seggiovia; si prosegue poi lungo un canalone per giungere alla forcella dove si trovano le fortificazioni della Grande Guerra del &#8217;15-&#8217;18 (2322 m). Tempo di percorrenza: ore 1:30 circa. Prevista sosta in baracca con illustrazione storica a cura di un rievocatore in uniforme storica della Grande Guerra.<br />
Il ritorno avviene per la stessa via di salita.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src='http://player.vimeo.com/video/35872895?title=1&amp;byline=1&amp;portrait=1' width='422' height='340' frameborder='0'></iframe></p>
<p><strong>Dati tecnici</strong><br />
Dislivello: 300 m.<br />
Attrezzatura consigliata: abbigliamento invernale adeguato, guanti, berretto, scarponi impermeabili o doposci meglio se in goretex, vietati i moon-boot, indumenti di ricambio, giacca a vento.<br />
Ciaspe, bastoncini, pile frontali (inclusi nella quota di partecipazione) possono essere forniti dal rifugio Col Gallina.</p>
<p><strong>Cenni storici</strong><br />
Cima Gallina (2316 m s.l.m.) si trova in un punto strategico del fronte della Grande Guerra. Dalla sua posizione elevata si possono osservare il Sasso di Stria, il Piccolo Lagazuoi, le Torri Falzarego, le Tofane nonchè il Passo Falzarego e il Passo Val Parola: perciò divenne allora un importante caposaldo d&#8217;artiglieria. I cannoni in caverna battevano le posizioni austriache del Piccolo Lagazuoi e del Col dei Bos. Il caposaldo era munito di osservatori e robusti alloggiamenti in muratura e in caverna che, come si deduce dai numerosi crateri antistanti, furono un costante bersaglio dei tiri di controbatteria austriaci. Il caposaldo veniva rifornito di viveri e munizioni dalla valle tramite una teleferica ed era collegato con altre postazioni da una fitta rete telefonica. Venne abbandonato nell&#8217;autunno del 1917 durante la ritirata di Caporetto, in cui l&#8217;intero fronte dolomitico venne sgombrato in tutta fretta. Anche le posizioni del Col Gallina caddero in mano agli austriaci. Al termine della guerra le postazioni vennero smantellate delle parti in ferro dai recuperanti. Si possono notare ancora oggi i segni dei piantoni della tettoia che copriva la scala d&#8217;accesso alla galleria superiore e sono ancora visitabili la grande galleria dormitorio, la galleria del cannone e la baracca in caverna, oggi ripristinata, affacciata a strapiombo sul sottostante Pra Pontin.</p>
<p><strong>Costo</strong><br />
35,00 Euro a persona<br />
La quota comprende: noleggio ciaspe, bastoncini, pila frontale, accompagnatore storico in divisa dell&#8217;epoca che vi racconterà  strada facendo le eroiche imprese dei combattimenti svolti nella zona; ci sarà  una guida alpina in modo da garantire il massimo della sicurezza e professionalità  dell&#8217;escursione; il rifugio Col Gallina all&#8217;interno della postazione vi preparerà  vin brulè e un piccolo spuntino dell&#8217;Alpino.<br />
La ciaspolata si effettua con un minimo di 8 persone.</p>
<p><strong>Info e prenotazioni</strong><br />
Rifugio Col Gallina<br />
Località  Passo Falzarego,<br />
32043 Cortina d&#8217;Ampezzo – Belluno<br />
Telefono e Fax +39 0436 2939<br />
<a title="Invia un' email per informazioni - prenotazioni" href="mailto:rifugio.colgallina@dolomiti.org">rifugio.colgallina@dolomiti.org</a></p>
<p>Gruppo Guide Alpine &#8211; Scuola d&#8217;Alpinismo<br />
Corso Italia 69/a Cortina d&#8217;Ampezzo<br />
Telefono e Fax +39 0436 868505<br />
<a title="Invia un' email per informazioni - prenotazioni" href="mailto:info@guidecortina.com">info@guidecortina.com</a></p>
<p><strong>Nota<br />
</strong>Dice Luca Turchetto, rievocatore: &#8220;Dopo aver letto pile di libri, visitato i siti della Grande Guerra, un rievocatore sente il bisogno di provare sulla propria pelle ciò che aveva solo potuto immaginare. Spingendo oltre il confine dei propri limiti, tra memoria, freddo e solitudine in una baracca della Grande Guerra, indossando un’uniforme, scarpe chiodate e vivendo come un soldato dell’epoca, documenterà la sua esperienza attraverso un diario giornaliero. Un’esperienza indietro nel tempo, senza luce, acqua calda e riscaldamento ma nel cuore di un significato profondo.&#8221;<br />
Come sta vivendo Luca questa pagina della sua vita? Per saperlo, <a title="Il diario di Luca Turchetto" href="http://www.gnbellona.it/gnbellona/index.php/oltre-il-confine.html" target="_blank">leggete il suo blog</a>!<br />
<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Nel bosco con le ciaspe</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:11:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Escursioni e trekking]]></category>
		<category><![CDATA[ciaspe]]></category>
		<category><![CDATA[ciaspole]]></category>
		<category><![CDATA[racchette da neve]]></category>

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		<description><![CDATA[Peziè de Parù, Cason del Macaròn, Lago d&#8217;Ajal, Mortisa Voglio oggi descrivere questa facile escursione con le ciaspe, che consiglio...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2922" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2012/01/macaron-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-2922  colorbox-2916" title="Ciaspe Macaròn" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2012/01/macaron-1-300x225.jpg" alt="cason-macaron" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Nei pressi del Cason del Macaròn</p></div>
<h2><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: small; color: #515151;">Peziè de Parù, Cason del Macaròn, Lago d&#8217;Ajal, Mortisa</span><br />
</span></h2>
<p>Voglio oggi descrivere questa facile escursione con le ciaspe, che consiglio di fare quando nevica e il brutto tempo non permette di avventurarsi sui percorsi d&#8217;alta quota.<br />
Infatti, quando le nubi coprono il cielo e nascondono gli spettacolari panorami delle Dolomiti, la mancanza di visibilità può anche trasformarsi in un pericolo a causa della difficoltà d&#8217;orientamenteo, e in questi casi é preferibile scegliere uno dei numerosi percorsi che si sviluppano nei silenziosi boschi di conifere che circondano la valle di Cortina.</p>
<p>Naturalmente queste escursioni si possono fare anche con il bel tempo, ma quando nevica l&#8217;ambiente del bosco assume un fascino particolare, ed è per questo che consiglio a tutti gli amanti della natura una bella passeggiata nel bosco durante una fitta nevicata: é vero che finora la stagione è stata avara di neve, ma se arriva&#8230;</p>
<p>Veniamo ora alla nostra gita, una facile e bella camminata tra i boschi sottostanti il Becco d&#8217;Ajal, che partendo da Pocol conduce al Lago d&#8217;Ajal e Mortisa.<br />
Con un po&#8217; di fortuna durante il percorso é possibile l&#8217;incontro con i signori della foresta: i caprioli.</p>
<p><strong>Accesso generale</strong><br />
Da Cortina con l&#8217;autobus urbano fino a Pocol.</p>
<p><strong>Accesso</strong><br />
Da Pocol incamminarsi lungo la strada provinciale 638 del Passo Giau e seguirla per circa un chilometro fino a incontrare sulla destra un parcheggio con le tabelle dei sentieri e una strada forestale chiusa da sbarra.<br />
Questo tratto su strada asfaltata è indubbiamente un po&#8217; noioso, ma così facendo si evita di dover utilizzare la propria automobile. Inoltre, non trattandosi di un percorso ad anello, non si pone il problema del recupero dell&#8217;auto stessa una volta finita l&#8217;escursione.</p>
<p><strong>Itinerario</strong><br />
Inoltrarsi nel bosco seguendo la strada forestale (segnavia n. 434) e oltrepassare il ponte Peziè de Parù, sul Rio Costeana.<br />
Poco oltre svoltare decisamente a sinistra (segnavia n. 431) costeggiando inizialmente il torrente.</p>
<p>Arrivati al successivo bivio, si prosegue dritti sempre per il comodo sentiero 431. Dopo un tratto immerso nel bosco, si giunge in un’ampia spianata dove sorge una baita, il “Cason del Macaròn”: una vecchia croce che si scorge nel prato davanti alla costruzione ricorda uno sfortunato pastore, probabilmente ucciso da un fulmine in tempi remoti (il termine ampezzano “macaròn” sta per sciocco). Spesso e volentieri in quest’ultimo tratto il capriolo si fa intravedere in mezzo al bosco con il suo manto invernale grigio-bruno.</p>
<p>Dalla baita percorrendo la stradina in discesa si giunge a una stanga di ferro e subito dopo, in corrispondenza di un avvallamento, si devia a destra. Con brevissima salita, si arriva al Lago d&#8217;Aial, presso cui sorge il piccolo omonimo rifugio. (toponimo d&#8217;Aial: spiazzo per la carbonaia).</p>
<p>Dopo l&#8217;obbligatoria (almeno per noi montanari) tappa al Rifugio, costeggiare il lago sulla sua sponda sinistra in direzione sud, fino al finire del laghetto. Da qui una breve scorciatoia nel bosco ci conduce sulla sterrata che da Campo sale al Lago d&#8217;Ajal (segnavia n. 430).</p>
<p>La si segue per un breve tratto in discesa fino a un incrocio: qui si svolta a sinistra (nord) e s’imbocca l&#8217;evidente stradina (segnavia n. 428). In breve si arriva la Ponte Outo che permette di superare nuovamente il Rio Costeana, si prosegue sulla stradina e in poco più di mezz&#8217;ora si raggiungono l&#8217;abitato di Mortisa e quindi il centro di Cortina.</p>
<div id="attachment_2918" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2012/01/panoramica.jpg"><img class="size-medium wp-image-2918 colorbox-2916" title="panoramica" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2012/01/panoramica-300x187.jpg" alt="panoramica" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Panoramica creata con Track View</p></div>
<p><a title="Traccia per GPS " href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2012/01/macaron.zip">Scarica la traccia per GPS</a> (file .gpx.zip) creata con <a title="Track View Card" href="http://www.3drte.com/content/track-view-card" target="_blank">Track View</a>.</p>
<p><a title="Mappa e coordinate" href="http://www.guidedolomiti.com/wp/pdf/coordinate-macaron.pdf" target="_blank">Scarica mappa e coordinate percorso</a> (PDF)</p>
<p><strong>Difficoltà</strong><br />
Facile &#8211; Nessun pericolo oggettivo<strong></strong></p>
<p><strong>Tempo</strong><br />
2,30 &#8211; 3,00 h</p>
<p><strong>Lunghezza cammino</strong><br />
4750 metri ca.</p>
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		<title>Sci alpinismo e barca in Norvegia.</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 15:49:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[barca]]></category>
		<category><![CDATA[norvegia]]></category>
		<category><![CDATA[sci]]></category>
		<category><![CDATA[scialpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[sciare]]></category>

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		<description><![CDATA[Scialpinismo e barca tra i fiordi della Norvegia Anche per la prossima primavera le Guide Alpine di Cortina ripropongono il...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2879" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2012/01/norvegia.jpg"><img class="size-medium wp-image-2879  colorbox-2878" title="norvegia" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2012/01/norvegia-300x196.jpg" alt="sci in Norvegia" width="300" height="196" /></a><p class="wp-caption-text">Sci alpinismo sopra i fiordi della Norvegia</p></div>
<h2><span style="font-size: small; color: #515151;">Scialpinismo e barca tra i fiordi della Norvegia</span></h2>
<p>Anche per la prossima primavera le Guide Alpine di Cortina ripropongono il viaggio con sci e barca in Norvegia.</p>
<p>Si tratta di uno ski trip ben collaudato, proposto per la prima volta in Italia alcuni anni orsono dai miei amici e colleghi Paolo Tassi e Davide Alberti.<br />
Sci e Norvegia, un viaggio molto particolare visto che si vive e ci si sposta tra fiordi immacolati a bordo di un vecchio traghetto rimodernato, il Polar Girl.</p>
<p>Il periodo scelto per questo splendido viaggio sciistico è la seconda metà del mese di aprile, e la durata è di una settimana.</p>
<p>Per i dettagli, vai sul sito delle guide alla pagina dedicata al viaggio in <a title="Sci in Norvegia" href="http://www.guidecortina.com/it/servizi/viaggi-spedizioni-trekking/104-norvegia-sci-tour.html" target="_blank">Norvegia con gli sci</a>.</p>
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		<title>Nuovo sito per Guide Cortina</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 17:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[guide cortina]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nuovo sito internet guidecortina.com Scrivo soltanto poche righe per notificare che le guide alpine di Cortina sono online con...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2012/01/sito-guide-cortina.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2886 colorbox-2885" title="sito-guide-cortina" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2012/01/sito-guide-cortina.jpg" alt="sito guide cortina" width="400" height="288" /></a><span style="font-size: small; color: #515151;">Il nuovo sito internet guidecortina.com</span></h2>
<p>Scrivo soltanto poche righe per notificare che le guide alpine di Cortina sono online con un nuovo sito internet.</p>
<p>I miei colleghi hanno affidato a me l&#8217;incarico della costruzione del nuovo sito che si prefigge di essere maggiormente aggiornato di quanto non lo sia stato in passato, con l&#8217;inserimento di notizie di carattere tecnico ma anche informazioni su eventi ed attualità della montagna cortinese, oltre ad illustrare ovviamente i vari servizi offerti dalle guide ampezzane.</p>
<p>Vi invito a dedicare pochi minuti del vostro tempo curiosando nel nuovo sito <a title="Guide Cortina" href="http://www.guidecortina.com/" target="_blank">www.guidecortina.com</a>.<br />
Ogni parere e/o suggerimento su cosa vorreste trovare nel nostro sito sarà preso in considerazione e valutato con attenzione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Troppe moto sui Passi delle Dolomiti?</title>
		<link>http://www.guidedolomiti.com/wp/varie/moto-sui-passi-delle-dolomiti/2871?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=moto-sui-passi-delle-dolomiti</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 15:26:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[passi delle Dolomiti]]></category>
		<category><![CDATA[passi dolomitici]]></category>

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		<description><![CDATA[Motociclismo e Passi Dolomitici Di questo interessante ed attuale problema si discute sul sito dell&#8217;amico Dan Patitucci. Se anche tu...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/12/moto.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2872 colorbox-2871" title="Motorcycle touring Italian Dolomites" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/12/moto.jpg" alt="motorcycles" width="510" height="340" /></a></p>
<h2><span style="font-size: small; color: #515151;">Motociclismo e Passi Dolomitici</span></h2>
<p>Di questo interessante ed attuale problema si discute sul sito dell&#8217;amico Dan Patitucci. Se anche tu vuoi esprimere la tua opinione non devi far altro che visitare questa pagina: <a title="Dolomitesport" href="http://dolomitesport.com/2011/12/unesco-dolomites-and-motorcycles/" target="_blank">http://dolomitesport.com/2011/12/unesco-dolomites-and-motorcycles</a></p>
<p>Il sito è in lingua inglese, ma anche i commenti in italiano sono ben accetti!</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il sentiero dei canyons e delle cascate</title>
		<link>http://www.guidedolomiti.com/wp/escursioni_trekking/sentiero-canyons-e-cascate/2760?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sentiero-canyons-e-cascate</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 15:41:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Escursioni e trekking]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrate]]></category>
		<category><![CDATA[canyon]]></category>
		<category><![CDATA[cascate]]></category>
		<category><![CDATA[Fanes]]></category>
		<category><![CDATA[Felizon]]></category>
		<category><![CDATA[Pian de Loa]]></category>

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		<description><![CDATA[Val di Fanes: canyons e cascate Questa escursione, altamente panoramica e spettacolare seppure si sviluppi in forre e valli profonde,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2804" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/rio-fanes.jpg"><img class="size-medium wp-image-2804     colorbox-2760" title="rio-fanes" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/rio-fanes-300x225.jpg" alt="rio fanes" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Un passaggio sul Rio Fanes</p></div>
<h2><span style="font-size: small; color: #515151;">Val di Fanes: canyons e cascate</span></h2>
<p>Questa escursione, altamente panoramica e spettacolare seppure si sviluppi in forre e valli profonde, conduce alla confluenza delle valli di Fanes, Travenanzes e Ra Vales, a nord di Cortina, collegando alcuni siti di grandiosa imponenza paesaggistica e idrogeologica.</p>
<p>Il susseguirsi di pozze, cateratte e cascate che caratterizza tutto il corso del Rio Fanes è di una bellezza straordinaria e le Cascate Basse di Fanes sono fra le più alte e copiose delle Dolomiti.</p>
<p>Il percorso si snoda nel cuore del <a title="www.dolomitiparco.com" href="http://www.dolomitiparco.com/" target="_blank">Parco delle Dolomiti d&#8217;Ampezzo</a>, presenta tratti di diversa difficoltà e impegno ed è affrontabile a stralci o in un&#8217;unica soluzione di continuità, in parte anche da famiglie con bambini, è dotato di diversi punti di vista panoramici e di tratti attrezzati con funi metalliche nei punti più esposti e delicati.</p>
<p>Il percorso si può compiere in due sensi: io consiglio di percorrerlo in senso antiorario, ed è così che sarà descritto.</p>
<p>ACCESSI</p>
<div id="attachment_2820" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/accessi-canyons.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2820   colorbox-2760" title="accessi-canyons" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/accessi-canyons-150x150.jpg" alt="mappa canyons" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">I tre accessi (frecce rosse numerate) ed il percorso</p></div>
<p>Tre sono i possibili accessi al percorso che inizia e termina nei pressi del secondo Ponte de Pian de Loa, sul Rio Fanes.<span style="text-decoration: underline;"><br />
</span><span style="font-size: x-small;"><strong>1.</strong></span> Il primo, il più semplice ma non il più breve, parte dall&#8217;entrata del Parco del Ponte Felizon, a nord di Fiames e si sviluppa per quasi due chilometri su strada asfaltata e semipianeggiante.<br />
Gli altri accessi partono invece dal tornante al chilometro 11,2 della strada di Alemagna, il cosiddetto &#8220;Torniché&#8221; (dove inizia la stradina che porta a Malga Ra Stua) e sono leggermente più brevi del primo.<span style="text-decoration: underline;"><br />
</span><strong><span style="font-size: x-small;">2.</span></strong> Il secondo si abbassa direttamente dal parcheggio accanto al tornante, verso ovest nel bosco, per raggiungere Pian de Loa all&#8217;altezza del primo ponte sul Boite.<br />
<span style="font-size: x-small;"><strong>3.</strong></span> Il terzo, più panoramico, dal parcheggio poco sopra il tornante scende verso nord-ovest, per poi passare il Boite allo sbocco della forra della Costa dei Siè e proseguire attraversando tutto il Pian de Loa, fino all&#8217;inizio del percorso ad anello.</p>
<p>PERCORSO<br />
Il percorso é morfologicamente suddiviso in tre parti: la risalita del Rio Fanes, l&#8217;attraversamento della bassa Val Travenanzes e la risalita del Ru de Ra Vales. Da ognuno di questi tratti é possibile rientrare al Ponte Outo e a Pian de Loa.</p>
<p>DESCRIZIONE DEL PERCORSO<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Prima</strong> <strong>parte</strong><br />
Dal Pian de Loa ci s’inoltra nel bosco tralasciando a sinistra l’indicazione per il Ponte Alto e si prosegue per sentiero, sempre seguendo la sinistra idrografica del Rio Fanes. Costeggiando la piana sul margine inferiore e passando vicino a due maestosi abeti secolari (&#8220;ra ciòces&#8221;) si sale verso le pendici del Taburlo fino a giungere sull&#8217;orlo della forra del Rio Fanes e, poco più su, all&#8217;esposto belvedere sulle Cascate Basse.</p>
<p>Qui ha inizio la discesa nella forra e il tratto più impegnativo del percorso: chi non si sente di affrontare questo tratto salire al Ponte Outo sul versante opposto, seguendo la strada sterrata della Val di Fanes.<br />
Una volta disceso il canalino a strette serpentine, si costeggia la base del salto maggiore della cascata e si risale verso destra un canalone laterale, racchiuso fra pareti rosse e strapiombanti (passaggio delicato attrezzato con corda metallica).<br />
Le nicchie rocciose sulle pareti più ombrose sono l&#8217;habitat di una delle specie più maestose e minacciate di rapaci: il Gufo Reale (Bubo bubo).<br />
Sulle medesime pareti, preferibilmente sotto agli strapiombi, ma in esposizione opposta, ovvero sui versanti più soleggiati e caldi, è facile avvistare un piccolo uccello rosso e grigio scuro, dal becco sottile e allungato; si tratta del picchio muraiolo (Tichodroma muraria).</p>
<div id="attachment_2780" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/cascate-basse.jpg"><img class="size-medium wp-image-2780    colorbox-2760" title="cascate-basse" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/cascate-basse-300x225.jpg" alt="cascate basse" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il passaggio sotto alle Cascate Basse</p></div>
<p>Si torna quindi verso sinistra per valicare una stretta forcella e passare suggestivamente dietro al salto superiore della cascata; dopo l’emozionante attraversata della cascata, il percorso, attrezzato con corde fisse, prosegue salendo fino alla sommità del versante opposto della gola (punto di sosta con panchine) e alla stradina sterrata della Valle di Fanes (per la quale è possibile far ritorno al Pian de Loa).</p>
<p>S’imbocca ora la scorciatoia di Fanes (sentiero n° 10) e, dopo una breve salita, si scende a destra per attraversare il Rio Fanes su una prima passerella; il sentiero sale ora sulla sinistra orografica a strette serpentine; dopo aver passato un piccolo ghiaione, si torna ad attraversare il torrente su un secondo ponte, alla base di una rampa dove il Rio Fanes forma una lunga e spettacolare cateratta (possibilità di rientro sul sentiero n° 10).</p>
<p>Si prosegue vicini alla sponda del torrente, ora attraverso bosco fitto, ora più rado e coperto da mirtilli. In breve si giunge alla base dell&#8217;ultimo e spettacolare balzo, lo &#8220;Sbarco de Fanes&#8221;; un breve percorso attrezzato, evitabile con un sentiero a sinistra, consente di passare inaspettatamente lungo una cengia dietro alla cascata, risalire per pochi metri e arrivare infine al termine del primo tratto dell&#8217;itinerario.</p>
<p>Chi lo desidera può da qui scendere a Pian de Loa tornando al Ponte Outo per la scorciatoia n° 10 o per la strada principale.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src='http://player.vimeo.com/video/29263499?title=1&amp;byline=1&amp;portrait=1' width='440' height='248' frameborder='0'></iframe></p>
<p><strong>Seconda e terza parte</strong><br />
Volendo proseguire in Val Travenanzes, dopo essere scesi per la strada sterrata per circa un chilometro, s’imbocca un sentiero a destra (attenzione alla tabella); passando attraverso il bosco di Progoito, segnato da molte trincee, si scende a valicare la forra del Rio Travenanzes sul &#8220;Ponte di Acquarone&#8221;.</p>
<p>Risaliti brevemente sulla destra orografica, si raggiunge il sentiero n° 401 della Val Travenanzes; si consiglia di seguirlo verso monte per qualche centinaia di metri, fino alla base del &#8220;Landro&#8221;, dove si trova un interessante riparo sottoroccia. Tornati sui propri passi, si attraversa il Bosco dei Cadorìs fino al guado del Ru de Ra Ola. Da qui è possibile un agevole eventuale rientro al Ponte Outo attraverso il sottostante Ponte dei Cadorìs e il Cason dei Lagusciéi.</p>
<p>Ignorando la discesa appena citata e anche il sentiero n° 408 per il Passo Posporcora, si prosegue orizzontalmente lungo una trincea, per avvicinarsi alla forra del Ru de Ra Vales; dopo una breve salita fra i mirtilli si entra nella forra attraverso un varco, si supera una zona con blocchi rocciosi e si risale la valle fino alla base di una bella cascata. Una serpentina lungo un ripido canale verso destra consente di riguadagnare il bordo superiore della forra e il sentiero n° 408, che va seguito verso sinistra. Poco prima di giungere al Ponte sul Ru de Ra Vales, una breve deviazione a sinistra consente di ammirare una spettacolare sequenza di marmitte di evorsione sul fondo del torrente.</p>
<p>Dal bivio posto in prossimità del ponte, la chiusura dell&#8217;anello si compie scendendo a destra per il sentiero della Ria Longa, costeggiando le pendici occidentali del Col Rosà. Il sentiero conduce nuovamente alla strada della Val di Fanes e, un chilometro più a valle, al Ponte di Pian de Loa sul Rio Fanes.</p>
<p>Ora non rimane che tornare al parcheggio al Ponte del Felizon o risalire a quello del Torniché.</p>
<div class="ngg-galleryoverview"><div class="slideshowlink"><a class="slideshowlink" href="http://www.guidedolomiti.com/wp/escursioni_trekking/sentiero-canyons-e-cascate/2760?show=gallery">[Visualizza fotografie]</a></div>[[Visualizza slideshow]]</div>
<div class="ngg-clear"></div>

<p>&nbsp;</p>
<p>DIFFICOLTA&#8217;<br />
Sono presenti cinque brevi tratti attrezzati con fune metallica, che richiedono l&#8217;opportuno equipaggiamento da ferrata. Tre tratti attrezzati si trovano in corrispondenza delle Cascate Basse, uno allo Sbarco di Fanes ed uno alla Cascata del Ru de Ra Vales.<br />
E&#8217; possibile effettuare comunque tutto il percorso aggirando i tratti attrezzati, passando all&#8217;andata per il Ponte Outo ed evitando l&#8217;attraversamento delle Cascate Basse.<br />
Sono comunque da evitare i periodi con forti temporali, per possibilità di improvvise onde di piena e i periodi invernali, che presentano dei tratti ghiacciati proprio in corrispondenza di alcuni punti esposti.<br />
Considerando che l&#8217;itinerario presenta dei tratti di sentiero i esposizione, seppure con sezione larga e fondo non scivoloso, é richiesta assenza di vertigini.</p>
<p>LUNGHEZZA<br />
Otto chilometri ad anello dal bivio di Pian de Loa, più un chilometro e mezzo di avvicinamento dall&#8217;entrata del Parco del Ponte Felizon, oppure un chilometro dal parcheggio di Sant&#8217;Ubero (&#8220;Tornichè&#8221;). Complessivamente 9 &#8211; 9,5 chilometri.<br />
Per il giro completo é richiesta un&#8217;intera giornata; il primo o il secondo anello, con rientro dal Bus de l&#8217;Orso o dal Ponte dei Cadorìs, se svolti singolarmente, richiedono una buona mezza giornata.</p>
<p>DISLIVELLO<br />
600 o 700 etri complessivi in salita, a seconda che si eviti il sentiero ferrato delle Cascate Basse o lo si intraprenda.<br />
Se l&#8217;intero percorso viene suddiviso in due escursioni distinte, si affrontano 300 o 400 metri di dislivello per la Val Di Fanes ed altri 300 metri per le valli di Travenanzes e Ra Vales.</p>
<p>PERIODO<br />
Da Giugno a Novembre. In primavera &#8211; inizio estate, grazie al disgelo, i torrenti e le cascate sono spettacolarmente ricchi d&#8217;acqua.</p>
<p>CARTOGRAFIA<br />
Carta topografica Tabacco – scala 1:25.000 n° 03 – Cortina d’Ampezzo e Dolomiti Ampezzane</p>
<p>BIBLIOGRAFIA<br />
Tutte le notizie qui riportate sono state tratte dall&#8217;opuscolo &#8220;Sentiero delle cascate e dei canyons&#8221;, scritto dal Dott. Michele Da Pozzo, direttore del Parco Naturale delle Dolomiti d&#8217;Ampezzo.<br />
La pubblicazione dell&#8217;immagine della mappa descrittiva dell&#8217;itinerario è stata gentilmente concessa a Guidedolomiti dalle &#8220;<a title="Regole d'Ampezzo" href="http://www.regole.it/index.php" target="_blank">Regole d&#8217;Ampezzo</a>&#8220;; l&#8217;immagine è protetta da copyright e non può essere riprodotta.</p>
<p>Un <a title="Alberto De Giuli" href="http://www.albertodegiuli.com/2011/07/escursioni-cortina-ampezzo-sentiero-dei-canyon-e-delle-cascate-val-di-fanes/" target="_blank">altro articolo su questo itinerario</a> é stato scritto dall&#8217;amico Alberto De Giuli.</p>
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		<item>
		<title>Frana sulla Tofana di Rozes</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 09:51:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arrampicata]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[crolli]]></category>
		<category><![CDATA[crollo]]></category>
		<category><![CDATA[Dolomiti]]></category>
		<category><![CDATA[frana]]></category>

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		<description><![CDATA[An English version of this post is contained below. Un nuovo crollo sulle Dolomiti Sulla Tofana di Rozes, maestosa cima...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><small><code></code></small><span style="color: #ff0000;">An English version of this post is contained below.</span></span></p>
<h2><span style="font-size: small; color: #515151;">Un nuovo crollo sulle Dolomiti</span></h2>
<div id="attachment_2755" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/crollo-tofana-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-2755 colorbox-2730" title="crollo-tofana" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/crollo-tofana-300x166.jpg" alt="foto-frana-tofana" width="300" height="166" /></a><p class="wp-caption-text">La zona interessata dalla frana</p></div>
<p>Sulla Tofana di Rozes, maestosa cima delle Dolomiti, una recente frana ha radicalmente modificato la via di discesa usata per il rientro dalle vie che si sviluppano sul settore destro (est) della spettacolare parete sud. Il giorno 7 settembre 2011 ha avuto inizio il continuo distacco di materiale roccioso: il crollo ha interessato l&#8217;accesso alla stretta cengia che solitamente veniva usata per la discesa al Rifugio Giussani e al Rifugio Dibona.<br />
La cengia è ben conosciuta dalgli alpinisti che hanno avuto modo di arrampicare sulla Rozes, in quanto, pur non essendo l&#8217;unica possibilità di discesa, era certamente la più utilizzata.</p>
<p>Tutti gli scalatori che salivano le vie del Primo Spigolo la utilizzavano per la discesa, ed anche la maggior parte di coloro che salivano le vie del Pilastro oppure del Terzo Spigolo.</p>
<p>Ora la stretta e caratteristica cengia non è più percorribile, e per la discesa a valle bisogna a valle ci sono due opzioni a seconda di quale via si sia salita.</p>
<p>Per chi arriva dal Primo Spigolo consiglio di seguire una cengia (ometti) che porta alla forcella tra Punta Marietta e la &#8220;Punta senza nome&#8221;. Lungo il percorso, già utilizzato in tempo di guerra, si possono osservare i resti di opere belliche.</p>
<p>Chi invece esce dalle vie del Pilastro o del Terzo Spigolo può puntare direttamente alla forcella a sinistra (ovest) della Punta Marietta.risalire il canale (ometti) che si trova sulla sinistra (ovest) dell Punta Marietta.</p>
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<div id="attachment_2736" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/vecchia-discesa.jpg"><img class="size-medium wp-image-2736 colorbox-2730" title="vecchia-discesa" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/vecchia-discesa-300x200.jpg" alt="vecchia discesa" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Sulla vecchia via di discesa</p></div>
<div id="attachment_2744" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/frana-tofana3D.jpg"><img class="size-medium wp-image-2744 colorbox-2730" title="frana-tofana3D" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/frana-tofana3D-300x187.jpg" alt="immagine 3D" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine 3D</p></div>
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<p><span style="color: #000080;"><strong>Landslide on the Tofana di Rozes</strong></span></p>
<p><span style="color: #000080;">A recent landslide on the Tofana di Rozes, the majestic peak in the Dolomites, has radically changed the descent path used by alpinists climbing routes on the right-hand side (east) of the spectacular South Face.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">On 7 September 2011 a continuous mass of rocks started falling onto the path which gives access to the narrow ledge used to descend to Rifugio Giussani and Rifugio Dibona. The ledge is well-known to alpinists who have climbed on the Rozes as, despite not being the only descent, it is far and away the most popular.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">The characteristic, narrow ledge can no longer be used and the new descent follows cairns up the gully to the left (west) of Punta Marietta. Used during the Great War, remains of the First World War can still be seen along this route.</span></p>
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		<title>Fondo di solidarietà per Alberto Bonafede ed Aldo Giustina</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 15:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Bonafede]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Giustina]]></category>
		<category><![CDATA[Pelmo]]></category>
		<category><![CDATA[Soccorso Alpino]]></category>

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		<description><![CDATA[An English version of this post is contained below. Dopo la terribile tragedia del Pelmo, dove durante un&#8217;operazione di soccorso...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2702" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/fondo-solidarieta.jpg"><img class="size-medium wp-image-2702 colorbox-2701" title="fondo-solidarieta" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/fondo-solidarieta-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Estremi conto fondo solidarietà</p></div>
<p><span style="color: #ff0000;">An English version of this post is contained below.</span></p>
<p>Dopo la terribile tragedia del Pelmo, dove durante un&#8217;operazione di soccorso a due alpinisti tedeschi hanno perso la vita <a title="Alberto Bonafede" href="http://www.guidecortina.com/frmHtmlContents.aspx?id=albertobonafede&amp;amp;lang=IT" target="_blank">Alberto Bonafede</a> ed Aldo Giustina, ora si pensa a chi è rimasto, ai famigliari delle vittime che devono convivere con questa terribile vicenda.</p>
<p>&#8220;Bisogna ora pensare ai piccoli figli di Alberto ed Aldo, che si trovano senza padre&#8221; dice giustamente Andrea Fiori, sindaco di San Vito,<br />
&#8220;I bambini devono crescere e credo che donare qualcosa per loro sia la cosa migliore&#8221;.</p>
<p>Il Soccorso Alpino bellunese ha pensato perciò ad un aiuto concreto alle famiglie ed ha aperto un conto corrente del &#8220;Fondo di solidarietà&#8221; su cui si potranno effettuare eventuali donazioni destinate alle famiglie delle vittime.</p>
<p>Chi lo desidera potrà dunque effettuare una donazione in segno di solidarietà.<br />
La donazione va fatta <span style="text-decoration: underline;">a favore di</span>: SASV CNSAS FONDO DI SOLIDARIETA&#8217;<br />
<span style="text-decoration: underline;">Causale</span>: per le famiglie di Alberto ed Aldo<br />
<span style="text-decoration: underline;">IBAN</span>:  IT 10 C 08511 61240 000000022098</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src='http://player.vimeo.com/video/28449441?title=1&amp;byline=1&amp;portrait=1' width='580' height='326' frameborder='0'></iframe></p>
<p style="text-align: left;">Sabato 17 settembre Sport Week ha dedicato la copertina ed un articolo ai recenti fatti.<br />
&#8220;<strong>Gli angeli della Montagna.</strong><br />
Sul monte Pelmo hanno perso la vita in due, sono gli eroi del Soccorso Alpino.<br />
Noi siamo andati a vedere come vivono e cosa gli spinge a sacrificarsi per gli altri&#8230;&#8221;</p>
<p style="text-align: left;"><a title="Gli angeli della montagna - PDF" href="http://www.guidedolomiti.com/pdf/SportWeek-17-11-2011.pdf" target="_blank">Scarica l&#8217;articolo</a></p>
<h2><span style="color: #0294a4;">Monte Pelmo tragedy: trust fund for Alberto Bonafede and Aldo Giustina</span></h2>
<p><em>A trust fund has been established by the Belluno Mountain rescue service for the families of Alberto Bonafede and Aldo Giustina who lost their lives during a rescue operation last week.</em><br />
After the terrible tragedy on Monte Pelmo, where Alberto Bonafede and Aldo Giustina lost their lives while attempting to rescue two German alpinists, thoughts now turn to those they have left behind, to the families of the victims who have to live with this terrible accident.</p>
<p>&#8220;It&#8217;s now time to think about Alberto&#8217;s and Aldo&#8217;s children who now no longer have a father&#8221; said Andrea Fiori, the mayor of San Vito, &#8220;The children need to grow and I believe donating something to them is the best thing we can do.&#8221;</p>
<p>The Bellunese Mountain Rescue has therefore taken concrete action and established a trust fund &#8220;Fondo di solidarietà&#8221; for those wishing to donate to the families of the victims.</p>
<p>The fund has the following bank details<br />
Accout name: SASV CNSAS FONDO DI SOLIDARIETA’<br />
IBAN code: IT10C0851161240000000022098<br />
BIC code: CCRTIT2T95A</p>
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		<title>Arrampicata e sicurezza</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Aug 2011 06:42:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arrampicata]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[ Arrampicare sicuri, ci vuole poco La mia professione, ma soprattutto la mia passione per l&#8217;arrampicata, mi porta a frequentare con...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2689" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/08/assicurazione.jpg"><img class="size-medium wp-image-2689  colorbox-2688" title="assicurazione" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/08/assicurazione-225x300.jpg" alt="assicuratore" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Assicurate con attenzione il vostro compagno.</p></div>
<h2><span style="font-size: small; color: #515151;"> Arrampicare sicuri, ci vuole poco</span></h2>
<p>La mia professione, ma soprattutto la mia passione per l&#8217;arrampicata, mi porta a frequentare con una certa regolarità le falesie della zona ed anche le sale d&#8217;arrampicata indoor.</p>
<p>Soprattutto quest&#8217;ultime sono spesso super-affollate, ed in questa orda di climbers molto spesso ho notato dei comportamenti a dir poco pericolosi: assicuratori che chiacchierano invece che prestare attenzione al compagno che arrampica, bambini leggerissimi che a due-tre metri dalla parete assicurano il fortissimo papà (70/80 kg), nodi improvvisati e così via.</p>
<p>Questi comportamenti scorretti mettono a rischio non solo l&#8217;incolumità dei diretti interessati, ma anche quella delle persone che si trovano sotto di loro.</p>
<p>Nell&#8217;animazione  sottostante troviamo un riassunto delle principali regole che permettono di arrampicare in sicurezza.<br />
Per quanto queste norme siano date per scontate, consiglio ai meno esperti di dedicare alcuni minuti del loro tempo alla visione del filmato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src='http://player.vimeo.com/video/28229808?title=1&amp;byline=1&amp;portrait=1' width='580' height='326' frameborder='0'></iframe></p>
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		<title>Crepo Longo, Faloria: nuova falesia</title>
		<link>http://www.guidedolomiti.com/wp/arrampicata/falesia-crepo-longo-faloria/2569?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=falesia-crepo-longo-faloria</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 15:40:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arrampicata]]></category>
		<category><![CDATA[falesia]]></category>
		<category><![CDATA[Faloria]]></category>
		<category><![CDATA[palestra]]></category>

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		<description><![CDATA[An English version of this post is contained below. Se ne sentiva la mancanza: una falesia con tanti tiri facili,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2574" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/08/falesia1.jpg"><img class="size-medium wp-image-2574 colorbox-2569" title="falesia1" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/08/falesia1-300x186.jpg" alt="crepo longo 1" width="300" height="186" /></a><p class="wp-caption-text">Il Crepo Longo</p></div>
<p><span style="color: #ff0000;">An English version of this post is contained below.</span></p>
<p>Se ne sentiva la mancanza: una falesia con tanti tiri facili, su ottima roccia, e soprattutto alla portata di chi non si ingaggia su gradi da &#8220;big&#8221; ma si diverte comunque un sacco ad arrampicare, preferibilmente in un ambiente magnifico come nel nostro caso.<br />
Grazie a una già collaudata collaborazione tra le Guide Alpine di Cortina d&#8217;Ampezzo e la Società Funivie Faloria, una nuova parete per l&#8217;arrampicata è stata recentemente attrezzata a Cortina: si tratta del costone roccioso denominato Crepo Longo, sul Monte Faloria.<br />
I tiri presenti su questa nuova falesia sono attualmente 26, e si sviluppano su solida roccia grigio-nera. Le difficoltà sono prevalentemente di 6a/6b, ma ci sono anche alcuni tiri di 5c , due di IV, ed al momento una sola lunghezza di 6c. La comodità d&#8217;accesso e la favorevole esposizione, unite alla bellezza dei tiri, fanno sì che questa bella palestra meriti davvero una visita.</p>
<p>Voglio ricordare che sul Faloria si trova anche la via ferrata Sci Club 18, sicuramente la più difficile di Cortina, che ho già descritto nei dettagli  in un <a title="Ferrata Sci Club 18" href="http://www.guidedolomiti.com/wp/ferrate/ferrata-sci-18-faloria/" target="_blank">precedente articolo</a>. Per maggiori informazioni sull&#8217;area del Faloria, visita il sito <a title="www.cortinacube.it" href="http://www.cortinacube.it" target="_blank">Cortinacube</a>.</p>
<div id="attachment_2576" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/08/traccia.jpg"><img class="size-medium wp-image-2576 colorbox-2569" title="traccia Crepo Longo" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/08/traccia-300x187.jpg" alt="crepo Longo 3D" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Vista in 3D della zona</p></div>
<p><span style="color: #333333;"><strong>Come arrivare</strong><span style="color: #000000;"><br />
L&#8217;accesso più comodo è sicuramente con la Funivia del Faloria, la cui stazione di partenza si trova nel centro di Cortina. Dalla stazione d&#8217;arrivo, ci si incammina in discesa (direzione nord-est) lungo la pista sciistica. Prima di arrivare alla partenza della seggiovia che sale ai Tondi di Faloria, un evidente sentiero e le opportune segnalazioni indicano la giusta strada per la palestra di roccia, già ben visibile. Si tratta di un percorso breve che richiede circa 20 minuti di cammino. Scarica la <a title="Traccia GPS" href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/08/Crepo_Longo.zip" target="_blank">traccia per GPS</a>.</span></span></p>
<p>In alternativa, è possibile partire dalla località Rio Gere (partenza seggiovie Cristallo e Faloria), sulla strada che da Cortina sale al Passo Tre Croci. Parcheggiata l&#8217;auto, si risale la strada sterrata (segnavia 212) che si snoda lungo le piste sciistiche del Faloria fino a raggiungere la partenza della seggiovia che sale ai Tondi. Da qui in breve alla falesia. Naturalmente in questo caso il tempo richiesto è assai più lungo<span style="color: #333333;"><span style="color: #000000;">, circa 1 ora.<br />
</span><strong></strong></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><strong>Tipo di arrampicata</strong></span><br />
Arrampicata su parete verticale ben appigliata. Sulle vie più dure si incontrano alcuni tratti leggermente strapiombanti.</p>
<p><span style="color: #333333;"><strong>Esposizione della parete</strong></span><br />
La falesia è esposta a sud-ovest, ed è illuminata dal sole fino a tardi.</p>
<div id="attachment_2624" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/08/mix-nomi1.jpg"><img class="size-medium wp-image-2624 colorbox-2569" title="mix-nomi" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/08/mix-nomi1-300x128.jpg" alt="nomi vie" width="300" height="128" /></a><p class="wp-caption-text">I nomi delle vie sono scritti alla base della parete</p></div>
<p><span style="color: #333333;"><strong>Le vie e i gradi </strong><span style="color: #000000;">(da destra a sinistra)<br />
1- Montana L1:5c &#8211; L2: 6b<br />
2- Pik me 6a<br />
3- Saved 6a+<br />
4- Be free L1: 6a+ L2: 6a+ L3: 6a+<br />
5- Gully spit L1: 5c L2: 6b L3: 6a<br />
6- Red air 6a<br />
7- Hot rat 5c<br />
8- Why not 6a+<br />
9- Baby snakes 5c<br />
10- Tell me 5c<br />
11- Solid rock 6b+<br />
12- Once again 6b+<br />
13- Do not pass 6b+<br />
14- Too hard 6b+<br />
15- So hard 6c<br />
16- Ski-ing 6b<br />
17- Shake 6a<br />
18- Schotting L1: 5c L2: 6a<br />
19- Red sky 4a<br />
20- One size 4a</span></span></p>
<div id="attachment_2581" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a title="Vie e gradi Crepo Longo" href="http://www.guidedolomiti.com/pdf/falesia%20crepo%20longo.pdf" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-2581    colorbox-2569" title="vie-e-gradi" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/08/vie-e-gradi-300x223.jpg" alt="vie e gradi" width="300" height="223" /></a><p class="wp-caption-text">Scarica il file PDF con le vie e le difficoltà</p></div>
<div id="attachment_2584" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a title="Localizzazione Crepo Longo PDF" href="http://www.guidedolomiti.com/pdf/mappa-crepolongo_GPS.pdf" target="_blank"><img class="size-full wp-image-2584  colorbox-2569" title="localizzazione_GPS" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/08/localizzazione_GPS.jpg" alt="localizzazione_GPS" width="300" height="209" /></a><p class="wp-caption-text">Localizzazione GPS</p></div>
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<p><span style="font-size: small; color: #333399;">Something like this had been missing: a crag with lots of easy routes, up excellent quality rock, ideal for those who although they don&#8217;t master the hardest difficulties, enjoy climbing for the sake of it, ideally in magnificent surroundings.</span><br />
<span style="font-size: small; color: #333399;"> Tahnks to the tried and tested collaboration between the Cortina Mountain Guides and the Faloria cable car, a new crag was recently equipped above Cortina on the rocky outcrop called Crepo Longo, sul Monte Faloria.</span><br />
<span style="font-size: small; color: #333399;"> At present the crag hosts 26 pitches up soldi greyish-black rock. Most climbs are in the 6a/6b region, but there are some 5c&#8217;s, two grade IV routes and at present just one 6c. The ease of access and south-west orientation combined with the beauty of the routes render Crepo Longo well-worth a visit.</span></p>
<p><span style="font-size: small; color: #333399;">I would like to take this occasion to mention the nearby <a title="Ferrata Sci Club 18" href="http://www.guidedolomiti.com/ferrate/ferrata-sci-18-faloria/"><span style="color: #ff2626;">Via ferrata Sci Club 18</span></a>, certainly the hardest ferrata in Cortina which I have already described in the past. For more information about the Faloria area, visit the site Cortinacube.</span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="font-size: small;">Getting there</span></strong></span><br />
<span style="font-size: small; color: #333399;"> The easiest way to get there is definitely by using the Faloria cable car, from the centre of Cortina. At the top descend north-east down the winter piste. Before reaching the start of the chairlift which leads to Tondi di Faloria take the obvious path signposted for the crag. The walk-in takes circa 20 minutes, download the GPS track in the pdf on the right.</span></p>
<p><span style="font-size: small; color: #333399;">Alternatively, start from Rio Gere (by the Cristallo and Faloria chairlift), on the road which leads from Cortina to Passo Tre Croci. Park the car and continue on foot along the dirt road (path #212) which winds its way along the Faloria piste to reach the start of the chairlift which leads up to Tondi. Continue on to quickly reach the crag. This option is obviously far longer, calculate circa 1 hour for the walk-in.</span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="font-size: small;">The climbing</span></strong></span><br />
<span style="font-size: small; color: #333399;"> Vertical face climbing with plenty of holds. The harder pitches have some slightly overhanging sections.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small; color: #808080;"><span style="font-size: small; color: #333399;"><strong>Best time of year</strong>: the crag faces south-west and as such receives the sun until late in the day.<strong><br />
Rock</strong>: limestone</span><br />
<span style="font-size: small; color: #333399;"> <strong>Orientation</strong>: south-west</span><br />
<span style="font-size: small; color: #333399;"> <strong>Grades</strong>: 4a &#8211; 6c</span><br />
<span style="font-size: small; color: #333399;"> <strong>Number of pitches</strong>: 26</span><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Track View e le Dolomiti in tre dimensioni</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 15:08:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Track view]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie all’intraprendenza di Alessandro Dibona, programmatore ampezzano residente a Bologna, ho recentemente scoperto un ottimo software, gratuito,  che consente di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie all’intraprendenza di Alessandro Dibona, programmatore ampezzano residente a Bologna, ho recentemente scoperto un ottimo software, gratuito,  che consente di esplorare gli scenari in tre dimensioni delle Dolomiti e di tutto il territorio Veneto.<br />
3D RTE Reader, questo il nome del software, è un prodotto sicuramente interessante e può essere liberamente scaricato dal <a title="3D TRE" href="http://www.3drte.com/content/3d-rte-reader" target="_blank">sito della Comunity 3D RTE</a> .</p>
<p>L’applicazione di per sé non è all&#8217;apparenza molto diversa da Google Earth, ma si arricchisce notevolmente con l’aggiunta del plugin Track View.<br />
Il plugin offre numerose funzioni e ci permette di creare e gestire tracce o punti, disegnandoli direttamente nella Scena 3d oppure importandoli da una sorgente esterna, ad es. un dispositivo GPS.<br />
Si possono inoltre caricare i percorsi creati con Google Maps e i files KML/KMZ di Google Earth.</p>
<p>Molto interessante anche il profilo plano-altimetrico che viene creato automaticamente, e ci indica con precisione la lunghezza del percorso, la quota iniziale e quella finale, i dislivelli e le pendenze massime.</p>
<p>Per agevolarci nella creazione delle tracce è possibile sovrapporre alla scena la Carta Tecnica Regionale, di cui ci si può fidare ciecamente.<br />
A garanzia che si tratta di un prodotto affidabile, basta dire che Track View è ampiamente utilizzato dal  Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) a supporto dell&#8217;attività di soccorso e di ricerca persone, oltre che dal Gruppo Guide di Cortina d’Ampezzo.</p>
<p>Per ulteriori dettagli vi invito a visitare la pagina dedicata a <a title="Track View" href="http://www.3drte.com/content/track-view-card" target="_blank">Track View</a>  nel sito della Comunity 3D RTE.</p>
<p>Per concludere, ritengo che  Track View sia un ottimo strumento, di semplice utilizzo e dal costo contenuto, che consiglio a tutti gli appassionati di trekking, mountain bike, ed attività outdoor in montagna.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: x-small;"><br style="text-align: center;" /></span></p>
<p style="text-align: center;"><iframe src='http://player.vimeo.com/video/26821405?title=1&amp;byline=1&amp;portrait=1' width='580' height='326' frameborder='0'></iframe></p>
<div style="margin: auto; text-align: center;"><span style="color: #ffffff;">Track View e 3D TRE</span></div>
<div style="margin: auto; text-align: center;"><span style="color: #ffffff;">Track View e 3D TRE</span></div>
<div style="margin: auto; text-align: center;">Sotto, alcuni screenshot catturati durante l&#8217;utilizzo del software.</div>
<div style="margin: auto; text-align: center;"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/07/track-view.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2541 colorbox-2538" title="track-view" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/07/track-view-1024x640.jpg" alt="track view" width="620" height="387" /></a></div>
<div style="margin: auto; text-align: left;">
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/07/profilo-plano-altimetrico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2545 colorbox-2538" title="profilo-plano-altimetrico" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/07/profilo-plano-altimetrico-300x258.jpg" alt="Profilo plano-altimetrico" width="300" height="258" /></a></p>
<p><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/07/track-view3.jpg"><img class="size-medium wp-image-2546 alignright colorbox-2538" title="track-view3" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/07/track-view3-300x187.jpg" alt="screenshot" width="300" height="187" /></a></p>
</div>
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		<title>140 anni per le Guide di Cortina</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 15:33:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Majoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Guide Alpine Cortina]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest’estate le guide alpine di Cortina festeggiano i 140 anni. Era infatti il 21 luglio 1871 quando il cacciatore Fulgenzio...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2507" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/07/vecchie-guide.jpg"><img class="size-medium wp-image-2507      colorbox-2506" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/07/vecchie-guide-300x249.jpg" alt="vecchie guide" width="300" height="249" /></a><p class="wp-caption-text">Pietro Dimai Deo (1855-1908), Giovanni Cesare Siorpaes de Santo (1869-1909), Antonio Dimai Deo (1866-1948) a Ospitale, 1895 circa (archivio Ernesto Majoni).</p></div>
<p>Quest’estate le guide alpine di Cortina festeggiano i 140 anni. Era infatti il 21 luglio 1871 quando il cacciatore Fulgenzio Dimai detto &#8220;Jènzio Deo&#8221; (1821-1904), conquistatore della Marmolada con Paul Grohmann nel 1864, ottenne per primo dall&#8217;Imperial Regio Capitano Distrettuale d&#8217;Ampezzo la licenza per svolgere la professione di guida alpina, anzi di Bergführer come si diceva allora.</p>
<p>Da quel momento, la storia delle guide alpine ampezzane è stata scandita da diversi e fondamentali anniversari. Il 1° marzo 1876, quando si dettero il primo tariffario, esse erano già in nove: dal ventenne Pietro Dimai Deo a suo zio Angelo, ormai quasi sessantenne.</p>
<p>Nell&#8217;agosto 1901 le baronesse ungheresi Ilona e Rolanda von Eötvös furono accompagnate dalle tre guide allora più attive (Antonio Dimai, Giovanni Cesare Siorpaes e Agostino Verzi) nella salita della gigantesca, ancor oggi rispettata, parete sud della Tofana de Rozes.</p>
<p>Dieci anni dopo altre tre (Bortolo Barbaria, Angelo Dibona e Celestino de Zanna) divennero i primi istruttori di sci alpino di Cortina. Nell&#8217;agosto 1933, in piena epoca del sesto grado, i fratelli Angelo e Giuseppe Dimai,  figli e nipoti di stirpe illustre, scalarono per primi con il triestino Emilio Comici la parete nord della Cima Grande di Lavaredo.</p>
<p>Il 31 luglio 1954 Lino Lacedelli, Scoiattolo e guida, giunse con Achille Compagnoni in vetta al K2, la seconda cima della terra.</p>
<p>Estate 1976: nel ventennale della scomparsa, il Comune di Cortina dedicò un monumento in Piazza Venezia ad Angelo Dibona, indiscusso simbolo delle guide ampezzane.</p>
<p>Nel 1994, la giovane Nadia Dimai è stata la prima ampezzana a superare gli esami di guida alpina, seguita poi da Ivana de Zanna.</p>
<p>2011: le trenta guide di Cortina festeggiano i 140 anni, in cordata con clienti e amici provenienti da tutto il mondo.</p>
<p>Per ricordare quest’anniversario, nei giorni scorsi le guide ampezzane, quelle sanvitesi e di altre vallate confinanti, insieme con numerosi appassionati d’alpinismo, si sono incontrate per una cena in compagnia. È stata una bella serata di cameratismo e di festa, per celebrare un compleanno importante, rinsaldare conoscenze e amicizie, auspicare che il Gruppo possa festeggiare tanti altri anni di attività, sempre nel magico mondo della Montagna.</p>
<div id="attachment_2514" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><img class="size-full wp-image-2514  colorbox-2506" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/07/vecchie-guide1.jpg" alt="vecchie guide" width="700" height="628" /><p class="wp-caption-text">Alpinismo d&#39;altri tempi</p></div>
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		<title>L&#8217;anello della Croda da Lago</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 05:55:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Escursioni e trekking]]></category>
		<category><![CDATA[Croda da Lago]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondeval]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugio Palmieri]]></category>

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		<description><![CDATA[An English version of this post is contained below. Le Dolomiti offrono agli amanti del trekking e della montagna una...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="color: #ff0000;">An English version of this post is contained below.</span></p>
<div id="attachment_2415" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/06/Croda-da-Lago.jpg"><img class="size-medium wp-image-2415 colorbox-2401" title="Croda da Lago" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/06/Croda-da-Lago-300x193.jpg" alt="Croda da Lago" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">La Croda da Lago vista dal Becco di Mezzodì</p></div>
<p>Le Dolomiti offrono agli amanti del trekking e della montagna una eccezionale varietà di percorsi, dalle semplici passeggiate di fondovalle alle grandi attraversate in quota.</p>
<p>Il percorso qui proposto é certamente da annoverare tra i più remunerativi dal punto di vista geologico e paesaggistico;<br />
inizia infatti in una magnifica abetaia, risale la lunare Val de Formin, costeggia le splendide praterie d’alta quota di Mondeval, ci porta poi sulle sponde del bellissimo Lago di Fedéra e infine, addentrandosi nuovamente nel bosco, ci riporta al Ponte di Rocurto, dove ritroviamo la nostra auto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ITINERARIO<strong> </strong><br />
Nei pressi del parcheggio ha inizio il sentiero (numero 437), ben segnalato, con indicazioni per il Rifugio Palmieri alla Croda da Lago e la Val di Formin.<br />
Appena sotto la strada un ponticello consente di attraversare il Rio Costeana, quindi si prosegue per il sentiero che, dapprima pianeggiante, risale poi il bosco fino a superare un gradone; un altro ponticello ci permette quindi di superare il Rio dell’Alpe de Formin.<br />
Poco oltre si giunge a un bivio (1880 m), nei pressi del Cason de Formin: il nostro itinerario svolta decisamente a destra (sud) ed è segnalato con il numero 435. Sulla sinistra invece il sentiero numero 434 conduce al Rifugio Palmieri, meglio conosciuto col nome di Rifugio Croda da Lago.</p>
<p>In breve si giunge al limitare della vegetazione, e si risale interamente la rocciosa Val de Formin, fina alla Forcella Rossa del Formin (2462 m). Lungo il percorso lo sguardo può ammirare le magnifiche guglie che caratterizzano la Croda da Lago, e con un po’ di fortuna non è difficile scorgere i camosci che corrono agilmente sulle pietraie.<br />
Nota: dalla Forcella è facilmente raggiungibile (tracce di sentiero) la cima dei Monte Formin (2657 m) dalla quale si può godere di un panorama mozzafiato.</p>
<p>Ora il sentiero scende, in breve lo sguardo spazia sulle verdi praterie alpine di Mondeval e sull’imponente mole del Monte Pelmo.</p>
<div id="attachment_2409" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/06/Uomo_di_Mondeval.jpg"><img class="size-medium wp-image-2409 colorbox-2401" title="Uomo_di_Mondeval" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/06/Uomo_di_Mondeval-300x182.jpg" alt="uomo di mondeval" width="300" height="182" /></a><p class="wp-caption-text">Lo scheletro dell&#39;Uomo di Mondeval</p></div>
<p>L&#8217;importanza di Mondeval è legata a un sito archeologico preistorico.<br />
Si tratta di una scoperta eccezionale: è la sepoltura di un cacciatore di epoca mesolitica, perfettamente conservato col suo corredo funerario.<br />
Il ritrovamento dei resti del cacciatore preistorico costituisce per diversi motivi una scoperta importantissima, essendo, ad oggi, l&#8217;unica sepoltura mesolitica situata ad alta quota (2.150 m circa).<br />
Inoltre, è da ricordare la straordinaria conservazione del corredo funerario collocato attorno allo scheletro, con reperti organici (in particolare resti di pasto e resine con propoli) che hanno ampliato notevolmente le conoscenze paleontologiche.</p>
<p>Oggi lo scheletro del cacciatore del mesolitico è conservato nel nuovo museo di Selva di Cadore, mentre a San Vito di Cadore si può ammirare un calco identico all&#8217;originale, messo a disposizione dal professor Guerreschi per la mostra sulle testimonianze lasciate dall&#8217;archeologia in territorio sanvitese.</p>
<p>Al termine della discesa, dopo un tratto pianeggiante, una breve salita ci permette di raggiungere Forcella Ambrizola (2277 m), situata tra la Croda da Lago e il Becco di Mezzodì.<br />
Da qui si può scorgere, in basso, il Lago di Federa (o Lago da Lago) e il Rifugio; magnifica la vista sulla valle di Cortina e alcune delle cime che la contornano.</p>
<p>Percorriamo l’evidente stradina (numero 434) che porta al Rifugio, dove potremo gustare i deliziosi piatti tipici della cucina di montagna. Durante il periodo estivo la Croda da Lago è il punto di arrivo di numerose escursioni, e il Rifugio rappresenta un appoggio importante per gli alpinisti impegnati sulle pareti della Croda da Lago e del Becco di Mezzodì.<br />
Inoltre è una tappa dell&#8217;Alta Via n. 1, il più famoso trekking delle Dolomiti.</p>
<p>Al termine della nostra sosta, costeggiando dapprima la sponda orientale del lago e inoltrandosi poi nel bosco, il sentiero 434 ci permetterà di ritornare in circa 1.30 ore di cammino alla nostra vettura, forse un po’ stanchi ma sicuramente appagati da una splendida escursione sulle Dolomiti.</p>
<div class="ngg-galleryoverview"><div class="slideshowlink"><a class="slideshowlink" href="http://www.guidedolomiti.com/wp/escursioni_trekking/giro-croda-da-lago/2401?show=gallery">[Visualizza fotografie]</a></div>[[Visualizza slideshow]]</div>
<div class="ngg-clear"></div>

<p><span style="font-size: xx-small;">Fotografie di Michele Da Pozzo</span></p>
<div id="attachment_2491" class="wp-caption alignright" style="width: 200px"><a title="Mappa PDF" href="http://www.guidedolomiti.com/wp/pdf/mappa-croda-da-lago-BR.pdf" target="_blank"><img class="size-full wp-image-2491     colorbox-2401" title="mappa" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/06/mappa.jpg" alt="mappa-pdf" width="190" height="269" /></a><p class="wp-caption-text">Mappa PDF</p></div>
<p>ACCESSO GENERALE<br />
Da Cortina d’Ampezzo si percorre la S.S. 48 delle Dolomiti fino a Pocol (6 km). Qui ha inizio la strada provinciale 638 del Passo Giau, che si percorre fino alla località Ponte de Rocurto (1708 m), dove si trova uno stretto e lungo slargo sul quale è possibile parcheggiare (4 km da Pocol).</p>
<p>CARTOGRAFIA<br />
Carta topografica Tabacco – scala 1:25.000 n° 03 – Cortina d’Ampezzo e Dolomiti Ampezzane</p>
<p>PUNTI D’APPOGGIO<br />
<a title="Rifugio Croda da Lago" href="http://www.dolomiti.org/ita/cortina/laga5torri/ospitalita/crodadalago/index.html" target="_blank">Rifugio Croda da Lago</a></p>
<p>PERIODO<br />
da Giugno ad Ottobre</p>
<p>TEMPI<br />
ca. 6 ore (2.30 ore ca. dal Ponte de Rocurto a Forcella Rossa del Formin; 2 ore ca. dalla Forcella Rossa al Rifugio Croda da Lago; 1.30 ore ca. al Ponte de Rocurto)</p>
<p>DIFFICOLTA&#8217;<br />
Facile</p>
<p>VERSANTE<br />
Trattandosi di un percorso ad anello i versanti sono vari</p>
<p>DISLIVELLO TOTALE SALITA<br />
894m</p>
<p>DISLIVELLO TOTALE DISCESA<br />
886m</p>
<div id="attachment_2468" class="wp-caption alignright" style="width: 280px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/06/croda3D.jpg"><img class="size-medium wp-image-2468  colorbox-2401" title="croda3D" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/06/croda3D-300x183.jpg" alt="Croda da Lago 3D" width="270" height="165" /></a><p class="wp-caption-text">Il percorso in 3D</p></div>
<p>Scarica la <a title="Traccia per GPS" href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/07/Croda-Lago-gpx.zip">traccia GPX</a> dell’itinerario.<br />
I file in formato GPX sono utilizzati da tutte le unità GPS e dalla maggior parte degli smartphone.</p>
<p>Scopri nello scenario virtuale <a title="Richiedi il DVD gratuito" href="http://www.3drte.com/content/richiedi-il-dvd-gratuito-3dolomiti-e-montagna-veneta-la-magia-delle-dolomiti-venete" target="_blank">3dolomiti</a> il fascino di questo trekking.<br />
Vuoi sovrapporre le tue tracce GPS? Puoi utilizzare la <a title="Track View Card" href="http://www.3drte.com/content/track-view-card" target="_blank">Track View Card</a>.</p>
<p>Scarica mappa <a title="PDF media risoluzione" href="http://www.guidedolomiti.com/wp/pdf/mappa-croda-da-lago-BR.pdf" target="_blank">PDF media risolozione</a>.<br />
Scarica mappa <a title="PDF alta risoluzione" href="http://www.guidedolomiti.com/wp/pdf/mappa-croda-da-lago-AR.pdf" target="_blank">PDF alta risoluzione</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #808080;"><img class="alignleft size-full wp-image-2482 colorbox-2401" title="profilo-altimetrico" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/06/profilo-altimetrico.jpg" alt="profilo plani-altimetrico" width="700" height="336" /></span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2483 colorbox-2401" title="dati" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/06/dati.jpg" alt="dati" width="700" height="270" />&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p><span style="color: #333399;">The Dolomites offer an exceptional variety of treks, from simple walks down in the valleys to long traverses high up at altitude. The Croda da Lago ring close to Cortina is certainly one of the most rewarding outings due to its interesting geology and stunning landscapes; it begins in a magnificent fir forest, ascends the lunar Val de Formin, coasts the splendid Mondeval alpine meadows to reach the shores of beautiful Lake Fedéra before heading back down into the forest and starting point at Ponte di Rocurto. </span></p>
<p><span style="color: #333399;"> ACCESS</span><br />
<span style="color: #333399;"> From Cortina d’Ampezzo take the road S.S.48 to Pocol (6 km), then continue on the S.P 638 towards Passo Giau. Continue up for another 4 km to reach Ponte de Rocurto (1708m) and park in the long layby. </span></p>
<p><span style="color: #333399;"> ROUTE</span><br />
<span style="color: #333399;"> Path No. 437 starts close to the layby, clearly signposted for Rifugio Palmieri at Croda da Lago and Val di Formin. Cross Rio Costeanea using the bridge immediately below the road, then continue along the path. This is flat at first but then rises up through the forest and a steep hillock. </span></p>
<p><span style="color: #333399;"> Cross the stream Rio dell’Alpe de Formin using another small bridge and reach a fork at 1880 close to Cason de Formin. Our trek heads right (south) following path No. 435m while path No. 434 on the left leads to Rifugio Palmieri, better known as Rifugio Croda da Lago. </span></p>
<p><span style="color: #333399;"> Continue upwards and quickly reach the point where the vegetation stopss growing, then ascend rocky Val de Formin all the way to the saddle Forcella Rossa del Formin (2462m). As you ascend you can admire the magnificent Croda da Lago towers and, with a bit of luck, you may catch sight of some chamois deer as their run daintily over the scree.</span><br />
<span style="color: #333399;"> Note: the summit of Monte Formin (2657m) can easily be reached from the saddle by following the obvious track to the top to enjoy a breathtaking panorama.</span></p>
<p><span style="color: #333399;"> The path descends now and the views sweep onto the green Mondeval alpine meadows and the imposing Monte Pelmo bastion. At the end of the descent a flat section is followed by a quick ascent to Forcella Ambrizzola (2277m) located between Croda da Lago and Becco di Mezzodì. From here you can see Lago Federa (also known as Lago da Lago) for the first time as well as the mountain hut down below. The view onto Cortina and the ring of mountains surrounding the basin is truly magnificent from here.</span></p>
<p><span style="color: #333399;"> Take the obvious track No. 434 down to the hut and savour the typical Italian mountain dishes. In summer time this is a highly popular walking destination and the Rifugio lies strategically  for mountaineers climbing high on Croda da Lago and Becco di Mezzodì. Furthermore, the hut is also a stop-off on the Alta Via #1 walk, the most famous trek in the Dolomites.</span></p>
<p><span style="color: #333399;">GETTING THERE</span><br />
<span style="color: #333399;"> Reach Cortina d’Ampezzo in the Italian Dolomites.</span></p>
<p><span style="color: #333399;"> MAPS/BIBLIOGRAPHY<strong><br />
</strong>Tabacco maps 1:25.000 #03 – Cortina d’Ampezzo e Dolomiti Ampezzane</span></p>
<p><span style="color: #333399;">NOTES</span><br />
<span style="color: #333399;"> <a title="Rifugio Croda da Lago" href="http://www.dolomiti.org/dengl/cortina/laga5torri/ospitalita/crodadalago/index.html" target="_blank">Rifugio Palmieri (Croda da Lago)</a></span><span style="color: #333399;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #333399;">PERIOD</span><br />
<span style="color: #333399;"> June – Ocotober</span></p>
<p><span style="color: #333399;">TIME</span><br />
<span style="color: #333399;"> 6 hours ca(2.30 hours Ponte de Rocurto- Forcella Rossa del Formin; 2 hours Forcella Rossa &#8211; Rifugio Croda da Lago; 1.30 hours Ponte de Rocurto</span></p>
<p><span style="color: #333399;">DIFFICULTY</span><br />
<span style="color: #333399;"> Easy</span></p>
<p><span style="color: #333399;">ASCENT HEIGHT DIFFERENCE</span><br />
<span style="color: #333399;"> 780m</span></p>
<p><span style="color: #333399;">DESCENT HEIGHT DIFFERENCE</span><br />
<span style="color: #333399;"> 830m</span></p>
<p><span style="color: #333399;">DEPARTURE</span><br />
<span style="color: #333399;"> Ponte de Rocurto</span></p>
<p><span style="color: #333399;">ARRIVAL</span><br />
<span style="color: #333399;">Ponte de Rocurto</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Risultati concorso fotografico 2011</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 13:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[concorso fotografico]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Bertolini]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 24 maggio è scaduto il termine utile per la partecipazione al concorso ed oggi, grazie alla disponibilità del nostro...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2363" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/05/01_Giochi-di-luci.jpg"><img class="size-medium wp-image-2363  colorbox-2362" title="Giochi di luci" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/05/01_Giochi-di-luci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Giochi di luce</p></div>
<p>Il 24 maggio è scaduto il termine utile per la partecipazione al concorso ed oggi, grazie alla disponibilità del nostro giudice  Diego Gaspari Bandion, pubblichiamo l&#8217;esito di questo simpatico appuntamento.<br />
Anche  quest&#8217;anno, nonostante la difficoltà dell&#8217;argomento trattato, i  partecipanti sono stati numerosi, a testimoniare l&#8217;interesse che  riscuote questo evento.</p>
<p>Come da prassi, è stata dapprima effettuata una selezione delle nove immagini più meritevoli. La scelta è infine caduta su &#8220;Giochi di luci&#8221;, ad opera di Mauro Bertolini, classificatosi 8° nell&#8217;edizione 2010.</p>
<p>La nota con la quale il giudice accompagna quest&#8217;immagine è la seguente:</p>
<p><em>&#8220;Un’affascinante  situazione notturna, unita ad un’efficace illuminazione presente in  scena, pone in risalto una formazione rocciosa che, inequivocabilmente,  diventa attraente protagonista dell’immagine.</em><br />
<em>La fotografia è  vincente per la ricerca estetica e per la tecnica utilizzata; a  differenza di altre immagini candidate ai primi posti, dove rocce e  conformazioni rocciose erano ancora più belle della presente, l’autore  ha qui cercato di realizzare un’immagine efficace senza limitarsi a  fotografare semplicemente qualcosa che la natura aveva creato già bello e  attraente…&#8221;</em></p>
<p>Puoi leggere l&#8217;intero articolo e vedere le prime nove immagini classificate sulla <a title="Esito concorso 2011" href="http://www.guidedolomiti.com/esito_concorso_2011.html">pagina dedicata al concorso</a>.</p>
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		<title>Cortina in Croda</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 08:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[cortina in croda]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[eventi a Cortina]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Cortina in Croda &#8211; III edizione. Cortina in Croda giunge quest&#8217;anno alla terza edizione. Dal 9 luglio al 9 settembre...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><img class="alignright size-full wp-image-2345 colorbox-2344" title="logo-CortinainCroda" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/05/logo-CortinainCroda.jpg" alt="logo" width="300" height="196" />Cortina in Croda &#8211; III edizione.</h2>
<p>Cortina in Croda giunge quest&#8217;anno alla terza edizione. Dal 9 luglio al 9 settembre ritorna a Cortina un appuntamento  culturale dedicato alla montagna. Reduce dal grande successo degli anni  scorsi, la rassegna si presenta ricca di appuntamenti, proiezioni di  film, spettacoli, fotografie, interviste, giornalismo.</p>
<p>Quest&#8217;anno, sarà  dedicata alle donne, con un&#8217;opinionista d&#8217;eccezione, Dacia Maraini. &#8220;Un personaggio che non ha bisogno di presentazioni&#8221;, ha detto il  curatore della rassegna Marco Ghedina, &#8220;e che abbiamo scelto sia come  scrittrice donna, ma anche come profonda conoscitrice delle donne. Non è  stato facile decidere a chi chiedere di essere il nostro opinionista.  Poi durante le mie letture ho capito che la Maraini poteva essere il  personaggio giusto, per la sua passione per la montagna, per le  alpiniste, e per il mondo femminile in generale. Ha accettato  immediatamente la nostra proposta, conosceva la nostra rassegna e questo  per noi è veramente un motivo di orgoglio&#8221;.</p>
<p>Centrato su un format innovativo e frizzante, CortinainCroda dedica ampio spazio alle donne: durante i due mesi di manifestazione si alterneranno sul palco dell&#8217;Alxander Girardi Hall alpiniste di fama internazionale e donne famose. Attenzione, poi, al sociale: attraverso la vendita di  alcune montagne ricreate in miniatura, si vogliono raccogliere i fondi  per creare un pronto soccorso per donne in Pakistan.</p>
<p>PROGRAMMA</p>
<p><strong>Sabato 9 luglio </strong><br />
ore 21.00 Alexander Girardi Hall vicino all&#8217; Hotel Pontechiesa<br />
DOLOMITI patrimonio UNESCO</p>
<p><strong>Venerdì 15 luglio </strong><br />
ore 21.00 Alexander Girardi Hall vicino all&#8217; Hotel Pontechiesa<br />
L&#8217;alpinismo al femminile</p>
<p><strong>Venerdì 22 luglio </strong><br />
ore 21.00 Cinema Eden in centro a Cortina<br />
Proiezione del film &#8220;127 ore&#8221;</p>
<p><strong>Venerdì 29 luglio </strong><br />
ore 21.00 Alexander Girardi Hall vicino all&#8217; Hotel Pontechiesa<br />
Musica e cinema.</p>
<p><strong>Venerdì 5 agosto</strong><br />
ore 21.00 Piazza Venezia in centro<br />
Flash Mob con lanterne</p>
<p><strong>Venerdì 12 agosto </strong><br />
ore 21.00 Alexander Girardi Hall vicino all&#8217; Hotel Pontechiesa<br />
Penelope</p>
<p><strong>Venerdì 19 agosto </strong><br />
ore 21.00 Cinema Eden<br />
Proiezione del film vincitore del Trento Film Festival</p>
<p><strong>Venerdì 26 agosto </strong><br />
ore 21.00 Alexander Girardi Hall vicino all&#8217; Hotel Pontechiesa<br />
Serata di beneficenza</p>
<p><strong>Venerdì 9 settembre </strong><br />
ore 21.00 Cinema Eden in centro<br />
Cinema di montagna</p>
<p>Sito ufficiale: <a title="Cortina in Croda" href="http://www.cortinaincroda.org/" target="_blank">www.cortinaincroda.org</a></p>
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		<title>Epicondilite</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2011 10:05:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arrampicata]]></category>
		<category><![CDATA[epicondilite]]></category>
		<category><![CDATA[gomito]]></category>
		<category><![CDATA[gomito arrampicata]]></category>
		<category><![CDATA[gomito del golfista]]></category>
		<category><![CDATA[tendinite gomito]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217; epicondilite mediale, o gomito del golfista. Si tratta di una patologia che colpisce  molti scalatori durante il loro percorso...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2318" class="wp-caption alignright" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-2318 colorbox-2302" title="epicondilite_laterale_mediale" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/05/epicondilite_laterale_mediale.jpg" alt="schema epicondilite" width="400" height="226" /><p class="wp-caption-text">Epicondilite laterale e mediale</p></div>
<p>L&#8217; epicondilite mediale,<br />
o gomito del golfista.</p>
<p>Si tratta di una patologia che colpisce  molti scalatori durante il loro percorso sportivo, ed è anche conosciuta col nome di &#8220;gomito del golfista&#8221;, da non confondersi con il &#8220;gomito del tennista&#8221; (epicondilite latarale).<br />
Il <em>gomito del golfista</em> è un disturbo doloroso che colpisce non solo chi gioca a golf, ma anche tutti coloro che fanno largo uso del braccio. Se il gomito inizia a far male e non viene curato, può causare perdita di funzionalità e mobilità del braccio.</p>
<p>CAUSA<br />
L&#8217;epicondilite mediale (o posteriore) si sviluppa a seguito di sforzi eccessivi e ripetuti , che vanno a sovraccaricare il gomito. I tendini attaccati agli epicondili laterali o esterni si infiammano.<br />
In alcuni casi il gomito del golfista può svilupparsi perché il tendine è leggermente lacerato, oppure a causa di un grave trauma del gomito.</p>
<p>Grazie ad una segnalazione dell&#8217;amico Guido, ho trovato online un interessante articolo scritto dallo scalatore <a title="Bart van Deenen" href="http://sites.google.com/site/bartmaja/home" target="_blank">Bart van Deenen</a>, il quale ci illustra le sue esperienze personali ed il sistema da lui ideato per combattere l&#8217; epicondilite mediale.</p>
<p>Ho contattato Bart per chiedergli il permesso di tradurre e pubblicare il suo scritto ed il breve filmato che illustra la modalità di esecuzione dell&#8217;esercizio terapeutico, ed ora lo propongo qui con l&#8217;augurio che questa terapia sia d&#8217;aiuto e risolutiva a chi soffre di questo fastidioso disturbo.<br />
Thanks Bart!</p>
<h2>Esercizi eccentrici per curare l&#8217; epicondilite mediale</h2>
<p style="text-align: center;"><iframe src='http://player.vimeo.com/video/23748229?title=1&amp;byline=1&amp;portrait=1' width='580' height='435' frameborder='0'></iframe></p>
<p>Riporto ora integralmente l&#8217;articolo di Bart van Deenen.<br />
&#8220;Sono uno scalatore che ha sofferto per anni (dal 2005 al 2008) di epicondilite mediale (conosciuta anche come &#8220;gomito del golfista&#8221;). Ho provato tutte le terapie usuali, ghiaccio, riposo (mesi), iniezioni di corticosteroidi, ma purtroppo senza alcun risultato positivo. A un certo punto anche le cose semplici come lavarsi i capelli, o la chiusura di una porta mi provocavano dolore. Ho infine temuto che avrei dovuto rinunciare al mio sport.</p>
<p>Dopo che anche un chirurgo ortopedico mi disse che la chirurgia non sarebbe probabilmente stata d&#8217;aiuto (solo il 50% di possibilità di successo), ero molto avvilito e sconsolato.<br />
Mi misi così a cercare a fondo in Internet una soluzione al mio problema, e trovai trovate alcuni link interessanti sulla corretta applicazione di un esercizio eccentrico adottato dai giocatori di calcio professionisti afflitti da &#8220;tendine d&#8217; Achille&#8221; e lesioni del tendine della rotula.</p>
<p>Sono riuscito a trasformare il loro lavoro in un efficace programma terapeutico per il mio gomito, ed i risultati sono andati ben oltre le mie aspettative.<br />
Ho iniziato nel gennaio 2008 e dop circa 4 settimane ero pressochè guarito dalla fase acuta della patologia (non più dolore nelle attività di vita quotidiana), e ho potuto ricominciare ad arrampicare ad alto livello dopo circa 4 mesi.</p>
<p>L&#8217;effetto dell&#8217;esercizio è rapido, dopo due settimane si iniziano a vedere i primi risultati, dopo 4 settimane il dolore è quasi totalmente scomparso. Ho continuato a fare l&#8217;esercizio fino all&#8217;autunno 2008, per eliminare alcunei dolori che ancora provavo in certe situazioni (angolo di lavoro del gomito) particolari. Sono guarito completamente alla fine del 2008.</p>
<p>Ho creato questa pagina per i compagni di sventura, che havranno la costanza di praticare l&#8217;esercizio un paio di volte al giorno per pochi minuti per curare i loro epicondilite.<br />
Spero che sia altrettanto efficace per voi come lo è stato per me. Oggi arrampico nuovamente al mio massimo livello, ed il gomito è completamente guarito.</p>
<div id="attachment_2309" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2309 colorbox-2302" title="epicondilite-1" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/05/epicondilite-1-300x105.jpg" alt="peso" width="300" height="105" /><p class="wp-caption-text">Lo &quot;strumento terapeutico&quot; di Bart</p></div>
<p>MATERIALE NECESSARIO:<br />
un pezzo di manico di scopa, o simile. Facilmente reperibile.<br />
uno peso da 0,5 kg, uno da 1 kg e uno da 2 kg. Reperibile nei negozi di articoli sportivi.<br />
2 morsetti ferma-peso. Reperibile nei negozi di articoli sportivi.</p>
<p>Ho segnato il bastone con una scala in centimetri, in modo tale da avere un riferimento nel corso della terapia.</p>
<p>L&#8217;intensità dell&#8217;esercizio è definita dalla moltiplicazione del peso per la distanza che va dalla tua mano al peso stesso, ad esempio: 0,5 kg x 22 centimetri = 11 (intensità).<br />
Se si sposta la mano a 25cm sulla scala, l&#8217;esercizio aumenta a (25 x 0.5) = 12.5, di modo che l&#8217;intensità dell&#8217;esercizio aumenta del 14%.<br />
Aumentare la distanza graduatamente per aumentare l&#8217;intensità dell&#8217; allenamento.</p>
<p>METODICA DELL&#8217; ESERCIZIO</p>
<p>Inizia con un peso ridotto e una breve distanza (per me era 0,5 kg e 15 cm). Un dolore leggero è normale, ma a fine lavoro il gomito non deve far male.<br />
Fare 10 o 20 ripetizioni un paio di volte al giorno. Aumentare graduatamente la distanza (ed eventualmente il peso, se necessario).<br />
Assicurarsi che quando si aumenta il peso, si riduca la distanza, in modo tale che l&#8217;intensità rimanga più o meno la stessa.</p>
<p>Ho scoperto che subito dopo l&#8217;esercizio mi sentivo meglio, una sorta di insensibilità al dolore accompagnata da calore al gomito.</p>
<p>È possibile continuare a fare sport durante il periodo di teraia, basta non sforzare troppo e lasciare decidere al dolore quanto si può fare.</p>
<p>PER QUANTO FARLO?</p>
<p>Dopo 2 settimane ho iniziato a notare evidenti miglioramenti di giorno in giorno, e il dolore che prima accusavo per i lavori domestici era scomparso.</p>
<p>Ho aumentato l&#8217;intensità di ogni giorno o quasi, e dopo 4 settimane la maggior parte dei dolori erano spariti.</p>
<p>Alla fine ho lavorato con 3kg a 25cm (intensità 75), per eliminare i dolori che ancora erano presenti quando arrampicavo in strapiombo.</p>
<p>Ci sono voluti mesi affinchè il dolore scomparisse in qualsiasi situazione di lavoro (angolo) del gomito. Alla fine ho fatto l&#8217;esercizio senza più appoggiare il gomito sul ginocchio, perché era in quella situazione che ancora provavo un po&#8217; di dolore.&#8221;</p>
<p>Bart van Deenen</p>
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		<title>RockShow 2011</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 16:48:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[rockshow]]></category>

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		<description><![CDATA[httpvhd://www.youtube.com/watch?v=Yvic_VA8ljk Per il terzo anno consecutivo, circola un messaggio nel mondo del climbing e dell’alpinismo: tra il primo e il...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">httpvhd://www.youtube.com/watch?v=Yvic_VA8ljk</p>
<p>Per il terzo anno consecutivo, circola un messaggio nel mondo del climbing e dell’alpinismo: tra il primo e il 26 di giugno, gli atleti del team SALEWA alpineXtreme saranno impegnati nel loro tour attorno all’Europa.<img class="size-full wp-image-2275 alignleft colorbox-2261" style="margin-top: 6px; margin-bottom: 6px;" title="logo_salewa" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/04/logo_salewa.jpg" alt="logo" width="120" height="87" /> I talenti locali di altre otto nazioni potranno godere dell’esclusivissima opportunita’ di passare un intero giorno con dei veri professionisti, scalando montagne dalle pareti scoscese. Gli appassionati che sono interessati a qualificarsi per il Salewa RockShow Tourstops 2011 in Germania, Francia, Italia, Austria, Russia, Repubblica Ceca o Svizzera potranno partecipare al “Rock Callings” a partire da meta’Marzo fino alla fine di Maggio 2011. Il vincitore del tour finale ricevera’ un accesso VIP per il leggendario RockMaster in Arco (IT).</p>
<p>Bolzano (IT), Febbraio 2011 – Con il passare dei mesi, il numero dei novizi della scalata cresce a dismisura, mentre gli scalatori professionisti competono su livelli di difficolta’ che erano impensabili fino a qualche anno fa.</p>
<p>Questo movimento che ha guadagnato successo sulle superfici verticali e’ il DNA di Salewa. Due anni fa i plurispecialisti della montagna provenienti da Bolzano decisero di dare un impulso alla diffusione della cultura della scalata e fondarono il Rock Show. <img class="alignright size-medium wp-image-2265 colorbox-2261" style="margin: 5px 20px;" title="1-small" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/04/1-small-240x300.jpg" alt="locandina" width="240" height="300" />L’obiettivo del Rock Show e’ quello di riunire scalatori provenienti da tutta Europa e portarli in un mondo unico: un mondo di entusiasmo, apprendimento e di scambio di conoscenza. Un mondo che offre accesso ai professionisti della scalata per un intero indimenticabile giorno…</p>
<p>Nel 2011, il RockShow scalera’ le cime di Germania, Francia, Italia, Austria, Polonia, Russia, Repubblica Ceca e Svizzera. Per qualificarsi al meeting con i professionisti in ognuna delle tappe, gli appassionati dovranno partecipare al Rock Callings. Questi eventi di qualificazione saranno tenuti da Marzo fino alla fine di Maggio.</p>
<p>I qualificati per il Rock Show, avranno l’opportunita’ di incontrare le stelle della scalata mondiale: Johanna Ernst (AT), Anna Galliamova (RUS), Florian Riegler (IT), Roger Schäli (CH) and Michi Wohlleben (D) si riuniranno in una delle migliori locations di scalata al mondo e incontreranno il vincitore delle qualificazioni per un giorno tra le rocce. Per ogni tappa del Rock Show, gli atleti del SALEWA alpineXtrem team incoroneranno lo “Scalatore del giorno”. Gli scalatori del giorno riceveranno un coupon Salewa del valore di 300 Euro e potranno competere tra di loro per poter diventare “lo scalatore del tour”. La grande finale che decidera’ il vincitore sara’, come l’anno passato, l’evento principale della FIERA DELL’ OUTDOOR a Friedrichshafen dal 14 al 17 di Luglio 2011. Lo scalatore del Tour ricevera’ un biglietto VIP per il RockMaster in Arco e un’esclusivo photo shooting con il suo atleta Salewafavorito.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2268 colorbox-2261" style="margin: 5px 20px;" title="2_small" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/04/2_small-300x225.jpg" alt="boulder" width="300" height="225" />Il team dietro il Salewa Rock Show lavoreranno direttamente con i commercianti locali e operatori nel campo della scalata per informare gli appassionati a proposito dell’evento e organizzare ogni tappa del tour e ogni Rock Calling in modo cooperativo. Il centro focale della comunicazione sara’ in Riviste speciallizzate, posters e flyers nei locali di training per scalata e decorazioni speciali in punti vendita selezionati. Scalatori interessati potranno inoltre utilizzare il loro smarphone per accedere alla campagna sui Social Media che connette tutti gli elementi tra di loro: Quick Response Tag (un codice bi-dimensionale in ognuna delle strutture pubblicitarie) connette al profilo Facebook di Salewa e al sito ufficiale Salewa, che fornisce informazioni dettagliate e permette di registrarsi agli eventi.</p>
<p>Il micro-sito per il Rock Show ispira con immagini e video raccolti negli eventi degli ultimi anni. La Fan page di Facebook invece, connette i partecipanti e gli appassionati e incoraggia la comunicazione diretta tra di loro, l’ispirazione personale e l’upload di immagini. Le migliori 10 immagini del Rock Callings permetteranno ai migliori fotografi di accedere al RockMaster in Arco.</p>
<p>Ulteriori informazioni su:<br />
<a title="Salewa.com RockShow 2011" href="http://www.salewa.com/rockshow" target="_blank">www.salewa.com/rockshow</a><br />
<a title="Facebook.com RockShow 2011" href="http://www.facebook.com/salewa.rockshow" target="_blank">www.facebook.com/salewa.rockshow</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Becco Muraglia</title>
		<link>http://www.guidedolomiti.com/wp/vie-normali/becco-muraglia/2250?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=becco-muraglia</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 16:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Majoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vie normali]]></category>
		<category><![CDATA[Giau]]></category>
		<category><![CDATA[muraglia]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ascensione di cui stavolta andrò a raccontare, riguarda il Becco Muraglia (2271 m), puntina rocciosa isolata che si erge ai...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ascensione di cui stavolta andrò a raccontare, riguarda il Becco Muraglia (2271 m), puntina rocciosa isolata che si erge ai piedi del Nuvolau e dalla quale prende avvio la storica Muraglia di Giau. Il “Bèco de ra Marògna” in dialetto ampezzano, è una piramide ben visibile dalla strada del Passo Giau nei pressi dell’omonima Casera, e definisce il caposaldo della celebre “Marògna de Jòu”, che si estende fino alle pareti basali dei Lastoni di Formin. Costruita in due mesi nel 1753 per porre fine alle lunghe liti fra ampezzani e sanvitesi per i diritti sui pascoli del Giau, oggi la Muraglia è visibile soltanto in piccola parte.</p>
<p>Salire in vetta al Becco non è un&#8217;impresa lunga né effettivamente difficile, ma &#8211; siccome non esistono relazioni e nel tratto finale è necessario superare una paretina di roccia sprotetta e un po&#8217; delicata &#8211; vorrei consigliare questa escursione ad escursionisti appena un po’ smaliziati, magari assistiti da una guida.</p>
<div id="attachment_2251" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/04/Becco-Muraglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-2251  colorbox-2250" title="Becco-Muraglia" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/04/Becco-Muraglia-300x225.jpg" alt="Becco Muraglia" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">La solitaria vetta del Becco Muraglia</p></div>
<p>Dal tornante della strada del Passo Giau, poco oltre il bivio per la Casera omonima, si entra nell&#8217;impervia fascia boschiva del “Foràme”, e seguendo sporadiche tracce di animali che s’internano nella vegetazione sovrastante la strada, fra alberi, mughi e rocce si mira alla evidente puntina. Tenendosi sulla destra orografica di questa, da ultimo su tracce un po´ franose, si guadagna un comodo e panoramico colletto erboso, alla base di una placca grigia inclinata.</p>
<p>Si risale la placca, alta circa 40 metri e con difficoltà valutabili di I grado su roccia gradinata, un po&#8217; friabile e ghiaiosa ma tutto sommato abbastanza piacevole, iniziando da destra e spostandosi poi mano a mano verso sinistra, fino a conseguire la cima, in circa tre quarti d&#8217;ora dalla strada. La placca richiede un po&#8217; di attenzione, soprattutto in discesa. Da lassù si gode un panorama insolito sulla Croda da Lago, Lastoni di Formin, Cernera, Nuvolau, Cinque Torri.</p>
<p>Tempo fa, in una giornata gravida di pioggia (che si scatenò puntuale, pochi secondi prima che riguadagnassimo l&#8217;automobile), dopo aver incontrato un&#8217;intera famiglia di caprioli nel meraviglioso bosco sottostante, giunsi in cima al Becco, meta interessante per gli alpinisti romantici, per la quinta volta. Sulla sommità, fra un ammasso di detriti, dopo un quarto di secolo esatto dalla mia prima visita ritrovai la singolare croce di vetta, un’asta di legno con infisse due piccole tabelle, delle quali non capisco il significato. Era tardi, e sulla vetta mi attardai ad ammirare le valli e le montagne che trascoloravano nella sera, godendo un silenzio davvero inusuale per l&#8217;agosto ampezzano.</p>
<p>Anche se è stato scalato per due vie, il Becco Muraglia riveste sicuramente un interesse marginale per l&#8217;alpinismo e nessuna guida escursionistica lo riporta. Mi sento ugualmente di proporne la visita agli appassionati che, volendo spostarsi per mezza giornata da obiettivi più gettonati, cerchino un recesso lontano da tutto, in una zona che, seppur accessibile al vasto pubblico, custodisce una solitudine davvero rara.</p>
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		<title>Faloria Freeride Challenge</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 15:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Cortina]]></category>
		<category><![CDATA[Faloria]]></category>
		<category><![CDATA[freeride]]></category>
		<category><![CDATA[fuoripista]]></category>
		<category><![CDATA[punta nera]]></category>
		<category><![CDATA[sci]]></category>

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		<description><![CDATA[Sulle nevi del Faloria a Cortina d&#8217;Ampezzo si svolge un&#8217;emozionante gara di freeride, il 2 aprile: il Punta Nera Freeride...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/03/freeride2011.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2244 colorbox-2243" title="freeride2011" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/03/freeride2011-212x300.jpg" alt="Locandina Freeride Challenge" width="212" height="300" /></a>Sulle nevi del Faloria a Cortina d&#8217;Ampezzo si svolge un&#8217;emozionante gara di freeride, il 2 aprile: il Punta Nera Freeride Challenge.</p>
<p>Dopo il successo dello scorso anno, si presenta con un doppio appuntameto: il venerdì sarà di scena la categoria Juniores, mentre il sabato i Seniores su un nuovo tracciato.<br />
L&#8217;anno scorso erano circa una 50ina i concorrenti che si sono dati battaglia tra cliff, canalini larghi e passaggi tra le rocce a tutta velocità.<br />
Gli spettatori potranno assistere all&#8217;evento dalla terrazza del Rifugio Tondi.</p>
<p>Circa 100 quest&#8217;anno i concorrenti.<br />
L&#8217;inizio della gara é previsto per le ore 9.30.</p>
<p>Iscrizioni entro il 27 marzo<br />
Iscrizioni on-line: <a title="Iscrizioni Punta Nera Freeride Challenge" href="http://www.sciclub18.it/iscrizione1.php" target="_blank">Sci Club18<br />
</a><a title="Freeride Punta Nera" href="http://freeridepuntanera.com/" target="_blank">Sito ufficiale del Freeride challange Punta Nera</a>.</p>
<p><a title="Iscrizioni Punta Nera Freeride Challenge" href="http://www.sciclub18.it/iscrizione1.php" target="_blank"><br />
</a></p>
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		<title>La grotta di Tofana</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 17:48:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Escursioni e trekking]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrate]]></category>
		<category><![CDATA[Dibona]]></category>
		<category><![CDATA[ferrata]]></category>
		<category><![CDATA[grotta]]></category>
		<category><![CDATA[Rozes]]></category>
		<category><![CDATA[Tofana]]></category>

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		<description><![CDATA[An English version of this post is contained below. Meta assai popolare nella prima metà del secolo scorso, ai giorni...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;">An English version of this post is contained below.</span></p>
<p>Meta assai popolare nella prima metà del secolo scorso, ai giorni nostri la visita alla Grotta di Tofana é un&#8217;escursione non più così in voga.<br />
Si tratta però, a mio avviso, di una breve gita degna d&#8217;interesse, soprattutto in primavera: nel periodo del disgelo, infatti, la grotta si riempie di centinaia di spettacolari stalagmiti di ghiaccio, grazie allo stillicidio della volta. Grazie a questo fenomeno la cavità assume un aspetto fiabesco, una vera meraviglia della natura.<br />
Quest&#8217;originale e suggestivo antro che si apre nelle viscere della Tofana di Rozes è una delle poche cavità che si sono formate nella Dolomia Principale e non nel Calcare.<br />
Si allunga a spirale per circa trecento metri e la sua volta é alta, a tratti, più di dieci metri.</p>
<div id="attachment_2232" class="wp-caption aligncenter" style="width: 720px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/03/grotta-di-tofana.jpg"><img class="size-full wp-image-2232  colorbox-2225" title="grotta_tofana" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/03/grotta_tofana.jpg" alt="Tofana di Rozes" width="710" height="414" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca per ingrandire</p></div>
<p>Per accedere alla grotta bisogna percorrere una cengia attrezzata con funi metalliche. Il tratto é privo di difficoltà tecniche, ma si tratta comunque di un percorso che presenta alcuni passaggi esposti e é consigliato l&#8217;equipaggiamento da ferrata.</p>
<p>AVVICINAMENTO<br />
Da Cortina d&#8217;Ampezzo si percorre la strada statale 48 in direzione del Passo Falzarego fino a imboccare, sulla destra, la strada che conduce al Rifugio Dibona (m. 2083).<br />
Parcheggiata l&#8217;auto, s&#8217;imbocca il sentiero n. 403 (strada sterrata) che sale al Rifugio Giussani. In breve si raggiunge la stazione della teleferica del Giussani, e qui si abbandona il sentiero 403 e s&#8217;imbocca il 442 seguendo le indicazioni per la Ferrata Lipella.</p>
<div id="attachment_2241" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/03/entrata_grotta.jpg"><img class="size-medium wp-image-2241 colorbox-2225" title="entrata_grotta" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/03/entrata_grotta-300x215.jpg" alt="grotta Tofana" width="300" height="215" /></a><p class="wp-caption-text">Entrata della grotta di Tofana</p></div>
<p>Una volta raggiunta la base dell&#8217;imponente parete della Tofana s&#8217;incontra il sentiero n. 404. Qui una scritta su di un masso indica la deviazione per la &#8220;Grotta della Tofana&#8221;.<br />
Seguirla risalendo un ghiaione e raggiunto un canale, si sale per circa 50 metri sino a quando s&#8217;incontrano delle funi metalliche sulla sinistra.<br />
Circa 50 minuti dal Rifugio Dibona.</p>
<p>DESCRIZIONE FERRATA<br />
Pur trattandosi di un percorso assai facile, la presenza di attrezzature metalliche fa entrare di diritto questo itinerario nella categoria <em>Vie Ferrate</em>.<br />
Percorrendo da est a ovest una marcata cengia ben visibile anche dal basso, in una quindicina di minuti si raggiunge in breve l&#8217;ingresso della grotta, situato a quota 2430 m. circa. Al suo interno sono presenti alcune scalette metalliche e seguendole è possibile fare un breve percorso ad anello.<br />
Finita la nostra visita alla grotta, per il ritorno percorreremo in senso inverso la stessa via di salita.</p>
<p>RITORNO<br />
Se vogliamo allungare la gita, invece che ritornare al Rifugio Dibona sullo stesso sentiero percorso in salita, una volta scesi dal canale possiamo proseguire per il sentiero n. 404 fino sotto la forcella Col di Bos per poi scendere lungo una carrareccia segnalata col n. 402 fino a incontrare il sentiero n. 412 che attraversando l&#8217;Alpe Sotecordes conduce nuovamente al Rifugio Dibona.</p>
<p>ESPOSIZIONE<br />
Sud</p>
<p>NOTE<br />
Munirsi di lampada frontale.<br />
La visita primaverile alla grotta ci offre uno spettacolo unico, ma presenta alcuni pericoli: il canale che precede il tratto ferrato sarà innevato e bisognerà prestare particolare attenzione.<br />
Inoltre é consigliabile intraprendere l&#8217;escursione di buonora poiché durante le ore più calde del giorno c&#8217;é il rischio di caduta sassi a causa del disgelo, soprattutto nel canalone iniziale. Casco!</p>
<p>PUNTI D&#8217;APPOGGIO<br />
Rifugio Dibona &#8211; Tel. 0436 860294</p>
<p>CARTOGRAFIA<br />
Carta topografica Tabacco − scala 1:25.000 n° 03 − Cortina d’Ampezzo e Dolomiti Ampezzane</p>
<h6><span style="color: #808080;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</span></h6>
<p><span style="color: #000080;">During the mid-half of latter century the Grotta di Tofana was a highly popular outing with visiting tourists, now though it is has fallen into disuse. I believe though that the walk and ferrata remains a highly interesting outing, above all in spring when temperatures rise and hundreds of spectacular stalagmites form in the cave thanks to the water dripping from the roof.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Thanks to this natural phenomena the cave transforms into a fairy-tale, a true natural wonder. This original and natural grotto on the lower bastion of the Tofana di Rozes is one of the few caverns which have formed in Dolomia Principale and not in limestone. The grotto spirals for circa 300m and in some sections the roof is over 10m high.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">The grotto is reached via a ledge which has been equipped with steel cables. Although this section presents no technical difficulties, it is nevertheless exposed and as such a via ferrata kit is highly recommended.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">GETTING THERE</span><br />
<span style="color: #000080;"> From Cortina d’Ampezzo take the SS48 towards Passo Falzarego and turn off right to reach Rifugio Dibona (2083m).</span></p>
<p><span style="color: #000080;">ACCESS</span><br />
<span style="color: #000080;"> Take path #403 towards Rifugio Giussani. Reach the Giussani lift quickly and leave path #403 and follow #442 and signs for Via Ferrata Lipella. reach the base of the imposing Tofana rock bastion and join path #404. Follow the &#8220;Grotta della Tofana&#8221; marker and scramble up the scree slope to reach the gully. Ascend this for circa 50m to reach the steel cable on the left. Calculate circa 50 minutes from Rifugio Dibona.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">ROUTE</span><br />
<span style="color: #000080;"> Despite being an easy outing, the fact that there is a steel cable means that this itinerary falls into the Via Ferrata category. The obvious ledge leads from east to west in circa 15 minutes to the cave entrance, located at circa 2430m. In the cave there are some metal steps: follow these to explore the grotto.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">DESCENT</span><br />
<span style="color: #000080;"> Once you&#8217;ve finished visiting the grotto, return via the same path. Alternatively, instead of returning directly to Rifugio Diboma descend the gully at continue along path #404 to reach the base of the Col di Bos and then descend along the path #402 to join up with path #412 which leads back to Rifugio Dibona via the Alpe Sotecordes.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">GEAR</span><br />
<span style="color: #000080;"> Via ferrata kit, headtorch and helmet</span></p>
<p><span style="color: #000080;">DIFFICULTIES</span><br />
<span style="color: #000080;"> A visit in spring provides a unique spectacle, but also comes hand-in-hand with some dangers: the gully prior to the steel cable is usually still filled with snow and requires special attention.</span><br />
<span style="color: #000080;"> Furthermore, make sure you leave early as with rising temperatures there is an elevated risk of rockfall, above all in the initial gully. Take a helmet!</span></p>
<p><span style="color: #000080;">NOTES</span><br />
<span style="color: #000080;"> Rifugio Dibona – Tel. 0436 860294</span></p>
<p><span style="color: #000080;">MAPS/BIBLIOGRAPHY</span><br />
<span style="color: #000080;"> Tabacco − 1:25.000 #03 − Cortina d’Ampezzo e Dolomiti Ampezzane</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La &#8220;Strobel&#8221; in inverno</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 18:37:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Majoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ferrate]]></category>
		<category><![CDATA[Cortina]]></category>
		<category><![CDATA[ferrata]]></category>
		<category><![CDATA[Punta Fiames]]></category>
		<category><![CDATA[strobel]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Colgo lo spunto che mi ha dato Enrico con la fotocronaca della sua  recente ripetizione della via ferrata “Sci Club 18” sul Faloria,  raccontando anche la mia esperienza “ferratistica” invernale.<br />
Non è stata l’unica, ma sicuramente quella che mi è rimasta più impressa.</p>
<div id="attachment_2171" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/01/Punta-Fiames.jpg"><img class="size-medium wp-image-2171 colorbox-2170" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/01/Punta-Fiames-300x202.jpg" alt="punta fiames" width="300" height="202" /></a><p class="wp-caption-text">La sommità della Punta Fiames</p></div>
<p>Il  giorno di San Giuseppe del 1990 ero libero da impegni; avevo una gran  voglia di montagna ed ero solo. Nonostante la stagione fosse ancora  acerba, partii da casa col proposito di salire, ancora una volta,  l&#8217;ormai familiare “Strobel” sulla Punta Fiames. Conoscendola a menadito,  ci misi veramente poco a toccare la cima. Lassù non c’era anima viva:  faceva poco freddo, un pallido sole forava le nuvole e così mi presi il  tempo di sostare un attimo, mangiare qualcosa, contemplare il panorama,  adusato ma non scontato, e soprattutto ascoltare il silenzio.</p>
<p>Al  momento di iniziare la discesa, sorse un piccolo problema. In condizioni  estive, la traversata sul versante nord della Fiames, della Punta della  Croce e del Campanile Dimai, che abbassandosi di una sessantina di  metri di dislivello deposita giusto in Forcella Pomagagnon, si percorre  in un quarto d&#8217;ora circa. Il 19 marzo 1990, anche se uno degli inverni  più avari di neve del Novecento era agli sgoccioli, metterci così poco  era impensabile. Da quel lato il sole scalda poco, soprattutto la conca  sottostante; la neve indugia piuttosto a lungo e d’inverno anche il  sentierino, che normalmente si fa ad occhi chiusi, potrebbe comportare  qualche rischio. Di solito, verso fine stagione qualche scalatore o  escursionista di ritorno dalla Fiames lo ha già calpestato; quel giorno  notai che non passava nessuno da un pezzo, e il pendio era coperto da  uno strato uniforme di neve dura, che scivolava ripido e compatto fino  ai Prati di Pomagagnon.<br />
Non ebbi il coraggio di stuzzicare quella crosta gelata coi miei novanta  chili, e così scelsi di tornare indietro e dirigermi verso i prati alle  falde delle Pale de ra Pezories. Da lì andai a prendere il sentiero che  sale per la Val Pomagagnon, meno esposto a rischi, e quindi risalii  faticosamente in Forcella. Un’oretta abbondante, al posto dei quindici  minuti canonici, ma un’occasione in meno di farsi male, se non peggio.</p>
<p>La  discesa lungo le ghiaie della Forcella, queste sì pulite, non ebbe  storia: rientrando a piedi a casa mi sentivo leggerissimo &#8230;</p>
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		<title>Via ferrata del Faloria in inverno</title>
		<link>http://www.guidedolomiti.com/wp/ferrate/ferrata-faloria-inverno/2100?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ferrata-faloria-inverno</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 16:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ferrate]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[Faloria]]></category>
		<category><![CDATA[ferrata]]></category>
		<category><![CDATA[invernale]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
		<category><![CDATA[sci 18]]></category>

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		<description><![CDATA[Salire una via ferrata in inverno è sicuramente un&#8217;attività insolita, ma certamente appagante e fonte di grande soddisfazione. Una premessa...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2155" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/01/ferrata_faloria.jpg"><img class="size-medium wp-image-2155 colorbox-2100" title="ferrata_faloria" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/01/ferrata_faloria-300x168.jpg" alt="Ferrata Faloria" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Riccardo in azione</p></div>
<p>Salire una via ferrata in inverno è sicuramente un&#8217;attività insolita, ma certamente appagante e fonte di grande soddisfazione.</p>
<p>Una premessa è d&#8217;obbligo: scalare una via ferrata in invernale è molto più impegnativo che salirla in estate, e per questo motivo si tratta di una attività riservata ad alpinisti di provata esperienza. Le difficoltà che possiamo incontrare sono ovviamente molto variabili, tutto dipende dalla quantità di neve e ghiaccio presenti in parete.</p>
<p>Anche in condizioni di innevamento ottimali, comunque,  l&#8217;impegno fisico richiesto è nettamente superiore a quello richiesto in estate: in inverno lo zaino sarà necessariamente più pesante, i tratti che normalmente in estate si superano camminando senza sforzo richiederanno più fatica, spesso dovremo far uso della pala e della piccozza per liberare il cavo d&#8217;acciaio dalla neve.<br />
Il nostro corpo consumerà più calorie per difendersi dal freddo, i tempi di salita saranno inevitabilmente più lunghi&#8230;<br />
Sommando tutte queste peculiarità della scalata in invernale di una ferrata, è chiaro che è meglio non avventurarsi in inverno lungo questi percorsi se non si è veramente allenati ed esperti. Nel dubbio, è sempre meglio affidarsi alle capacità ed esperienza di una guida alpina.</p>
<p><strong>Equipaggiamento consigliato</strong><br />
Oltre ad un adeguato abbigliamento invernale ed ovviamente all&#8217;attrezzatura classica da ferrata, nello zaino non dovranno mancare: guanti di ricambio, pala da neve, piccozza, ramponi da misto, alcuni cordini e moschettoni, corda (almeno 30 metri, ma questo dipende molto dalla via ferrata che vogliamo salire). Non scordiamoci le ciaspe, quasi sempre indispensabili per l&#8217;avvicinamento.</p>
<p>Proprio ieri ho percorso con l&#8217;amico Riccardo Ippolito la via ferrata Sci Club 18 sul Monte Faloria.<br />
La ferrata, di cui c&#8217;è un&#8217;esauriente scheda tecnica su questo sito (vedi a fine pagina), era in buone condizioni, soprattutto la prima metà.<br />
Sui tratti più verticali la neve non era presente, ma spesso un sottile strato di infido vetrato ci ha costretti ad un maggiore impegno. Nella parte alta abbiamo dovuto più volte rinunciare all&#8217;aiuto del cavo metallico, perchè questo era sepolto da una quantità di neve considerevole.</p>
<p>Tutto è comunque andato per il meglio, ed abbiamo vissuto una giornata stupenda in ambiente magnifico, forse solo leggermente disturbato dalla presenza dei passeggeri della funivia che incuriositi si sbracciavano per salutarci.</p>
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<p>Articoli correlati:<br />
&#8220;<a title="Via ferrata Sci Club 18 - Faloria" href="http://www.guidedolomiti.com/wp/ferrate/ferrata-sci-18-faloria/">La nuova via ferrata Sci Club 18 sul Faloria</a>&#8221; – pubblicato il 19 luglio 2009</p>
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		<title>20 cime per 20 regioni</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 17:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[20 cime]]></category>
		<category><![CDATA[C.A.I.]]></category>
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		<description><![CDATA[Per celebrare il 150° anniversario dell’ Unità d’Italia, la sezione del C.A.I. di Cortina d’Ampezzo in collaborazione con il Gruppo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-2128 colorbox-2033" title="logo" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/01/logo-300x65.jpg" alt="logo" width="300" height="65" />Per celebrare il 150° anniversario dell’ Unità d’Italia, la sezione del C.A.I. di Cortina d’Ampezzo in collaborazione con il Gruppo Guide Alpine Cortina propone un evento sicuramente interessante: nel corso dell’anno si avrà la possibilità di salire su alcune o anche tutte le &#8220;20 cime x 20 regioni&#8221;, questo il titolo del programma di escursioni. Per illustrarvi meglio l’iniziativa, riporto testualmente quanto scritto nella brochure dell’ evento.<br />
Così Paola Valle, presidente della sezione del C.A.I. di Cortina, presenta l’evento:<br />
<em>&#8220;Cari Soci, in collaborazione con il Corpo delle Guide Alpine di Cortina la nostra sezione C.A.I. intende celebrare – a suo modo – il 150° anni- versario dell’Unità d’Italia nell’imminente 2011. Sento già qualcuno che mormora… &#8220;Ma cosa centra il C.A.I. con tutto ciò?&#8221;.<br />
Ritengo un’ottima occasione questa per conoscere la nostra terra o perlomeno le zone montuose  delle nostre affascinanti Regioni, piene di storia, d’arte e per assaporare la tradizionale gastronomia italiana. Nel corso del 2011, potremo, con il supporto delle Guide Alpine di Cortina, percorrere antichi sentieri per raggiungere le «20 cime x 20 regioni», titolo di questo programma di escursioni, con le modalità ed i tempi meglio descritti di seguito. Ogni ascensione avrà una caratteristica diversa, potrà essere effettuata a piedi, con gli sci o in bicicletta a secon- da dell’attitudine dei parteci- panti e comunque  sempre in compagnia. Vi attendo numerosi nel corso del 2011!&#8221;</em></p>
<p>Ed ora la parola al Gruppo Guide Cortina:<br />
<em>&#8220;Nel 2011 l’Italia celebra i 150 anni della sua unità, sofferta e combattuta ancora ai giorni nostri. Nel nostro magnifico territorio trovano spazio culture e genti molto differenti tra loro, basta dare un’occhiata alla cartina per capire che una terra così lunga e stretta tra 2 mari non può che ospitare diversità. Dal punto di vista orografico l’Italia è una patria piena d’asperità, montagne a volte simili a volte così diverse tra loro da sembrare molto  lontane nello spazio ed anche nel tempo. Basta pensare a quanto sono differenti le Alpi dall’Aspromonte o l’Etna dalle Dolomiti per accendere la fantasia di un’ alpinista nel volere conoscere e salire. Credo che per comprendere tale contrasto sia necessario viaggiare l’Italia e noi alpinisti potremmo cogliere l’occasione dei 150 anni della sua nascita per visitare le montagne più alte di ogni regione che compone questo mosaico. Lo scopo è salire le 20 cime (19 in realtà, il monte Serra Dolcedorme fa da confine tra Calabria e Basilicata) nello stile e nella stagione più appropriata, cercando di unire 2 o più vette per ogni viaggio. Alcune ascensioni si potranno effettuare a piedi, altre con gli sci o con la bicicletta a seconda dell’attitudine dei partecipanti. Un esperienza unica per conoscere, condividere ed incontrare le similitudini e le diversità alpinistiche e non solo di questo mosaico Italiano.&#8221;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_2220" class="wp-caption aligncenter" style="width: 630px"><em> </em><em><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/01/programma_20cimex20reg.jpg"><img class="size-large wp-image-2220 colorbox-2033" title="programma_20cimex20reg" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2011/01/programma_20cimex20reg-1024x416.jpg" alt="programma" width="620" height="251" /></a></em><p class="wp-caption-text">Clicca per ingrandire</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Programma completo</strong>:<strong> </strong><a title="Programma completo PDF" href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/file/20_cime_20_regioni.pdf" target="_blank">scarica il programma completo</a> (PDF)</p>
<p><strong>Informazioni ed iscrizioni</strong>:<br />
C.A.I. Cortina: <a href="mailto:segreteria@caicortina.org">segreteria@caicortina.org</a><br />
Guide Alpine Cortina: <a href="mailto:info@guidecortina.com">info@guidecortina.com</a> – tel. 0436 868505</p>
<p>La Sezione del CAI di Cortina d’Ampezzo ed il Gruppo Guide Alpine Cortina garantiscono la riservatezza dei dati di cui sopra che vengono richiesti ed utilizzati solo per le necessità del viaggio.</p>
<p>L’acconto che sarà di un terzo dell’importo totale può essere versato con bonifico bancario su:<br />
<span style="color: #800000;"><strong>IBAN 42R0851161070000000005203</strong></span></p>
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		<title>Luca Zardini “Canon” nuovamente campione italiano</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Dec 2010 15:36:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arrampicata]]></category>
		<category><![CDATA[Canon]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Zardini]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217; inossidabile Luca Zardini &#8220;Canon&#8221; riconferma il suo indiscusso valore e conquista per l&#8217;ottava volta (!)  il titolo di campione...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2011" class="wp-caption alignright" style="width: 189px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/12/Luca-Zardini-Canon.jpg"><img class="size-medium wp-image-2011     colorbox-2003" title="Luca Zardini Canon" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/12/Luca-Zardini-Canon-199x300.jpg" alt="Luca Zardini Canon" width="179" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Zardini &quot;Canon&quot;</p></div>
<p>L&#8217; inossidabile Luca Zardini &#8220;Canon&#8221; riconferma il suo indiscusso valore e conquista per l&#8217;ottava volta (!)  il titolo di campione italiano.</p>
<p>Scoiattolo dal 1993, partecipa alle competizioni Nazionali ed Internazionali dal 1991.<br />
Nonostante l&#8217;età (nato nel 1972), il Canon continua ad essere meritatamente l’esponente di punta nel panorama dell&#8217;arrampicata sportiva italiana.</p>
<p>Dice Luca: &#8220;Sono passati diciasette anni dal mio primo titolo Italiano conquistato nel 1993  a Padova, ma ogni volta che riesco ad impormi nella gara regina a livello  Nazionale è sempre un emozione fortissima&#8230;&#8221;</p>
<p>Puoi leggere un resoconto completo della gara, scritto dallo stesso Canon,<br />
sul <a title="Il blog del Canon" href="http://lucacanon.blogspot.com/2010/12/campione-italiano.html" target="_blank">suo blog</a>.</p>
<p>Complimenti Luca!</p>
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		<title>Angelo Dibona e il Castel de Foses</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 06:08:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Majoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Dibona]]></category>
		<category><![CDATA[Foses]]></category>
		<category><![CDATA[guida]]></category>
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		<description><![CDATA[Angelo Dibona &#8220;Pilato&#8221;, simbolo incontrastato delle guide alpine ampezzane, visse dal 1879 al 1956. Nella sua carriera, durata cinquant&#8217;anni, arrampicò...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1980" class="wp-caption alignright" style="width: 214px"><a title="Angelo Dibona" href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/12/angelo_dibona.jpg"><img class="size-medium wp-image-1980    colorbox-1978" title="Angelo Dibona" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/12/angelo_dibona-204x300.jpg" alt="Angelo Dibona" width="204" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Angelo Dibona</p></div>
<p>Angelo Dibona &#8220;Pilato&#8221;, simbolo incontrastato delle guide alpine ampezzane, visse dal 1879 al 1956. Nella sua carriera, durata cinquant&#8217;anni, arrampicò su montagne italiane, austriache, germaniche, francesi, svizzere e slovene; conobbe persino le scogliere d&#8217;Inghilterra e aprì una settantina di vie su roccia e ghiaccio, sfiorando il limite del 6° grado e affermandosi per il coraggio e la disinvoltura nel muoversi su ogni terreno.</p>
<p>Credo che pochi conoscano il fatto che segnò l&#8217;ingresso di Dibona nel mondo della montagna. Lo raccontò con toni romanzati Severino Casara, che gli fu amico personale e compagno nell&#8217;ultima via nuova, tracciata nell&#8217;estate 1944 sulla Punta Michele con Walter Cavallini, Otto Menardi e Luis Trenker. In memoria di Angelo, uno dei più dotati arrampicatori europei del ventesimo secolo, oggi conosciuto quasi più all&#8217;estero che nella sua patria, propongo quindi il racconto della prima &#8220;ascensione&#8221;.</p>
<p>Da ragazzo Angelo, come tanti paesani, passava l&#8217;estate in montagna badando al bestiame. Era forse il 1891: con suo cugino Damiano, che sarebbe anch&#8217;egli divenuto guida alpina, faceva l&#8217;aiuto pastore al Cason de Foses, sull&#8217;alpe dove da secoli salgono le pecore al pascolo. Un giorno, in un momento di libertà, i due monelli si diressero verso la Croda Rossa, attratti dalla caverna che si vede in alto sul cocuzzolo a strapiombo sul Lago Gran, detto Caštel de Foses. La caverna veniva chiamata &#8220;el buš de &#8216;l oro&#8221;, e secondo i pastori conteneva un tesoro: nessuno però aveva mai osato controllare.</p>
<p>Incuriosito, Angelo volle vedere di persona se le dicerie erano vere, e così, lasciato Damiano sull&#8217;erba, si innalzò per un lungo tratto sulle rocce verticali, entrando nella caverna. Resosi subito conto che lassù non c&#8217;era oro, ma solo ghiaia, stillicidio d&#8217;acqua e guano di uccelli, volle scendere, ma si trovò subito in difficoltà.<br />
Suo cugino, che stava seguendo la salita con un cannocchiale, gli gridò di provare a destra. Angelo traversò tremando su una sottile lista marcia, che offriva appigli soltanto alle mani, e dopo alcuni interminabili minuti riuscì a posare un piede su una cengetta erbosa e scendere pian piano alla base. Fu la sua prima scalata: aveva soltanto dodici anni.</p>
<div id="attachment_1987" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a title="Castel de Fosses" href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/12/fosses.jpg"><img class="size-medium wp-image-1987        colorbox-1978" title="Castel de Foses" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/12/fosses-300x201.jpg" alt="Castel de Foses" width="300" height="201" /></a><p class="wp-caption-text">Il Castel de Foses col &quot;buš de &#39;l oro&quot;</p></div>
<p>Dopo aver lavorato per alcune stagioni come apprendista orefice, sentendo il richiamo dei monti lasciò il chiuso del laboratorio con l&#8217;intenzione di fare il portatore alpino. Richiamato nell&#8217;esercito austriaco, dovette allontanarsi da casa per tre anni. Al rientro, riuscì a farsi accogliere come portatore a Pratopiazza, e si spinse sulle crode ampezzane e su quelle di Sesto, sotto la guida del più anziano Giovanni Siorpaes &#8220;Jan de Santo&#8221;.</p>
<p>Nel 1907, dopo aver concluso brillantemente l&#8217;apposito corso a Villach, ottenne la licenza di guida e iniziò a compiere prime salite, superando subito difficoltà elevate e sempre da primo di cordata. Negli anni seguenti, ogni volta che passava per Foses, avrà sicuramente lanciato uno sguardo a quel cocuzzolo privo d&#8217;interesse per gli scalatori che è il Caštel de Foses, dove aveva mosso i primi passi di un lungo e brillante avvenire, che lo consacrò dominatore del quinto grado su tutte le montagne d&#8217;Europa.<br />
E se Cortina rinforzasse il suo ricordo, magari apponendo una targa proprio sulle rocce del Caštel?</p>
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		<title>Concorso fotografico 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 07:59:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[concorsi fotografici]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[Dolomiti]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche per il 2011 guidedolomiti propone un concorso fotografico, aperto a tutti. Il premio per il vincitore consiste in una...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/12/fotografa.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1954 colorbox-1949" title="fotografa" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/12/fotografa-300x195.jpg" alt="fotografa" width="300" height="195" align="right" /></a>Anche per il 2011 guidedolomiti propone un concorso fotografico, aperto a tutti. Il premio per il vincitore consiste in una giornata in montagna con la Guida (Enrico Maioni). Inoltre, per favorire coloro che abitano più lontano, il premio si arricchisce con l&#8217;offerta di un pernottamento e prima colazione in Hotel a Cortina.</p>
<p><strong>Regolamento</strong></p>
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<div id="imCel0_04_Cont">
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<p>1. Il concorso è aperto a tutti. Le opere possono essere candidate solo da parte del loro autore, il quale candidando un opera dichiara e garantisce di possedere tutti i diritti sull’opera e di essere titolare di ogni diritto morale e patrimoniale d’autore.<br />
Ciascun partecipante può presentare un massimo di 5 opere.<br />
Quest&#8217;anno il tema del concorso per l&#8217;anno 2011 è: <span style="color: #800000;">&#8220;La roccia: conformazioni rocciose particolari e/o dettagli di questo elemento della natura&#8221;</span>.<br />
La partecipazione è gratuita.</p>
<p>2. E&#8217; obbligatorio inviare fotografie d’alta qualità, in formato digitale. La misura minima del lato lungo non potrà essere inferiore a 2.200 pixel. Le foto potranno essere leggermente fotoritoccate, ma non sono ammessi fotomontaggi e foto pesantemente fotoritoccate e/o manipolate. Non sono ammesse foto con scritte sovraimpresse o con altri tipi di addizioni.</p>
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<div id="imObj0_01">
<p>3. Ogni foto dovrà riportare il titolo ed il nome del luogo dove è stata fatta (NON sulla foto stessa). Inoltre dovranno essere indicati: cognome, nome, indirizzo e numero di telefono dell&#8217;autore. A tutela della privacy i dati personali non saranno divulgati, tranne il nome e cognome del vincitore e dei primi classificati.</p>
<p>4. Le opere dovranno pervenire entro e non oltre il 24 maggio 2011. L’indirizzo e-mail dove inviare le fotografie è quello indicato nella pagina <a href="http://www.guidedolomiti.com/contatti.html">Contatti</a> di questo sito.</p>
<p>5. Il premio sarà assegnato solo alla prima opera classificata, scelta da una giuria qualificata.</p>
<p>6. Il premio del vincitore consiste in una giornata con la Guida e la località sarà quella delle Dolomiti di Cortina d’Ampezzo. Potrà trattarsi (a scelta) di un’escursione estiva od invernale, una via ferrata, una giornata d’introduzione all’arrampicata su roccia, una via in montagna oppure una giornata dedicata all’arrampicata sportiva. Sono escluse le attività e le vie il cui costo è superiore ad Euro 250,00.</p>
<p>7. Il premio comprende la piena assistenza di guida alpina ed un pernotamento/prima colazione, per una persona, in Hotel a Cortina d&#8217;Ampezzo. Tutte le altre spese (viaggio, pranzo e cena, viveri e bevande, etc.) saranno a completo carico del vincitore. Il vincitore potrà essere accompagnato da moglie/marito oppure un amico. Le spese di vitto ed alloggio per un eventuale accompagnatore saranno a Suo carico. L&#8217;accompagnatore non potrà partecipare alla giornata con la Guida nel caso in cui il premio scelto consista in una via alpinistica (scalata). La data dell’uscita in montagna sarà concordata tra le parti. Non si potrà in ogni modo usufruire del premio nel periodo compreso tra il 25 luglio ed il 6 settembre, e neppure durante il periodo natalizio, ed il diritto ad usufruire del premio stesso scadrà il 31 gennaio 2012.</p>
<p>8. Il sottoscritto Enrico Maioni contatterà direttamente il vincitore per definire i dettagli.</p>
<p>9. guidedolomiti.com si riserva il diritto di duplicare e pubblicare le opere per altre finalità divulgative e culturali e comunque senza scopo di lucro.</p>
<p>10. Il risultato del concorso verrà riportato sul sito guidedolomiti.com entro i primi giorni di giugno 2011.</p>
<p>11. La partecipazione al concorso implica l&#8217;accettazione completa ed incondizionata del presente regolamento.</p>
</div>
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</div>
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		<title>Nuova palestra di arrampicata a Dobbiaco</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 15:58:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arrampicata]]></category>
		<category><![CDATA[Dobbiaco]]></category>
		<category><![CDATA[indoor]]></category>
		<category><![CDATA[palestra]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è più una novità, ma forse alcuni non lo sanno: il 30 ottobre 2010 è stata ufficialmente aperta la...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/12/indoor_climbing.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1895 colorbox-1865" title="indoor_climbing" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/12/indoor_climbing-300x220.jpg" alt="indoor climbing" width="300" height="220" align="right" /></a></p>
<p>Non è più una novità, ma forse alcuni non lo sanno: il 30 ottobre 2010 è stata ufficialmente aperta la nuova struttura per l&#8217; arrampicata indoor a Dobbiaco. La nuova palestra per l&#8217; arrampicata, situata nella <em>Nordic Arena</em>, dispone di: pareti alte fino a 23 m 80 vie con sviluppo fino a 28 m difficoltà dal 4b all’ 9a sala boulder Le vie sotto il 6c vengono cambiate 1 volta al mese Si tratta indubbiamente di una valida struttura, ottima per l&#8217; allenamento. La palestra dispone inoltre di un sistema di autoassicurazione che permette la salita di alcune vie anche in assenza di un compagno di scalata.</p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; color: #c0c0c0; font-size: xx-small;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</span></p>
<p style="text-align: center;"><iframe src='http://player.vimeo.com/video/17490531?title=1&amp;byline=1&amp;portrait=1' width='640' height='360' frameborder='0'></iframe></p>
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		<title>Arrampicata e trekking in Giappone</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 01:24:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1850" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/11/P1030017.jpg"><img class="size-medium wp-image-1850 colorbox-1843" title="P1030017" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/11/P1030017-300x225.jpg" alt="Arrampicata sul Nobeoka" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Arrampicata sul Nobeoka</p></div>
<p>Dopo tre settimane di assenza dall&#8217;Italia, ho pensato di inserire una piccola galleria fotografica per rendere partecipi gli amici su come si sta svolgendo il mio viaggio in Giappone&#8230;</p>
<p>Anche questa volta ho avuto modo di visitare numerosi luoghi affascinanti, e sia i trekking che l&#8217;arrampicata mi hanno permesso di avvicinarmi alla cultura e ai costumi del popolo Giapponese, sempre molto gentile e rispettoso nei confroni del prossimo.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;arrampicata, ho scalato sempre e solo su solidissimo granito, prevalentemente in placca: chi mi conosce sa che le placche non sono mai state il mio forte,  ma in qualche modo me la sono cavata anche questa volta <img src='http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-1843' /> </p>
<p>Ciao a tutti!</p>
<div class="ngg-galleryoverview"><div class="slideshowlink"><a class="slideshowlink" href="http://www.guidedolomiti.com/wp/arrampicata/japan-2010/1843?show=gallery">[Visualizza fotografie]</a></div>[[Visualizza slideshow]]</div>
<div class="ngg-clear"></div>

<p>Articoli correlati:<br />
&#8220;<a title="Fujiyama e Mount Yari" href="http://www.guidedolomiti.com/wp/escursioni_trekking/fujiyama-mount-yari/">Viaggio in Giappone con salita al Fujiyama e al Monte Yari</a>&#8221; &#8211; pubblicato il 11 febbraio 2010<br />
&#8220;<a title="Arrampicare in Giappone" href="http://www.guidedolomiti.com/wp/arrampicata/arrampicare-giappone-japan/">Arrampicare in Giappone</a>&#8221; &#8211; pubblicato il 12 dicembre 2009</p>
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		<title>Col Rotondo dei Canopi, una proposta autunnale</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 17:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Majoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche la cima sulla quale ci dirigeremo stavolta, il Col Rotondo dei Canopi (Knollkopf in tedesco, si trova in territorio...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche la cima sulla quale ci dirigeremo stavolta, il Col Rotondo dei Canopi (Knollkopf in tedesco, si trova in territorio comunale di Dobbiaco, 2204 m), fu descritta da Paul Grohmann nella sua guida alle escursioni dolomitiche del 1877: “Il Col Rotondo si innalza fra le valli dei Canopi e di Specie. Non è molto alto, ma poiché si trova isolato, offre una ottima vista circolare. La strada è buona”. Sicuramente qualcuno lo salì già in tempi antichi, perché la cima è costituita da un crestone allungato e coperto di mughi, che non si eleva di molto dall&#8217;altopiano pascolivo di Pratopiazza, probabilmente in passato ospitava anche armenti ed è accessibile con una semplice camminata. Il colle riveste interesse per la salita semplice e tutto sommato non troppo faticosa, e poi per il vasto panorama che disvela su numerosi monti dolomitici: in primo luogo sul Cristallo e sulla Croda Rossa, ma anche su gran parte delle altre cime d&#8217;Ampezzo e dell&#8217;alta Val Pusteria.</p>
<div id="attachment_1805" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/10/In-vetta-al-Knollkopf2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1805   colorbox-1804" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/10/In-vetta-al-Knollkopf2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Dal Col Rotondo, verso il gruppo del Cristallo</p></div>
<p>La miglior soluzione (per i pigri!) per salirlo sarebbe quella di giungere a Pratopiazza in automobile, riducendo così la salita a 200 metri di dislivello. Se si ama camminare, invece, sarà bene partire dalle case cantoniere abbandonate un chilometro dopo il Passo Cimabanche, verso Dobbiaco (parcheggio, indicazioni). Qui inizia il sentiero 18 che all´imbocco della Val dei Canopi &#8211; Knappenfusstal confluisce in un altro proveniente dal Passo. Casomai possiamo seguire anche questo, che inizia di fronte allo Chalet del valico. Ci inoltriamo quindi nella romantica valle ai piedi degli aspri dirupi del Col Rotondo, e c&#8217;immergiamo subito nella storia, poiché stiamo ricalcando un percorso usato già nel Medioevo dai minatori pusteresi per scendere in Ampezzo e recarsi al lavoro nelle miniere del Col Piombin. Circa a metà della valle, in vista di una cascata, scavalchiamo il torrente, deviamo a destra e con alcune serpentine risaliamo un costone. Se il sentiero militare fosse innevato o gelato, occorre prestare attenzione, perché per un tratto si deve passare a picco sul torrente. Finita la salita, il sentiero si trasforma in stradina pianeggiante. La cima sta giusto sopra di noi: ad un ponte (bivio. indicazioni), pieghiamo a destra e oltre un prato traversiamo per un po&#8217; al meglio nel bosco e su detriti, fino ad incrociare una mulattiera di guerra austriaca, ben tracciata ma non segnalata.</p>
<p>Seguendo la mulattiera, rimontiamo con un largo giro il costone che guarda verso Pratopiazza, uscendo sul punto più elevato della cresta sommitale, dove c&#8217;è un grande ometto, una croce, resti di postazioni. Per tornare a valle, dal punto più a nord della cresta, che possiamo raggiungere per tracce, sarà poi possibile scendere direttamente, su terreno ripido, tenendoci lungo una staccionata che separa i pascoli di Dobbiaco da quelli di Braies e giungendo sui prati e la stradina toccata in salita, nei pressi del bivio con indicazioni. Il Col Rotondo dei Canopi offre una gita semplice, in un bell&#8217;ambiente silvopastorale. Pur non essendo molto distante da due noti rifugi (Pratopiazza e Vallandro), non è frequentatissimo. Sulla cima c&#8217;è molto spazio per riposare, curiosare, fotografare scorci più o meno noti: si tratta, insomma, di una bella gita che consigliamo.</p>
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		<title>Camminare a cavallo del confine</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 14:20:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Majoni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Già nel 1877, nel prezioso volume “Wanderungen in den Dolomiten”, il pioniere dell&#8217;alpinismo Paul Grohmann dedicò alcune pagine ad una montagna posta al margine delle Dolomiti, che voglio suggerire come meta di un&#8217;escursione tranquilla e panoramica: il Monte Elmo &#8211; Helm (2434 m.). L&#8217;Elmo è, per definizione, la prima e più occidentale cima della catena delle Alpi Carniche, che inizia a San Candido e si estende per oltre 100 chilometri a cavallo del confine con l&#8217;Austria. Sulla vetta, che fa da displuviale fra la Valle di Sesto e la Val Pusteria, nel 1897 la Sezione dell&#8217;Alpenverein di Sillian eresse un piccolo rifugio. Dopo la Grande Guerra, divenuto preda bellica, il fabbricato fu acquisito dal Demanio italiano e utilizzato fino agli anni &#8217;70 come punto d&#8217;appoggio per la sorveglianza del confine: oggi è diroccato. D´inverno, le pendici del Monte Elmo ospitano il maggiore comprensorio sciistico dell´Alta Pusteria, collegato a Sesto ed a Versciaco.</p>
<div id="attachment_1665" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/09/monte_elmo.jpg"><img class="size-medium wp-image-1665 colorbox-1658" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/09/monte_elmo-300x225.jpg" alt="monte elmo" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">La cima e il Rifugio Gallo Cedrone</p></div>
<p>Per raggiungere la cima, è opportuno servirsi della comoda funivia che sale da Sesto. Dalla stazione superiore dell&#8217;impianto, dove c&#8217;è un ristorante, proseguiamo a piedi lungo la strada sterrata n. 4, che attraversa in leggera salita verso est un ampio pendio boscoso e in meno di mezz&#8217;ora porta al Rifugio Gallo Cedrone, a quota 2150 m, in bella posizione e aperto quasi tutto l&#8217;anno. La nostra meta è visibile fin da qui.</p>
<p>Continuiamo ancora verso est per la strada fino ad un panoramico slargo, con alcune tabelle indicative. A sinistra imbocchiamo il sentiero n. 4A, che sale a stretti tornanti, contenuti da corrimani di legno, lungo l&#8217;erto costone di erba e roccette, e dopo un&#8217;ora e un quarto dalla partenza raggiungeremo la cupola sommitale, con il rifugio diroccato. Accanto al fabbricato c&#8217;è una croce con il Cristo Vivo (Lebender Christus), scolpita da Josef Tschurtschentaler di Sesto e portata in vetta nel 1958, poco dopo la firma da parte dell´Italia degli accordi per l´Europa unita, da 53 giovani di sette paesi in collaborazione con la Guardia Confinaria.</p>
<p>Ammirato il vasto panorama che si apre verso le Dolomiti, dal Popera alla Croda dei Toni, Croda Rossa di Sesto, Tre Cime di Lavaredo e Paterno, Punta dei Tre Scarperi, Croda dei Rondoi e oltre, verso la Pusteria da un lato e verso i monti dell&#8217;Osttirol e della Carinzia dall&#8217;altro, consiglio di scendere per il sentiero Hüttensteig (n. 20), che percorre la cresta opposta a quella di salita. Dai ruderi sotto la vetta ci abbassiamo quindi lungo un ripido pendio, facendo attenzione a qualche roccia instabile, fino all&#8217;ampia dorsale prativa sottostante. La percorriamo per un sentiero poco marcato, dirigendoci verso l&#8217;arrivo di una seggiovia che sale da Versciaco e passando vicino al Rifugio Gallo Cedrone. Potremo scendere direttamente a quest´ultimo, oppure seguire più avanti una staccionata fino alla strada dell´andata, o infine continuare per l&#8217; Hüttensteig fino al piazzale della stazione superiore della funivia.</p>
<p>Favorito dalla sua posizione a cavallo del confine, il Monte Elmo offre un panorama ampio e interessante, che ne fa un traguardo assai frequentato da più di un secolo. La gita, prendendo come punto di partenza e di arrivo la funivia, è comoda e senza difficoltà e può essere compiuta anche da famiglie con bambini. E&#8217; interessante scendere per la cresta tra l&#8217;Italia e l&#8217;Austria, che offre interessanti scorci panoramici sulle valli e sui monti di qua e di là della frontiera.</p>
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		<title>Due vie consigliate: Re Artù e L&#8217;nein</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 13:02:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Voglio oggi consigliarvi due bellissime vie che ho avuto modo di salire quest&#8217;estate.Le vie sono accomunate dalla lunghezza complessiva e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio oggi consigliarvi due bellissime vie che ho avuto modo di salire quest&#8217;estate.Le vie sono accomunate dalla lunghezza complessiva e dall&#8217;ottima qualità della roccia ma si differenziano assai per stile d&#8217;arrampicata e impegno psicologico richiesto al capocordata.</p>
<p>La via <strong><span style="color: #333333;"><em>Re Artù</em></span></strong> si sviluppa sulla solare parete sud del Monte Formin (2657 m ), che in questo versante sovrasta le meravigliose praterie alpine di Mondeval, un ambiente incantevole e incontaminato.<br />
Aperta in solitaria da Mario Dibona, la via è completamente attrezzata a spit e offre un&#8217;arrampicata su roccia splendida. Le protezioni sono ravvicinate e nei tiri più difficili i passaggi duri  possono essere facilmente azzerati.<br />
Si arrampica su placche, diedri, strapiombi, ed il divertimento è assicurato grazie alla eccellente qualità della roccia e grazie ai numerosi spit che rendono la via veramente sicura.</p>
<p>La via <strong><span style="color: #333333;"><em>L&#8217;nein</em></span></strong> è invece opera della forte guida gardenese Ivo Rabanser, accompagnato in quell&#8217;occasione da Klaus Malsiner. <span style="color: #ffffff;">artù</span><br />
La salita percorre la parete ovest delle Mëisules dala Biesces, comodamente accessibile dalla strada del Passo Gardena. Anche in questo caso la roccia è super (tranne alcuni brevi tratti facili),  ma l&#8217;impegno psicologico richiesto al primo di cordata è notevole. I chiodi presenti sulla via sono una decina; le soste sono comunque a prova di bomba, attrezzate con dei solidissimi anelli cementati che rendono comoda la discesa in corda doppia. Numerosi percorsi sono presenti sulla parete delle Mëisules, accomunati dallo stesso stile di arrampicata: questo fa sì che difficilmente dovrete mettervi in coda all&#8217;attacco della via. Al contrario delle vicine e sovraffollate Torri del Sella e del Piz de Ciavazes, le vie presenti su questa parete sono riservate a chi possiede grande esperienza alpinistica.</p>
<h5 style="text-align: center;"><span style="color: #333300;"><strong>RE ARTÙ<br />
</strong></span></h5>
<div id="attachment_1486" class="wp-caption alignright" style="width: 168px"><em><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/re_artu_picc.jpg"><img class="size-medium wp-image-1486      colorbox-1465" title="Tracciato" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/re_artu_picc-225x300.jpg" alt="Monte Formin" width="158" height="210" /></a></em><p class="wp-caption-text">Il tracciato della via</p></div>
<p><em>Accesso generale</em> <span style="color: #ffffff;">re artù  re artù</span><br />
Il Passo Giau (2233 m) si raggiunge facilmente da Cortina d’Ampezzo, soluzione ideale per chi proviene dall’autostrada A27. Oppure può essere raggiunto dal versante opposto, salendo da Caprile, per chi proviene dall’Agordino. <span style="color: #ffffff;">re artù l&#8217;nein, re artu l&#8217;nein, re artù l&#8217;nein, re artu l&#8217;nein,</span></p>
<p><em>Accesso</em> <span style="color: #ffffff;">re artù  re artù</span><br />
Parcheggiare circa 200 metri prima del Passo Giau (versante Cortina) in un evidente spiazzo sulla sinistra della strada. Seguire il sentiero n. 436 che porta alla Forcella Giau (45 minuti). Dalla forcella portarsi alla base della parete: una scritta sulla parete ed uno spit situato a pochi metri d&#8217;altezza permettono di individuare facilmente l&#8217;attacco della via (10 minuti da Forcella Giau).</p>
<p><em>Nota<br />
</em>In caso<em> </em>di maltempo  nella zona,  fulmini e temporali colpiscono con particolare violenza la Croda da Lago ed i Fastoni di Formin.<br />
In caso di tempo incerto consiglio perciò di rinunciare  alla scalata.</p>
<p><em>Discesa (3 opzioni)</em> <span style="color: #ffffff;">re artù l&#8217;nein, re artu l&#8217;nein, re artù l&#8217;nein, re artu l&#8217;nein</span><br />
1 &#8211; Incamminarsi per tracce di sentiero in direzione nord-est fino ad un&#8217;evidente spaccatura sulla destra (5 minuti).  All&#8217; imbocco del canale è ben visibile il primo dei tre ancoraggi che permettono con altrettante calate in doppia ed una breve camminata di ritornare all&#8217;attacco della via. Per le doppie e sufficiente una corda da 55 metri. In caso di pioggia o in presenza di altre cordate il rischio di caduta sassi è da tenere in giusta considerazione.<br />
2 &#8211; In alternativa si può scendere a piedi, raggiungendo dapprima per tracce di sentiero la Forcella Rossa del Formin, quindi per sentiero (prima  n. 435 e poi n. 436) si ritorna alla Forcella Giau ed al Passo Giau (ore 2 circa).<br />
3 &#8211; Come ultima possibilità, si può scendere in doppia lungo la via (necessaria corda da 70 metri).</p>
<div id="attachment_1488" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><em></em><em><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/artu_picc.jpg"><img class="size-medium wp-image-1488  colorbox-1465" title="artu_picc" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/artu_picc-300x219.jpg" alt="Sakae Nagasawa" width="240" height="175" /></a></em><p class="wp-caption-text">Sakae su Re Artù</p></div>
<p><em>Lunghezza</em> <span style="color: #ffffff;">re artù l&#8217;nein, re artu l&#8217;nein, re artù l&#8217;nein, re artu l&#8217;nein</span><br />
Circa 300 metri. La lunghezza media dei tiri è di 30 metri.</p>
<p><em>Materiale</em> <span style="color: #ffffff;">re artù  re artù</span><br />
14 rinvii e corda da 70 metri se si vuole scendere in doppia lungo la via.<em><br />
</em></p>
<p><em>Difficoltà</em><a title="Tracciato" href="http://www.guidedolomiti.com/pdf/via_re_artu.pdf" target="_blank"><br />
</a>6a/6b (A0)  <a title="Tracciato" href="http://www.guidedolomiti.com/pdf/via_re_artu.pdf" target="_blank">Scarica PDF tracciato</a></p>
<p><em>Cartografia</em> <span style="color: #ffffff;">re artù  re artù</span><br />
Carta topografica Tabacco – scala 1:25.000 n° 03 – Cortina d’Ampezzo e Dolomiti Ampezzane.<em> </em></p>
<p><em>Punti d&#8217;appoggio</em><br />
Rifugio Passo Giau  Tel. 0437 720130</p>
<h5 style="text-align: center;"><span style="color: #333300;">L&#8217;NEIN</span></h5>
<div id="attachment_1499" class="wp-caption alignright" style="width: 220px"><em></em><em><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/nein_tracc.jpg"><img class="size-medium wp-image-1499   colorbox-1465" title="tracciato" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/nein_tracc-300x206.jpg" alt="Meisules" width="210" height="144" /></a></em><p class="wp-caption-text">Il tracciato della via</p></div>
<p><em>Accesso generale</em><br />
Dalla strada che dal Passo Gardena (2125 m) scende in Val Gardena.</p>
<p><em>Accesso</em><br />
Dal Passo Gardena proseguire in direzione Passo Sella. Poco dopo la Sella de Culac (2018 m), situata circa un km a monte del Ristorante Gerard, uno spiazzo sulla destra permette il parcheggio. Per prati e tracce di sentiero in 20 minuti di cammino si raggiunge l&#8217;attacco della via.</p>
<p><em>Discesa (2 opzioni)</em><br />
1 &#8211; La soluzione più comoda è di calarsi lungo la via (5 doppie). In questo caso è preferibile non salire in vetta evitando quindi di scalare  l&#8217;ultimo tiro. Necessarie due corde da 50 (meglio ancora 55) metri.<br />
2 &#8211; In alternativa si può scendere a piedi nella Val Gralba (est) e dopo averne attraversato il fondo proseguire verso sud. Continuare la discesa tra grossi blocchi, immettersi in un canale che scende a sinistra (sud) e che in basso svolta a destra (ovest) fino alla base di una cascata. Raggiunta la base delle Meisules dala Biesces per prati e bosco si ritorna al parcheggio. Ore 1,40.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1500" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><em></em><em><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/nein-picc.jpg"><img class="size-medium wp-image-1500  colorbox-1465" title="nein-picc" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/nein-picc-300x200.jpg" alt="l'nein" width="240" height="160" /></a></em><p class="wp-caption-text">Sul sesto tiro del L&#39;nein</p></div>
<p>Lunghezza <span style="color: #ffffff;">re artù l&#8217;nein, re artu l&#8217;nein, re artù l&#8217;nein, re artu l&#8217;nein</span><br />
Circa 300 metri.</p>
<p><em>Materiale</em><br />
6 rinvii, cordini o kevlar per clessidre, serie di friends  e 2 corde da 50 metri se si vuole scendere in doppia lungo la via.</p>
<p><em>Difficoltà</em><a title="Tracciato" href="http://www.guidedolomiti.com/pdf/via_ l_nein.pdf" target="_blank"><br />
</a>V e VI  <a title="Tracciato" href="http://www.guidedolomiti.com/pdf/via_l_nein.pdf" target="_blank">Scarica tracciato PDF</a></p>
<p><em>Cartografia</em> <span style="color: #ffffff;">re artù l&#8217;nein, re artu l&#8217;nein, re artù l&#8217;nein, re artu l&#8217;nein</span><br />
Carta topografica Tabacco – scala 1:25.000 n° 05 – Val Gardena e Alpe di Siusi.</p>
<p><em>Punti d’appoggio</em><br />
Numerosi alberghi e ristoranti in tutta la zona.</p>
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		<title>III Pala de ra Pezories</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 13:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Majoni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Prati]]></category>
		<category><![CDATA[Val Pomagagnon]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>In una nebbiosa domenica di metà settembre, mentre stavamo rientrando dalla salita del Campanile Dimai e della Punta della Croce, proposi agli amici di approfittare della giornata salendo anche la III, la minore delle tre Pale de ra Pezories, cime del gruppo del Pomagagnon che torreggiano sulla Strada d’Alemagna tra Fiames e il Tornichè di Podestagno con alte pareti, grandi canaloni di detriti e intricate dorsali di mughi.</p>
<p>La Pala, che dal fondovalle non si vede, è un&#8217;elevazione semplice e perlopiù erbosa (di scarso rilievo, per le poche fonti che ne parlano), ma l’atmosfera che vi domina e la solitudine nella quale versa sono degne di apprezzamento. C&#8217;è un&#8217;unica possibilità di conseguire la sommità, quotata 2300 metri circa: dai Prati del Pomagagnon, a loro volta raggiungibili da Ospitale attraverso la Val Padeon (sentiero 203) fino al ponte in località Casonate, e poi a destra, rimontando tutta l&#8217;accidentata e ombrosa Val Pomagagnon (sentiero 202).</p>
<p>Dai prati si continua per mezz&#8217;ora, senza segnavia, sulla traccia ormai quasi scomparsa di un sentiero militare che collegava la Pala con una casermetta italiana alle sue pendici. Sul culmine c’è soltanto una piccola e rozza croce e nessuna traccia umana: il panorama &#8211; come d’altronde quello di buona parte delle nostre montagne &#8211; si schiude variegato e istruttivo, e su quel morbido panettone verde si sta davvero bene.</p>
<div id="attachment_1448" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/pale_pezories.jpg"><img class="size-medium wp-image-1448  colorbox-1439" title="pale_pezories" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/pale_pezories-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">La III Pala di Pezories</p></div>
<p>Quella domenica d&#8217;inizio autunno, mentre gli altri riposavano, mi persi a riflettere sullo squilibrio che vedo sempre più netto fra certe zone alla moda, dove in agosto si concentrano schiere colorate e rumorose e a fine estate restano spesso solo cartacce, e altre meno praticate, o disertate come le Pezories. Sul culmine della III Pala, snobbata da carte e libri, non si vede gente, poiché avrebbe poco da raccontare: né roccia, né ghiaccio, né vie ferrate, croci o libri di vetta. Questa è una cima fuori dal coro, che richiede tanti passi per essere salita ma è appartata e di grande pregio ambientale: e se, tra le gambe, sfugge anche una pernice, l’accesso alla vetta parrà ancor più bello, un’avventura che ripagherà dell&#8217;impegno richiesto per viverla.</p>
<dl>
<dt><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/28-Pale-di-Pezories-e-Croda-Rossa.jpg"></a></dt>
</dl>
<p>Da Ospitale, rimontando i citati sentieri, passando per gli alti e morbidi Prati dove un tempo pascolavano gli ovini e seguendo in ultimo le tracce dei soldati italiani fino in vetta, il dislivello non è banale (circa 800 metri), e occorrono almeno tre ore di salita, ma l’escursione è di lusso, per chi preferisce le crode fatte così!</p>
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		<title>Il Pore, un vulcano nelle Dolomiti</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 17:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Majoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vie normali]]></category>
		<category><![CDATA[Civetta]]></category>
		<category><![CDATA[Don Claudio]]></category>
		<category><![CDATA[Marmolada]]></category>
		<category><![CDATA[Passo Giau]]></category>
		<category><![CDATA[Pelmo]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Facciamo conto che qualche lettore stia pensando ad una cima facile e panoramica, di accesso comodo e non troppo lungo. Uscendo per una volta dagli stretti confini d&#8217;Ampezzo ma restando sempre nelle Dolomiti, ho quello che fa per lui: a meno di 20 km da Cortina, a cavallo fra Colle Santa Lucia e Livinallongo, si erge il Pore.</p>
<div id="attachment_1434" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/monte_pore.jpg"><img class="size-medium wp-image-1434 colorbox-1421" title="monte_pore" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/monte_pore-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il Pore dal Passo Giau</p></div>
<p>Sul Pore (2405 m), caratteristico per la forma a piramide che ricorda un piccolo vulcano, coperto sui quattro versanti da prati e boschi, fino a cinquant&#8217;anni fa le comunità che vivono ai suoi piedi esercitavano la fienagione e la pastorizia. Oggi è una meta escursionistica e scialpinistica piuttosto apprezzata. La strada che da Cortina, attraverso il Passo Giau, scende in Val Fiorentina, consente di avvicinarvisi notevolmente, risolvendo l&#8217;ascensione in una camminata facile, in ultimo un po&#8217; ripida e di grande soddisfazione.</p>
<p>Lasciamo dunque l&#8217;automobile al Rifugio Fedare (2000 m), dove parte la seggiovia che sale al Rifugio Averau e consente di abbreviare l&#8217;accesso al Rifugio Nuvolau. Subito a fianco del parcheggio, passando vicino alla seggiovia, imbocchiamo una strada sterrata costruita a scopi militari. Poco dopo la strada diviene lastricata, passa da una chiesetta alpina e con un ampio giro sui pascoli, punteggiati da fienili, giunge sulla cresta pianeggiante, dalla quale inizia a svelarsi un panorama molto interessante. Spiccano in primo luogo il Civetta, il Col di Lana e la Marmolada, ma non sfigurano l&#8217;Antelao, il Boè, il Pelmo, il Sassongher, il Sorapis e altre crode.</p>
<p>Seguendo la comoda cresta che separa la Val Codalonga dai prati del Pore, e incontrando resti di trincee, prendiamo fra l&#8217;erba alta il sentiero n. 463, che risale l&#8217;evidente costone nord-est del monte, di ripide ghiaie e detriti un po&#8217; scivolosi se bagnati. Oltrepassata la croce posta di recente in ricordo di Don Claudio Sacco, travolto da una valanga mentre sciava in solitaria il 3/12/2009, doppiamo un&#8217;anticima e giungiamo a un brevissimo tratto erboso, facile ma un poco esposto. Continuando per la cresta, dopo un&#8217;ora e mezza di salita e quattrocento metri di dislivello tocchiamo la croce della cima.</p>
<p>Per arrivare fin quassù non ci sono difficoltà, la salita non è molto lunga ed è godibile anche in stagione avanzata. Come detto, il Pore regala un panorama a 360 gradi sulle montagne dell&#8217;Agordino, della Val Badia. su quelle ampezzane e cadorine. Dalla croce di vetta si dominano Alleghe col suo lago azzurro, Arabba, Colle Santa Lucia, Laste, Livinallongo, Rocca Pietore, Selva di Cadore. Avendo lasciato l&#8217;automobile al Fedare, è necessario scendere per il sentiero di salita, concludendo magari l&#8217;escursione con una birra fresca e una fetta di strudel.</p>
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		<title>La via Benjamin</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 14:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arrampicata]]></category>
		<category><![CDATA[Beniamino Franceschi]]></category>
		<category><![CDATA[Benjamin]]></category>
		<category><![CDATA[Cristian Casanova]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Gaspari]]></category>
		<category><![CDATA[Dolomiti]]></category>
		<category><![CDATA[Laresc]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Majoni]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Ruggero Zardini]]></category>
		<category><![CDATA[Scoiattoli]]></category>
		<category><![CDATA[Tofana di Mezzo]]></category>

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		<description><![CDATA[An English version of this post is contained below. Tra gli anni 2000 e 2003 gli Scoiattoli Luigi Majoni e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1383" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/Parete-Est-Tofana-di-Mezzo.jpg"><img class="size-medium wp-image-1383  colorbox-1355" title="Parete Est Tofana di Mezzo" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/Parete-Est-Tofana-di-Mezzo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il tracciato</p></div>
<p><span style="color: #ff0000;">An English version of this post is contained below.</span></p>
<p>Tra gli anni 2000 e 2003 gli Scoiattoli Luigi Majoni e Davide Gaspari tracciarono una bella e difficile via sulla parete est della Tofana di Mezzo. La via, non molto conosciuta, si sviluppa su splendide placche calcaree e strapiombi che caratterizzano lo sperone centrale di questa cima. L&#8217;impegnativo percorso costrinse gli apritori a superare alcuni tratti in arrampicata artificiale, azzerando i passaggi più duri. La via venne chiamata <em>&#8220;Benjamin&#8221;</em>, in memoria dello scomparso Scoiattolo Beniamino Franceschi &#8220;Mescolin&#8221;.</p>
<p>Recentemente il fortissimo Ruggero Zardini, accompagnato dall&#8217;amico Cristian Casanova, è riuscito a salire rotpunkt la via liberando integralmente il percorso.</p>
<p>Ruggero, per gli amici Ruggi, può vantare un curriculum di tutto rispetto: nato nel 1978,  maestro di sci dal &#8217;98, nel 2000 entra a far parte del Gruppo Scoiattoli e seguendo le orme del nonno (Sisto <em>&#8220;Laresc&#8221;</em>) nel 2003 ottiene la qualifica di Guida Alpina.</p>
<p>Tra le tappe più significative della sua carriera alpinistica segnalo la ripetizione in libera (al quarto tentativo) della via Couzy alla Cima Ovest di Lavaredo: si tratta della seconda ripetizione rotpunkt  italiana e della quarta assoluta.</p>
<div id="attachment_1356" class="wp-caption alignleft" style="width: 136px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/ruggi.jpg"><img class="size-medium wp-image-1356   colorbox-1355" title="Ruggero" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/ruggi-300x225.jpg" alt="" width="126" height="95" /></a><p class="wp-caption-text">Ruggero Zardini &quot;Laresc&quot;</p></div>
<p>Di grande rilievo anche la salita, sempre rotpunkt, della difficilissima &#8220;Cattedrale&#8221; in Marmolada: in questo caso Ruggero è stato il quarto alpinista al mondo a riuscire nell&#8217;impresa!</p>
<p>È inutile ricordare che queste vie richiedono non solo grandi capacità tecniche, ma anche una notevole preparazione psicologica nell&#8217;affrontare passaggi estremi non sempre ben protetti.</p>
<p>In falesia Ruggero può vantare due difficili 8b+ (<em>Jurassic Climb</em> a Erto e <em>Welcome to the Jungle</em> a Campo) e numerosi 8b, ma sicuramente questa lista si allungherà.</p>
<p>Ma veniamo ora alla via.</p>
<div id="attachment_1357" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/accesso_benjamin.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1357 colorbox-1355" title="accesso_benjamin" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/accesso_benjamin-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Cengia d&#39;accesso</p></div>
<p><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">AVVICINAMENTO:</span><br />
</span>il modo più comodo per arrivare all&#8217;attacco della via è di salire con la funivia &#8220;Freccia nel cielo&#8221;  alla cima della Tofana di Mezzo, quindi scendere lungo la via ferrata fino all&#8217;ultimo paravalanghe, situato a monte della stazione d&#8217;arrivo della seggiovia del Bus de Tofana.<br />
Da qui una comoda cengia porta in breve all&#8217;attacco della via.</p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">DISCESA:</span><br />
</span>in doppia lungo la via (due corde da 60) oppure, se siete veloci, con la funivia.</p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">MATERIALE:</span><br />
</span>12 rinvii, due corde da 60 metri, friends (dal Metolius micro al Black Diamond Camalot rosso).</p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">DIFFICOLTA&#8217;:</span><br />
</span>7c &#8211; vedi <a title="Il tracciato" href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/via_benjamin.pdf" target="_blank">tracciato e gradi</a></p>
<div class="ngg-galleryoverview"><div class="slideshowlink"><a class="slideshowlink" href="http://www.guidedolomiti.com/wp/arrampicata/benjamin/1355?show=gallery">[Visualizza fotografie]</a></div>[[Visualizza slideshow]]</div>
<div class="ngg-clear"></div>

<h4><span style="color: #808080;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</span></h4>
<p><span style="color: #333399;">In the summers of 2002 and 2003 the Scoiattoli Luigi  Majoni and Davide Gaspari established a difficult and beautiful route up  the East Face of the Tofana di  Mezzo. The route isn&#8217;t well-known and  ascends splendid limestone slabs and the overhangs up the mountain&#8217;s  central spur. Due to the demanding nature of the climbing the first  ascentionists had to resort to aid, and the route was named in memory of  the deceased Scoiattolo  Beniamino Franceschi “Mescolin”. In summer  2010 the route was freed by Ruggero Zardini, accompanied by his friend   Cristian Casanova.</span></p>
<p><span style="color: #333399;">DIFFICULTY</span><br />
<span style="color: #333399;"> 7c</span></p>
<p><span style="color: #333399;">FACE</span><br />
<span style="color: #333399;"> East</span></p>
<p><span style="color: #333399;">PDF</span><br />
<a title="Via Benjamin" href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/08/via_benjamin.pdf" target="_blank"><span style="color: #333399;">The route</span></a></p>
<p><span style="color: #333399;">GETTING THERE</span><br />
<span style="color: #333399;"> Starting point: Cortina </span></p>
<p><span style="color: #333399;">ROUTE</span><br />
<span style="color: #333399;"> P1<strong>: </strong>7b, 20m</span><br />
<span style="color: #333399;">P2<strong>: </strong>6c, 50m</span><br />
<span style="color: #333399;">P3<strong>: </strong>7a, 40m</span><br />
<span style="color: #333399;">P4<strong>: </strong>7a, 20m</span><br />
<span style="color: #333399;">P5: 7c, 40m</span><br />
<span style="color: #333399;">P6: 7c, 50m</span><br />
<span style="color: #333399;">P7: 6b+, 35m</span><br />
<span style="color: #333399;">P8: 6c, 35m </span></p>
<p><span style="color: #333399;">DESCENT</span><br />
<span style="color: #333399;"> Abseil down the route or, if you&#8217;re quick, take the cable car. </span></p>
<p><span style="color: #333399;">GEAR</span><br />
<span style="color: #333399;"> 12 quickdraws, two 60m ropes, friends (from Metolius micro to the red Black Diamond Camalot).</span></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Estate 2010: chiuso il rifugio Averau</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 05:05:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[averau]]></category>
		<category><![CDATA[lavori]]></category>
		<category><![CDATA[rifugio]]></category>
		<category><![CDATA[ristrutturazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Continuano i lavori di rinnovamento del rifugio Averau, che rimarrà chiuso nel corso di questa estate 2010. É stato comunque...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1316" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/07/rendering_averau.jpg"><img class="size-medium wp-image-1316 colorbox-1313" title="rendering_averau" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/07/rendering_averau-300x238.jpg" alt="averau rendering" width="300" height="238" /></a><p class="wp-caption-text">Rendering del nuovo rifugio Averau</p></div>
<p>Continuano i lavori di rinnovamento del rifugio Averau, che rimarrà chiuso nel corso di questa estate 2010.</p>
<p>É stato comunque aperto un chiosco, accanto al rifugio, dove si possono gustare bibite e panini preparati da &#8220;Sandrone&#8221; e Paola, che dal 1982 gestiscono con professionalità il rifugio Averau.</p>
<p>I lavori di ristrutturazione interesseranno il bar, che sarà completamente rinnovato, e la terrazza interna ed esterna del rifugio che avrà una capienza maggiore per un totale di 100 posti a sedere.</p>
<p>Il rinnovamento permetterà inoltre ai clienti di pernottare in deliziose camerette.<br />
Per un totale di 36 posti letto, si potrà così scegliere se dormire nelle camerate da 6 o 8 posti letto o nelle romantiche stanze a due posti letto in mansarda, con vista sul Civetta e la Marmolada o sulla Tofana di Rozes.</p>
<p>Per informazioni:<br />
335  6868066<br />
rifugio.averau@dolomiti.org</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Al cospetto della Croda Rossa</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 14:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Majoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vie normali]]></category>
		<category><![CDATA[Berti]]></category>
		<category><![CDATA[Costa del Pin]]></category>
		<category><![CDATA[Croda Rossa]]></category>
		<category><![CDATA[Pratopiazza]]></category>

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		<description><![CDATA[I ricordi mi portano oggi verso una montagna poco nota e frequentata, perché priva di sentieri, che mi sento di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I ricordi mi portano oggi verso una montagna poco nota e frequentata, perché priva di sentieri, che mi sento di indicare a chi ami l&#8217;alpinismo senza tracce, vernici e cartelli, in ambiente magnifico: la Punta del Pin (2682 m).</p>
<div id="attachment_1300" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/07/Croda-Rossa.jpg"><img class="size-medium wp-image-1300  colorbox-1286" title="Croda Rossa da Pratopiazza" src="http://www.guidedolomiti.com/wp/wp-content/uploads/2010/07/Croda-Rossa-300x225.jpg" alt="Croda Rossa" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">A sinistra la Punta del Pin</p></div>
<p>Dalla dorsale che la Croda Rossa d&#8217;Ampezzo protende verso est emerge una massiccia elevazione, che si nota già da Cimabanche. Dal ramo che la cima allunga verso il Passo scende una costiera, in alto rocciosa e in basso ricoperta di fitta vegetazione, che limita sulla destra orografica la Val dei Canope, secolare passaggio fra Cimabanche e Pratopiazza.</p>
<p>La costiera è detta Costa del Pin perché è rivestita perlopiù da pini silvestri; l&#8217;elevazione che la domina, salita un secolo fa da austriaci, ha lo stesso nome, Punta del Pin. Lungo la dorsale della Costa del Pin si sviluppa il limite confinario fra il Veneto e l&#8217;Alto Adige, del quale &#8211; in mezzo a inestricabili mughete – volendo si possono cercare i capisaldi.</p>
<p>Sulla Punta invece possiamo salire, con fatica ma impegno alpinistico ridotto, dall&#8217;altopiano di Pratopiazza (2000 m circa), portandoci dapprima verso sud-ovest per prati e rado bosco, quindi mirando all´imbocco di un ghiaione che scende da una forcellina tra la Punta a destra e lo sperone est. Per un breve, ripido canale di blocchi, tendendo a destra, raggiungiamo la forcellina, nei pressi di un grande arco roccioso visibile da lontano. Volgendo ancora a destra, continuiamo sulla fiancata est del monte, per placche, roccette aguzze e ghiaie con qualche ometto, che consentono una salita non difficile, ma un po&#8217; delicata per la friabilità, fino all´anticima. Con un passaggio in cresta un po&#8217;  esposto, raggiungiamo infine il culmine della Punta (2 ore e ½ da Pratopiazza, 4 ore circa da Cimabanche). In discesa rifaremo la via di salita, ma potremmo anche evitare l´instabile canale di blocchi, tenendoci in sinistra orografica sulle rocce della Punta, fino alla base.</p>
<p>Calcai per la prima volta la vetta della Punta del Pin, pregiato punto di osservazione sull&#8217;ombroso versante orientale della Croda Rossa d´Ampezzo e sul Picco di Vallandro, giusto vent&#8217;anni fa. Ero preparato e incuriosito: mi guidava la laconica descrizione che della salita fa Antonio Berti in &#8220;Dolomiti Orientali – Volume I Parte 1a&#8221;, e avevo chiesto informazioni al figlio Camillo, profondo conoscitore delle nostre montagne, che mi confermò di avere salito la Punta da ragazzo con il padre.</p>
<p>Dopo d&#8217;allora ho condiviso quella faticosa cima con vari amici per altre cinque o sei volte. Ripercorrendo quelle tracce labili e dimenticate, mi sono immerso ogni volta nella magia di un recesso fra i più solitari e meno battuti delle Dolomiti d&#8217;Ampezzo, che merita senza dubbio una visita, in silenzio e col dovuto rispetto.</p>
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