Comportamento - Guide Dolomiti: arrampicata, vie ferrate, sci

Vai ai contenuti

Menu principale:

Comportamento

Informazioni utili > Valanghe

Come comportarsi in caso di valanga
Bisogna analizzare la situazione il più rapidamente possibile: ad esempio se una valanga di neve polverosa sta per travolgerci, è inutile cercare di scendere sulla linea di massima pendenza poiché si verrebbe subito raggiunti dallo spostamento d'aria e dal pulviscolo.
Meglio fuggire di lato facendo una veloce diagonale in discesa.
Se si viene presi nella valanga, di qualunque tipo essa sia, non bisogna farsi prendere dal panico: se si rimane nella parte alta della valanga bisogna tentare assolutamente di aggrapparsi al pendio cercando l'appiglio di un albero o di un cespuglio. Se questo non è possibile, bisogna cercare di stare a galla nuotando, poiché restando in superficie ci saranno forti possibilità di uscirne indenni.

Nel caso si venga sommersi, nell'attimo stesso in cui si viene seppelliti bisogna comportarsi nel modo seguente:
- non respirare e tenere la bocca chiusa: nel caso di neve polverosa un foulard può essere molto utile;
- rannicchiarsi con le braccia chiuse contro il corpo e le gambe piegate;
- nello stesso momento in cui la valanga si ferma, bisogna spingere la neve il più lontano possibile con le ginocchia e con i gomiti per creare una specie di cavità;
- infine, bisogna mantenere la calma, senza sprecare energie urlando, al fine di risparmiare l'ossigeno.


Come organizzare le ricerche
Se si è stati testimoni di una valanga:
- Incaricare una persona di sorvegliare il pendio sovrastante, poiché può arrivare una seconda valanga.
E ovvio che bisognerebbe sempre essere equipaggiati con I'ARVA, in tal modo le ricerche saranno più veloci, semprechè ci si sia esercitati costantemente all’uso dell’apparecchio.
- Cercare di localizzare il luogo approssimativo in cui gli sciatori scomparsi sono stati visti l'ultima volta; cercare una traccia: un bastoncino da sci, un berretto, piantare uno sci in questo luogo (per segnalare e ricordare tale punto) e effettuare un sondaggio sommario con le sonde.
- Effettuare le ricerche preferibilmente nei tratti in piano immediatamente sotto ad ostacoli naturali e sui bordi dei conoidi d'accumulo.
- Procedere con metodo segnando i luoghi già sondati.
- Avvisare al più presto il soccorso alpino, poiché, più il tempo passa, minori sono le possibilità di trovare vivi i compagni.
Nell'attesa, proseguire le ricerche facendo un sondaggio più preciso:
- mettersi in fila, gli uni accanto agli altri, a 60-70 cm di distanza e sondare in avanti ad ogni passo;
- non sfiorare la neve in alcun modo per evitare che il fiuto dei cani da valanga che possono giungere con i soccorritori venga disturbato;
- la persona che va a chiedere soccorso deve ricordarsi bene il luogo dell'incidente e saper dare le seguenti indicazioni: nome esatto del luogo, l'altitudine approssimativa, nome dell'impianto di risalita o della pista più vicina.
In caso di intervento con l'elicottero: trovare uno spiazzo per l'atterraggio libero da ostacoli e quando l'apparecchio sta per scendere girarsi con la schiena al vento, le braccia a croce per favorire la manovra del pilota.
Se si riesce a trovare da soli lo sciatore: stendere la vittima su abiti caldi, con delicatezza poiché può avere delle fratture. Quando lo scampato è in stato di incoscienza bisogna praticare immediatamente la rianimazione con la respirazione bocca a bocca.


Tecnica della respirazione bocca a bocca
- liberare innanzitutto le vie respiratorie da neve, terra, liquidi, muco, con le dita o girando la vittima prona e battendo sulle scapole;
- tirare quindi fuori la lingua della vittima con l'aiuto di un fazzoletto (sovente essa ostruisce la faringe), appoggiando la testa all'indietro sopra ad una giacca a vento piegata;
- appoggiare la propria bocca su quella ben aperta della vittima;
- evitare ogni fuoriuscita d’aria appoggiandosi bene e con l'aiuto delle dita chiudere le narici affinché l'aria non esca;
- mantenere per tutto il tempo la testa in posizione di iper estensione;
- se la cavità orale non può essere liberata o se la mascella è bloccata, praticare il bocca a naso. In tal caso sarà prima necessario aspirare la neve, l'acqua e il muco che verrà immediatamente sputato e poi si inizierà a soffiare.
Si devono praticare dodici respirazioni al minuto.
Importante: frizionare vigorosamente la vittima senza interruzione.
Continuare per molto tempo la respirazione artificiale: a volte la rianimazione è avvenuta un'ora e mezza circa dopo l'inizio dell'  intervento.
Se la vittima è in stato di morte apparente e appoggiando l'orecchio sulla parte sinistra del torace non si sente alcun battito cardiaco, bisogna unire alla respirazione artificiale un massaggio cardiaco esterno.


Tecnica del massaggio cardiaco esterno
- Il soccorritore, accovacciato accanto al ferito, con le due mani incrociate disposte una sull'altra ben appoggiate sulla parte anteriore del torace deve esercitare delle pressioni energiche ad un ritmo di 60-80 al minuto, più o meno una al secondo.
- Se si è soli, occorre effettuare le due operazioni in modo alternato, una respirazione bocca a bocca ogni 5 massaggi al torace.


Raccomandazione importante:
uno sciatore seppellito sotto un leggero strato di neve può essere ritrovato in stato di incoscienza; anche se non si è dei soccorritori professionisti si deve agire rapidamente, praticando le operazioni di rianimazione con convinzione.
In conclusione, si può dire che la valanga non sia sempre una fatalità come sovente si dice dopo un incidente; ciò nonostante i fenomeni legati alla neve sono complessi e a volte imprevedibili e possono sorprendere anche i migliori.
In ogni caso, se tutti gli sciatori amanti del fuori pista o dello sci alpinismo perdessero un po' di tempo per informarsi e per rispettare le regole fondamentali viste in queste righe, certamente il fuori pista causerebbe molte vittime di meno.



Pagina 1 - [2]


Torna ai contenuti | Torna al menu