L’ epicondilite mediale

schema epicondilite

Epicondilite laterale e mediale


Si tratta di una patologia che colpisce  molti scalatori durante il loro percorso sportivo, ed è anche conosciuta col nome di “gomito del golfista”, da non confondersi con il “gomito del tennista” (epicondilite latarale).
Il gomito del golfista è un disturbo doloroso che colpisce non solo chi gioca a golf, ma anche tutti coloro che fanno largo uso del braccio. Se il gomito inizia a far male e non viene curato, può causare perdita di funzionalità e mobilità del braccio.

CAUSA
L’epicondilite mediale (o posteriore) si sviluppa a seguito di sforzi eccessivi e ripetuti , che vanno a sovraccaricare il gomito. I tendini attaccati agli epicondili laterali o esterni si infiammano.
In alcuni casi il gomito del golfista può svilupparsi perché il tendine è leggermente lacerato, oppure a causa di un grave trauma del gomito.

Grazie ad una segnalazione dell’amico Guido, ho trovato online un interessante articolo scritto dallo scalatore Bart van Deenen, il quale ci illustra le sue esperienze personali ed il sistema da lui ideato per combattere l’ epicondilite mediale.

Ho contattato Bart per chiedergli il permesso di tradurre e pubblicare il suo scritto ed il breve filmato che illustra la modalità di esecuzione dell’esercizio terapeutico, ed ora lo propongo qui con l’augurio che questa terapia sia d’aiuto e risolutiva a chi soffre di questo fastidioso disturbo.
Thanks Bart!

Esercizi eccentrici per curare il “gomito del golfista”

Riporto ora integralmente l’articolo di Bart van Deenen.
“Sono uno scalatore che ha sofferto per anni (dal 2005 al 2008) di epicondilite mediale (conosciuta anche come gomito del golfista). Ho provato tutte le terapie usuali, ghiaccio, riposo (mesi), iniezioni di corticosteroidi, ma purtroppo senza alcun risultato positivo.
A un certo punto anche le cose semplici come lavarsi i capelli, o la chiusura di una porta mi provocavano dolore. Ho infine temuto che avrei dovuto rinunciare al mio sport.

Dopo che anche un chirurgo ortopedico mi disse che la chirurgia non sarebbe probabilmente stata d’aiuto (solo il 50% di possibilità di successo), ero molto avvilito e sconsolato.
Mi misi così a cercare a fondo in Internet una soluzione al mio problema, e trovai trovate alcuni link interessanti sulla corretta applicazione di un esercizio eccentrico adottato dai giocatori di calcio professionisti afflitti da tendine d’ Achille e lesioni del tendine della rotula.

Sono riuscito a trasformare il loro lavoro in un efficace programma terapeutico per il mio gomito, ed i risultati sono andati ben oltre le mie aspettative.
Ho iniziato nel gennaio 2008 e dop circa 4 settimane ero pressochè guarito dalla fase acuta della patologia (non più dolore nelle attività di vita quotidiana), e ho potuto ricominciare ad arrampicare ad alto livello dopo circa 4 mesi.

L’effetto dell’esercizio è rapido, dopo due settimane si iniziano a vedere i primi risultati, dopo 4 settimane il dolore è quasi totalmente scomparso. Ho continuato a fare l’esercizio fino all’autunno 2008, per eliminare alcunei dolori che ancora provavo in certe situazioni (angolo di lavoro del gomito) particolari. Sono guarito completamente alla fine del 2008.

Ho creato questa pagina per i compagni di sventura, che havranno la costanza di praticare l’esercizio un paio di volte al giorno per pochi minuti per curare i loro epicondilite.
Spero che sia altrettanto efficace per voi come lo è stato per me. Oggi arrampico nuovamente al mio massimo livello, ed il gomito è completamente guarito.

peso

Lo “strumento terapeutico” di Bart

MATERIALE NECESSARIO:
un pezzo di manico di scopa, o simile. Facilmente reperibile.
uno peso da 0,5 kg, uno da 1 kg e uno da 2 kg. Reperibile nei negozi di articoli sportivi.
2 morsetti ferma-peso. Reperibile nei negozi di articoli sportivi.

Ho segnato il bastone con una scala in centimetri, in modo tale da avere un riferimento nel corso della terapia.

L’intensità dell’esercizio è definita dalla moltiplicazione del peso per la distanza che va dalla tua mano al peso stesso, ad esempio: 0,5 kg x 22 centimetri = 11 (intensità).
Se si sposta la mano a 25cm sulla scala, l’esercizio aumenta a (25 x 0.5) = 12.5, di modo che l’intensità dell’esercizio aumenta del 14%.
Aumentare la distanza graduatamente per aumentare l’intensità dell’ allenamento.

METODICA DELL’ ESERCIZIO

Inizia con un peso ridotto e una breve distanza (per me era 0,5 kg e 15 cm). Un dolore leggero è normale, ma a fine lavoro il gomito non deve far male.
Fare 10 o 20 ripetizioni un paio di volte al giorno. Aumentare graduatamente la distanza (ed eventualmente il peso, se necessario).
Assicurarsi che quando si aumenta il peso, si riduca la distanza, in modo tale che l’intensità rimanga più o meno la stessa.

Ho scoperto che subito dopo l’esercizio mi sentivo meglio, una sorta di insensibilità al dolore accompagnata da calore al gomito.

È possibile continuare a fare sport durante il periodo di teraia, basta non sforzare troppo e lasciare decidere al dolore quanto si può fare.

PER QUANTO FARLO?

Dopo 2 settimane ho iniziato a notare evidenti miglioramenti di giorno in giorno, e il dolore che prima accusavo per i lavori domestici era scomparso.

Ho aumentato l’intensità di ogni giorno o quasi, e dopo 4 settimane la maggior parte dei dolori erano spariti.

Alla fine ho lavorato con 3kg a 25cm (intensità 75), per eliminare i dolori che ancora erano presenti quando arrampicavo in strapiombo.

Ci sono voluti mesi affinchè il dolore scomparisse in qualsiasi situazione di lavoro (angolo) del gomito. Alla fine ho fatto l’esercizio senza più appoggiare il gomito sul ginocchio, perché era in quella situazione che ancora provavo un po’ di dolore.”

Bart van Deenen

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